Cabiri

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Ebusus (Ibiza)
Burgos 708.jpg
Kabeiros seduto, con martello e serpente Toro che carica.
Bronzo; ca. II secolo a.C.

I cabiri (greco Κάβειροι) sono figure della mitologia greca.

Il mito[modifica | modifica sorgente]

Era un gruppo di enigmatiche divinità dell'oltretomba. Erano venerati come Grandi Dei in un culto misterico che aveva il suo centro nell'isola di Samotracia ed era strettamente collegato a quello di Efesto. Qui si racconta che il dio ebbe da una figlia di Proteo tale Cabeiro, Cadmilo e che a sua volte egli ebbe tre figli, i Cabiri e tre figlie le Cabridi.

Culto[modifica | modifica sorgente]

Il culto si diffuse rapidamente in tutto il mondo greco durante il periodo ellenistico, ed in seguito fu adottato anche dai Romani.

In origine i cabiri erano verosimilmente divinità della fertilità provenienti dalla Frigia e protettori dei marinai che vennero acquisite nel pantheon greco.

Pareri secondari[modifica | modifica sorgente]

Secondo altri studi, i Cabiri erano proprio figli di Efesto, orefici e maestri del fuoco. Aiutanti del padre nella fabbricazione di armi e gioielli. L'origine rimane sconosciuta.

Spesso si confonde il nome di Cadmilo per quello di Ermes il dio messaggero. Anche lo stesso termine Cabiri a volte viene confuso con quello di altri gruppi, come nel caso dei Dattili.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Moderna[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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