Guerra delle Falkland

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Guerra delle Falkland

Mappa delle isole e del sud America
Data: 2 aprile - 14 giugno 1982
Luogo: Isole Falkland/Malvine e Georgia del Sud e isole Sandwich meridionali
Esito: Vittoria Regno Unito
Schieramenti
bandiera Regno Unito bandiera Argentina
Comandanti
Primo Ministro Margaret Thatcher
ammiraglio Sir John Fieldhouse
viceammiraglio John “Sandy” Woodward
Generale di Divisione Jeremy Moore
Presidente Leopoldo Galtieri
viceammiraglio Juan Lombardo
Brigadier generale Ernesto Horacio Crespo
Generale di Brigata Mario Benjamín Menéndez
Perdite
258 morti
777 feriti
59 prigionieri
649 morti
1.068 feriti
11.313 prigionieri

La Guerra delle Falkland (in inglese: Falklands War, in spagnolo: Guerra de las Malvinas), fu un conflitto combattuto tra l'Argentina ed il Regno Unito per il possesso ed il controllo delle Isole Falkland (conosciute anche col nome spagnolo di Islas Malvinas da cui in italiano Isole Malvine) e della Georgia del Sud e delle isole Sandwich meridionali, tra il marzo ed il giugno del 1982. Le Falkland consistono di due isole maggiori e di molte minori nell'Oceano Atlantico meridionale ad est dell'Argentina, la cui sovranità è stata disputata a lungo. L'Argentina si trovava nel pieno di una devastante crisi economica e di una contestazione civile su larga scala contro la Giunta militare che governava il paese nel periodo precedente alla guerra. Il governo, guidato dal Presidente, il generale Leopoldo Galtieri, decise di giocare la carta del sentimento nazionalistico lanciando quella che considerava una guerra facile e veloce per reclamare le isole Malvine. Le tensioni crescenti tra i due paesi per le isole aumentarono il 19 marzo quando cinquanta argentini sbarcarono sulla dipendenza britannica della Georgia del Sud e piantarono la bandiera argentina, un atto che viene considerato la prima azione offensiva della guerra. Il 2 aprile, Galtieri ordinò l'invasione delle Malvine.

Nonostante fosse stata colta di sorpresa dall'attacco argentino sulle isole dell'Atlantico meridionale, la Gran Bretagna lanciò una task force navale per contrastare la marina argentina e le forze aree del Paese sudamericano, e riconquistò le isole con un assalto anfibio. Dopo pesanti combattimenti, i britannici prevalsero e le isole rimasero sotto controllo del Regno Unito. A tutt'oggi l'Argentina reclama la sovranità sulle isole Falkland.

Gli effetti politici della guerra furono forti. L'Argentina vide l'aumentare delle proteste contro il governo militare, che stava per cadere, mentre un'onda di patriottismo si diffuse per il Regno Unito, ridando forza al governo del primo ministro Margaret Thatcher. La guerra giocò un ruolo importante in entrambi i Paesi, ed è stata soggetto di vari libri, film e canzoni; tuttavia, forse per il numero di caduti relativamente modesto, non è generalmente considerata un evento storico di prima grandezza.

Il conflitto rinverdì inoltre le speranze britanniche di mantenere le proprie ambizioni post imperiali (dopo le delusioni del dopoguerra come la perdita del canale di Suez) e dimostrò che il Regno Unito aveva ancora le capacità di condurre da solo una guerra molto lontano dalla madrepatria.

Un segnale stradale nella provincia argentina di Entre Ríos con la frase: "Le Malvine sono argentine". La foto è del 2005.
Un segnale stradale nella provincia argentina di Entre Ríos con la frase: "Le Malvine sono argentine". La foto è del 2005.

Indice

[modifica] Verso la guerra

[modifica] Antefatti

Il territorio delle Isole Falkland/Malvine è composto da tre arcipelaghi: le Isole Falkland propriamente dette, la Georgia del Sud e le isole Sandwich meridionali, situati di fronte alle coste dell'Argentina, e dominio coloniale britannico dal 1833. Purtroppo, dalla loro prima occupazione nel 1763, esse sono state motivo di conflitto tra Inghilterra, Francia e Spagna e successivamente tra Inghilterra e Argentina, la quale si considera erede dei diritti spagnoli sulle isole che ha governato fino all'invasione inglese.

Soltanto il più grande di questi arcipelaghi, le isole Falkland, ha popolazione civile permanente (la quale è chiamata in inglese i kelpers, dal kelp, una specie di alga), Generalmente di origine scozzese, questa comunità si considera britannica e appoggia la permanenza delle truppe inglesi nell'isola. Gli altri due arcipelaghi sono impiegati essenzialmente come base per ricerche scientifiche. Nel 1965 l'Argentina riuscì a far approvare una risoluzione dall'ONU (la risoluzione 2065), facendo classificare la disputa come un problema coloniale, ma, purtroppo, le successive negoziazioni risultarono infruttuose, anche se le relazioni con gli abitanti delle isole negli anni 60 e 70 continuarono serenamente. Vi era perfino una rotta aerea tra Argentina e Port Stanley, denominato dagli argentini Puerto Argentino, da cui gli isolani dipendevano per cure mediche specifiche e rifornimenti.

Agli esordi della guerra in Argentina vi era la dittatura capeggiata da Leopoldo Galtieri, che al momento era il leader del governo militare, il quale mirava a controbilanciare la preoccupazione del popolo sulle questioni economiche e dei diritti umani con una vittoria veloce tramite l'occupazione delle isole Falkland. L'Argentina fece pressione sull'ONU alzando sottili cenni di una possibile invasione, ma gli inglesi non se ne accorsero e non reagirono. Gli argentini interpretarono la mancata reazione inglese come un disinteresse per le Falkland, e immaginarono che gli inglesi non avrebbero reagito con forza ad un'invasione delle isole. Questo punto di vista venne incoraggiato dal ritiro dell'ultima unità della Royal Navy nel 1981, che era stata inclusa in un generale ridimensionamento della flotta nei territori britannici, e l'Atto Della Nazionalità Britannica del 1981 che levò agli abitanti delle Falkland i diritti della piena cittadinanza.

