Pontificia Università Gregoriana

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Coordinate: 41°53′56″N 12°29′05″E / 41.898889°N 12.484722°E41.898889; 12.484722

Pontificia Università Gregoriana
Estemma UniGreg.png
Stato Italia Italia
Città Roma
Nome latino Pontificia Universitas Gregoriana
Fondazione 1556 - Santa Sede
Tipo Università Pontificie
Facoltà 12
Rettore p. François-Xavier Dumortier, S.J.
Studenti 3 462 (2014)
Dipendenti 356
Sito web www.unigre.it
 
L'edificio del Collegio Romano
Nuova Sede. Esterno: facciata
Interno: la corte centrale
Interno: l'Aula Magna
Biblioteca: sala di lettura
Ruderi del Tempio di Serapide
Sede Centrale in Piazza della Pilotta
La cappella universitaria

La Pontificia Università Gregoriana è un ateneo della Chiesa cattolica con sede a Roma. Erede del Collegio Romano, fondato da Ignazio di Loyola, coltiva diverse discipline nell'ambito delle scienze umane e, in modo particolare, quelle filosofiche e teologiche.

Costituisce una proprietà non extraterritoriale della Santa Sede in Italia ed è esente da espropriazioni e tributi.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il 18 febbraio 1551 Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù, con il denaro ricevuto da Francesco Borgia, prese in affitto una casa situata alle pendici del Campidoglio in Piazza d'Aracoeli e vi aprì una "Scuola di grammatica, d'umanità e di Dottrina cristiana". Fu, questa, la prima scuola dei padri gesuiti; essa aveva una piccola biblioteca annessa, e fu chiamata Collegio Romano. Nel settembre dello stesso anno, visto l'incremento del numero di studenti, Ignazio fu costretto a spostare il Collegio in un'abitazione più ampia; ebbe la possibilità di sistemarlo in un palazzo appartenuto ai Frangipane, sito dietro la chiesa di Santo Stefano del Cacco. Qui, oltre alle cattedre di latino e di greco, si aggiunse anche quella di ebraico. Ad appena due anni dalla sua fondazione, il Collegio Romano già contava 250 alunni. Paolo IV, il 17 gennaio 1556, concesse all'istituto la facoltà di conferire gradi accademici in filosofia e teologia, facendolo assurgere al rango di università. Nel 1557, a causa del sempre maggiore numero di allievi, il Collegio fu trasferito nel palazzo dei Salviati[2] dove rimase fino al 1560, quando i gesuiti ebbero in dono da Vittoria della Tolfa, marchesa della Valle, alcuni fabbricati adiacenti, che adattarono per le attività didattiche. Qui il Collegio Romano arrivò a contare più di mille allievi e vennero istituite la cattedra di lingua araba e quelle di casistica e di filosofia morale.

Nel 1581 papa Gregorio XIII volle dare una sede più idonea al Collegio. Fece allora espropriare due interi isolati vicini, commissionando all'architetto Bartolomeo Ammannati la costruzione di un nuovo grande edificio, che venne inaugurato il 28 ottobre 1584. Il pontefice fu, per questo, acclamato "fondatore e padre" del Collegio Romano, che subito acquistò il titolo di Archiginnasio Gregoriano e Università Gregoriana. Nella nuova sede il numero delle discipline insegnate poté, così, aumentare: si aggiunsero diverse nuove cattedre, tra le quali quelle di storia ecclesiastica, liturgia ed eloquenza. Grande prestigio assunse l'ateneo anche nel campo della matematica, della fisica, dell'astronomia; basti ricordare che il calendario, cosiddetto “gregoriano”, perché voluto da Gregorio XIII ed attualmente in uso in tutto il mondo, fu elaborato da Cristoforo Clavio, professore del Collegio Romano. In pochi anni il numero degli studenti superò i duemila: la cappella universitaria, dedicata alla SS. Annunziata, non riuscendo più ad ospitare un così grande numero di studenti, dovette essere demolita ed al suo posto venne realizzata l'attuale chiesa di s. Ignazio (1626-1650), su disegni di Orazio Grassi, anch'egli professore del Collegio.

Nel 1773, a causa della soppressione della Compagnia di Gesù, l'ateneo fu affidato al clero secolare romano. Fu poi riconsegnato alla rifondata Compagnia, il 17 maggio 1824, da papa Leone XII.

