Kawaii

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Wikipe-tan, è un personaggio considerabile "kawaii"

L'aggettivo giapponese kawaii (かわいい o 可愛い?), come l'analogo termine anglofono cute, significa letteralmente "carino".

Tuttavia, a partire dall'inizio degli anni ottanta, il termine indica anche una serie di personaggi fittizi di manga, anime, videogiochi o altro, e gli oggetti loro collegati, e quindi tutta la subcultura che ne deriva, fatta di modi di vestirsi, di adornarsi, di parlare, di scrivere, di comportarsi, che riguarda nello specifico (ma non soltanto) le ragazzine o i ragazzini più giovani, prevalentemente in Giappone.

Qualcosa di kawaii non deve essere soltanto "carino", deve essere piccolo, semplice, indifeso, innocente o ingenuo. Possibilmente colorato in modo tenue e a tonalità pastello: colori chiari, bianco e rosa in particolare. I personaggi kawaii, quindi, hanno un aspetto infantile, tratti e proporzioni minuti ed essenziali, occhi grandi, teneri ed espressivi.

Nel vocabolario "giovanile" italiano un termine che viene spesso considerato equivalente a kawaii è "puccioso", tuttavia è sempre consigliabile mantenere la forma originale ove possibile.[senza fonte]

[modifica] Voci correlate

[modifica] Bibliografia

  • Giliberti, E. Pixel_zone@solmutante.body. La cartoonizzazione degli adolescenti giapponesi, in Ciuffoli, Texture. Manipolazioni corporee tra chirurgia e digitale, Roma, Meltemi, 2005.
  • Gomarasca, A. (a cura di). La bambola e il robottone. Culture pop nel Giappone contemporaneo, Torino, Einaudi, 2001.
  • Pellitteri, M. Il Drago e la Saetta. Modelli, strategie e identità dell'immaginario giapponese. Latina, Tunué, 2008, pag. 664, ISBN 978-88-89613-35-1
  • Ponticiello, R. - Scrivo, S. (a cura di). Con gli occhi a mandorla. Sguardo sul Giappone dei cartoon e dei fumetti, Latina, Tunué, 2005.
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