Il capo della Marina Argentina, l'ammiraglio Jorge Anaya, sviluppò il piano per invadere le Falkland. In seguito al fallimento della via diplomatica nel gennaio 1982, i piani di invasioni vennero completati per aprile dello stesso anno. L'invasione della zona popolata delle isole Falkland venne preceduta dall'invasione della Georgia del Sud, situata circa 1.390 chilometri ad est delle Falkland. L'invasione cominciò il 19 marzo 1982 da parte di un gruppo di civili argentini che finsero di essere commercianti di metalli da estrarre per stabilire un campo nella Georgia del Sud ed innalzarono la bandiera argentina. Al vascello HMS Endurance della Royal Navy venne inviato un dispaccio con l'ordine di rimuovere il campo il 25 marzo, ma gli venne impedito da tre navi da guerra argentine e venne costretto a ritirarsi. Ad ogni modo, nonostante fosse ulteriormente evidente che la Marina Argentina avesse cominciato ad accumulare truppe a Puerto Belgrano, il gruppo sudamericano del Comitato Congiunto d'Intelligence britannica riferì il 30 marzo che "l'invasione non era imminente".

[modifica] Fallimento della diplomazia

Agli inizi degli anni 80,l'economia del governo militare argentino era in crisi. Aumentarono le tensioni sociali a causa dell'inflazione che era pari al 90% annuo,il che produsse una grande recessione economica e l'interruzione di buona parte delle attività economiche. La sostituzione del capo della giunta militare Jorge Rafael Videla per il generale Roberto Viola e successivamente per il generale Leopoldo Fortunato Galtieri fa capire la gravità di questa crisi economica e politica e da indicazione del perché il governo cercasse credito presso le masse, soprattutto quelle più nazionaliste, attraverso la decisione di recuperare le isole. Questa decisione si è basata sui seguenti presupposti politici e militari:

  • Le Nazioni Unite avevano aderito alla dottrina delle guerre giuste attraverso l'approvazione di diverse risoluzioni: 2131 (1965), 2326 (1967), 2908 (1972), 3281 (1974) e 3314 (1974),che riconoscevano ufficialmente la legittimità delle guerre di liberazione e di autodeterminazione.

La menzione del recupero delle isole attraverso la forza era già stata presente nel discorso diplomatico bilaterale del 1972. Tra il 1981 ed il 1982, varie azioni del governo britannico furono interpretate dalla giunta militare come segnali di disinteresse per l'arcipelago e verso i suoi abitanti:

  • Il taglio di una parte consistente delle forze militari, più o meno direttamente poste a protezione delle isole, fu un evento molto significativo per la stampa argentina che diffuse la convinzione che gli inglesi si preparavano ad abbandonare l'arcipelago. Infatti i britannici avevano deciso di fare a meno delle loro due portaerei (HMS Hermes e HMS Invincible), delle loro due navi da sbarco anfibio (HMS Fearless e HMS Intrepid) e della nave pattuglia HMS Endurance, chiamata dagli isolani il "guardiano delle Isole Falkland" (il 5 febbraio 1982 la Marina Australiana annunciò, dopo mesi di trattative, di aver accettato la proposta della Gran Bretagna per la vendita della Invincible al costo di 175 milioni di sterline, per sostituire la HMAS Merlbourne; la notizia fu confermata anche dal Ministro della Difesa Inglese).
  • La nuova legge di nazionalità approvata nel 1981, la quale faceva degli isolani cittadini incompleti, senza diritto di voto verso la madrepatria.


Vi erano anche altri motivi di natura politica che incentivarono la decisione del governo argentino:

  • 1 Il governo argentino pensava che il Trattato Interamericano di Assistenza Reciproca con gli USA ne avrebbe determinato la neutralità.
  • 2 Si stavano portando avanti numerose azioni diplomatiche per portare le isole sotto controllo argentino (la pista d'atterraggio era stata costruita con capitale argentino, mentre la YPF era la fornitrice di benzina nell'isola)
  • 3 Si sottovalutava l'interesse britannico verso le isole, e non era ritenuto possibile un contrattacco a così grande distanza.

[modifica] Fine delle vie diplomatiche

Dopo che le relazioni diplomatiche formali furono interrotte tra il Regno Unito e l'Argentina, altre nazioni rappresentarono gli interessi di ciascuna nazione. Il Perù divenne il rappresentante dell'Argentina nel Regno Unito, mentre la Svizzera rappresentò il Regno Unito in Argentina. In questo modo, i diplomatici argentini a Londra vennero indicati come diplomatici peruviani di nazionalità argentina, mentre i diplomatici inglesi a Buenos Aires vennero indicati come diplomatici svizzeri di nazionalità inglese. L'allora segretario generale delle Nazioni Unite, Javier Pérez de Cuéllar, annunciò che i suoi sforzi in favore della pace erano risultati vani. Nonostante il Perù e la Svizzera avessero fatto una grande pressione diplomatica per evitare la guerra, non furono capaci di impedire il conflitto, ed un piano di pace proposto dal presidente peruviano Fernando Belaúnde Terry fu rigettato da entrambe le parti.

[modifica] Importanza delle isole

Isole Malvine,zona di esclusione e basi della FFA
Isole Malvine,zona di esclusione e basi della FFA

Fino agli anni 50 nell'isola esistevano importanti basi per le baleniere, che andarono in declino a causa della tragica sparizione di molte specie marine un tempo molto comuni nel sud Atlantico.

