Ab Urbe condita

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L'espressione Ab Urbe còndita (AUC oppure a. U. c.; letteralmente, "dalla fondazione della Città") fa riferimento a un sistema di calcolo degli anni che prese piede tra i Romani (in ambienti dotti ma non nell'uso popolare) a partire dalla fine del periodo repubblicano: gli anni venivano computati a partire dal 753 a.C., la presunta data che l'erudito Marco Terenzio Varrone aveva stabilito ai tempi di Giulio Cesare per la fondazione di Roma, l'Urbe, "la città" per eccellenza. La cosiddetta "data varroniana" era stata ricavata fissando al 509 a.C. il primo anno della Repubblica e attribuendo 35 anni di regno a ciascuno dei sette re di Roma[1]. Precedentemente, il metodo in uso tra i Romani per ordinare gli eventi della storia era quello adottato agli inizi dell'età repubblicana: si indicavano gli anni a partire dai nomi dei due consoli in carica (detti perciò eponimi).

Indice

I calendari romani [modifica]

Almeno due sono le principali riforme del calendario adottate dai Romani: una prima riforma viene attribuita al re Numa Pompilio (calendario romano); una seconda fu stabilita, in epoca storica, da Gaio Giulio Cesare, nella sua qualità di Pontifex maximus. Dal nomen di Cesare, tale calendario è detto giuliano.

Il calcolo di Varrone [modifica]

La data tradizionale per la fondazione di Roma (21 aprile 753 a.C., il Natale di Roma) fu definita da Varrone. In effetti, i romani datavano gli eventi della città dall'inizio del regno del re in carica e poi, durante il periodo repubblicano, dal nome dei consoli, che duravano in carica solo un anno.

Varrone doveva avere a disposizione una lista di consoli contenente qualche errore e chiamò l'anno in cui si insediarono i primi consoli (Bruto e Collatino) "245 ab Urbe condita" (CCXLV a.U.c.), accettando l'intervallo di 244 anni indicato da Dionigi di Alicarnasso per il totale degli anni in cui Roma fu governata dai leggendari sette re. La correttezza del calcolo di Varrone non è mai stata provata in modo scientifico (e d'altra parte probabilmente Roma non ha una "vera" data di nascita) ma viene ancora universalmente usata.

Calcoli alternativi [modifica]

Secondo Velleio Patercolo (VIII, 5) Roma fu fondata 437/438 anni dopo la caduta di Troia (11 giugno 1182 a.C., ma qualcuno sostiene che la conquista greca avvenne due anni prima, nel 1184 a.C.), e avvenne subito prima di un'eclissi di sole.[senza fonte] Ebbene, un'eclissi di Sole, con una copertura del 50,3%, fu osservata a Roma il 25 giugno 745 a.C.: l'inizio fu alle 16:38, la massima eclissi fu alle 17:28 e terminò alle 18:16.

D'altra parte, secondo Lucio Taruzio di Firmum, Romolo e Remo furono concepiti il ventitreesimo giorno del mese egizio di Choiac, al momento di un'eclissi totale di sole. Questa eclissi avvenne il 15 giugno 763 a.C. (760??), con copertura del 62,5% a Roma. Cominciò alle ore 6.49, la massima eclissi fu alle ore 7.47 e terminò alle 8.51.
Romolo e Remo, sempre secondo questa tradizione, nacquero il ventunesimo giorno del mese egizio di Toth. Il primo giorno di Toth, in quell'anno, cadeva il 2 marzo. Questo starebbe a significare che la gravidanza di Rea Silvia è durata 281 giorni. Roma sarebbe stata fondata nel nono giorno del mese di Pharmuthi, ovvero il 21 aprile, come universalmente accettato.

I romani aggiungono che al momento della fondazione di Roma un'eclissi di sole fu osservata dal poeta Antimaco di Teo, il trentesimo giorno del mese lunare. Questa eclissi, il 25 giugno 745 a.C. ebbe una copertura del 54,6% a Teo (Asia Minore), cominciò alle 17.49 e il sole era ancora oscurato quando tramontò alle 19.20.

