Biozona

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L'unità base della biostratigrafia è la biozona, ossia quella porzione di successione rocciosa caratterizzata da un preciso contenuto fossilifero, che permette di differenziare questa parte di successione dalle altre.

Tipi di Biozone[modifica | modifica sorgente]

I differenti tipi di biozone vengono stabiliti in funzione degli eventi biostratigrafici che si manifestano, come il numero di taxa contemplati, la loro frequenza, l'abbondanza, la prima apparizione o l'ultima all'interno di una data successione stratigrafica.[1]

Si possono così identificare vari tipi di biozone:

Zona di distribuzione totale o zona di distribuzione di un taxon[modifica | modifica sorgente]

Parte di successione rocciosa caratterizzata dalla presenza di un marker o fossile-guida: alla base avremo la comparsa (o il primo ritrovamento) di una ben definita specie fossile, e a tetto la scomparsa di quella stessa specie.

Zona di acme[modifica | modifica sorgente]

Parte di successione rocciosa caratterizzata dalla massima frequenza di presenza un taxon. Ciò significa che negli strati sottostanti e soprastanti quel taxon c’è, ma è raro o poco frequente. Così il limite inferiore viene definito dal forte aumento dell’abbondanza di una specie, e il limite superiore dalla forte diminuzione di quella specie. Il problema nell'utilizzo di questo tipo di biozona consiste nel definire un criterio oggettivo da usare come limite fra presenza significativamente frequente e presenza non significativa di una certa specie fossile. Per questa ragione, questo tipo di biozona non è molto usato in stratigrafia.

Zona di di associazione (o cenozona)[modifica | modifica sorgente]

Sequenza di strati caratterizzati da una definita associazione di fossili.

Zona Oppeliana[modifica | modifica sorgente]

Particolare zona di associazione dove si è cercato di scegliere un’associazione di fossili che compaiano più o meno contemporaneamente alla base e si estinguano altrettanto contemporaneamente al tetto della sequenza.

Zona di distribuzione concomitante[modifica | modifica sorgente]

Parte di successione rocciosa caratterizzata dalla presenza concomitante di due specie indice. Ad esempio, alla base c’è la comparsa di una specie "a", a tetto c’è l’estinzione di una specie "b".

Zona di intervallo[modifica | modifica sorgente]

Sono definiti solo il limite inferiore e quello superiore, ossia è una serie di strati definita da due bio-orizzonti (cioè da due eventi biostratigrafici).

Zona filetica[modifica | modifica sorgente]

Definita attraverso il trend filogenetico di una certa specie. Ad esempio, Turborotalia Cerroazulensis, un foraminifero eocenico, durante l’Eocene medio-superiore si differenzia in diverse sottospecie, attraverso un "trend filogenetico". La comparsa è in sequenza temporale-relativa. Quindi abbiamo una zona filetica, caratterizzata dal trend evolutivo della specie. Al tetto della biozona si estinguono tutte le sottospecie.

Denominazione formale delle biozone[modifica | modifica sorgente]

I nomi delle biozone sono formati dal tipo di biozona (ad esempio biozona di acme, associazione o distribuzione) seguito dal nome completo, secondo le regole della nomenclatura binomiale, di uno o al massimo due taxa rappresentativi della zona stessa. Così si avrà ad esempio " Biozona di estensione dellExus albus", che si può anche abbreviare in "zona dellE. albus".

Si possono anche utilizzare le lettere in ordine alfabetico per denominare biozone successive (A,B,C), senza tuttavia darne una numerazione formale.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Murphy, M. A., Salvador, A. International Stratigraphic Guide - An abridged version.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

scienze della Terra Portale Scienze della Terra: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di scienze della Terra