Attualmente l'interesse per le isole è alimentato da 5 motivi fondamentali:

  • Per l'Argentina, le Malvine sono un territorio nazionale occupato dall'Inghilterra, la cui ripresa è essenziale per l'unità dello stato.
  • Il possesso di territori vicini all'Antartide potrebbe in futuro determinare diritti su questo territorio.
  • Il controllo delle isole determina una importante posizione strategica tra Atlantico e Pacifico, sia dal punto di vista militare, come dimostrato nel corso della I Guerra Mondiale dalla battaglia delle Falkland, sia per scali commerciali.
  • Numerose spedizioni confermano la presenza di petrolio nelle vicinanze delle isole.
  • I diritti di pesca sono notevolmente proficui.

[modifica] L'Operazione Rosario

L'Operazione Rosario consisteva in una serie di azioni d'intensità crescente volte a recuperare le Isole Malvine,le Georgia del Sud,e le Isole Sandwich meridionali, che si sarebbero dovute svolgere da est a ovest e da minore a maggiore importanza politica culminando con il recupero dell'arcipelago delle Isole Falkland/Malvine e della sua capitale Port Stanley. Il governo argentino riuscì a tenere segreto il piano fino a 48 ore prima dell'inizio delle operazioni. Si può dire che l'operazione ebbe pieno successo, vi fu una unica vittima e 5 feriti, e le Malvine furono riconquistate in poco più di 11 ore. Diversamente andò per le isole Sandwich le quali resistettero fino all'ultimo, ma anche esse capitolarono il 3 aprile.

[modifica] Le forze in campo

Argentina

Un volo di A-4M Skyhawk del VMA-214 Black Sheep, USMC
Un volo di A-4M Skyhawk del VMA-214 Black Sheep, USMC

L'aviazione Argentina (Fuerza Aérea Argentina, FAA) aveva a disposizione un grosso numero di aerei ed armi moderne, come caccia Mirage III in varie versioni e Dagger (copie israeliane non autorizzate prodotte dalla IAI del Mirage III), cacciabombardieri Mirage 5 e vecchi ma ancora efficienti cacciabombardieri Douglas A-4 Skyhawk. Inoltre disponeva dei FMA IA-58 Pucará, bimotori di creazione nazionale che potevano decollare anche da piste improvvisate, elemento importante per le operazioni sulle Falklands in quanto uno solo degli aeroporti sulle isole, quello di Port Stanley, disponeva di una pista di cemento. L'Argentina disponeva anche di alcuni bombardieri English Electric Canberra, che però ormai erano da considerare del tutto antiquati.

Un Pucará con le insegne della Fuerza Aérea Argentina
Un Pucará con le insegne della Fuerza Aérea Argentina

La FAA era però più addestrata ad una guerra contro il Cile o contro la guerriglia (quindi combattimenti a breve distanza contro obiettivi a terra) che ad operazioni a lunga distanza contro navi da guerra. Infatti la FAA aveva a disposizione per il rifornimento in volo solo due Lockheed C-130 modificati, il cui utilizzo era da dividersi con la marina militare. Gli stessi Mirage non erano stati approntati per il combattimento aereo. Le batterie antiaeree erano antiquate e mancavano efficaci aerei da pattugliamento marittimo. La marina militare disponeva di 14 Dassault Super Étendard, caccia multiruolo con capacità di rifornimento in volo, e di una portaerei, la ARA Veinticinco de Mayo (V-2), di fabbricazione britannica, la ex HMS Venerable, della classe Colossus, poi in forza alla marina reale olandese come HNLMS Karel Doorman (R81), risalente alla seconda guerra mondiale ed in condizioni non ottimali. I Super Étendard erano dotati del temibile missile Exocet, fornito dalla Francia sia nella versione aviolanciata che in versione navale; della prima versione, però era stato fornito un numero limitato di esemplari, ed altri erano attesi a breve, ma lo scoppio delle ostilità ed il conseguente embargo dell'ONU bloccheranno il prosieguo della fornitura.

Gran Bretagna

La Royal Navy al momento dello scoppio delle ostilità non era attrezzata per esercitare uno sforzo così grande ad una tale distanza. Infatti essa era preparata più che altro ad uno scenario da Terza Guerra Mondiale, con operazioni all'interno di strutture NATO, il cui compito principale era combattere i sommergibili della flotta nord dell'Unione Sovietica. Siccome un attacco aereo sovietico sul Nord Atlantico era considerato improbabile, le navi britanniche disponevano di una contraerea limitata; supporto aereo sarebbe stato dato dalle basi a terra o da portaerei americane. Seguendo questa dottrina negli anni 70 vennero rottamate le grandi ma costose portaerei HMS Eagle e HMS Ark Royal, in grado di ospitare aerei di tipo convenzionale. Stessa fine fece nel 1980 la piccola portaerei HMS Bulwark e nel 1982 avrebbe dovuto essere rottamata anche la HMS Hermes. La relativamente nuova HMS Invincible era invece stata promessa all'Australia. La componente aerea imbarcata, invece, era composta dai BAe Sea Harrier FRS.Mk.1, versione navalizzata dello Harrier GR.Mk.3, l'innovativo jet STOVL mai provato in operazioni belliche. Ad operazioni iniziate, arrivarono anche diversi Harrier Gr.Mk.3 che vennero assegnati a compiti di attacco al posto dei Sea Harrier, più utili per la difesa aerea. Inoltre vi era una numerosa flotta di unità di scorta composta da fregate Type 21 e dalle più recenti Type 22, e dai cacciatorpediniere Type 42, nonché i sommergibili nucleari della classe Churchill. Infine, gli inglesi potevano contare su una consistente flotta di aerocisterne e di vecchi bombardieri della serie V, gli Avro Vulcan, oltre che su un esercito professionista con varie unità di elìte, dai Royal Marines ai paracadutisti, agli incursori del SAS e ai Gurkha.

