Età elisabettiana

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
LocationEngland.png

Questa voce fa parte della serie
Storia dell'Inghilterra

Voci principali
Età di Giacomo I
Età di Carlo I
Guerra civile inglese
Protettorato di Cromwell
Restaurazione inglese
Gloriosa rivoluzione
Età edoardiana

L'età elisabettiana è il nome comunemente dato al periodo della storia inglese che cade durante il regno di Elisabetta I, dal 1558 al 1603, fino alla morte del suo successore Giacomo I nel 1625. In questo periodo l'Inghilterra visse un'intensa fase di sviluppo economico e culturale.

Politica religiosa[modifica | modifica sorgente]

La politica religiosa della regina Elisabetta I fu mirata al consolidamento dell'anglicanesimo e alla subordinazione della chiesa al potere monarchico. In questo ambito perciò rimise in vigore il Book of Common Prayer, testo di preghiera ufficiale, e fece ritradurre la Bibbia in modo più consono alla chiesa anglicana.

Con l'Atto di uniformità del 1559 annullò il ritorno al cattolicesimo voluto da Maria Tudor e consolidò la Chiesa anglicana. Cercò di realizzare un compromesso religioso che mirasse soprattutto a rafforzare l'autorità dello Stato e contemporaneamente pose un freno alla insubordinazione sociale e politica dei puritani. Nel 1570 Elisabetta fu scomunicata da papa Pio V.

Elisabetta instaurò un sistema definito episcopalismo, che prevedeva la formazione di diocesi nel territorio statale, cui facessero capo dei vescovi con funzione di controllo politico-religioso. Tale sistema destò varie reazioni: gli episcopalisti, che sostenevano apertamente il provvedimento, i presbiteriani che lo tolleravano ed i congregazionalisti che invece vi erano ostili.

Tra i personaggi che costituirono una minaccia per Elisabetta I vi fu Maria Stuart, regina di Scozia, cattolica, che era stata costretta a fuggire in Inghilterra dalla rivolta dei calvinisti guidati da John Knox. Qui divenne famosa per le sue trame contro la Regina Vergine, ed alla fine con questo pretesto venne condannata a morte e giustiziata nella Torre di Londra.

Impulso alle attività economiche e potenza navale[modifica | modifica sorgente]

Sotto Elisabetta I ricevettero un impulso le attività artigianali e manifatturiere, a cui dettero un prezioso apporto i profughi politici e religiosi provenienti dai Paesi Bassi e dalla Francia. In tal modo poterono essere create le basi per un'industria nazionale del vetro, della ceramica, della carta, della seta e poté essere potenziata l'esportazione dei manufatti di lana, che andava a sostituire quella di lana grezza; la borsa di Londra, istituita in questo periodo, divenne in brevissimo tempo la più importante al mondo.

Durante il suo regno si vide rafforzare la potenza della flotta militare e mercantile del paese: grazie alla collaborazione di corsari come Sir Francis Drake, mappò la geografia delle colonie spagnole, oltre ad accumulare grosse ricchezze minando l'egemonia spagnola, poi del tutto superata dopo la sconfitta dell'Invincibile Armata nel 1588. Inoltre venne fondata in suo onore una colonia in America del nord: la Virginia, appunto. Costituì infine la Compagnia Britannica delle Indie Orientali.

Sviluppo culturale e civile[modifica | modifica sorgente]

Il regno di Elisabetta non solo segnò l'esordio dell'Inghilterra come grande potenza nella scena europea, ma fu caratterizzato da un grande sviluppo culturale e civile, che è passato alla storia come "età elisabettiana". Tale fioritura si estrinsecò in letteratura e principalmente nel teatro, soprattutto con William Shakespeare, Christopher Marlowe, Ben Jonson, John Webster, John Ford e altri. Grande sviluppo ebbero anche la musica (William Byrd, John Bull) e l'architettura, influenzata dalla cultura rinascimentale italiana e da quella fiamminga.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Storia dell'Inghilterra - Inghilterra dei Tudor Successore Royal Standard of England (1406-1603).svg
Periodo Tudor 1558 - 1603
Età di Giacomo I