Sei Shōnagon

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Sei Shōnagon

Sei Shōnagon (清少納言 Shōnagon Sei?) (965/967 – dopo il 1010) è stata una scrittrice giapponese e dama di corte a Kyōto nel periodo Heian presso l'imperatrice Teishi. È l'autrice delle Note del guanciale (枕草子 Makura no Sōshi?).

« In verità, tutte le cose piccole sono belle »

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Era costume per le dame di corte aristocratiche (nyōbō) dell'epoca di prendere un nome composto da quello del loro clan e dalla carica ricoperta a corte da un parente prossimo: "Sei" (?) indica l'appartenenza al clan Kiyowara (清原?), mentre "Shōnagon" indica un incarico di governo. Non è noto quale dei suoi parenti ricoprisse la carica di shōnagon, ed anche il suo vero nome è tuttora sconosciuto; questo è stato oggetto di dibattito tra gli studiosi, che sembrano propendere per Kiyowara Nagiko (清原 諾子?).

Anche della sua vita si sa ben poco, eccetto quel che lei dice di sé stessa nei suoi scritti; figlia di Kiyowara no Motosuke, studioso e famoso poeta waka, e nipote di Kiyowara no Fukayabu, anch'egli famoso poeta waka. Sia il padre sia il nonno, però, avevano un grado modesto a corte e non gli fu mai concesso nessun ufficio (e quindi neanche nessuno stipendio), il che causò loro delle difficoltà economiche.

Si sposò almeno una volta, ed ebbe almeno una figlia; quando entrò al servizio dell'imperatrice Teishi, moglie dell'imperatore Ichijō, forse ha divorziato e si è risposata. Fu affascinata dall'imperatrice, che al momento del loro incontro era una bellissima adolescente.

Non si sa cosa fu di lei dopo la morte dell'imperatrice Teishi, che morì di parto nell'anno 1000, ma si pensa che le Note del guanciale siano state completate tra il 1001 e il 1010. Secondo una leggenda Sei Shōnagon avrebbe vissuto i suoi ultimi anni negletta e in povertà, ma fu probabilmente una voce messa in circolazione da coloro che criticavano la sua promiscuità.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Shōnagon deve la sua fama alla sua opera principale, le Note del guanciale, una raccolta di osservazioni, aneddoti, elencazioni di cose piacevoli e spiacevoli, curiose e insopportabili, un catalogo di preferenze e di giudizi, poesiole, lamentele, pettegolezzi e qualunque cosa avesse catturato il suo interesse negli anni che trascorse a corte: in particolare Shōnagon racconta i problemi che l'imperatrice Teishi dovette affrontare dopo che il padre morì e Fujiwara no Michinaga diede una delle sue figlie in sposa all'imperatore Ichijō. A causa del rischio di incendi, la famiglia reale viveva al di fuori del Palazzo, e l'imperatrice Teishi viveva in una parte del Chugushiki, l'Ufficio di Servitù dell'Imperatrice. Sei Shōnagon parla della morte della sua più grande benefattrice con toni leggeri, e non fa riferimento a proprie difficoltà. La sua scrittura rappresenta la corte della giovane imperatrice come avvolta da un'atmosfera elegante e gioiosa.

È molto nota anche per la sua rivalità con Murasaki Shikibu, autrice del Genji monogatari e dama di corte dell'imperatrice Shoshi, la seconda moglie dell'imperatore Ichijō. Come Murasaki Shikibu occupa un posto di estremo rilievo nella letteratura giapponese di quest'epoca. Era di spirito arguto, brillante ed estroverso e interpretava in modo talvolta ossessivo la normalità quotidiana e la tramutava in liste che interpretavano la rigidità delle categorie ufficiali.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Shōnagon compare più volte all'interno del libro Carne di Ruth Ozeki, e diverse citazioni tratte dalle Note del guanciale aprono i 12 capitoli del suddetto.

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