[modifica] Lo sbarco argentino sulle Malvine

Ordine di battaglia
Argentina Regno Unito
Forze dell'operazione Rosario(comandante:viceammiraglio Juan Lombardo) Forze di difesa delle isole(comandante: governatore Rex Hunt)
  • Pattugliatore costiero civile Forrest.
  • 57 fanti di marina (Unità 8901) di terra.
  • 11 membri della Royal Navy.
  • 40 membri della Falkland Volunteer Defence Force (FVDF, forza volontaria di difesa dele Falkland).

Il governo inglese avvisò Rex Masterman Hunt, l'allora Governatore delle Isole Falkland, di una possibile invasione da parte dell'Argentina il 31 marzo. Hunt organizzò quindi una difesa e diede il comando militare al Maggiore Mike Norman che riuscì a radunare una piccola forza di Marines.

Alle 21 del 1 aprile 1982, 84 commandos della Armada Argentina sotto il comando del capitano di corvetta Guillermo Sánchez-Sabarots lasciarono il cacciatorpediniere ARA Santísima Trinidad (D-2) e sbarcano a Mullet Creek verso le 23:00. A quella stessa ora il sottomarino ARA Santa Fe (S-21) andò in superficie e sbarcò altri dieci incursori per disporre radiofari di navigazione e occupare il faro San Felipe (Pembroke). All'emergere del Santa Fe, i radar del battello costiero britannico Forrest diedero l'allarme, iniziando così le ostilità. Al 1:30 del 2 aprile, gli uomini di Sánchez-Sabarots si divisero in due gruppi. Il primo, comandato dallo stesso Sànchez, si diresse verso la caserma della fanteria di marina britannica a Moody Brook. Il secondo sotto il capitano di corvetta Pedro Giachino, avanzò verso Puerto Argentino/Port Stanley con l'obiettivo di occupare la residenza del governatore e catturarlo.

Ma i britannici avvisati in tempo avevano già evacuato le caserme e il governatore e si erano disposti in posizioni più difendibili. Alle 05:45 il gruppo comandato da Sánchez-Sabarots aprì il fuoco sui capannoni dove pensavano vi fossero i militari britannici, scoprendo però che questi erano vuoti; gli argentini si resero conto di essere vulnerabili a un possibile attacco nemico e decisero quindi di andare direttamente verso la residenza del governatore con l'intenzione di attaccarla dalla porta posteriore. La cosa che non sapevano è che tre Marines vi si erano trincerati. Durante il blitz caddero feriti tre militari argentini tra cui lo stesso Pedro Giachino che morirà poco dopo e a cui venne conferita successivamente la Croce all'eroico valore in combattimento. Il resto della squadra ripiegò, mantenendo però una forte pressione attraverso l'uso di granate flash-bang e continui cambi di posizione che fecero credere ai britannici di essere di fronte a forze di molto superiori rispetto a quelle reali. Ciò risultò decisivo per la loro resa. Alle 6:20, dall'ARA Cabo San Antonio (Q-42) sbarcò la compagnia E con veicoli anfibi LVTP-7 e LARC-5 del 2º battaglione fantería di Marina; orientandosi con i radiofari che erano stati collocati dagli incursori del ARA Santa Fe (S-21), raggiunsero l'aeroporto, sotto il comando del comandante Santillans. Poco dopo sbarcò anche la compagnia D che occupa il faro senza trovare resistenza.

Durante l'avanzata,la compagnia E venne per la prima volta attaccata dalla fanteria inglese, che riuscì a danneggiare un blindato LVTP-7 senza però ferire l'equipaggio. Informato degli scontri, il responsabile dello sbarco, il contrammiraglio Busser, decise di aviotrasportare sulla costa il primo battaglione di fanteria di marina armato di lanciarazzi da 105 mm .

Alle ore 8:30, il governatore Hunt ed il maggiore Norman discussero sulla possibilità di disperdersi all'interno dell'isola per iniziare una guerriglia, ma credendosi circondati, decisero di arrendersi e fecero portare il vice commodoro Héctor Gilobert, un infiltrato argentino residente nelle isole, in realtà facente parte dei servizi di informazione della FAA, per fare da intermediario[1].

Un ora dopo, il governatore Hunt offrì la resa al contrammiraglio Busser.

Centoquarantanove anni di dominio coloniale britannico erano finiti. Un aereo militare avrebbe portato quello stesso giorno il governatore a Montevideo, da dove si sarebbe imbarcato per Londra.

[modifica] La vita sotto l'occupazione

L'Argentina cominciò a fare alcuni cambiamenti significativi alla cultura delle isole Falkland, nonostante avesse in principio assicurato che il modo di vita e l'identità culturale degli isolani sarebbe stata rispettata. L'Argentina cambiò il nome di Port Stanley in Puerto Argentino, rese lo spagnolo la lingua ufficiale delle isole e comandò che si guidasse sul lato destro della strada, dipingendo frecce sulle strade indicanti la direzione del traffico e cambiando la posizione dei segnali stradali. Nonostante le frecce, gli isolani continuarono a guidare sulla sinistra, dimostrando la propria determinazione a rimanere inglesi.

[modifica] La riconquista - Operazione Corporate

Nonostante l'opinione pubblica nel Regno Unito sostenesse il tentativo di riprendersi le isole, l'opinione internazionale era molto più divisa. Per alcuni, il Regno Unito era una ex potenza coloniale, che cercava di trattenere una colonia da un potere locale, e questo era il messaggio che gli argentini inizialmente rivendicavano. Altri sostenevano il Regno Unito come una democrazia stabile che era stata invasa da una dittatura militare. La diplomazia inglese focalizzava sul fatto che gli isolani delle Falkland avevano il diritto di usare il principio dell'ONU di autodeterminazione ed un'apparente buona volontà verso il compromesso. Il segretario generale delle Nazioni Unite si disse stupito del compromesso che il Regno Unito aveva offerto. L'Argentina però lo rifiutò, basando i propri argomenti sul diritto al territorio basato sulle azioni prima del 1945 e la creazione dell'ONU. Molti membri dell'ONU realizzarono che, se pretese territoriali così vecchie potevano risorgere, e delle invasioni di terre potevano essere permesse senza reagire, allora neanche i propri confini sarebbero stati al sicuro. Così il 3 aprile il Consiglio di Sicurezza dell'ONU passò la risoluzione 502, chiedendo il ritiro delle truppe argentine dalle isole e la cessazione delle ostilità.

