Stefano Rodotà

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« I diritti fondamentali si pongono a presidio della vita, che in nessuna sua manifestazione può essere attratta nel mondo delle merci. »
(Stefano Rodotà, La vita e le regole, 2006, pag. 38)
Stefano Rodotà
Stefano Rodotà Trento 2007.jpg

Vicepresidente della Camera dei Deputati
Durata mandato 30 aprile 1992 –
4 giugno 1992
Presidente Oscar Luigi Scalfaro

Presidente dell'Autorità garante per la protezione dei dati personali
Durata mandato 1997 –
2005
Predecessore autorità non istituita
Successore Francesco Pizzetti

Presidente del Partito Democratico della Sinistra
Durata mandato 1991 –
1992
Successore Giglia Tedesco Tatò

Dati generali
Partito politico PR (1976-1979)
Ind. nel PCI (1979-1991)
PDS (1991-1994)
on. Stefano Rodotà
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Cosenza
Data nascita 30 maggio 1933
Titolo di studio laurea in giurisprudenza
Professione docente universitario
Partito Ind. nel PCI (1979-1991), PDS (1991-1994)
Legislatura VIII, IX, X, XI
Gruppo Misto (1979-1983), Sinistra indipendente (1983-1992), Comunista-PDS (1992-1994)
Collegio Catanzaro (1979-1992), Firenze (1992-1994)
Incarichi parlamentari

VIII legislatura:

  • Componente della I commissione affari costituzionali
  • Componente della commissione parlamentare d'inchiesta sulla strage di via Fani, sul sequestro e l'assassino di Aldo Moro e sul terrorismo in Italia

IX legislatura:

  • Componente della I commissione affari costituzionali
  • Componente della commissione parlamentare per le riforme istituzionali
  • Membro dell'assemblea parlamentare del consiglio d'Europa

X legislatura:

  • Componente della I commissione affari costituzionali
  • Componente della delegazione parlamentare italiana presso le assemblee del consiglio d'europa e della ueo

XI legislatura:

  • Vicepresidente della Camera dei Deputati
  • Componente della I commissione affari costituzionali
  • Componente della commissione parlamentare per le riforme istituzionali
  • Componente della delegazione parlamentare italiana presso le assemblee del consiglio d'europa e della ueo
Pagina istituzionale

Stefano Rodotà (Cosenza, 30 maggio 1933) è un giurista, politico e accademico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Studi e inizi[modifica | modifica wikitesto]

Nato nel 1933 a Cosenza da una famiglia originaria di San Benedetto Ullano[1], comune della minoranza arbëreshë di Calabria, discende da una famiglia che ha annoverato, fra il XVII e il XVIII secolo, intellettuali e religiosi.

Ha frequentato il liceo classico Bernardino Telesio nella città natale e successivamente l'università La Sapienza a Roma, presso la quale si è laureato nel 1955 in giurisprudenza, discutendo una tesi con il docente Emilio Betti, allievo di Rosario Nicolò.

È fratello dell'ingegnere Antonio Rodotà ed è il padre della giornalista Maria Laura Rodotà, editorialista del Corriere della Sera.

Nel 2008 gli è stata conferita la cittadinanza onoraria dalla città di Rossano.

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Partito Radicale e Partito Democratico della Sinistra[modifica | modifica wikitesto]

Stefano Rodotà (2013)

Dopo essere stato iscritto al Partito Radicale di Mario Pannunzio, rifiuta nel 1976 e nel 1979 la candidatura nel Partito Radicale di Marco Pannella. È eletto deputato nel 1979 come indipendente nelle liste del Partito Comunista Italiano, diventando membro della Commissione Affari Costituzionali. Nel 1983 viene rieletto e diventa presidente del gruppo parlamentare della Sinistra Indipendente.

Deputato per la terza volta nel 1987, viene confermato nella commissione Affari Costituzionali e fa parte della prima Commissione bicamerale per le riforme istituzionali. Nel 1989 è nominato Ministro della Giustizia nel governo ombra creato dal PCI di Achille Occhetto e successivamente, dopo il XX Congresso del partito comunista e la svolta della Bolognina, aderisce al Partito Democratico della Sinistra, del quale sarà il primo presidente del Consiglio nazionale,[2] carica che ricoprirà fino al 1992.

Nell'aprile del 1992 torna alla Camera dei Deputati tra le file del PDS, viene eletto vicepresidente e fa parte della nuova Commissione Bicamerale.

