Imbalsamazione

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L'imbalsamazione è un insieme di tecniche volte a preservare un cadavere o un corpo animale (tassidermia) dalla decomposizione.

Storia antica[modifica | modifica wikitesto]

La civiltà degli Antichi Egizi fu la prima a studiare le tecniche con notevoli risultati. Gli Egizi ritenevano che la conservazione della salma potesse consentire allo spirito del defunto di riappropriarsene in tempi successivi. La pratica era diffusa anche presso gli Inca e presso altre popolazioni del Perù, in aree climaticamente favorevoli ad operazioni di contrasto della decomposizione. I primi esempi di cadaveri che conservano parti non ossee provengono infatti da sepolture in ambienti poco adatti alla decomposizione come deserti o zone molto fredde. Gli antichi egizi erano convinti che con la conservazione dei defunti avrebbero ridato vita, nell'aldilà, ai propri cari. L'uomo possedeva non solo il corpo ma anche il ka [1] ed il ba [2]. Il ka si sarebbe riunito al corpo mentre il ba avrebbe trovato dimora tra le stelle.[3] La preparazione del defunto da imbalsamare veniva effettuata nella "casa dell'imbalsamazione", in questa casa il corpo trascorreva settanta giorni prima di essere sepolto. Il periodo dei settanta giorni deriva dal fatto che la stella Sirio impiegava proprio questo tempo per attraversare il Duat sotterraneo.[4] Trascorsi questi settanta giorni ci sarebbe stata la rinascita di Sirio e, conseguentemente, la rinascita del corpo. Molto chiare le parole trovate sul papiro Carlsberg risalente al 1150 a.C. copiato da un cenotafio [5] di Seti I. Il papiro proclama "Sirio trascorre di solito settanta giorni nel Duat [...] [la sua] sepoltura si svolge come quella degli uomini [...] vale a dire [è] l'immagine dei giorni di sepoltura che sono per gli uomini oggi [...] settanta giorni che trascorrono nella casa dell'imbalsamazione [...] questo è ciò che si fa (si intende) con la morte" [6]

Nella civiltà occidentale l'imbalsamazione fu utilizzata soprattutto per soldati e guerrieri di rango defunti lontano da casa ed i cui corpi si intendeva preservare per celebrarne le esequie nella madrepatria. I termini imbalsamazione e mummificazione indicano procedimenti analoghi. L'imbalsamazione (dal latino in balsamum) significa mettere nel balsamo, cioè in una mistura di resine vegetali; il processo di mummificazione era molto simile: i corpi venivano trattati con unguenti, oli e resine, poi avvolti in strati di tessuto anch'essi impregnati di resine.

Una delle sostanze utilizzate nell'Antico Egitto per l'imbalsamazione era il natron (carbonato decaidrato di sodio) importante per le sue proprietà di assorbire l'acqua e di conservazione. Questa sostanza veniva raccolta sulle rive del Nilo nelle pozze d'acqua che residuavano dopo le piene ed evaporavano successivamente sotto l'azione del sole. Si ipotizza che a dare inizio alle tecniche di imbalsamazione in Egitto sia stata la constatazione che i cadaveri abbandonati nella sabbia calda del deserto si disidratavano, diventando meno sensibili alla putrefazione.

L'imbalsamazione moderna[modifica | modifica wikitesto]

Liquidi usati per l'imbalsamazione nei primi del Novecento

Oggigiorno, l'imbalsamazione è destinata soprattutto alla preservazione di animali morti (trofei di caccia o animali ornamentali, ad esempio i fenicotteri, che furono di gran moda in Italia negli anni trenta, impagliati o proprio imbalsamati). In questo contesto essa viene anche detta tassidermia (dal greco τάσσω, ordino, e δερμα, pelle), in quanto lo scopo è soprattutto quello di conservare pellicce o piumaggio dell'animale morto. Non mancano comunque ancor oggi applicazioni per la conservazione di cadaveri umani. Ad esempio, nella laica Unione Sovietica la salma di Lenin è stata imbalsamata. La moderna imbalsamazione si giova della scoperta della formaldeide, per opera del chimico August Wilhelm von Hofmann (1867). Questa sostanza, poi evoluta nella formalina, soppiantò l'allora usato arsenico.

Dopo l'immersione in liquidi battericidi, alcune sostanze derivate dalla originaria formaldeide vengono immesse nel cadavere con appositi macchinari, che ne riempiono l'intero sistema vascolare e parte di quello linfatico. Per prevenire il rigor mortis, i tendini degli arti vengono recisi. Le palpebre vengono cucite così che l'occhio resti chiuso (in talune tecniche l'occhio viene asportato e sostituito da globi metallici). Anche la bocca viene cucita per le labbra, ma solo al termine dell'otturazione di tutte le aperture del corpo con ovatta medicata. Tutte le chiusure sono poi sigillate, oggi con derivati siliconici, per prevenire la fuoriuscita di liquidi.

L'imbalsamazione, umana o animale, è vietata da talune legislazioni anche occidentali, come nel caso dei Paesi Bassi.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Il doppio" o "l'essenza" di una persona
  2. ^ "l'anima"
  3. ^ Non a caso gli egizi credevano che l'anima diventasse una stella e che la stessa stessa venisse ingoiata nel ventre della dea Nut
  4. ^ Tempo che Sirio trascorre prima di riapparire in cielo nel solstizio d'estate in concomitanza con la piena del Nilo
  5. ^ Monumento sepolcrale
  6. ^ Otto Neugebauer, Richard Parker "Egyptian Astronomical Texts" vol.1 1964 pp 38-43,70-73

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