Il 10 aprile la Comunità Economica Europea approvò delle sanzioni economiche contro l'Argentina. Tali sanzioni della durata di un mese furono successivamente approvate con l'esclusione di due paesi membri su 10, che, pur non sostenendo l'Argentina, preferirono non aderire alle sanzioni. L'Italia per evidenti motivi di opportunità legati alla massiccia presenza di cittadini italiani o discendenti di italiani nella popolazione argentina e l'Irlanda per un malcelato astio anti-britannico anche relativo alla questione dell'Ulster (considerato allora come territorio Irlandese occupato dai britannici).

Il presidente Ronald Reagan e l'amministrazione degli Stati Uniti non emisero condanne diplomatiche, ma fornirono supporto di spionaggio ai militari britannici.

A questo punto la decisione venne presa: le Falkland sarebbero state riprese con la forza; i britannici chiamarono la contro-invasione Operation Corporate. Quando la task force lasciò la Gran Bretagna, il giornale americano Newsweek scrisse in copertina The Empire Strikes Back! (L'impero colpisce ancora!) utilizzando il titolo di un celebre film.

[modifica] Task force

Gli inglesi furono veloci ad organizzare una pressione diplomatica contro l'Argentina ed a causa della grande distanza tra le Falkland ed il Regno Unito, si affidarono ad una task force navale, centrata sulle portaerei HMS Hermes e HMS Invincible comandate dall'ammiraglio John "Sandy" Woodward. Questa task force avrebbe dovuto essere autosufficiente e capace di proiettare la propria forza d'attacco lungo l'area litoranea delle isole. A comporla, in aggiunta alle porterei, buona parte delle navi da guerra d'altura, dalle fregate Type 12, Type 21 e Type 22, ai cacciatorpediniere Type 42. In particolare le due allora nuovissime fregate Type 22, la Broadsword e la Brilliant ebbero il loro banco di prova operativa, mentre la portaerei HMS Illustrious, appena consegnata, fece le sue prove in mare durante il viaggio per le Falkland raggiungendo la flotta subito dopo la fine delle operazioni.

Un secondo componente fu la spedizione di assalto anfibio, comandata dal commodoro M.C. Clapp RN. Contrariamente a ciò che si credeva, l'ammiraglio Woodward non comandava la spedizione del commodoro Clapp. Di essa facevano parte, oltre alle navi della marina britannica HMS Fearless e HMS Intrepid, la nave mercantile Atlantic Conveyor con un carico di elicotteri e materiale per piste di atterraggio di fortuna; quest'ultima verrà affondata da missili Exocet argentini. Inoltre seguivano la flotta le navi logistiche da sbarco RFA Sir Tristram e RFA Sir Galahad. La Sir Tristram verrà anch'essa gravemente danneggiata dalle bombe argentine

La RFA Sir Tristram danneggiata a Fitzroy nel 1982
La RFA Sir Tristram danneggiata a Fitzroy nel 1982

Le forze imbarcate comprendevano la 3ª Brigata Commando di Royal Marines (costituita dal 42º e 45º Commando e rinforzata da e 3º Para, dove Para è l'abbreviazione britannica per indicare i battaglioni paracadutisti facenti parte del Parachute Regiment, il reggimento paracadutisti) e la 5ª Brigata di Fanteria (costituita da Welsh Guard, Scots Guard e Gurka). Sia Clapp sia Woodward riferivano direttamente al Comandante della Flotta in Capo, l'ammiraglio Sir John Fieldhouse, in Gran Bretagna, che era soprattutto comandante dell'operazione. Per mantenere il naviglio neutrale al di fuori della zona durante la guerra, il Regno Unito dichiarò un'area di esclusione totale nel raggio di 200 miglia nautiche (370 km) intorno alle Falkland, prima di dare inizio all'operazione.

[modifica] La campagna

Le operazioni belliche durarono dal 19 aprile, data dell'arrivo nell'area del sottomarino HMS Conqueror al 20 giugno, data della resa di Port Stanley. L'arrivo della flotta britannica venne monitorato da un Boeing 707 argentino, che sebbene intercettato da uno Harrier britannico, non venne abbattuto per ragioni diplomatiche, visto che erano ancora in essere trattative tra i due paesi.

[modifica] La riconquista della Georgia Australe

La posizione dell'arcipelago della  Georgia Australe evidenziate nel rettangolo rosso.
La posizione dell'arcipelago della Georgia Australe evidenziate nel rettangolo rosso.

Gli inglesi decisero di iniziare la riconquista del possedimento partendo dalle isole della Georgia Australe; le considerazioni alla base di questa scelta erano di due tipi: in primo luogo la flotta avrebbe avuto a disposizione una base molto più vicina dell'isola di Ascension, anche se senza un aeroporto, ed in secondo luogo l'impatto sul morale delle due parti sarebbe stato rilevante. L'operazione venne denominata Paraquet.

La riconquista iniziò il 21 aprile, dopo che il giorno precedente le isole erano state mappate dal radar di un bombardiere Victor. Elementi del 42mo Commando dei Royal Marines, dello SBS e del SAS sbarcarono dalla nave RFA Tidespring, appoggiate da una fregata type 22, la HMS Brilliant, un cacciatorpediniere della classe County, la HMS Antrim, una fregata type 12M, la HMS Plymouth, il rompighiaccio HMS Endurance e dal cacciatorpediniere type 42 HMS Glasgow. Inoltre in area operava il sommergibile della classe Churchill HMS Conqueror. Quando il sommergibile ARA Santa Fe, un vecchio battello diesel-elettrico di costruzione americana della classe Balao, venne rilevato, venne immediatamente attaccato con cariche di profondità e missili AS.12 dagli elicotteri delle navi nell'area tra cui due Westland Wasp decollati dalla HMS Endurance, e per i gravi danni riportati fu arenato dall'equipaggio sulla punta King Edward dell'isola Georgia del Sud.

