Cronostratigrafia

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In geologia la cronostratigrafia è quella parte della stratigrafia che studia l'età degli strati e le loro relazioni temporali. L'unità fondamentale della cronostratigrafia è il piano, che deve avere valore mondiale. Si tratta di un elemento legato alla biozona, a sua volta basata sui fossili guida, che danno l'età relativa delle rocce. I piani possono essere definiti anche con sistemi di datazione non paleontologici, anche se i fossili mantengono un ruolo fondamentale. Tra gli scopi della disciplina è la suddivisione e la correlazione degli eventi geologici cercando di individuare intervalli di tempo isocroni e orizzonti temporali sincroni. Tra quest'ultimi ci sono i livelli guida.

Perciò la cronostratigrafia si dedica a riordinare la sequenza di disposizione e il tempo di deposizione di tutte le rocce dentro una regione geologica, ed eventualmente, l'intera registrazione geologica della Terra.

La nomenclatura stratigrafica standard è un sistema cronostratigrafico basato sugli intervalli paleontologici di tempo definito da assembramenti fossili riconosciuti (biostratigrafia). Lo scopo della cronostratigrafia è quello di fornire una significativa data dell'età per questi intervalli e interfacce di assembramenti fossili.

Metodologia[modifica | modifica wikitesto]

La cronostratigrafia fa molto assegnamento sulla geologia basata sugli isotopi e la geocronologia onde derivarne una datazione concreta per conoscere e ben definire le unità di roccia che contengono assembramenti di fossili specifici definiti dal sistema stratigrafico. Tuttavia è praticamente molto difficile datare direttamente e isotopicamente la maggior parte dei fossili e rocce sedimentarie, e perciò le inferenze devono essere fatte in modo da pervenire ad una data dell'età che rifletta l'inizio dell'intervallo.

La metodologia usata è derivata dalla legge della sovrapposizione e dai principi delle relazioni di taglio trasversale.[1]

Poiché le rocce ignee si succedono nel tempo ad intervalli specifici e sono essenzialmente istantanee in rapporto alla scala del tempo geologico, e poiché esse contengono un assembramento minerale che può essere datato più accuratamente e precisamente da metodi isotopici, la costruzione di una colonna cronostratigrafica dipenderà decisamente dalle rocce ignee intrusive ed estrusive.

Il metamorfismo, spesso associato con il fagliamento, può anche essere usato per raggruppare gli intervalli di deposito in una colonna cronostratigrafica. Le rocce metamorfiche possono, occasionalmente, essere datate, e questo può implicare alcuni limiti per la definizione dell'età nella quale uno strato potrebbe essere stato deposto. Per esempio, se uno strato contenente graptoliti copre in qualche punto il basamento cristallino, datandolo questi darà un'età massima di quella dell'assemblaggio fossile.

Tuttavia questo processo richiede un grado considerevole di lavoro e verifica delle relazioni sul campo e date dell'età. Per esempio, ci possono essere molti milioni di anni tra uno strato depositato e una roccia intrusiva che la interseca; la stima dell'età deve necessariamente essere tra la roccia intrusiva più vecchia che interseca l'assembramento fossile e quella più giovane sopra la quale l'assembramento fossile è adagiato.

Unità[modifica | modifica wikitesto]

Le unità cronostratigrafiche, con esempi:[2]

Differenze tra cronostratigrafia e geocronologia[modifica | modifica wikitesto]

È importante non confondere le unità geocronologiche con quelle cronostratigrafiche.[3] Le unità cronostratigrafiche sono materiale geologico, talché è esatto dire che i fossili del genere Tyrannosaurus siano stati trovati nella serie del Cretaceo superiore.[4] Le unità geocronologiche sono periodi di tempo, di conseguenza è corretto dire che il Tyrannosaurus rex visse durante l'epoca del Cretaceo superiore.[5]

La cronostratigrafia è una branca molto importante della stratigrafia, poiché le correlazioni dell'età derivate sono cruciali per delineare sezioni accurate trasversali dell'organizzazione spaziale di rocce e per preparare accurate ricostruzioni paleogeografiche.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il principio delle relazioni di taglio trasversale (cross-cutting) stabilisce che una roccia o faglia sia più giovane di ogni altra roccia (o faglia) attraverso la quale essa viene a intersecarsi.
  2. ^ (EN) Julia Jackson: Glossario di geologia, 1987, American Geological Institute, ISBN 0-922152-34-9
  3. ^ (EN) David Weishampel:L'evoluzione e l'estinzione dei dinosauri, 1996, Cambridge Press, ISBN 0-521-44496-9
  4. ^ (EN) Smith, J.B., Lamanna, M.C., Lacovara, K.J., Dodson, P. Jnr., Poole, J.C. e Giegengack, R. 2001. Un dinosauro gigante sauropode da un deposito di mangrovia del Cretaceo superiore in Egitto. Science, 292, 1704-1707 Science Magazine: Sign In
  5. ^ (EN) Barrick, R.E. e Showers, W.J. 1994. Termofisiologia del Tyrannosaurus rex: evidenza derivata dagli isotopi di ossigeno. Science, 265, 222-224 Thermophysiology of Tyrannosaurus rex: Evidence from Oxygen Isotopes

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]