Nel 1873 il palazzo del Collegio Romano fu confiscato dallo Stato italiano con tutte le sue dotazioni: la biblioteca, il museo kircheriano, il gabinetto scientifico e il famoso osservatorio astronomico. L'ateneo, privato della sua sede, dovette essere diviso: la sezione universitaria trovò ospitalità nel vicino Palazzo Gabrielli-Borromeo, sede del Collegio Germanico-Ungarico, mentre il ginnasio e il liceo, nel 1879, furono sistemati nella Villa Peretti a Termini, dando origine all'Istituto Massimo Istituto Massimo. Pio IX intanto, con il rescritto del 4 dicembre 1873, aveva conferito all'università dei gesuiti il titolo di "Pontificia Università Gregoriana del Collegio Romano"; tuttavia, a causa della riduzione delle discipline insegnate (rimanevano solo filosofia e teologia) e dell'esiguità degli spazi disponibili, il numero degli allievi, nel 1875, non raggiungeva i 250. L'anno successivo, presso la "Gregoriana" fu trasferita la facoltà di Diritto canonico, essendo stata secolarizzata l'Università "La Sapienza". Solo a partire dal 1886, quando il Collegio Germanico-Ungarico lasciò il Palazzo Borromeo, l'ateneo poté gradualmente riprendere la sua fisionomia accademica, ripristinando l'insegnamento di molte discipline. Dopo il primo conflitto mondiale, papa Benedetto XV e il suo successore Pio XI si attivarono per dotare la Pontificia Università Gregoriana di una sede più adeguata alle necessità didattiche. La nuova sede (cfr. infra), sita in piazza della Pilotta, venne solennemente inaugurata il 6 novembre 1930. Nel 1932 furono istituite le facoltà di Missiologia e di Storia della Chiesa, alle quali seguì, nel 1951, quella di Scienze Sociali. Oggi la Pontificia Università Gregoriana conta circa 3.000 studenti, provenienti da più di 130 paesi, da 821 diocesi e da 84 istituti religiosi. Questa "universalità" è caratteristica anche del corpo docente, proveniente da circa 40 paesi.

Sede[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1919 Benedetto XV stabilì l'acquisto di alcuni fabbricati e terreni in piazza della Pilotta, alle pendici del Quirinale, per realizzare lì la nuova sede dell'Università, in prossimità dell'altro ateneo romano affidato ai gesuiti, il Pontificio Istituto Biblico. Pio XI diede grande impulso all'iniziativa del suo predecessore e il 27 dicembre 1924, nel centenario della ricostituzione della Compagnia di Gesù, fu posta la prima pietra del nuovo complesso. I lavori di demolizione dei vecchi fabbricati, che occupavano l'area, hanno consentito di rimettere in luce alcuni resti dell'antico tempio di Serapide. Il progetto, affidato a Giulio Barluzzi[3] (Roma 1878 - 1953), prevedeva la realizzazione di un grande edificio prospiciente la piazza, con un'ampia corte interna coperta, dotato di aule, uffici e servizi, con alloggi per i professori, due cappelle e una grande biblioteca[4]. Nell'agosto del 1927 si cominciò a elevare le strutture murarie, che vennero ultimate in tre anni[5].

