Subcultura

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Il termine subcultura (o sottocultura), nell'ambito della sociologia e in antropologia, si riferisce a un gruppo di persone o ad un determinato segmento sociale che si differenzia da una più larga cultura di cui fa parte per stili di vita, credenze e/o visione del mondo.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Una subcultura può accomunare un insieme di persone con caratteristiche simili come per esempio l'età, l'etnia, la classe sociale o il credo religioso o politico, l'abbigliamento. Ogni subcultura è espressione di particolari conoscenze, pratiche o preferenze (estetiche, religiose, politiche, sessuali, ecc.) e a volte è definita nell'ambito di una classe sociale, di una minoranza (linguistica, etnica, politica, religiosa) o di un'organizzazione. Le subculture sono spesso definite in contrapposizione ai valori delle culture più grandi in cui sono come immerse, sebbene su ciò non tutti i sociologi siano d'accordo.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

I principali teorici delle subculture, come Dick Hebdige, hanno fatto notare come i membri di una subcultura a volte usino differenziarsi dal resto della società con uno stile di vita o un modo di vestire simbolici e alternativi a quelli dominanti. Spesso lo studio delle subculture consiste infatti nello studio dei simbolismi collegati a queste forme di espressione esteriore e nello studio di come queste vengano percepite dai membri della società dominante. Quando una subcultura è caratterizzata da una opposizione sistematica alla cultura dominante, spesso ci si riferisce ad essa come controcultura.

Tipologia[modifica | modifica sorgente]

Le varie subculture si differenziano enormemente tra di loro: è infatti appropriato includere nelle subculture gruppi estremamente eterogenei tra di loro come i raver, gli skinhead, i sado-masochisti e talvolta anche le sette religiose.

È spesso difficile identificare una subcultura quando il suo stile (in particolare il modo di vestire) è stato assorbito dalla cultura di massa per scopi commerciali. È questo il caso, ad esempio, di alcuni movimenti giovanili come il punk o l'hip hop, il cui modo di vestire è stato ormai ampiamente commercializzato e si è inserito con successo nella società.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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