Riccardo Galeazzi Lisi

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Riccardo Galeazzi Lisi riceve il saluto da una guardia svizzera.

Riccardo Galeazzi Lisi (Roma, 26 luglio 1891Roma, 16 novembre 1968) è stato un medico italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Oculista, membro onorario della Pontificia accademia delle scienze, fu archiatra pontificio e medico personale di papa Pio XII per tutto il suo pontificato.[1] Nel 1953 fece parte della commissione medica che decretò l'appartenenza all'apostolo Pietro delle ossa umane avvolte in un panno di porpora rinvenute durante gli scavi nelle Grotte Vaticane[2]; tre anni dopo, tuttavia, venne escluso dalla commissione a causa di alcuni debiti di gioco[3].

Durante l'agonia di Pio XII, Galeazzi Lisi scattò una ventina di fotografie al pontefice steso sul letto con la cannula dell'ossigeno in bocca[4], vendendole poi ad alcuni giornali francesi, e già nei mesi precedenti aveva più volte venduto agli organi di stampa indiscrezioni sulla salute del pontefice, che non lo aveva licenziato solo per rispetto nei confronti del fratello, architetto e importante funzionario del Vaticano, limitandosi a dispensarlo de facto dal suo incarico di archiatra.

Poiché i papi vengono tradizionalmente imbalsamati dopo la morte, Riccardo Galeazzi Lisi inventò una tecnica conservativa da lui stesso definita "rivoluzionaria",[5] illustrandola a Pio XII ancora vivente, il quale era assai restio all'idea che, dopo la morte, il suo corpo dovesse essere denudato e manipolato. A sostegno della sua "invenzione", Galeazzi Lisi portò in visione al papa la mano imbalsamata di un automobilista morto in un incidente, ottenendo così l'approvazione di Pacelli. Alla morte di Pio XII, avvenuta il 9 ottobre 1958, Galeazzi Lisi, incaricato di imbalsamare il pontefice, applicò il suo metodo sperimentale: l'avvolgimento della salma dentro alcuni strati di cellophane insieme a una miscela di erbe aromatiche, spezie e prodotti naturali.

Tale metodo si rivelò però fallimentare dal momento che provocò una veloce decomposizione della salma, con conseguenti problemi nel corso delle esequie, come lo svenimento di alcune guardie a causa dei miasmi sprigionati dal corpo, che fu offerto per nove giorni su un catafalco all'omaggio dei fedeli[6]. Per rimediare, venne convocato un gruppo di medici legali esperti nel campo dell'imbalsamazione per eseguire un nuovo trattamento conservativo con ovatta e formalina, volto a rallentare il processo di decadimento organico.

Ma nonostante il nuovo intervento la situazione era ormai compromessa, rendendo necessaria la posa, sul volto del Papa, di una maschera di cera (cerone miscelato a composti alcalini). Una volta che fu emersa la speculazione delle foto, Galeazzi Lisi venne licenziato in tronco dal Collegio cardinalizio e radiato dall'Ordine dei Medici per comportamento indegno. Il successore di Pio XII, papa Giovanni XXIII, lo bandì a vita dal Vaticano. Nel 1960 scrisse un libro intitolato Dans l'ombre et dans la lumière de Pie XII[7] che fu pubblicato dalla casa editrice francese Flammarion, con la riproposizione delle fotografie di Pio XII durante l'agonia e l'imbalsamazione.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di Gran Croce dell'ordine di San Silvestro papa - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'ordine di San Silvestro papa
«Espulso nel 1958»

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ The Pontifical Academy of Sciences
  2. ^ Essepiquerre
  3. ^ Maria Santini, La Chiamavano Pasqualina - Storia Della Perpetua Pi Famosa Dei Nostri Tempi, Simonelli Editore, 2011
  4. ^ Elogio della sessuofobia cattolica su Il Foglio.it
  5. ^ L'Opinione delle Libertá
  6. ^ Antonio Spinosa, Pio XII, Mondadori, Milano, 2004, pp. 371-372
  7. ^ Bibliografia su Pio XII

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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