Fondazione bancaria

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Una fondazione bancaria è una persona giuridica mista pubblico-privata[1] senza fini di lucro. Le fondazioni bancarie sono state introdotte per la prima volta nell'ordinamento italiano con la legge n. 218 del 1990, la cosiddetta "legge-delega Amato-Carli"[2], con lo scopo di perseguire valori collettivi e finalità di utilità generale.

Origine storica[modifica | modifica wikitesto]

Le fondazioni bancarie hanno origine dalle antiche casse di risparmio, associazioni private nate nell'Europa centrale ed affermatesi in Italia agli inizi del XIX secolo, quando si manifestò il bisogno di sostenere lo sviluppo produttivo dei ceti medio-piccoli dopo le disastrose guerre napoleoniche e di raccogliere i flussi di liquidità derivanti dalla nascente Rivoluzione industriale.

L'attività delle casse di risparmio (nate su iniziativa prevalentemente privata) era diversa dall'attività bancaria vera e propria:

  • le casse raccoglievano capitali con una sottoscrizione iniziale e poi con successivi depositi, mentre le banche nascono su iniziativa di gruppi ristretti ed hanno fini commerciali e speculativi;
  • le casse svolgevano attività di assistenza e beneficenza, mediante elargizione di beni indirizzati gratuitamente verso i ceti più umili, mentre le banche raccoglievano e remuneravano il piccolo risparmio.

La privatizzazione delle Casse di risparmio[modifica | modifica wikitesto]

A partire dagli anni Ottanta, la Comunità europea ha innescato un processo di forte liberalizzazione e privatizzazione dell'economia, contraria ad ogni forma di «aiuti di Stato» e volta a privilegiare il regime di piena Concorrenza tra le imprese.

L'impianto legislativo che ne è derivato è composto da:

L'impianto legislativo va letto alla luce del novellato art. 118 della Costituzione, che ha introdotto il principio di sussidiarietà orizzontale come criterio informatore dei rapporti tra pubblico e privato anche nella realizzazione delle finalità di carattere collettivo.

La nascita delle fondazioni bancarie[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio degli anni novanta è emersa dunque la necessità di trasformare l'intero sistema bancario italiano per aggiornarlo rispetto alla cosiddetta «unità economica europea» che si va delineando. L'Italia doveva affrontare l'apertura dei propri mercati ai partner europei. All'epoca, più della metà degli enti creditizi era di diritto pubblico.

Il Governatore della Banca d'Italia (Carlo Azeglio Ciampi) trovò la soluzione per rendere le banche più appetibili per gli investitori stranieri: separare in due diverse entità le funzioni di diritto pubblico dalle funzioni imprenditoriali, cioè scorporare le fondazioni dalle banche ex pubbliche (s.p.a.): la legge-delega Amato-Carli n. 218 del 1990 dispose che gli enti bancari diventassero società per azioni, sotto il controllo di fondazioni, le quali successivamente avrebbero dovuto collocare le proprie azioni sul mercato.
La legge-delega del 1990 configura le fondazioni bancarie come holding pubbliche che gestiscono il pacchetto di controllo della banca partecipata ma non possono esercitare attività bancaria; i dividendi sono intesi come reddito strumentale ad un'attività istituzionale (quella indicata nello Statuto), che deve perseguire «fini di interesse pubblico e di utilità sociale».

Nella prima fase (1990-1997), prevale una ambiguità di fondo: attività bancaria e finalità istituzionali sono ancora piuttosto confuse, anche perché le fondazioni bancarie da un lato devono controllare la banca e dall'altro devono perseguire scopi non di lucro.
L'unico elemento chiaro di attività "sociale" delle fondazioni bancarie si ritrova nel dettato della legge 266/1991 istitutiva delle organizzazioni di volontariato: l'art. 15 che dispone che un quindicesimo dei proventi di questi enti venga devoluto ai fondi regionali per il volontariato. L'evoluzione normativa degli anni seguenti mira proprio ad eliminare questa confusione: un sistema misto di incentivi e vincoli mette in moto il mercato, nonostante la regolamentazione delle attività istituzionali sia ancora carente.