La scarsa guarnigione argentina, sia pure con l'aggiunta dell'equipaggio del Santa Fe, non poteva resistere all'assalto diretto dei commandos britannici, appoggiati dai cannoni delle navi in area, e si arrese quando si venne a trovare sotto il fuoco delle truppe che avevano preso terra. In seguito alla resa, venne mandato il seguente messaggio in Inghilterra : "Compiacetevi di informare Sua Maestà che la White Ensign (la bandiera della marina da guerra britannica) sventola a fianco della Union Jack nella Georgia del Sud. Dio salvi la Regina." Il primo ministro Thatcher nel dare la notizia alla stampa, disse: "Semplicemente gioite alla notizia!"[2]

[modifica] L'affondamento dell'incrociatore Belgrano

L'incrociatore General Belgrano ad Ushuaia qualche giorno prima dell'affondamento
L'incrociatore General Belgrano ad Ushuaia qualche giorno prima dell'affondamento

Tra i fatti più clamorosi della campagna, certamente rientra l'affondamento dell'incrociatore argentino ARA Manuel Belgrano, silurato dal sottomarino britannico HMS Conqueror. L'attacco avvenne il 2 maggio appena all'esterno della zona di esclusione marittima, con la perdita di 300 tra i 1000 uomini dell'equipaggio. In effetti il Belgrano, che proveniva da sud ovest scortato da due cacciatorpediniere lanciamissili armati con missili Exocet, avrebbe potuto facilmente penetrare nella zona di operazioni e lanciare un attacco contro le portaerei e le loro unità di scorta operando a tenaglia con la portaerei ARA Veinticinco de Mayo che arrivava da nord. Ciò spinse gli inglesi ad effettuare l'attacco.

[modifica] Le missioni Black Buck

Un Avro Vulcan B.Mk.1A, versione precedente del Vulcan Mk.2 usato per i raid Black Buck
Un Avro Vulcan B.Mk.1A, versione precedente del Vulcan Mk.2 usato per i raid Black Buck

Altro fatto saliente furono le missioni di bombardamento Black Buck, effettuate dagli inglesi con bombardieri Avro Vulcan su Port Stanley attraverso un massiccio supporto di aviocisterne per il rifornimento in volo. Queste missioni rimasero, fino alla prima guerra del Golfo, le più lunghe missioni di bombardamento della storia e servirono a dimostrare agli argentini che, se Port Stanley era alla portata dei bombardieri, lo era ancor di più Buenos Aires, oltre che a minare il morale delle truppe occupanti e rendere inutilizzabile la pista dell'aeroporto[3]. Su questa missione si basa il saggio Vulcan 607, scritto da Rowland White.

[modifica] L'affondamento della HMS Sheffield

Due giorni dopo l'affondamento del Belgrano, l'aviazione di marina argentina affondò a sua volta il cacciatorpediniere HMS Sheffield, della classe Type 42. Due Super Étendard armati ognuno di un missile Exocet AM39 (dei soli cinque in possesso degli argentini), decollati dalla base di Rio Grande, dopo un rilevamento da parte di un Lockheed P2V Neptune argentino, attaccarono la Sheffield, che era posto come picchetto radar in posizione avanzata insieme con la gemella Glasgow ed un'altra Type 42. La Glasgow intercettò i missili lanciati dagli aerei dopo una manovra di pop-up (innalzamento improvviso di quota dopo un volo radente) e notificò l'allarme alla Hermes, ma questo venne considerato un falso allarme dovuto ad eco. Dei due missili, uno attaccò e mancò la HMS Yarmouth (fregata Type 12) che aveva lanciato dei chaff, ma l'altro colpì la Sheffield che bruciò per sei giorni dopo essere stata abbandonata dall'equipaggio, che contò 20 morti e 24 feriti.

Il Principe Andrew servì come pilota di elicottero nella portaerei HMS Invincible durante la guerra, ma non prese parte a nessuna azione di guerra diretta.

[modifica] La guerra aerea

A-4 Skyhawk della marina brasiliana
A-4 Skyhawk della marina brasiliana

Durante queste varie fasi, il confronto in aria divenne sempre più serrato, ma in sostanza a senso unico, visto che gli inglesi Sea Harrier, con la loro spinta vettoriale e grande manovrabilità, unita ai missili Sidewinder AIM9-L, in grado di attaccare anche frontalmente gli avversari, erano inattaccabili dagli argentini i cui caccia volavano ad alta velocità ed erano facilmente evitati dagli inglesi, i quali poi lanciavano i loro missili a guida termica con grande precisione. In questa fase lo Harrier fu soprannominato dagli argentini "la muerte negra", la morte nera, per il loro colore ardesia. Diverso era il discorso negli attacchi aerei, nei quali lo Harrier era vulnerabile all'artiglieria antiaerea ed ai missili a guida termica, verso i quali poteva opporre dei flare (bengala) relativamente efficaci. Di conseguenza, diversi Harrier Gr.Mk.3 e alcuni Sea Harrier vennero abbattuti dalla contraerera, sia con il tiro di cannoni che con missili terra-aria spalleggiabili, senza perdite tra i piloti. Per contro, i sistemi di difesa superficie-aria britannici erano alquanto inefficaci, sia per quanto riguarda i missili Sea Dart e relativi radar di tiro che i cannoni per la difesa ravvicinata, e i piloti argentini riuscirono ad affondare in totale sette navi e a danneggiarne gravemente altre, tra cui la HMS Glasgow, un cacciatorpediniere Type 42, che rientrò in Inghilterra squarciato da una bomba inesplosa.

