Sindrome di Peter Pan
La sindrome di Peter Pan è quella situazione psicologica in cui si trova una persona che si rifiuta o è incapace di crescere, diventare adulta e di assumersi delle responsabilità. La sindrome è una condizione psicologica patologica in cui un soggetto rifiuta di operare nel mondo "Degli adulti" in quanto lo ritiene ostile e si rifugia in comportamenti ed in regole comportamentali tipiche della fanciullezza. Della sindrome si sono avuti riscontri anche in ambito grafologico, in questo versante i soggetti si caratterizzano per una scrittura addossata, accartocciata, inanellata, curva, con aste ritorte a sinistra.
Il termine è entrato nell'uso comune in seguito alla pubblicazione nel 1983 di un libro di Dan Kiley, intitolato The Peter Pan Syndrome: Men Who Have Never Grown Up.
La sindrome non è citata nel Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders.
Trae il nome dal personaggio principale del romanzo (e testo teatrale) "Peter Pan, o il ragazzo che non voleva crescere" scritto da James Matthew Barrie nel 1904.
[modifica] Le fasi
- Da 10 a 15 anni: comparsa dei sintomi, sviluppo di una certa irresponsabilità, ansia per il mondo che lo circonda, senso di solitudine e il conflitto interiore sugli aspetti sessuali.
- Da 16 a 22 anni: sviluppo di un certo narcisismo e a volte comparsa di misandria o misoginia.
- Da 23 a 25 anni: l'individuo può lamentarsi di insoddisfazione della vita e di disadattamento al mondo esterno.
- 26 a 30 anni: inizio della fase cronica della sindrome.
- Da 45 anni: l'adulto cerca di trovare attraverso i bambini una stile di vita che lui non ha scelto (senso di colpa per aver "perso" gli anni).
[modifica] Voci correlate
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