La riforma Ciampi-Amato[modifica | modifica wikitesto]

delega n. 461 del 1998 e ilDecreto legislativo n. 153 del 1999 afferma l'idea per cui le fondazioni devono operare nel mondo non-profit, pur potendo conservare una certa vocazione economica (ma sempre nell'ambito degli scopi non lucrativi). Il decreto, nel testo vigente, individua i settori ammessi (famiglia e valori connessi; crescita e formazione giovanile; educazione, istruzione e formazione, incluso l'acquisto di prodotti editoriali per la scuola; volontariato, filantropia e beneficenza; religione e sviluppo spirituale; assistenza agli anziani; diritti civili; prevenzione della criminalità e sicurezza pubblica; sicurezza alimentare e agricoltura di qualità; sviluppo locale ed edilizia popolare locale; protezione dei consumatori; protezione civile; salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa; attività sportiva; prevenzione e recupero delle tossicodipendenze; patologie e disturbi psichici e mentali; ricerca scientifica e tecnologica; protezione e qualità ambientale; arte, attività e beni culturali) nell'ambito dei quali le fondazioni scelgono, ogni tre anni, non più di cinque settori rilevanti. Le fondazioni bancarie possono così assumere la struttura di "fondazioni grant-making" (erogare denaro ad organizzazioni non profit che operano nei sei settori individuati) oppure possono scegliere quella di "fondazioni operative", svolgendo direttamente attività d'impresa nei suddetti settori, attività strumentale al raggiungimento dello scopo di utilità sociale.

Tale assetto legislativo necessitava di alcuni aggiustamenti, poiché vi era una dispersione di impiego dei proventi patrimoniali da parte delle fondazioni (che erogavano "a pioggia" importi modesti e solo in alcune aree del Paese).

La legge del 1998 introduce perciò la «programmazione triennale» dell'attività delle fondazioni e indebolisce il legame fondazioni-banche, affidando la partecipazione a delle «società di gestione del risparmio» (scelte con gare pubbliche) ma soprattutto ribadisce l'appartenenza della materia al diritto privato e non al diritto pubblico.

Il Decreto legislativo n. 153 del 1999 attribuisce alle fondazioni la natura giuridica di enti privati senza fini di lucro e la piena autonomia statutaria e di gestione: di conseguenza, le Fondazioni (a partire dal 1999) hanno dovuto adottare nuovi statuti sottoposti all'approvazione dall'Autorità di Vigilanza (Ministero italiano dell'Economia e delle Finanze) e hanno assunto la piena autonomia statutaria e di gestione.

Lo stesso Giuliano Amato, il creatore delle fondazioni bancarie, le definì <<mostro giuridico>> al momento di illustrare la legge approvata.[3] La Corte Costituzionale si è dovuta esercitare in difficili equilibrismi per giustificare l'esistenza nell'ordinamento delle fondazioni bancarie.[4]

La riforma operata dalle leggi finanziarie 2002 e 2004[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 2001, la disciplina delle fondazioni registra ulteriori modifiche, non essendo ancora chiaro che cosa deve fare la fondazione una volta dismesso il controllo della banca conferitaria. L'articolo 11 della cosiddetta legge Tremonti n. 448 del 2001 (legge finanziaria 2002) ha apportato alcune modifiche alla disciplina delle fondazioni così come impostata dalla precedente legge del 1998, ribadendo in primo luogo il regime giuridico privatistico di questi enti.

Trattamento tributario delle fondazioni bancarie[modifica | modifica wikitesto]

Nell'attuale configurazione dettata dalle ultime riforme legislative, le fondazioni bancarie sono enti tipici del c.d. Terzo settore, cioè enti non lucrativi con connotazione non imprenditoriale. Questo aspetto comporta alcuni problemi in sede fiscale, in quanto si ripropongono per le fondazioni le stesse difficoltà che riguardano gli enti non profit che però gestiscono un capitale e quindi producono proventi in astratto tassabili. Le fondazioni infatti hanno obiettivi di carattere sociale o umanitario o culturale, e la loro attività è resa possibile dal possesso di un capitale che genera delle rendite. In più, quasi il 90% delle risorse economiche delle fondazioni deve essere, per la legge Tremonti, destinato ad iniziative di carattere locale, cioè nell'ambito della Regione di appartenenza.

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

Le Fondazioni Bancarie sono accusate di essere in mano a lobby di ex-politici e faccendieri. Sono anche criticate come a rischio di clientelismi e scambi di influenze. Un esempio è il servizio di Report del 14/10/2012 [1] sulla Cassa Depositi e Prestiti dove al minuto 18 si denuncia una grave ingerenza della politica nei consigli di amministrazione (Cda) delle fondazioni. Un altro esempio è il lavoro pubblicato su Lavoce.info di un pool di economisti che hanno analizzato i Cda delle fondazioni con l'intento di scoprire le commistioni con la politica[5].