[modifica] Le operazioni speciali

La pericolosità degli attacchi aerei argentini convinse i britannici a programmare alcune operazioni di forze speciali, principalmente a cura del SAS ma anche dello Special Boat Squadron (in seguito divenuto Service). In una di queste, vi fu uno scontro nel buio nel quale una pattuglia del SAS ed una dello SBS si affrontarono, con feriti, prima di riconoscersi. Comunque, il 14 maggio, un gruppo di SAS sbarcò sull'isola di Pebble, dove gli argentini avevano allestito una pista di volo in erba e fecero saltare in aria gli aerei presenti, di tipo FMA IA 58 Pucarà e T-34 Mentor, addestratori-ricognitori.

Ma ancora più grave era per le navi inglesi la minaccia dei Super Etendart con i loro missili Exocet; fu quindi decisa una missione sulla loro base di Rio Grande, in territorio argentino, che prevedeva l'atterraggio di due Hercules C-130 con circa cinquantacinque commandos del SAS, e lo sbarco in contemporanea dal mare di altri ventiquattro incursori su battelli d'assalto gonfiabili del tipo Zodiac[4]. L'area dell'incursione era difesa da quattro battaglioni di fanteria di marina a pieno organico che, pochi anni prima, erano stati addestrati da istruttori britannici del SBS[5]. Dopo la guerra, i comandanti della marina argentina ammisero che si aspettavano un attacco di questo tipo, ma non avevano pensato ad un atterraggio d'assalto; comunque, in una simile eventualità, avrebbero inseguito gli attaccanti anche in territorio cileno[6].

Alla fine l'operazione fallì perché una squadra di ricognizione, inviata a bordo di un elicottero Sea King dalla HMS Invincible, a causa del cattivo tempo si trovò a 50 nm dall'obiettivo e dovette deviare verso il territorio cileno; il solo pilota, dopo aver fatto evacuare la squadra da ricognizione, incendiò l'elicottero e si consegnò alle autorità cilene, provocando una considerevole attenzione internazionale sull'accaduto e le proteste degli argentini; la missione venne a quel punto abortita[7].

[modifica] Diplomazia e coinvolgimento degli Stati Uniti

A prima vista si notava che gli Stati Uniti avevano obblighi militari verso entrambe le parti in conflitto, legati al Regno Unito come membri della NATO e all'Argentina a causa del Trattato Inter-Americano di Reciproca Assistenza o "Patto di Rio"). Comunque il trattato atlantico obbliga i firmatari al supporto militare solamente se l'attacco avviene in Europa od in America settentrionale, e comunque a nord del Tropico del Cancro, ed il Patto di Rio obbliga gli USA ad intervenire solamente nel caso che uno degli stati aderenti sia attaccato; Il Regno Unito non ha mai attaccato direttamente l'Argentina ma solo le forze argentine sul territorio britannico. A marzo il segretario di stato americano Alexander Haig mandò l'ambasciatore degli Stati Uniti in Argentina per tentare di distogliere il governo argentino dall'idea di una possibile invasione. Il presidente Reagan richiese assicurazione da Galtieri contro un'invasione e offrì i servizi del suo vicepresidente George Bush come mediatore, ma venne rifiutato.

In effetti, l'amministrazione Reagan era seriamente divisa sulla questione. Incontrandosi il 5 aprile, Haig e il Segretario di Stato per gli Affari Politici Lawrence Eagleburger, ritennero un atteggiamento migliore appoggiare la Gran Bretagna, pensando che un eventuale equivoco avrebbe minato le basi dell'Alleanza Atlantica. Il Segretario di Stato per gli Affari Inter-Americani Thomas Enders, però, temeva che il supporto alla Gran Bretagna avrebbe invece minato gli sforzi statunitensi nell'America latina, ricevendo il fermo appoggio dell'Ambasciatore Statunitense alle Nazioni Unite Jeane Kirkpatrick, subordinato nominale di Haig e suo rivale politico. Kirkpatrick fu ospite d'onore ad una cena tenuta dall'ambasciatore argentino agli Stati Uniti, il giorno che le forze armate argentine sbarcarono sulle isole.

La Casa bianca continuò la sua politica di neutralità; Reagan dichiarò al tempo che non riusciva a capire perché due alleati si fronteggiassero su "quel grappolo di terra ghiacciata laggiù". Ma approvò la posizione di Caspar Weinberger e di Haig. Haig capeggiò brevemente (8 aprile30 aprile) una "missione diplomatica di spola" tra Londra e Buenos Aires.

Alla fine del mese, Reagan diede la colpa all'Argentina del fallimento della mediazione, dichiarando che gli USA avrebbero supportato la Gran Bretagna ed annunciò l'imposizione di sanzioni economiche contro l'Argentina.

In un noto episodio in giugno, l'ambasciatore statunitense alle Nazioni Unite Jeane Kirkpatrick mise un secondo veto alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza per un immediato cessate-il-fuoco, quindi annunciò alcuni minuti dopo che aveva ricevuto istruzioni di astenersi. Venne data la colpa ad un ritardo nelle comunicazioni, ma venne percepito da molti come uno scontro di potere in corso tra Haig e Kirkpatrick.

Galtieri, insieme a buona parte del suo governo, non pensava che il Regno Unito avrebbe reagito. Margaret Thatcher dichiarò che i diritti democratici degli isolani delle Falkland erano stati assaliti e che non avrebbe abbandonato le isole sotto la "tirannia" argentina. Questo atteggiamento venne aiutato, almeno internamente, dai media britannici.

La dittatura argentina pensava che gli Stati Uniti sarebbero rimasti completamente neutrali nel conflitto, anche nello scenario peggiore, convinzione basata sul supporto che l'Argentina aveva dato all'amministrazione Reagan in America centrale. Questa convinzione dimostrava una chiara incapacità di notare la realtà dello speciale rapporto tra Regno Unito e Stati Uniti.