Nel maggio del 1992 in qualità di vicepresidente della Camera sostituisce il presidente Oscar Luigi Scalfaro alla presidenza del Parlamento convocato in seduta comune per l'elezione del presidente della Repubblica: Scalfaro, che prevedeva l'elezione al Quirinale, aveva infatti preferito lasciare lo scranno della presidenza. Nel 1994, al termine della legislatura durata solo due anni, Rodotà decide però di non ricandidarsi, preferendo tornare all'insegnamento universitario.

Nel 2007 partecipa ad una Commissione Ministeriale istituita al fine di dettare una nuova più moderna normativa del Codice Civile in materia di beni pubblici. Questa commissione voluta da Clemente Mastella e presieduta da Stefano Rodotà ha presentato in Senato un disegno di Legge Delega[3][4] che però non è mai stato discusso.[5]

Carriera politica in Europa[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1983 al 1994 è stato membro dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa. Sempre in sede europea partecipa alla scrittura della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.

Garante della privacy[modifica | modifica wikitesto]

Giorgio Napolitano e Stefano Rodotà alla manifestazione per il disarmo a Roma 25 ottobre 1986

Dal 1997 al 2005 è stato il primo Presidente del Garante per la protezione dei dati personali, mentre dal 1998 al 2002 ha presieduto il gruppo di coordinamento dei Garanti per il diritto alla riservatezza dell'Unione europea. È stato inoltre componente del gruppo europeo per l'etica delle scienze e delle nuove tecnologie e presidente della commissione scientifica dell'Agenzia europea dei diritti fondamentali.

Candidatura al Quirinale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Elezione del Presidente della Repubblica Italiana del 2013.

Rodotà è stato votato, ma non eletto, durante l'elezione del presidente della repubblica italiana del 2013. Sul suo nome sono andati a convergere i voti del Movimento 5 Stelle (che lo ha proposto dopo una votazione in rete tra i suoi iscritti), di Sinistra Ecologia Libertà[6][7][8][9] e di alcuni esponenti del Partito Democratico che, alla fine, ha preferito altre figure[10][11] facendo rieleggere il presidente uscente, Giorgio Napolitano[12]. In seguito ad alcune critiche del giurista alla conduzione dirigenziale del Movimento 5 Stelle è stato definito da Beppe Grillo "ottuagenario miracolato dalla rete".[13][14]

Attività riguardanti la comunicazione telematica[modifica | modifica wikitesto]

Il 29 novembre 2010 ha presentato all'Internet Governance Forum una proposta per portare in Commissione Affari Costituzionali l'adozione dell'articolo 21bis, che recitava: "Tutti hanno eguale diritto di accedere alla rete internet, in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale".

Nei confronti del mondo di internet Rodotà ha assunto posizioni di tipo libertario, implementando le sue idee sui media in diversi ambiti quali: Internet Governance Forum dell'Onu, all'Unesco, al Parlamento europeo.[15]

Nell'Ottobre 2014 presiede la commissione parlamentare "Internet, bill of rights", incaricata di redigere i principi generali della comunicazione via Internet, come indirizzo per le leggi italiane in materia e come spunto nel dibattito internazionale.

Carriera accademica[modifica | modifica wikitesto]

Ha insegnato nelle università di Macerata, Genova e Roma, dove è stato professore ordinario di diritto civile e dove gli è stato conferito il titolo di professore emerito.

Ha insegnato in molte università europee, negli Stati Uniti d'America, in America Latina, Canada, Australia e India. È stato professore invitato presso l'All Souls College di Oxford e la Stanford School of Law. Ha insegnato presso la facoltà di giurisprudenza dell'Università Paris 1 Panthéon-Sorbonne e ha collaborato con il Collège de France. Ha ricevuto la laurea honoris causa dall'Università Michel de Montaigne Bordeaux 3 e dall'Università degli Studi di Macerata. È presidente del consiglio d'amministrazione dell'International University College of Turin.

Fa parte del comitato dei garanti del Centro Nexa su Internet e Società del Politecnico di Torino.

Dal 2013 è titolare del corso di Bioetica presso la Scuola di studi superiori dell'Università degli Studi di Torino.

I suoi contributi maggiori sono soprattutto in diritto costituzionale, soprattutto nel rapporto tra i diritti costituzionali fondamntali e quelli relativi alle tecnologie dell'informazione, fino dagli anni della loro prima applicazione in Italia nell'ambito della Pubblica Amministrazione. Diversi studi del Rodotà si sono focalizzati sul tema della privacy[16] delle informazioni digitalizzate dei cittadini.

Altri incarichi e collaborazioni[modifica | modifica wikitesto]

È socio onorario dell'associazione Libera Uscita, che si occupa della depenalizzazione dell'eutanasia[17].