Secondo la tradizione, Romolo disparve quando aveva cinquantaquattro anni, alle None di Quintile (luglio), in un giorno in cui il sole era oscurato (ma altri parlano di tempesta). Il giorno divenne notte e subito si pensò a un'eclissi di sole. Avvenne il 17 luglio 709 a.C. con copertura del 93,7%, cominciando alle 5.04 (alba a Roma), per terminare alle 6.57[2].

Plutarco pone l'avvenimento nel trentasettesimo anno dalla fondazione, nel giorno che per noi è il 5 luglio che allora era chiamato Quintile, alle None Caprotine. Anche Tito Livio[3] afferma che Romolo regnò per 37 anni dopodiché fu trucidato dal Senato o disparve nel trentottesimo anno di regno. La maggior parte delle tradizioni sono state registrate da Plutarco[4]; Floro[5], Cicerone[6]; Cassio Dione e Dionigi di Alicarnasso[7]. Cassio Dione, nella sua Storia romana, I, conferma i nostri dati attestando che Romolo aveva 18 anni quando fondò Roma. Quindi ben tre eclissi provano che Romolo regnò dal 746 a.C. al 709 a.C. e Roma fu fondata nel 745 a.C.

Quinto Fabio Pittore (m. 250 a.C.) asserisce che i consoli romani furono eletti per la prima volta 239 anni dopo la fondazione di Roma[8]; Livio (I, 60) fornisce quasi lo stesso intervallo (240 anni); Polibio[9] afferma che 28 anni dopo l'espulsione del re, (Tarquinio il Superbo), (oppure, come si ritiene, nel corso del ventottesimo anno) Serse, l'imperatore persiano, attaccò la Grecia. Ciò avvenne nel 480 a.C. ed è testimoniato da due eclissi di sole.

Ipotesi dell'origine per sinecismo [modifica]

Secondo la storiografia moderna, Roma non fu fondata con un atto volontario, ma nacque, come altri centri contemporanei in tutta l'Italia centrale, dalla progressiva riunione di nuclei abitati sparsi, ancora privi di caratteristiche urbane: si sarebbe trattato di villaggi latini, sabini ed etruschi situati sui tradizionali sette colli e questo fenomeno di sinecismo sarebbe ricordato nei miti sulla fondazione di Roma e nelle vicende dei primi re di Roma. La data tradizionale della fondazione, alla metà dell'VIII secolo a.C. come momento significativo in questo processo formativo sarebbe confermata dall'abbandono in quest'epoca delle necropoli fino ad allora utilizzate tra i diversi villaggi e con l'inizio delle sepolture nella necropoli dell'Esquilino, esterna ai villaggi riuniti.

Recentemente il ritrovamento sul Palatino di resti di muro interpretati come una struttura difensiva risalente alle origini della città, hanno permesso di ipotizzare che il villaggio del Palatino, dove secondo la tradizione sarebbe sorta la Roma quadrata, avesse acquisito una preminenza e più marcate caratteristiche urbane.

Note [modifica]

  1. ^ Giovanni Geraci e Arnaldo Marcone, Storia romana, ed. Le Monnier Università, Firenze, 2004, ISBN 88-00-86082-6, pag. 1.
  2. ^ Tutte queste date sono state calcolate dal Prof. Aurél Ponori-Thewrevk, direttore in pensione del planetario di Budapest
  3. ^ I, 21
  4. ^ Vite parallele di Romolo, Numa Pompilio e Camillo
  5. ^ Libro I, I
  6. ^ De Republica, VI, 22; Il sogno di Scipione
  7. ^ L.2
  8. ^ Enciclopedia Italiana, XIV, 1951: 173
  9. ^ Storie, III, 22, 1-2

Voci correlate [modifica]