Cabiri
| Ebusus (Ibiza) | |
|---|---|
| Kabeiros seduto, con martello e serpente | Toro che carica. |
| Bronzo; ca. II secolo a.C. | |
I cabiri (greco Κάβειροι) sono figure della mitologia greca.
Indice |
Il mito [modifica]
Era un gruppo di enigmatiche divinità dell'oltretomba. Erano venerati come Grandi Dei in un culto misterico che aveva il suo centro nell'isola di Samotracia ed era strettamente collegato a quello di Efesto. Qui si racconta che il dio ebbe da una figlia di Proteo tale Cabeiro, Cadmilo e che a sua volte egli ebbe tre figli, i Cabiri e tre figlie le Cabridi.
Culto [modifica]
Il culto si diffuse rapidamente in tutto il mondo greco durante il periodo ellenistico, ed in seguito fu adottato anche dai Romani.
In origine i cabiri erano verosimilmente divinità della fertilità provenienti dalla Frigia e protettori dei marinai che vennero acquisite nel pantheon greco.
Pareri secondari [modifica]
Secondo altri studi, i Cabiri erano proprio figli di Efesto, orefici e maestri del fuoco. Aiutanti del padre nella fabbricazione di armi e gioielli. L'origine rimane sconosciuta.
Spesso si confonde il nome di Cadmilo per quello di Ermes il dio messaggero. Anche lo stesso termine Cabiri a volte viene confuso con quello di altri gruppi, come nel caso dei Dattili.
Bibliografia [modifica]
Fonti [modifica]
- Erodoto, III, 7
Moderna [modifica]
- Luisa Biondetti, Dizionario di mitologia classica, Milano, Baldini&Castoldi, 1997. ISBN 978-88-8089-300-4
Voci correlate [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
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