L'edificio si presenta in un sobrio stile neoclassico, ispirandosi alle caratteristiche architettoniche e decorative tipiche del Rinascimento romano. La facciata ricorda volutamente, nell'articolazione dei volumi, quella del Collegio Romano. L'avancorpo centrale, tutto in travertino, è scandito da paraste piane di ordine corinzio e svetta in altezza con un elegante loggione aerostilo, chiuso alle estremità da due attici, sormontati dalle insegne di Gregorio XIII e di Leone XII, l'uno fondatore, l'altro ripristinatore del secolare Istituto. Nel timpano del balcone centrale, al piano nobile, vi è lo stemma di Pio XI. Le ali laterali hanno il basamento in travertino, modellato a bugnato rustico, mentre la parte superiore ha il paramento di mattoni a vista con cornici in travertino. L'interno è caratterizzato dalla corte centrale coperta, illuminata da cinque lucernari, sul fondo della quale si staglia la grande statua del Cristo Maestro, opera dello scultore Mastrojanni; la corte è circondata da un ampio quadriportico, su due livelli, scandito da eleganti colonne di granito grigio, intorno al quale si distribuiscono le aule scolastiche, gli uffici e gli altri ambienti di servizio per la Comunità Universitaria. La biblioteca è situata sulla sinistra del complesso; essa dispone oggi di circa 800.000 libri e 3.500 riviste, con sei sale di lettura per un totale di 400 posti e un apposito edificio destinato al deposito dei libri[6]. Negli ultimi anni la sede dell'Università Gregoriana si è ulteriormente ampliata: oggi si compone di diversi edifici tra loro comunicanti: la palazzina posta sul retro dell'edificio principale (Traspontina), l'attiguo palazzo dei Lucchesi e il vicino palazzo Frascara[7]. Inoltre, nel 2005, nei sotterranei dell'edificio centrale, è stato allestito un moderno complesso di sale ed aule multifunzionali, il Centro Convegni Matteo Ricci, su un'area di circa 2.000 m2, per una capienza totale di circa 600 persone.

Finalità e caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La Pontificia Università Gregoriana mira alla formazione integrale della persona, secondo il motto Religioni et Boni artibus del Collegio Romano. Una formazione, quindi, culturale e umana di uomini e donne provenienti da ogni parte del mondo per approfondire e diffondere sempre di più, mediante l'insegnamento, la riflessione e la ricerca, la conoscenza e il senso della fede cristiana cattolica. Come università ecclesiastica affidata alla Compagnia di Gesù, essa è caratterizzata dalla totale disponibilità al servizio della Santa Sede, promuovendo il dialogo con il mondo della cultura e della scienza, l'incontro con le altre confessioni cristiane e le altre religioni, la conoscenza del valore e della dignità dalla persona umana[8].

Dialogo interreligioso[modifica | modifica wikitesto]

La Pontificia Università Gregoriana è particolarmente impegnata nel dialogo interreligioso, in particolare con l'Ebraismo, l'Islam e le religioni dell'Asia, attraverso la Facoltà di Missiologia, una struttura accademica interdisciplinare che ha una duplice finalità: favorire la riflessione accademica sulle questioni relative al dialogo interreligioso ed interculturale e fornire una formazione adeguata a coloro che intendono attuarlo in vari ambiti, pastorali e non, sia in aree religiosamente e culturalmente pluraliste, ove i cristiani sono a volte in minoranza, sia in quelle tradizionalmente cristiane, ove credenti di altre religioni costituiscono minoranze la cui importanza è sempre più riconosciuta. La Facoltà può essere frequentata sia da cristiani, sia da persone di altre religioni che desiderano approfondire la conoscenza del Cristianesimo, in modo da favorire rapporti più cordiali tra le varie comunità religiose. L'interdisciplinarità della Facoltà si attua nella sua stretta connessione in particolare con le Facoltà di Teologia, di Filosofia e in collaborazione con il Centro Cardinal Bea per gli Studi Giudaici. I Decani e il Direttore di queste unità accademiche, insieme con il Decano della Facoltà, hanno la responsabilità di sostenere e promuovere le sue attività. L'interdisciplinarità, come richiamata nella Costituzione Apostolica Sapientia Christiana e negli Statuti Generali dell'Università, va intesa non solo nel senso strutturale, ma anche metodologico, sia a livello pedagogico sia di ricerca, ai fini dell'organizzazione di un programma organico di studi. La Facoltà offre un programma organico di studi orientato al dialogo interreligioso ed interculturale in ambito teologico, politico, legislativo, educativo e umanitario. Si propone, inoltre, di offrire agli studenti delle altre Facoltà e degli altri Istituti dell'Università corsi, seminari e conferenze su tematiche riguardanti il dialogo interreligioso ed interculturale, allo scopo di arricchire la loro formazione in riferimento a queste tematiche di massima attualità.

