Kiyomizu-dera

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.

Coordinate: 34°59′42″N 135°47′06″E / 34.995°N 135.785°E34.995; 135.785

Hondo
L'entrata

Con kiyomizudera o kiyomizu-dera (in giapponese: 清水寺) ci si riferisce ad una serie di templi buddhisti giapponesi, ma in particolare al tempio di Otowasan Kiyomizudera (音羽山清水寺) nella città di Kyōto. È uno degli antichi monumenti della città, considerati patrimonio dell'umanità dall'UNESCO[1]; ed è anche uno dei finalisti per le sette meraviglie del mondo moderno.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Kiyomizu-dera venne fondato all'inizio del periodo Heian[2]. La costruzione fu iniziata nel 798, ma l'edificio attuale, costruito durante la restaurazione ordinata da Tokugawa Iemitsu, risale al 1633.[3] Per la sua costruzione non è stato usato un singolo chiodo. Il nome deriva dalla cascata presente all'interno del complesso, che scorre dalla colline vicine. Kiyomizu significa "acqua pulita", o "acqua pura".[4][5]

Originariamente era affiliato della vecchia e influente setta Hossō fin dall'epoca di Nara.[6] Comunque nel 1965 cessò l'affiliazione e i custodi attuali si definiscono membri della setta "Kitahossō".[7]

Accesso[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Historic Monuments of Ancient Kyoto (Kyoto, Uji and Otsu Cities) in World Heritage Convention, UNESCO. URL consultato il 19 agosto 2011.
  2. ^ Ponsonby-Fane 1956, p. 111.
  3. ^ Graham 2007, p. 37
  4. ^ Kiyomizu Temple, 7 aprile 2007. URL consultato il 19 giugno 2011.
  5. ^ Kiyomizudera, Kyoto, Sacred Destinations. URL consultato il 13 giugno 2011.
  6. ^ Graham 2007, p. 32
  7. ^ (EN) Kiyomizu-dera temple. URL consultato il 19 giugno 2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Patricia J. Graham, Faith and Power in Japanese Buddhist Art, Honolulu, University of Hawaii Press, 2007. ISBN 978-0-8248-3126-4.
  • Richard Arthur Brabazon Ponsonby-Fane, Kyoto: The Old Capital of Japan, 794-1869, Kyoto, The Ponsonby Memorial Society, 1956.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]