Diritto privato

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Il diritto privato è quella branca del diritto che regola i rapporti intersoggettivi tra i singoli consociati (persone fisiche e persone giuridiche), in relazione alla sfera patrimoniale ma anche personale e familiare.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Disciplina i rapporti fra soggetti che si trovano in posizioni perfettamente paritarie, siano essi privati cittadini o enti pubblici. Il diritto pubblico disciplina invece i rapporti fra soggetti che si trovano in posizioni non paritarie, in cui uno dei soggetti del rapporto è in una posizione di supremazia o autorità sull'altro, costretto a subire le decisioni altrui.

La linea di demarcazione tra diritto pubblico e diritto privato è per certi versi variabile e controversa in quanto ad esempio in alcuni casi lo Stato può avocare a sé la realizzazione di funzioni proprie di un privato sostituendosi a quest'ultimo oppure può utilizzare strumenti privatistici, ad esempio quello societario e contrattuale. Un esempio di questa difficile demarcazione è la società a partecipazione statale, ovvero una società per azioni in cui l'unica particolarità è ravvisata nel fatto che il socio di maggioranza o totalitario è un ente pubblico.

Il principio di autonomia e il sistema del diritto privato[modifica | modifica wikitesto]

Alla base del ragionamento secondo cui il diritto privato disciplina i rapporti tra i soggetti che si trovano in posizioni paritarie, sta il concetto di autonomia privata, ovvero quel diritto che la persona ha di autodeterminarsi perseguendo e regolando nel modo che ritiene più opportuno i propri interessi. L'autonomia opera al massimo grado in ambito contrattuale, al minimo nel campo della responsabilità civile. I soggetti privati esercitano questa autonomia compiendo delle attività, dette negozi giuridici dando origine a rapporti obbligatori e a trasferimenti di diritti.

Quando si verificano comportamenti in violazione (un inadempimento dell'obbligo) il sistema del diritto privato concede la possibilità a chi è stato leso di agire in giudizio (e su di lui grava l'onere della prova) e, se opportuno, reagisce con delle sanzioni. Le parti litiganti possono ricorrere ad un contratto di transazione, nel quale facendosi reciproche concessioni ricompongono la lite oppure possono ricorrere con un compromesso ad un giudice privato, detto arbitro. Ciò che non è consentito fare è adottare comportamenti di autotutela (a parte il diritto di ritenzione e la legittima difesa).

L'illecito civile è nell'ordinamento italiano atipico, ovvero può essere considerato come tale qualsiasi comportamento che lede ingiustamente un diritto o interesse altrui..

Derogabilità e inderogabilità della norma di diritto privato[modifica | modifica wikitesto]

Le norme di diritto privato si distinguono a secondo della loro derogabilità (norme dispositive) o inderogabilità (norme imperative o cogenti). Il diritto pubblico è sempre inderogabile nel senso che è del tutto irrilevante la volontà del destinatario del comando. Nell'ambito del diritto privato invece esistono oltre alle norme inderogabili anche norme derogabili ovvero norme la cui applicazione può essere evitata mediante un accordo tra le parti interessate.

Su tale peculiarità non si fonda alcun principio distintivo tra le norme di diritto pubblico e norme di diritto privato in quanto possono comunque esserci norme di diritto pubblico suscettibili di deroga e norme di diritto privato cogenti ovvero inderogabili. Ad esempio una clausola compromissoria può togliere ai giudici dello Stato il potere di giudicare una controversia derogando alla norma di diritto pubblico e la norma privatistica sulla nullità del contratto immobiliare ex art. 1343 codice civile è certamente inderogabile. Le norme di carattere inderogabile, o cogente, sono caratterizzate anche dall'invasiva tutela delle stesse approntata dal nostro ordinamento giuridico: questo, infatti, sancisce la nullità assoluta, chiamata anche nullità di protezione, delle clausole volte a derogare quanto stabilito dalle norme inderogabili. Sfugge, secondo la dottrina maggioritaria, a questa particolare sanzione il caso della derogabilità in melius, che sussiste laddove le modifiche apportate siano volte, per esempio, a concedere una maggiore tutela rispetto quella offerta dalla stessa norma derogata. Ad esempio: in funzione dell'emanazione del Codice del consumo, il consumatore è titolare di alcuni diritti di fondamentale importanza nei confronti del venditore professionista. Tali diritti sono considerati inderogabili ed indisponibili (ex art. 143 Cod.consumo); nonostante tale qualificazione, però, è pacifica la loro derogabilità qualora la modifica comporti una tutela maggiore del compratore.

Esiste anche una terza categoria di norme, quelle cosiddette suppletive, le quali trovano applicazione solo quando i soggetti privati non abbiano provveduto a normare un particolare aspetto contrattuale, in relazione al quale la legge sopperisce disciplinando ciò che i privati hanno lasciato privo di regolamentazione. Nella quarta categoria tutti gli individui devono inmettersi nei giudizi morfologici.