Facoltà[modifica | modifica wikitesto]

Istituti[modifica | modifica wikitesto]

Centri[modifica | modifica wikitesto]

  • Centro "San Pietro Favre" per i Formatori al Sacerdozio e alla Vita Consacrata
  • Centro "Cardinal Bea" per gli Studi Giudaici
  • Centro Fede e Cultura "Alberto Hurtado"
  • Centro di Spiritualità Ignaziana
  • Centro per la Protezione dei Minori

Biblioteca[modifica | modifica wikitesto]

L'Università dispone di una Biblioteca specializzata di oltre 900mila opere, 3mila periodici, Fondi speciali, Riserva di 30mila volumi preziosi, banche dati e risorse elettroniche in continuo aggiornamento. I volumi del fondo della Bibliotheca Maior del Collegio Romano costituirono il nucleo iniziale della Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele di Roma

Archivio Storico[modifica | modifica wikitesto]

L'Archivio testimonia l'attività intellettuale dei gesuiti del Collegio Romano, dalla sua fondazione nel 1551 alla soppressione della Compagnia di Gesù nel 1773. Più di 5000 codici attestano le lezioni di retorica, grammatica, filosofia e teologia, impartite nel corso di due secoli, oltre allo studio dei classici greci e latini, di astronomia, di matematica e di fisica, e delle lingue latina, ebraica, greca e araba.Tra essi spiccano l’imponente carteggio di Athanasius Kircher, la corrispondenza di Cristoforo Clavio e i codici che servirono allo Sforza Pallavicino per scrivere la Istoria del Concilio di Trento.

Rivista ufficiale dell'Università[modifica | modifica wikitesto]

Il periodico d'informazione La Gregoriana - Virtus et Scientia è tra le pubblicazioni ufficiali e non scientifiche dell'Università. Dopo un periodo di stasi ha ripreso la sua piena attività nel 2001, anno in cui si è celebrato il 450º anno dalla fondazione del Collegio Romano. Nel 2011 è stato sottoposto a un profondo rinnovamento.

Consortium Gregorianum[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1928, Papa Pio XI associò alla Gregoriana il Pontificio Istituto Biblico e il Pontificio Istituto Orientale, dando vita al Consortium Gregorianum. La missione delle tre istituzioni accademiche è «formare attori e responsabili al servizio della missione della Chiesa nel mondo» continuando la tradizione del Collegio Romano nel Terzo Millennio, come centro di propulsione e propagazione della scienza, cultura e fede nel mondo intero.

Gregorian & Biblical Press[modifica | modifica wikitesto]

Gregorian & Biblical Press è una casa editrice, che offre servizi editoriali alla Pontificia Università Gregoriana e al Pontificio Istituto Biblico. Dal 2010 offre la possibilità di abbonarsi o acquistare on line, in 6 lingue diverse, i volumi delle prestigiose collane dell'Università Gregoriana e del Pontificio Istituto Biblico, tra cui:

  • Istituto biblico
    • Analecta Biblica
    • Biblica et orientalia
    • Analecta Orientalia
    • Studia Pohl
    • Studia Pohl (Series Maior)
    • Subsidia biblica
  • Gregorian
    • Analecta Gregoriana
    • Documenta Missionalia
    • Miscellanea Historiae Pontificiae
  • Tesi gregoriana
    • Diritto Canonico
    • Filosofia
    • Missiologia
    • Spiritualità
    • Storia Ecclesiastica
    • Teologia
  • Interreligious Investigations
  • Philosophia
  • Theologia
  • Varia

Studenti illustri[modifica | modifica wikitesto]

Vari papi hanno studiato alla Gregoriana:

Tra i suoi studenti l'Università annovera anche venti santi e trentanove beati, tra i quali:

Anche Padre Felice Maria Cappello, famoso docente di questa università dal 1957 al 58, è in fase di beatificazione.

Rettori[modifica | modifica wikitesto]