È stato Presidente della Fondazione Lisli e Lelio Basso e dal 2008 dirige, in qualità di responsabile scientifico, il Festival del diritto di Piacenza.

In campo editoriale ha diretto 'Il diritto dell'agricoltura' e dirige attualmente le riviste 'Politica del diritto' e 'Rivista critica del diritto privato'. Ha collaborato a diversi giornali e riviste, tra i quali Il Mondo, Nord e Sud, Il Giorno, Panorama, il manifesto, L'Unità. Collabora dalla fondazione con il quotidiano La Repubblica.

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Premio Andrea Barbato per l'informazione al servizio della verità e dell obiettività, conferito dal comune di Mantova e dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti nel 1997 - nastrino per uniforme ordinaria Premio Andrea Barbato per l'informazione al servizio della verità e dell obiettività, conferito dal comune di Mantova e dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti nel 1997
Premio "Free software" per il contributo allo sviluppo della società digitale, conferito dalla Free Software Foundation Europe (FSFE) nel 2004[18] - nastrino per uniforme ordinaria Premio "Free software" per il contributo allo sviluppo della società digitale, conferito dalla Free Software Foundation Europe (FSFE) nel 2004[18]
Premio Palmi per il giornalismo, conferito dal comune di Palmi nel 2005 - nastrino per uniforme ordinaria Premio Palmi per il giornalismo, conferito dal comune di Palmi nel 2005
immagine del nastrino non ancora presente International Privacy Champion Award, conferito dall'Electronic Privacy Information Center nel 2009
immagine del nastrino non ancora presente Premio IFIP 2011, conferito dalla International Federation for Information Processing (IFIP) nel 2011[19]
immagine del nastrino non ancora presente Premio biennale per "Computers and Society", conferito dalla International Federation for Information Processing (IFIP) nel 2012[20][21]
immagine del nastrino non ancora presente Premio letterario Pozzale Luigi Russo per l'opera Elogio del moralismo nel 2012[22]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cittadinanza onoraria della città di Rossano - nastrino per uniforme ordinaria Cittadinanza onoraria della città di Rossano
— 5 ottobre 2008

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Ha scritto e curato numerosi saggi, tradotti in inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tra i candidati un arbereshe il cosentino Stefano Rodotà - GazzettaDelSud
  2. ^ Adesso dobbiamo riscrivere lo Statuto in la Repubblica, 17 febbraio 1991, p. 13. URL consultato il 20 aprile 2013.
  3. ^ Commissione Rodotà Disegno di Legge Delega pdf free ebook download from www.legroma.osservatoriodeilaici.com.
  4. ^ Ministero della Giustizia. Pubblicazioni, studi, ricerche, lavori commissioni di studio.
  5. ^ I beni comuni dalla commissione Rodotà a oggi | in piazza | Notizie.
  6. ^ Blog di Beppe Grillo - Prima Gabanelli, secondo Strada, terzo Rodotà #Presidente5Stelle
  7. ^ Quirinale, Grillo: se Gabanelli dice no, Rodotà "Il Pd voti il candidato del Movimento 5 Stelle" - Elezione del Presidente della Repubblica 2013 - Repubblica.it
  8. ^ Rodotà Presidente (Cosa puoi fare?)
  9. ^ http://www.ciwati.it/wp-content/uploads/2013/04/20130417-092104.jpg
  10. ^ Rodotà, il Pd ha paura
  11. ^ Macchiare il giaguaro? | [ciwati]
  12. ^ Alla sesta votazione, il 20 aprile 2013 è stato rieletto Giorgio Napolitano con 738 voti, contro i 217 di Stefano Rodotà.
  13. ^ Grillo attacca Rodotà: ottuagenario miracolato dalla rete
  14. ^ Intervista a Rodotà: «Grillo, insulti inaccettabili»
  15. ^ Sarebbe stato meglio Rodotà, Wired.
  16. ^ Rodotà, Stefano. "La privacy tra individuo e collettività." Politica del diritto 5 (1974): 545-563.
  17. ^ Soci onorari, Libera Uscita. URL consultato il 18 maggio 2008.
  18. ^ A Stefano Rodotà il premio 'free software' per il contributo allo... - Garante Privacy
  19. ^ IFIP 2011, nuovo premio internazionale a Stefano Rodotà | Nexa Center for Internet & Society
  20. ^ Il Garante del Centro Nexa Stefano Rodotà vince il premio dell'IFIP per il 2012 | Nexa Center for Internet & Society
  21. ^ Festival del diritto
  22. ^ Premio Pozzale Luigi Russo

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 88145923 SBN: IT\ICCU\TO0V\012219