Lista delle fondazioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fondazione cassa di risparmio.
  1. Fondazione Cariplo
  2. Fondazione Compagnia di San Paolo
  3. Fondazione Monte dei Paschi di Siena
  4. Fondazione Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza, Belluno e Ancona
  5. Fondazione Cassa di Risparmio di Torino
  6. Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna
  7. Ente Cassa di Risparmio di Firenze
  8. Fondazione Cassamarca
  9. Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo
  10. Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo
  11. Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia
  12. Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna
  13. Fondazione Cassa di Risparmio di Modena
  14. Fondazione Cassa di Risparmio di Genova e Imperia
  15. Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca
  16. Fondazione Cassa di Risparmio di Parma
  17. Fondazione Roma
  18. Fondazione Cassa di Risparmio di Venezia
  19. Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone
  20. Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti
  21. Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Teramo
  22. Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì
  23. Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi
  24. Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni
  25. Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto
  26. Fondazione Monte di Parma
  27. Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara
  28. Fondazione Cassa di Risparmio di Imola
  29. Fondazione Cassa di Risparmio di Reggio Emilia - Pietro Manodori
  30. Fondazione di Piacenza e Vigevano
  31. Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia
  32. Fondazione Agostino De Mari Cassa di Risparmio di Savona
  33. Fondazione Banca del Monte di Lombardia
  34. Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata
  35. Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno
  36. Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa
  37. Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria
  38. Fondazione Cassa di Risparmio di Asti
  39. Fondazione Cassa di Risparmio di Biella
  40. Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli
  41. Fondazione Banco di Sicilia
  42. Fondazione del Monte di Lucca
  43. Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara
  44. Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia
  45. Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano
  46. Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste
  47. Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna
  48. Istituto Banco di Napoli - Fondazione
  49. Fondazione Banco di Sardegna
  50. Fondazione Cassa di Risparmio della Spezia
  51. Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra
  52. Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell'Aquila
  53. Fondazione Cassa di Risparmio e Banca del Monte di Lugo
  54. Fondazione Cassa di Risparmio di Cento
  55. Fondazione Cassa di Risparmio di Viterbo
  56. Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena
  57. Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini
  58. Fondazione Cassa di Risparmio di Vignola
  59. Fondazione Cassa di Risparmio di Rieti
  60. Fondazione Cassa di Risparmio di Fossano
  61. Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo
  62. Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia
  63. Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno
  64. Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno
  65. Fondazione Cassa di Risparmio di Fano
  66. Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola
  67. Fondazione Cassa di Risparmio San Miniato
  68. Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto
  69. Fondazione Banca del Monte Domenico Siniscalco Ceci di Foggia
  70. Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro
  71. Fondazione Pescarabruzzo
  72. Fondazione Cassa di Risparmio di Calabria e Lucania
  73. Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana
  74. Fondazione Banco del Monte di Rovigo
  75. Fondazione Banca Nazionale delle Comunicazioni
  76. Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi
  77. Fondazione Cassa di Risparmio di Loreto
  78. Fondazione Cassa di Risparmio di Bra
  79. Fondazione Cassa di Risparmio Prato
  80. Fondazione Banca del Monte e Cassa di Risparmio di Faenza
  81. Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia
  82. Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana
  83. Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto
  84. Fondazione Cassa di Risparmio di Savigliano
  85. Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo
  86. Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona
  87. Fondazione Cassa di Risparmio di Città di Castello
  88. Fondazione Monte di Pietà di Vicenza
  89. Fondazione Banca Agricola Mantovana

Normativa[modifica | modifica wikitesto]

  • Decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153
  • Art. 153 ed Art. 172, Decreto legislativo 12 aprile 2006, n.163 (Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture)
  • Art. 7 Legge 28 dicembre 2005, n. 262
  • Art. 1, comma 1, Decreto legislativo 17 agosto 2005, n. 189
  • Decreto-legge 12 luglio 2004, n. 168 coordinato con la legge di conversione
  • Art. 2 Legge 24 dicembre 2003, n. 350 (Legge finanziaria 2004)
  • Decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 coordinato con la legge di conversione
  • Decreto-legge 24 giugno 2003, n. 143 coordinato con la legge di conversione
  • Art. 80, comma 20, Legge 27 dicembre 2002, n. 289 (Legge finanziaria 2003)
  • Decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63 coordinato con la legge di conversione
  • Art. 11 Legge 28 dicembre 2001, n. 448 (Legge finanziaria 2002)
  • Testo iniziale del decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153 (decreto attuativo legge "Ciampi")
  • Legge 23 dicembre 1998, n. 461 (legge "Ciampi")
  • Decreto-legge 31 maggio 1994, n. 332 coordinato con la legge di conversione
  • Legge 11 agosto 1991, n. 266 (legge-quadro sul volontariato)
  • Decreto legislativo 20 novembre 1990, n. 356 (decreto attuativo legge "Amato")
  • Legge 30 luglio 1990, n. 218 (legge "Amato")

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Consulta Online - Sentenza n. 300 del 2003
  2. ^ Le fondazioni bancarie
  3. ^ Fondazioni, Amato tiene a battesimo il via libera al riassetto
  4. ^ Francesco Ciro Rampolla, La Corte si esercita in difficili equilibrismi sulle fondazioni bancarie, Le Regioni 1/2004, Forum di Quaderni Costituzionali
  5. ^ I politici ai vertici delle fondazioni bancarie

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]