Autorità garante della concorrenza e del mercato

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L'Autorità garante della concorrenza e del mercato, nota anche come Antitrust o AGCM, è un'autorità amministrativa indipendente italiana, istituita con la legge n. 287/1990 (la legge a tutela della concorrenza e del mercato italiana, approvata esattamente un secolo dopo lo Sherman Antitrust Act americano), su impulso della normativa comunitaria.

Tale situazione è talmente evidente da riprendere - quasi in maniera pedissequa - gli articoli 101 e 102 del TFUE, nonché i principi del Regolamento CEE sulle concentrazioni tra imprese (n. 2059/1993). In più, caso più unico che raro, la legge n. 287/1990, all'art. 1 dispone che l'interpretazione della normativa venga effettuata secondo i principi dell'ordinamento comunitario, e non solo quello italiano. Una norma simile è prevista anche dal Competition Act del 1999 della Gran Bretagna, anch'esso modellato sulla normativa CE.

Composizione[modifica | modifica sorgente]

L'Autorità è composta da tre componenti, di cui uno è il Presidente. Originariamente il numero dei componenti era di cinque, ma alla fine del 2011 è stato ridotto a tre (art. 23, comma 1, lettera d, del decreto-legge 6 dicembre 2011, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214). Il Presidente e i componenti dell’Autorità sono nominati dai Presidenti di Camera e Senato; ciascuno dura in carica 7 anni, non rinnovabili.

Il Segretario Generale, che ha il compito di sovrintendere al funzionamento degli uffici ed è il responsabile della struttura, viene nominato dal Ministro dello Sviluppo Economico su proposta del Presidente dell’Autorità. La sede dell'Autorità è a Roma.[1]

Compiti[modifica | modifica sorgente]

L'Autorità ha i seguenti compiti:

Poteri[modifica | modifica sorgente]

L'Autorità in tali casi può procedere ad istruttorie o indagini conoscitive, che possono concludersi con una diffida o una sanzione amministrativa. Nei procedimenti avviati per presunte violazioni della disciplina in materia di concorrenza, le sanzioni possono arrivare sino al 10% del fatturato dell'impresa. In caso di violazioni della normativa posta a tutela del consumatore, l'Autorità può irrogare sanzioni fino ad un massimo edittale di 500.000 euro. Qualora ravvisi particolari situazioni di necessità e urgenza, l'Autorità può emettere, inoltre, provvedimenti cautelari, anche inaudita altera parte, per la tutela di interessi generali. L'AGCM ha a sua disposizione la Guardia di Finanza per tutte le indagini che ne ravvisino l'occorrenza. I provvedimenti dell'Autorità sono impugnabili innanzi al TAR del Lazio.

Altre funzioni[modifica | modifica sorgente]

L'Antitrust presenta una relazione annuale al Presidente del Consiglio dei ministri, ove fa il punto sull'applicazione della normativa concorrenziale in Italia; oltre a ciò ha la possibilità di esprimere pareri sulle norme che regolano il mercato; segnala al Parlamento, al Governo e ad enti territoriali le situazioni distorsive della concorrenza. Insieme alle altre autorità dell'Unione europea fa parte della "rete UE delle autorità in materia di concorrenza", che in applicazione della normativa comunitaria, il Regolamento CE n. 1/2003, ha la possibilità di applicare direttamente le norme CE in coordinamento con la Commissione europea.

Presidenti dell'AGCM[modifica | modifica sorgente]

Collegio in carica[modifica | modifica sorgente]

  • Componenti[2] Collegio Pitruzzella: Salvatore Rebecchini e Gabriella Muscolo.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Natura dell’Istituzione e composizione del Collegio, Autorità garante della Concorrenza e del Mercato. URL consultato il 9 settembre 2014.
  2. ^ Componenti, Autorità garante della Concorrenza e del Mercato. URL consultato il 9 settembre 2014.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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