Lolita (termine)

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Storm Nymphs, studio per Endimione, di Edward Poynter.

Col termine di lolita si suole designare una ragazza molto giovane la quale però, con i suoi atteggiamenti sensuali, può apparire più grande della sua età effettiva, ed il cui aspetto sottolinea una 'sessualizzazione' precoce: può indicare quindi un comportamento estetico-erotico che è più coerente con l'età adulta. Viene utilizzato anche per una donna che si comporta o si veste come un'adolescente o una ragazzina minorenne in generale (vedi neotenia)[1]: donna-lolita o donna-bambina caratterizza quindi una puerilità mentale-psicologica associata ad una maturità fisico-sessuale completa. Nel mondo della pornografia l'epiteto viene utilizzato per fare riferimento alla pornografia minorile in cui appare una preadolescente quale oggetto del desiderio[2][3][4][5].

Lolita[modifica | modifica wikitesto]

Ocean Nymph (1904), di William-Adolphe Bouguereau.

Il termine deriva dal soprannome dato dal protagonista adulto del romanzo Lolita (scritto da Vladimir Nabokov) alla dodicenne Dolores (nome che rimanda alla Madonna Addolorata[6][7]) di cui s'è invaghito e che diventerà la sua amante, prendendo il diminutivo appunto di "Lolita" o "Lola"[8]. Una lolita può così usare cosmetici e biancheria intima per sedurre un uomo anche molto più grande di lei ed un individuo che sviluppa un'ossessione sessuale per questo tipo di ragazze è indicato come avente un "complesso di lolita".

Immagini anche solo vagamente erotiche che rappresentano minori possono esser considerate opere d'arte, ad esempio nel campo della fotografia contemporanea (vedi David Hamilton e Jacques Bourboulon), o in certi quadri del pittore ottocentesco William-Adolphe Bouguereau; mentre la rappresentazione artistica esplicita della nudità di minorenni è generalmente ritenuto un tema moto controverso e soggetto a polemiche.

Alcune giovani attrici e modelle hanno iniziato la loro carriera interpretando ruoli da lolita, ad esempio Nastassja Kinski, Lara Vendel, Alba Dunlap e Dominique Swain, ma anche l'attrice pornografica Ashley Blue; nel film L'amante, tratto dal romanzo omonimo di Marguerite Duras, Jane March è una perfetta rappresentante del tipo lolita.

In Giappone indica una fanciullezza innocente e frizzante, non necessariamente associata ad un'idea sessuale: infine il termine non va confuso con la sottocultura della Moda Lolita, che si richiama invece all'abbigliamento caratteristico dell'epoca vittoriana inglese ottocentesca e all'età edoardiana del primo novecento, o infine ispirata allo stile rococò e barocco.

La ninfa Salmace (1828), di François-Joseph Bosio.

Ninfetta[modifica | modifica wikitesto]

Ritenuto sinonimo di lolita, ed utilizzato anch'esso nel romanzo di Nabokov, anche col termine ninfetta ci si può riferire ad una ragazzina che dimostra esser molto più matura della sua età effettiva - pur essendo appena giunta alla fase di pubertà - e che pare già in età da marito e pronta ad intrattenere precoci relazioni amorose: indica in generale una giovane donna sessualmente molto attraente.

Una ninfetta (piccola ninfa) è in origine, come la lolita del libro di Nabokov, una preadolescente (9-14 anni). Il primo uso documentato del termine riportato dal "The Century Dictionary" è quello di simile ad una ninfa e lo usa il poeta inglese delletà elisabettiana Michael Drayton nel poema Poly-Olbion nel 1612[9].

Proprio in Lolita il termine ninfetta viene usato per descrivere in generale le bambine appena uscite dall'età infantile e verso cui il protagonista prova un'autentica ossessione[10] ; l'archetipo di ninfetta per il cinquantenne professor Humbert sarà proprio la sua figliastra dodicenne Dolores Haze, "lolita":

« Ora vorrei introdurre la mia idea. Tra i limiti di età compresi tra nove e quattordici anni avviene a volte che certe fanciulle appaiano come stregate, riuscendo ad affascinare uomini molto più grandi di loro; rivelano così la loro vera natura la quale non è umana bensì di una ninfa. Queste creature mi propongo di designare come ninfette... esse non sono più bambine, anche se il loro corpo è ancora in qualche modo infantile. »

Al maschile[modifica | modifica wikitesto]

Nabokov conia anche il termine faunlet-piccolo fauno per descrivere la giovane controparte maschile della ninfetta, proprio nello stesso modo in cui i mitologici fauni sono la versione maschile delle ninfe:

« Ho incontrato gli impassibili occhi scuri di due bambini strani e bellissimi, un piccolo fauno e la sua ninfetta; i capelli e le guance identiche proclamavano la loro fraternità. »

In giapponese, nell'ambito di anime e manga, viene usata la parola shotacon per indicare la fascinazione, anche erotica, provata da certi adulti nei confronti dei ragazzini appena puberi.

Lolita nell'arte[modifica | modifica wikitesto]

Fotografia[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Esempio di Lolicon kawaii.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lolita Definizione dell'Urban Dictionary
  2. ^ Lolita en el Diccionario de la lengua española, 2005, Espasa-Calpe
  3. ^ Lolita en el Oxford dictionary]
  4. ^ ¿Qué tipo de persona es capaz de abusar sexualmente de un niño?, María Luisa Carranza, Nuestros hijos ante el sexo, ISBN 978-0939-193-50-9
  5. ^ Porque Lolita no es feminista ... pero probablemente las Lolitas si
  6. ^ Dolores (given name)
  7. ^ Lola (given name)
  8. ^ Dolores Reader Contributions section, Nicknames for Dolores. Baby Name Wizard.
  9. ^ Search The Century Dictionary at http://www.global-language.com/CENTURY/
  10. ^ Vladimir Nabokov, The Annotated Lolita, a cura di Alfred Appel, Random House, 1991, ISBN 0-679-72729-9.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Bramberger: Die Kindfrau. Lust, Provokation, Spiel. Matthes und Seitz,München 2000, 2002. ISBN 3-88221-286-1
  • Sina Aline Geissler: Der Lolita-Komplex. Heyne, München 1993. ISBN 3-453-06506-9
  • Beate Hochholdinger-Reiterer: Vom Erschaffen der Kindfrau. Braumüller, Wien 1999. ISBN 3-7003-1243-1
  • Alexandra Lavizzari: Lulu, Lolita und Alice – Das Leben berühmter Kindsmusen. Ebersbach, Berlin 2005. ISBN 3-934703-93-3
  • Marianne Sinclair: Hollywood Lolita. Der Nymphchen-Mythos. Plexus, London 1988, 1989. ISBN 0-85965-130-4
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