Istituti[modifica | modifica wikitesto]

Le principali discipline in cui il diritto privato viene tradizionalmente suddiviso sono:

Le fonti nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

Nell'Europa continentale, nonché in America Latina e in altri ordinamenti cosiddetti di civil law, il diritto privato trova la sua fonte preminente in leggi scritte, soprattutto in grandi codificazioni sistematiche.

Al contrario, i paesi anglosassoni seguono il modello della common law, basata sulla consuetudine, sul principio di equità e sulle pronunce precedenti dei giudici, secondo la regola dello stare decisis: la stessa giurisprudenza, perciò, diviene fonte del diritto.

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi codice civile italiano.

Nel diritto italiano, il principale corpus normativo regolante il diritto privato è il codice civile italiano, che (caso raro nel panorama giuridico internazionale) disciplina sia il diritto civile che il diritto commerciale. Sino a pochi decenni fa, quasi tutto il diritto privato era contenuto nel Codice civile, secondo un rigoroso ordine sistematico, fatte salve poche leggi speciali, che derogavano al Codice per casi particolari: essendo considerate norme eccezionali, non erano, perciò, neanche suscettebili di interpretazione analogica.

Il codice civile italiano, composto da 2969 articoli, venne emanato nel 1942 ed è suddiviso in sei libri (a propria volta suddivisi in "titoli", "capi" ed "articoli", i quali poi si suddividono in "commi":

  • Delle persone e della famiglia: contiene le norme che regolano la posizione del soggetto all’interno della famiglia.
  • Delle successioni: contiene le norme che regolano i rapporti personali e patrimoniali dell’individuo dopo la morte.
  • Della proprietà: contiene le norme che regolano i modi di acquisto e di trasferimento del diritto di proprietà fra vivi, nonché i diritti reali di godimento, il possesso e l'usucapione.
  • Delle obbligazioni. Contiene le norme che disciplinano la parte generale delle obbligazioni e del contratto e le norme principali sui singoli contratti e sulle altre fonti di obbligazione.
  • Del lavoro. Contiene le principali norme che regolano il diritto commerciale e il diritto del lavoro.
  • Della tutela dei diritti. Contiene le norme che permettono al soggetto di tutelare in modo diretto i propri diritti, nonché norme processuali.

A partire dagli anni settanta del XX secolo, si è assistito ad un graduale processo di decodificazione (come è stato chiamato dal civilista Natalino Irti), vale a dire ad una progressiva complessificazione delle fonti del diritto privato che ha tolto al codice lo status di principale fonte della materia civilistica, soprattutto ad opera delle cosiddette leggi decodificanti o leggi di settore, ciascuna portatrice di discipline differenziate per determinati settori privatistici, come ad esempio le locazioni, il contratto di lavoro o i contratti agrari, spesso per attuare in modo pieno i valori costituzionali.

Tali leggi, in molti casi, hanno fatto sì che la disciplina codicistica non si applichi che in via del tutto residuale o per aspetti marginali delle singole materie. Negli ultimi anni, inoltre, il diritto privato italiano ha risentito delle molte novità introdotte dal diritto dell'Unione Europea (dotato di primato rispetto a qualunque fonte interna), per esempio in materia di contratti del consumatore. Cosicché, dal 1999 molte normative sono state raccolte dapprima in testi unici misti e poi, nell'ultimo decennio, nei nuovi codici di settore, allo scopo di riordinare l'insieme molteplice delle fonti di diritto privato, un considerevole numero delle quali ormai di derivazione comunitaria. Una ulteriore "decodificazione" deriva anche dalla istituzione di numerose autorità pubbliche, definite "indipendenti" (ma di nomina politica), le quali possono emanare proprie direttive vincolanti in singoli ambiti privatistici o commerciali ed altresì sanzionare (in via amministrativa) comportamenti non conformi a tali direttive, come ad esempio il Garante della privacy, l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, l'Autorità per l'energia elettrica e il gas, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, ecc.

È considerevole anche l'influenza esercitata sulle fonti del diritto italiano dalle fonti internazionali, sia pattizie (convenzioni e trattati), sia consuetudinarie, con riferimento in particolare a quella che è stata chiamata la nuova lex mercatoria, cioè l'insieme delle regole e dei principi applicati nei contratti internazionali, raccolti in opere scientifiche quali i Principi Unidroit o i Principles of European Contract Law, che tendono ad affievolire in ambito sovranazionale le differenze fra common law e civil law.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Torrente, Piero Schlesinger, Manuale di diritto privato, Giuffré, 2011
  • Francesco Galgano, Diritto privato, Cedam, 2012.
  • Francesco Gazzoni, Manuale di diritto privato, Edizioni Scientifiche Italiane, 2011
  • Vincenzo Roppo, Diritto privato, Torino, Giappichelli, 2012
  • Paolo Zatti, Stefano Colussi, Lineamenti di diritto privato, Cedam, 2011
  • Paolo Zatti, Diritto privato. Corso istituzionale, Cedam, 2012
  • Pietro Trimarchi, Istituzioni di diritto privato, Giuffré, 2011
  • Alberto Trabucchi, Istituzioni di diritto civile, Cedam, 2012

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