  • Jean Pelletier (1551)
  • Bernard Olivier (1551-1553)
  • Quentin Charlat (1553-1554)
  • Sebastiano Romei (1554-1568)
  • Dionigi Vásquez (1568)
  • Hieron Doménech (1568-1571)
  • Vincenzo Bruni (1571-1574), 1º mandato
  • Ludovico Maselli (1574-1583)
  • Benedetto Sardi (1583-1586)
  • Vincenzo Bruni (1586-1589), 2º mandato
  • Augusto Giustiniani (1589-1590)
  • Bernardino Rossignoli (1590-1592), 1º mandato
  • Roberto Bellarmino (1592-1594)
  • Ludovico Mansoni (1594-1597)
  • Pietro Antonio Spinelli (1597-1599)
  • Benedetto Giustiniani (1599-1602)
  • Fabio De Fabi (1602-1604)
  • Bernardino Rossignoli (1604-1606), 2º mandato
  • Giovanni Paolo Risi (1606-1610)
  • Antonio Marchesi (1610-1612)
  • Giacomo Domenici (1612-1615)
  • Carlo De Sangro (1615-1618)
  • Girolamo Tagliavia (1618-1620)
  • Virgilio Cepari (1620-1623)
  • Giovanni Stefano Menochio (1623-1626), 1º mandato
  • Nicola Berzetti (1626-1629), 1º mandato
  • Oliviero Pensa (1629-1632), 1º mandato
  • Francesco Piccolmini (1632-1635)
  • Olieviero Pensa (1635-1638), 2º mandato
  • Nicola Berzetti (1638-1641), 2º mandato
  • Giovanni Stefano Menochio (1641-1642), 2º mandato
  • Francesco Mascambrun (1642-1646)
  • Nicola Zucchi (1646-1649)
  • Fabio Albergati (1649-1652)
  • Fabrizio Pignatelli (1652-1655)
  • Ludovico Bompiani (1655-1658)
  • Emilio Savignani (1658-1661)
  • Domenico Vanni (1661-1664)
  • Giovanni Antonio Caprini (1664-1667)
  • Domenico Brunacci (1667-1670), 1º mandato
  • Daniele Bartoli (1670-1674)
  • Carlo Paladini (1674-1677)
  • Domenico Brunacci (1677-1680), 2º mandato
  • Curzio Sesti (1680-1683)
  • Giacomo Cellesi (1683-1684)
  • Silvestro Mauro (1684-1687)
  • Giovanni Antonio Caprini (1687-1691)
  • Giovanni Girolamo Gandolfo (1691-1694)
  • Francesco Mazzagalli (1694-1695)
  • Angelo Alamanni (1695-1698)
  • Giovanni Battista Tolomei (1698-1701)
  • Annibale Marchetti (1701-1705)
  • Paolo Sinola (1705-1707)
  • Fabio Mansi (1707-1710)
  • Saverio Filippo Guerrieri (1710-1713)
  • Egidio Domenico Senapa (1713-1718)
  • Girolamo Fabi (1718-1719), 1º mandato
  • Giovanni Giacomo Grezzi (1719-1722)
  • Paolo Vanni (1722-1729)
  • Girolamo Fabi (1729), 2º mandato
  • Vincenzo Annibali (1729-1732)
  • Carlo Storani (1732-1735)
  • Tommaso Silotti (1735-1739)
  • Francesco Piccolomini Volumnio (1739-1740)
  • Orazio Borgondio (1740-1741)
  • Carlo Mansi (1741-1742)
  • Domenico Casotti (1742-1744)
  • Giovanni Antonio Timoni (1744-1748)
  • Domenico Franchini (1748-1751)
  • Girolamo Ridolfi (1751-1758)
  • Asdrubale Mattei (1758-1761)
  • Filippo D'Elei (1761-1765)
  • Santo Guidi (1765-1768)
  • Mariano Pongelli (1768-1772)
  • Paolo Antonio Raffagni (1772-1824)
  • Luigi Taparelli d'Azeglio (1824-1829)
  • Giovanni Battista Dessi (1829-1832)
  • Giuseppe Bellotti (1832-1835)
  • Felice Sprani (1840-1843)
  • Leonardo Fava (1843-1846)
  • Francesco Manera (1846-1847)
  • Bonaventura Benetti (1847-1853)
  • Giovanni Perrone (1853-1856)
  • Pasquale Cambi (1856-1860)
  • Ugo Molza (1860-1864), 1º mandato
  • Giovanni Marcucci (1864-1867)
  • Pietro Ragazzini (1867-1872)
  • Valeriano Cardella (1872-1876)
  • Ugo Molza (1876-1880), 2º mandato
  • Francesco Vannutelli (1880-1884)
  • Massimiliano Anselmi (1884-1886)
  • Lorenzo Lunari (1886-1891)
  • Emilio De Autustini (1891-1895)
  • Francesco Maria Carini (1895-1896)
  • Augusto Ferretti (1896-1900)
  • Emidio Rossi (1900-1904)
  • Franz Xavier Wernz (1904-1906)
  • Ludovico Quercini (1906-1910)
  • Pio De Mandato (1910-1914)
  • Luigi Caterini (1914-1918)
  • Francesco Saverio Calcagno (1918-1922)
  • Carlo Miccinelli (1922-1926)
  • Giuseppe Gianfranceschi (1926-1930)
  • Ferdinand Willaert (1930-1933)
  • Vincent Albert McCormick (1933-1941)
  • Paolo Dezza (1941-1951)
  • Pedro Maria Abellán (1951-1957)
  • Pablo Muñoz Vega (1957-1963)
  • Edoard Dhanis (1963-1966)
  • Hervé Carrier (1966-1978)
  • Carlo Maria Martini (1978-1980)
  • Urbano Navarrete (1980-1986)
  • Gilles Pelland (1986-1992)
  • Giuseppe Pittau (1992-1998)
  • Franco Imoda (1998-2004)
  • Gianfranco Ghirlanda (2004-2010)
  • François-Xavier Dumortier (2010-oggi)

