Peter Pan nei Giardini di Kensington

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Peter Pan nei Giardini di Kensington
Titolo originale Peter Pan in Kensington Gardens
PeterPan Statue Londres.jpg
statua di Peter Pan a Kensington
Autore J. M. Barrie
1ª ed. originale 1906
Genere romanzo
Sottogenere fantastico
Lingua originale inglese
Preceduto da L'uccellino bianco

Peter Pan nei Giardini di Kensington (Peter Pan in Kensington Gardens) è un romanzo di James Matthew Barrie pubblicato nel 1906.

Il libro raccoglie e sviluppa la figura di Peter Pan che Barrie aveva accennato nel suo romanzo L'uccellino bianco. Il Peter Pan di questi due libri è un neonato di appena sette giorni, mentre quello delle successive opere è un ragazzino preadolescente. Viene raccontato l'arrivo di Peter ai Giardini e di come impara a volare. Viene descritta una visita a sua madre, in cui egli osserva da una finestra che questa ha avuto un altro figlio che l'ha rimpiazzato: per tal motivo Peter decide di non tornare più nel mondo degli adulti.

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Il testo del romanzo appare per la prima volta all'interno de L'uccellino bianco, pubblicato dall'autore nel 1902, e ne costituiva i capitoli 13-18. L'uccellino bianco è un romanzo che descrive il rapporto di amicizia tra un Barrie scapolo e David, il figlio di una sua vicina, e dei loro spensierati giochi ai Giardini di Kensington.

Peter Pan non era che un personaggio minore, ma pur sempre di rilievo rispetto ad altri come ad esempio Mab la regina delle fate o il corvo Salomon.

Il libro stesso non ebbe una larghissima diffusione.

Due anni dopo andò per la prima volta in scena Peter Pan, o il ragazzo che non voleva crescere, opera teatrale da cui poi sarebbe stato tratto il romanzo Peter e Wendy, di certo il maggior successo di Barrie; la popolarità del personaggio del bambino che non voleva crescere fu tale che l'autore si decise a ripubblicare i capitoli de L'uccellino bianco in cui questi compariva come opera editoriale autonoma, e con un titolo diverso. Peter Pan nei Giardini di Kensington venne dunque pubblicato nel 1906; il lavoro raccoglieva i capitoli 13-18 del precedente lavoro con alcuni minimi cambiamenti.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Peter ha solo sette giorni di vita, e come tutti i neonati è per metà un uccello e per metà essere umano; per questo, quando sua madre lascia inavvertitamente una finestra aperta, lui riesce a volare via dalla sua casa di Londra e arriva ai Giardini di Kensington. Qui un corvo di nome Salomone Gracchia gli rivela che in realtà lui non è un uccello ma un bambino: quando Peter apprende la realtà, perde automaticamente la facoltà di volare, ma poiché ha comunque abbandonato la sua vita da neonato, adesso non potrà più diventare grande e dovrà rimanere per sempre nei Giardini.

Le fate che abitano i Giardini, dapprima spaventate da Peter, gradualmente ne diventano amiche e gli costruiscono uno speciale nido che gli serve come riparo dalle intemperie e anche come barca per navigare lungo il Serpentine Lake, il lago che divide i Giardini da Hyde Park. Ben presto il bambino dimentica la sua natura umana e diventa una creatura del Parco, imparando a vivere selvaggiamente e stando ben lontano dagli altri bambini che durante la mattina affollano i Giardini: non comprende ad esempio i loro giochi e pensa che i passeggini siano degli animali.

Peter impara a suonare il Flauto di Pan guadagnandosi il soprannome di Pan; le fate gli permettono di suonarlo durante le loro feste notturne. Deliziata dal suo suono, Mab, la regina delle fate, gli concede di esaudire due desideri. Il bambino non ha mai dimenticato sua madre, così come primo desiderio chiede di rivederla: le fate lo accompagnano in volo presso la sua casa, dove Peter rivede dopo tanto tempo sua madre addormentata nella cameretta dove un tempo lui stesso aveva dormito. Peter prova un terribile senso di colpa per aver abbandonato sua madre e decide di utilizzare il suo secondo desiderio per tornare finalmente a casa.

Le fate, tuttavia, sono molto tristi per l'addio di Peter, e decidono di salutare il loro amico con una festa; essa è così bella e divertente che la sera dopo ne viene fatta un'altra, e poi un'altra ancora e così via. Quando finalmente il bambino si decide a tornare a casa ha un'amara sorpresa: senza che lui se ne accorgesse è passato tantissimo tempo e contemporaneamente sua madre ha dato alla luce un altro bambino. La finestra di casa sua, un tempo lasciata sempre aperta perché Peter potesse tornare, è ora chiusa e sbarrata da spranghe di ferro perché l'altro bambino non voli via come lui. Peter capisce di aver perso l'amore di sua madre e col cuore in pezzi tornerà, stavolta definitivamente, ai Giardini di Kensington.

Tempo dopo Peter incontra Maimie Mannering, una bambina che si è persa nei Giardini; i due diventano amici e Peter ne rimane talmente invaghito che le chiederà addirittura di sposarla. Maimie vorrebbe acconsentire, ma si rende conto che sposare Peter vorrebbe dire abbandonare per sempre sua madre, che di sicuro ne sarebbe devastata; così la bambina ritorna a casa, ma non dimenticherà mai Peter e da grande gli regalerà una capretta immaginaria perché Peter non rimanga mai solo.

Temi[modifica | modifica wikitesto]

La tematica principale delle avventure di Peter Pan nei Giardini di Kensington è sicuramente il rapporto conflittuale tra l'innocenza dei bambini e le responsabilità di un adulto. Col suo volo verso un mondo di fantasia e giochi, Peter ha scelto di evitare la transizione dall'una all'altro, rimanendo perennemente confinato in un'eterna infanzia. Tuttavia questa scelta non è priva di conseguenze: essa lo porta a estraniarsi gradualmente dal mondo umano, tanto che Peter inizia a non comprendere le pur semplicissime azioni eseguite dai bambini poco più grandi di lui; addirittura, la sua non-crescita assumerà le vesti di una tragedia quando, volendo finalmente accettare la sua natura umana (e quindi di crescere), troverà la finestra di casa sua chiusa, a simboleggiare l'impossibilità di reintegrarsi nella "normalità", la cui metafora è l'altro bambino avuto da sua madre.

Il personaggio di Maimie, che prefigura quello di Wendy Darling dell'opera teatrale, è un'ulteriore allegoria da leggere in seno al tema portante del racconto. La bambina rappresenta la maturità sessuale (dopo aver abbandonato Peter diventerà infatti adulta e madre a sua volta), che non può essere confinata nel mondo "magico" dei bambini.

Influenza nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni settanta la cantante italiana Patty Pravo interpretò una cover del brano Walk on the Wild Side di Lou Reed intitolata I Giardini di Kensington; come il titolo stesso suggerisce, il testo italiano non traduce quello originale ma è creato ex novo ispirandosi all'opera di Barrie, della quale costituisce in effetti un breve riassunto.