Ninfa (mitologia)

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"Nymphe aux fleurs Gloire du matin" di Jules Joseph Lefebvre.

La mitologia greca annovera molte ninfe (dal greco antico νύμφη, "giovane fanciulla"), divinità minori della natura, il loro aspetto è di bellissime fanciulle eternamente giovani. Vi sono molti miti su di esse, questi le associano spesso ai satiri, da cui la tendenza sessuale della ninfomania. Esistono tre tipi di ninfe: quelle terrestri, quelle marine e quelle dell'aria; le prime sono le dee (minori) dei fiori e dei prati (esse spesso servono gli dei e sono anche le ninfe più famose), le seconde sono le dee (minori) degli animali marini (pesci, ecc.), le terze sono le dee (minori) della pioggia.

Genealogia e classificazione[modifica | modifica wikitesto]

Ninfa (1929), di Gaston Bussière.
Festa di fauni e ninfe, di Moritz Stifter

Le ninfe erano figlie di Urano ed i loro miti sono legati a divinità maggiori come Artemide, Apollo, Poseidone, Demetra, Dioniso, Pan, Ermes o a divinità minori come Fontus. Ci sono diversi tipi di ninfe, a seconda dell'ambiente naturale in cui vivono. Si distinguono in particolare:

La caverna delle ninfe (1903), di Edward Poynter.

Mito[modifica | modifica wikitesto]

Hylas and the Nimphs (1896, Ila e le ninfe) di John William Waterhouse.

Vengono rappresentate come attraenti fanciulle, vergini in età da marito. Il termine greco νύμφη (nýmphe, "fanciulla") ha infatti la stessa radice del verbo latino nubere[1], "prendere marito" (da cui la nostra "nubile").


Sono benefattrici e rendono fertile la natura. Proteggono i fidanzati che vanno a bagnarsi nelle loro sorgenti, ispirano gli esseri umani, alcune sono anche guaritrici di mali e di ferite. Amanti di dei e di comuni mortali, le ninfe cantano felici nel luogo a loro consacrato. Dalle loro unioni con mortali nacquero molti semidei.


Tra le ninfe più celebri, si può nominare Eco, la ninfa del monte Elicona; Era le tolse la possibilità di proferire parola, così Eco non poté più ripetere altro che le ultime parole pronunciate da altri. Un'altra ninfa famosa fu Euridice, moglie di Orfeo (vedi Orfismo). Molto nota è la ninfa Calipso menzionata nell'Odissea: essa trattenne Ulisse per vari anni nell'isola di Ogigia. Nella mitologia romana la ninfa Egeria fu la segreta consigliera del re Numa Pompilio. Si ricordano inoltre le Naiadi che rapirono il giovane argonauta Ila.

Le ninfe greche sono più tardi state assimilate alle divinità romane delle fontane, sorgenti e fiumi.

Offerte e sacrifici[modifica | modifica wikitesto]

I rituali d'offerta alle ninfe comprendevano sacrifici di agnelli e capretti, ma in prevalenza queste offerte consistevano in latte, olio, miele, frutta e offerte rustiche.

Nelle arti[modifica | modifica wikitesto]

Nelle arti visive le ninfe sono di solito rappresentate come bellissime fanciulle, generalmente nude e incoronate di fiori. Le ninfe dell'acqua in particolare sono mostrate mentre tengono delle giare o brocche sulle loro teste (vedi ad esempio in La sorgente di Ingres. Opere d'arte famose dell'antichità sono alcune statue di Prassitele, un gruppo marmoreo di Arcesilao e bassorilievi eseguiti da diversi maestri.

Il riposo della ninfa (1870), di Anselm Feuerbach.

In musica[modifica | modifica wikitesto]

Il compositore francese Jean-Philippe Rameau ha composto nel 1745 l'opera "Platée", una commedia musicale. L'ingenuità di una ninfa è utilizzata da Giove ingelosire la moglie Giunone.

Il compositore francese Claude Debussy ha composto nel 1913 il pezzo "Syrinx" per flauto. Il pezzo breve si riferisce alla leggenda di Pan e Siringa; la ninfa sfugge alle insidie ​​del dio lubrico e si trasforma in una canna che suona al vento. Pan inventa allora lo strumnto musicale che porta il suo nome.

