Pianoforte a gatti

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Un pianoforte a gatti raffigurato nella rivista francese La Nature nel 1883.

Un pianoforte a gatti (in tedesco Katzenklavier[1] o Katzen-Orgel[2]; in inglese cat piano, cat organ o cat clavichord[3]) è un ipotetico strumento musicale composto da una serie di gatti le cui code sono ubicate al di sotto della tastiera, che, se premuta, fa miagolare i felini. Quest'ultimi sarebbero disposti in base all'intensità dei loro miagolii.

Attualmente non esiste alcun documento attendibile che testimonia la costruzione di un pianoforte a gatti, anche se lo stesso è spesso descritto nella letteratura come un'invenzione bizzarra.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Lo strumento fu inventato, sotto forma di «organo a gatti» (all'epoca non esistevano i pianoforti), dal filosofo tedesco Athanasius Kircher (1602 - 1680) nel XVII secolo, anche se è molto probabile che lo stesso sia stato ispirato da altri oggetti crudeli esistenti ancor prima che lui nascesse.[4]

Lo strumento secondo Gaspar Schott, che lo raffigurò nel 1657.

Secondo uno scritto elaborato nel 1657 dal suo allievo Caspar Shott (o Gaspar Schott), Kircher avrebbe inventato lo strumento per curare un principe italiano caduto in depressione; il pianoforte a gatti, tuttavia, non riuscì a far guarire il monarca. Kircher impiegò i gatti poiché in Europa, nel periodo che va dal XV al XVIII secolo, perseverava ancora la caccia alle streghe e i felini venivano considerati creature demoniache.[4][5]

Pare più probabile, comunque, che il pianoforte a gatti sia stata una semplice invenzione letteraria; Kircher lo citò infatti in un suo romanzo scritto nel XVII secolo, in cui ne elogiò la musicalità e ne descrisse i minimi particolari,[6] anche se con un tono avente leggere connotazioni ironiche.[3]

Un uomo suona il pianoforte a gatti osservato da animali che cantano.

Più tardi lo psichiatra tedesco Johann Christian Reil scrisse un resoconto dove spiegò il corretto modo per utilizzare un pianoforte a gatti per il trattamento dei pazienti la cui concentrazione era notevolmente peggiorata. Reil sosteneva che tutti coloro che avessero sentito lo strumento musicale, non avrebbero potuto ignorare il suono dei gatti torturati, riacquistando così la capacità di concentrarsi.[4][7]

Scrisse Reil nella sua opera Rhapsodieen über die Anwendung der psychischen Curmethode auf Geisteszerrüttungen che «quando il malato è disposto in un modo che egli non possa celare la propria espressione facciale e quindi può osservare il concerto di questi animali, è possibile portare lo stesso nel suo stato fisso di consapevolezza».[8][9]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il pianoforte a gatti somiglierebbe in tutto e per tutto a un normale organo. Tuttavia, al posto delle canne, lo strumento presenta una serie di felini rinchiusi in gabbie in modo che essi non abbiano la possibilità di scappare.[2][4]

I gatti, disposti in base all'intensità ed al timbro dei loro miagolii, avrebbero le code posizionate al di sotto della tastiera, in modo che se si preme un tasto il felino prova dolore, emettendo un miagolìo. Sono stati descritti numerosi metodi per fare in modo che il gatto provi dolore: tra questi si annoverano un meccanismo che tira la coda una volta premuto un tasto oppure un chiodo che, una volta prodotta la nota musicale, andrebbe a colpire la coda del felino.[2][4]

Il pianoforte a gatti è stato descritto dallo scrittore francese Jean-Baptiste Weckerlin nel suo libro Musiciana, extraits d’ouvrages rare ou bizarre:[10]

Il pianoforte a gatti secondo Adolf Kröner.
(EN)
« When the King of Spain Felipe II was in Brussels in 1549 visiting his father the Emperor Charles V, each saw the other rejoicing at the sight of a completely singular procession.[...] The most curious was on a chariot that carried the most singular music that can be imagined. It held a bear that played the organ; instead of pipes, there were sixteen cat heads each with its body confined; the tails were sticking out and were held to be played as the strings on a piano, if a key was pressed on the keyboard, the corresponding tail would be pulled hard, and it would produce each time a lamentable meow. The historian Juan Christoval Calvete, noted the cats were arranged properly to produce a succession of notes from the octave... (chromatically, I think). »
(IT)
« Quando il regnante spagnolo Filippo II soggiornava a Bruxelles nel 1549 per visitare il padre Carlo V vide un corteo del tutto singolare. [...] L'oggetto più curioso era tuttavia un carro che trasportava uno strumento capace di produrre la musica più particolare che si possa immaginare. A suonare l'organo era un orso. Lo strumento, al posto delle canne, presentava sedici gatti costretti in sedici gabbie. Le code dei felini erano poste al di sotto del pianoforte: una volta premuto un tasto, la coda corrispondente veniva tirata, il che avrebbe fatto deplorevolmente miagolare i felini. Lo storico Juan Christoval Calvete osservò che i gatti erano disposti in modo da produrre una successione di note dell'ottava ... (cromaticamente, suppongo). »

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Breverton, p. 267.
  2. ^ a b c Kröner, p. 608. Wikisource-logo.svg Disponibile su Wikisource.
  3. ^ a b Agnew, p. 157.
  4. ^ a b c d e (EN) Bizarre Musical Instruments - The Cat Organ, 27 dicembre 2011. URL consultato il 19 febbraio 2012.
  5. ^ Magno, p. 20.
  6. ^ Van Vechten, p. 195.
  7. ^ (EN) Robert J. Richards, Rhapsodies on a Cat-Piano, or Johann Christian Reil and the Foundations of Romantic Psychiatry (PDF), Università di Chicago, 1998..
  8. ^ Reil, p. 205.
  9. ^ Richards, p. 271.
  10. ^ Weckerlin, p. 349.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (DE) Adolf Kröner, Die Gartenlaube, 1ª ed., Lipsia, E. Keil, 1856, ISBN non esistente.
  • Carl Van Vechten, The Tiger in the House, Kessinger Publishing, 31 ottobre 2004, ISBN 1417967447.
  • Jean-Baptiste Weckerlin, Musiciana, extraits d’ouvrages rare ou bizarre, Parigi, 1877, ISBN non esistente.
  • (DE) Johann Christian-Reil, Rhapsodieen über die Anwendung der psychishen Curmethode auf Geisteszerrüttungen, Curt, 1803, ISBN non esistente.
  • (IT) Nicoletta Magno, Il linguaggio del gatto, De Vecchi Editore, 1º agosto 2011, ISBN 9788841240397.
  • (EN) Robert Richards, The Romantic Conception of Life: Science and Philosophy in the Age of Goethe, University of Chicago Press, 2002, ISBN 9780226712109.
  • (EN) Terry Beverton, Breverton's Phantasmagoria: A Compendium of Monsters, Myths and Legends, Quercus, 7 luglio 2011, ISBN 9780857384119.
  • (EN) Vanessa Agnew, Enlightenment Orpheus: The Power of Music in Other Worlds, Oxford University Press, 1º maggio 2008, ISBN 0195336666.