Professori illustri[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Articolo 16 dei Patti Lateranensi, nonché allegato III
  2. ^ L'edificio, poi demolito, era situato nell'area dell'attuale piazza del Collegio Romano.
  3. ^ http://www.inroma.roma.it/arardeco/1925/25_III/Notiz/IIINP12.html (note sull'attività di Giulio Barluzzi - 1925).
  4. ^ Nella prima versione del progetto (1925) si nota una marcata presenza di elementi decorativi di gusto manierista, che vennero poi attenuati dallo stesso Barluzzi nel progetto esecutivo (1927), in base al principio di "sobrietà" tipico dell'architettura gesuitica. Cfr. G. SALE, «Pauperismo architettonico e architettura gesuitica», in P. GILBERT, ed., Universitas Nostra Gregoriana. La Pontificia Università Gregoriana ieri e oggi, Roma 2006, 159-170; (disegni di progetto - 1926).
  5. ^ Per la realizzazione delle grandi aule ad anfiteatro furono allora sperimentate e impiegate strutture in cemento armato e in acciaio di dimensioni mai realizzate prima. Cfr L'Università Gregoriana del Collegio Romano nel primo secolo dalla restituzione, Roma 1924, 293; PONTIFICIA UNIVERSITÀ GREGORIANA, L'inaugurazione della nuova sede, Roma 1930, 76.
  6. ^ L'edificio, realizzato sempre negli anni Trenta, ha un'originale concezione strutturale, in quanto l'ossatura metallica degli scaffali è anche l'elemento portante di tutto l'edificio. I muri perimetrali, infatti, servono solo da rivestimento. Ciò ha consentito l'utilizzo ottimale di tutto lo spazio interno disponibile. Cfr. Pontificia Università Gregoriana, L'inaugurazione …, 79-86.
  7. ^ http://www.unigre.it/pug/presentazione/PresC2.htm
  8. ^ PONTIFICIA UNIVERSITÀ GREGORIANA, Statuta Pontificiae Universitatis Gregorianae et Consociatorum Pontificii Istituti Biblici ac Pontificii Instituti Orientalium Studiorum, Roma 1935; http://www.unigre.it/pug/presentazione/PresA1.htm

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • L'Università Gregoriana del Collegio Romano nel primo secolo dalla restituzione, Roma 1924.
  • Pontificia Università Gregoriana, Atti del Solenne atto Accademico in occasione del 450º anniversario della fondazione del Collegio Romano, Roma 1930.
  • Pontificia Università Gregoriana, L'inaugurazione della nuova sede, Roma 1930.
  • Pontificia Università Gregoriana, Statuta Pontificiae Universitatis Gregorianae, Romae 1985.
  • Pontificia Università Gregoriana, Statuta Pontificiae Universitatis Gregorianae et Consociatorum Pontificii Istituti Biblici ac Pontificii Instituti Orientalium Studiorum, Romae 1935.
  • [Gilbert (cur.)], Universitas Nostra Gregoriana. La Pontificia Università Gregoriana ieri e oggi, Roma, Edizioni PUG, 2006, ISBN.
  • Rinaldi E., La fondazione del Collegio Romano. Memorie storiche, Arezzo 1914.
  • Villasleda R.G., Storia del Collegio Romano, Roma 1954.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]