Fino ad un certo punto, la dittatura militare argentina si ingannò da sé sulla sua stessa opinione che le democrazie fossero deboli, inefficienti centri di discussione, impaurite di affrontare dei rischi. Infatti, in Gran Bretagna ci fu un notevole dibattito sui pro ed i contro della guerra. Comunque, a dispetto delle proprie opinioni politiche, i partiti dell'opposizione appoggiarono fermamente il governo durante la crisi per presentarsi come un singolo fronte unito.

Una paura degli Stati Uniti di una minaccia da parte Unione Sovietica e della diffusione del comunismo, insieme con la certezza che la Gran Bretagna sarebbe riuscita ad affrontare la situazione da sé, può aver influenzato gli Stati Uniti a prendere una posizione di non-interferenza. Durante la guerra fredda, con la dimostrazione di forze sorvegliate strettamente dall'Unione Sovietica, si ritenne che fosse preferibile che l'Inghilterra affrontasse la situazione senza assistenza contando sulle proprie capacità. D'altro canto, l'Unione Sovietica si mise in mostra con un volontario appoggio ideologico da parte del suo segretario generale del PCUS Leonid Breznev e del capo del KGB (Comitato per la sicurezza di stato) Yuri Andropov, ma l'Argentina rifiutò subito, tramite un comunicato del presidente Leopoldo Galtieri, allora l'Unione Sovietica smise di interferire.

La non-interferenza fu vitale per il rapporto anglo-americano. L'Isola di Ascensione, un possedimento britannico, fu vitale nel supporto a lungo termine della Task Force meridionale; comunque la base aerea posta su quest'isola venne comandata e resa operativa dagli Stati Uniti. Al comandante americano della base venne ordinato di assistere gli inglesi in ogni modo, e per un breve periodo la zona di atterraggio di Ascensione fu uno degli aeroporti più trafficati del mondo. I contributi più salienti della Nato furono fotografie satellitari, informazioni di spionaggio e la fornitura dell'ultimo modello di missile aria-aria Sidewinder L (Lima), ad infrarossi con capacità di attacco frontale. Margaret Thatcher affermò che "senza i jet Harrier e la loro immensa manovrabilità, equipaggiati con l'ultima versione dei missili Sidewinder, fornitici dal Segretario della Difesa Statunitense Caspar Weinberger, non saremmo riusciti a riconquistare le Falkland".

All'inizio di maggio, Casper Weinberger offrì l'utilizzo di una portaerei americana.[8] Questa offerta apparentemente troppo generosa fu percepita da alcuni come vitale: Woodward notò che la perdita dell'Invincible sarebbe stato un severo ostacolo, ma la perdita della Hermes avrebbe significato la fine dell'intera operazione. Weinberger ammise[1] che ci sarebbero stati molti problemi se una simile richiesta fosse stata mai fatta; inoltre, avrebbe significato che del personale statunitense sarebbe stato coinvolto direttamente nel conflitto, ed addestrare personale britannico a governare il vascello avrebbe richiesto anni.

Sia a Weinberger che a Reagan venne in seguito consegnata la medaglia come Cavaliere Comandante dell'Impero Britannico (KBE). I critici americani del ruolo degli Stati Uniti dichiararono che, evitando di aiutare l'Argentina, gli Stati Uniti avevano violato la propria Dottrina Monroe.

Nel settembre del 2001, il presidente del Messico Vicente Fox citò il conflitto come la prova del fallimento del Trattato Inter-Americano di Reciproca Assistenza, poiché il trattato prevedeva la reciproca difesa. Comunque in questo conflitto, l'Argentina era l'aggressore.

[modifica] Perdite e costi

[modifica] Regno Unito

  • Costi: fino a 2,5 miliardi di sterline.

[modifica] Argentina

Monumento ai caduti della guerra delle Malvine a Buenos Aires
Monumento ai caduti della guerra delle Malvine a Buenos Aires
  • 649 morti, più di 1068 feriti
  • 1 incrociatore: ARA General Belgrano
  • 1 sommergibile: ARA Santa Fe
  • 2 motovedette: PNA Río Iguazú, PNA Islas Malvinas
  • 3 navi da trasporto truppe: Río Carcarañá, ARA Bahía Buen Suceso, ARA Isla de los Estados affondate, Mar del Norte e Yehuín catturate dai britannici
  • 1 traghetto: Narwal

Aerei ed elicotteri persi in combattimento, o a terra, dalle Forze Aeree Argentine durante la guerra delle Falkland:

(non sono conteggiati i velivoli lasciati sul campo dagli argentini dopo la resa, tra cui 11 Pucará, 3 MB-339A ed 15 elicotteri da ricognizione e trasporto)
  • costi: sconosciuti

[modifica] Note

  1. ^ http://www.malvinasonline.com.ar/g82/crono/crono.php?recordID=1 Cronologia degli eventi sul sito "Islas Malvinas online"
  2. ^ 1982: Marines land in South Georgia in BBC. URL consultato il 20 Giugno 2005.
  3. ^ http://www.britains-smallwars.com/Falklands/RioRendezVous.html Rio Rendez-Vous Sito visitato il 13 aprile 2008
  4. ^ telegraph.co.uk SAS 'suicide mission' to wipe out Exocets
  5. ^ Middlebrook, The Argentine Fight for the Falklnds p. 75
  6. ^ La Infantería de Marina de la Armada Argentina en el Conflicto del Atlántico Sur, ISBN 987-433-641-2
  7. ^ http://www.timesonline.co.uk/newspaper/0,,170-1670775,00.html
  8. ^ D. George Boyce, The Falklands War, Palgrave MacMillan, (2005). pagina 92. Si veda anche Richardson, L., When Allies Differ: Anglo-American relations during the Suez and Falklands Crises, London, (1996).

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