Il compositore finlandese Jean Sibelius compone nel 1894 il poema sinfonico per orchestra, Op. 15, Skogsrået (The Nymph Wood).

Rusalka (Dvořák) è l'opera di maggior successo di Antonín Dvořák. Il libretto risale ai miti slavi popolari sul Rusalki (spiriti dell'acqua, sirene), ed è simile al racconto tedesco "Undine" di Friedrich de la Motte Fouqué e alla fiaba di Hans Christian Andersen intitolata La sirenetta.

Il compositore italiano Claudio Monteverdi compose nel 1614 "Lagrime d'amante al Sepolcro del Amata", il lamento funebre del pastore Glauco davanti alla tomba la morte della sua amata ninfa Corinna.

"Una ninfa" (1891), scultura di Paul Aichele. Bronzo su base di marmo, alta 26 centimetri.

In letteratura[modifica | modifica wikitesto]

La figura della ninfa appare innumerevoli volte, soprattutto durante il Rinascimento e l Romanticismo.

Nel suo romanzo Lolita (Nabokov) Vladimir Nabokov inventa i termini ninfetta e lolita (termine) per indicare un tipo di ragazzina precoce e sessualmente attraente.

Una Nymphaea.

Nel fantasy[modifica | modifica wikitesto]

Nei libri di Licia Troisi le ninfe sono bellissime ragazze fatte d'acqua. Hanno occhi puri e capelli molto lunghi. Nelle Leggende del Mondo Emerso, si scopre che il loro sangue è immune al morbo (malattia), che invece contagia gli altri popoli del Mondo.

Nei romanzi delle Cronache di Narnia sono divinità della natura: sono quindi graziose, esili; abitanti delle fonti (Naiadi) e degli alberi (Driadi e Amadriadi); sono le figlie di dei e dee; servono Aslan. Nel libro sono presenti anche ragazze associate alle ninfe ma che sono in realtà creature femminili delle foreste (come le donne-alberi).

Nei libri di Geronimo Stilton esistono le Ninfe dei Boschi: Alena, una delle protagoniste dei suoi libri, è la prima Ninfa dei Boschi a diventare Cavaliere della Rosa d'Argento.

Possono anche essere rappresentate come elementi della natura, fatte d'acqua, aria e luce. In Paranormalmente, libro di Kiersten White, la madre del fidanzato di Evie (protagonista) è l'equivalente di una ninfa: dimora in un lago, è fatta solamente d'acqua e pratica la magia.

Nei libri di Rick Riordan - la serie Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo e poi, in seguito, Eroi dell'Olimpo - vi sono diverse apparizioni di ninfe, spesso interagenti e aiutanti dei personaggi protagonisti. Sono presenti ninfe dei boschi, dell'acqua e perfino dell'aria.
Nota è, ad esempio, la driade Juniper, fidanzata del satiro Grover. Viene descritta come completamente verde, inclusi gli occhi, i quali hanno rivoli - ovvero, venature - di clorofilla. Molte di loro sono timide e finiscono per tramutarsi in pianta (ciascuna diversa a seconda della ninfa) per nascondersi.
Un altro esempio è quello di una ninfa che fa parte delle esperidi, mitologiche figlie di Atlante. Si tratta di Zoe Nightshade.

Nella serie animata Winx Club la sorella di Bloom, Daphne è la Ninfa Suprema delle nove ninfe di Magix, onnipotenti fate che controllano la Dimensione Magica. Custode della Fiamma del Drago fino alla nascita della sorella. Perse il suo corpo a causa delle Tre Streghe Antenate che maledirono il suo potere di Fata/Ninfa Sirenix. Successivamente sua sorella Bloom spezzò la maledizione restituendole la vita. Altra Ninfa di Magix è Politea che si trasforma in un mostro a causa delle Tre Streghe Ancestrali, dopo aver abbandonato Daphne. Successivamente scomparirà quando le Trix le succhieranno il potere Sirenix.

Le ninfe mentre ascoltano i canti di Orfeo, di Charles Jalabert.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ F. Montanari, GI - Vocabolario della lingua greca - Greco Italiano (Seconda edizione), Torino, Loescher, 2004. La radice indoeuropea sarebbe *nyb-/nub-, con infisso nasale e aspirazione della consonante labiale nella forma greca derivata.