Anno bisestile

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Febbraio 2004, anno bisestile

L'anno bisestile è un anno solare in cui avviene la periodica intercalazione di un giorno aggiuntivo nell'anno stesso, un accorgimento utilizzato in quasi tutti i calendari solari (quali quelli giuliano e gregoriano) per evitare lo slittamento delle stagioni: ogni 4 anni accumulerebbero un giorno in più di ritardo. Per correggere questo slittamento, agli anni "normali" di 365 giorni (ogni 4 anni) si intercalano gli anni "bisestili" di 366: il giorno in più viene inserito nel mese di febbraio, che negli anni bisestili conta 29 giorni anziché 28. In questo modo si può ottenere una durata media dell'anno pari a un numero non intero di giorni.

Nel calendario giuliano è bisestile un anno ogni 4 (quelli la cui numerazione è divisibile per 4): la durata media dell'anno diventa così di 365,25 giorni (365 giorni e 6 ore) e la differenza rispetto all'anno tropico si riduce da 5,8128 ore in difetto ad appena 11 minuti e 14 secondi in eccesso. Il calendario gregoriano riduce ulteriormente questa approssimazione eliminando 3 anni bisestili, quelli che delimitano l'inizio di un nuovo secolo, ogni 400 anni di calendario. In questo modo la durata media dell'anno diventa di 365,2425 giorni (365 + 97/400), riducendo la differenza a soli 26 secondi di eccesso.

Esempio di semplice test in linguaggio C (e derivati) per verificare se un anno è bisestile:

(anno % 400 == 0 || 
  (anno % 100 != 0 && anno % 4 == 0))

La regola del calendario gregoriano è la seguente:

« Un anno è bisestile se il suo numero è divisibile per 4, con l'eccezione degli anni secolari (quelli divisibili per 100) che non sono divisibili per 400. »

Una regola semplice per sapere se un anno non secolare è bisestile è quella di prendere solo le ultime due cifre e controllare se sono divisibili per quattro (04, 08, 12... fino a 96); gli anni secolari invece sono bisestili se e solo se sono divisibili per 400, per esempio erano bisestili il 1600 (16), il 2000 (20), lo sarà il 2400 (24), eccetera.

Quindi, per fare qualche esempio, il 1896 e il 1996 sono entrambi bisestili (divisibili per 4), il 1800 e il 1900 non lo sono (non divisibili per 400), mentre il 1600 e il 2000 sono bisestili (divisibili per 400).

Il calendario gregoriano si applica dal 1582, anno della sua introduzione. Benché sia teoricamente possibile estenderlo anche agli anni precedenti, normalmente per questi si usa il calendario giuliano. Perciò sono bisestili tutti gli anni divisibili per 4, compresi quelli secolari, dal 4 al 1580 dell'era volgare. Per gli anni avanti l'era volgare, invece, non ha senso applicare qualsivoglia, visto che Ottaviano Augusto regolò definitivamente l'applicazione degli anni bisestili nell'8 a.C.

I Romani aggiungevano il giorno in più dopo il 24 febbraio, che essi chiamavano sexto die ante Kalendas Martias (sesto giorno prima delle Calende di marzo); il giorno aggiuntivo si chiamava bis sexto die (sesto giorno ripetuto) da cui l'aggettivo "bisestile". Oggi i giorni di febbraio vengono semplicemente numerati a partire da 1, per cui normalmente si considera che il giorno aggiunto sia il 29.

Solo in Svezia il 1712 fu un anno "doppiamente bisestile", cioè con il 29 e il 30 febbraio (diverso è invece il caso del 30 febbraio nel calendario rivoluzionario sovietico).

Nella tradizione popolare l'anno bisestile sarebbe foriero di sventure, secondo il detto anno bisesto, anno funesto.

Mentre negli anni comuni ogni data cade un giorno della settimana più avanti rispetto all'anno precedente, negli anni bisestili si salta un giorno e le date dopo il 29 febbraio sono spostate di due giorni della settimana più avanti anziché uno solo: per questo motivo in inglese l'anno bisestile è chiamato leap year (anno del salto), in riferimento appunto al fatto di saltare un giorno in più rispetto all'anno precedente.

Accorgimenti analoghi all'intercalazione bisestile dei calendari solari sono usati anche nei calendari lunari (quali quello islamico), ma con la funzione di mantenere l'allineamento dell'inizio di ogni mese con le fasi lunari. I calendari lunisolari applicano entrambi questi accorgimenti e, inoltre, inseriscono periodicamente un mese intercalare per mantenere fissa la stagionalità dei mesi.

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