Diritto di ritenzione

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Il Diritto di ritenzione è il diritto in capo al creditore di trattenere a sé una cosa che avrebbe invece dovuto restituire al proprietario, col fine di spingere il debitore ad eseguire la propria prestazione, e a pagare, dunque, il proprio debito al creditore stesso. Si tratta di un diritto che incide sulla volontà del debitore, un mezzo di pressione (anche psicologica) affinché egli venga indotto a soddisfare il debito.

Ad esempio, nel caso in cui il proprietario di un bene non voglia rimborsare l'usufruttuario per le spese da lui sostenute per il bene in usufrutto, quest'ultimo può trattenere la cosa presso di sé per indurre il proprietario a pagare.

Il diritto di ritenzione può essere previsto dalla legge[In quali casi lo prevede?] o dalle parti.

Un particolare diritto di ritenzione è disciplinato dal secondo comma dell'art. 2794 del codice civile, in capo al creditore pignoratizio che vanta un secondo credito (non garantito) verso il medesimo soggetto che ha concesso il pegno. In questo caso di parla di pegno gordiano.

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