Lou Reed

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Lou Reed
Lou Reed all'Hop Farm Music Festival il 2 luglio 2011
Lou Reed all'Hop Farm Music Festival il 2 luglio 2011
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Genere Rock and roll[1]
Glam rock[1]
Hard rock[1]
Rock sperimentale[1]
Proto-punk[1]
Album-oriented rock[1]
New York punk[1]
Periodo di attività 1958-2013
Strumento voce, chitarra, pianoforte, continuum, armonica a bocca
Etichetta MGM Records
RCA
Sire Records
Arista Records
Gruppi The Velvet Underground
Album pubblicati 46
Studio 20
Live 10
Raccolte 16
Gruppi e artisti correlati John Cale, Nico, David Bowie, The Killers, Mick Ronson, Laurie Anderson, Peter Gabriel, Metallica
Sito web
« Non ho mai avuto giovani che strillavano ai miei concerti. I ragazzi strillano per David [Bowie], non per me. A me tirano siringhe sul palco.[2] »
(Lou Reed)
« Lou Reed è la persona che ha dato dignità, poesia e una sfumatura di rock'n'roll all’eroina, alle anfe, all’omosessualità, al sadomasochismo, all’omicidio, alla misoginia, all’imbranataggine e al suicidio.[3] »
(Lester Bangs)

Lewis Allan Reed (New York, 2 marzo 1942Long Island, 27 ottobre 2013) è stato un cantautore, chitarrista e poeta statunitense, nato negli Stati Uniti da una famiglia di origine ebraica.

Cantore al contempo crudo e ironico dei bassifondi metropolitani, dell'ambiguità umana, dei torbidi abissi della droga e della deviazione sessuale, ma anche della complessità delle relazioni di coppia e dello spleen esistenziale, Lou ha finito con l'incarnare lo stereotipo dell'Angelo del male, immagine con cui ha riempito i media per oltre tre decenni divenendo una delle figure più influenti della musica e del costume contemporanei.[1][4]

Con i Velvet Underground, fondati nella sua New York a metà anni sessanta insieme al musicista d'avanguardia John Cale, pur non riscuotendo alcun successo commerciale ha rivoluzionato per sempre i dettami della musica rock, gettando le basi per quell'estetica nichilista che anni dopo sarebbe stata ribattezzata Punk.[5][6] Dopo lo scioglimento del gruppo ha avviato una lunga e proficua carriera solista, che può vantare album storici come Transformer (prodotto da David Bowie), il concept album Berlin, il live Rock N Roll Animal e l'album-provocazione Metal Machine Music.[7]

Celebri e imitatissimi il suo look divenuto un marchio di fabbrica (giacca di pelle nera, jeans e Ray-Ban scuri), la sua voce apatica e apparentemente monocorde, il suo stile chitarristico abrasivo e dissonante.[8]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Reed alla scuola superiore, 1959

Lewis Allan Reed nacque al Beth El Hospital di Brooklyn, New York, e crebbe a Freeport, Long Island. Appassionatosi alla musica ascoltando la radio, imparò a suonare la chitarra e sviluppò un forte interesse per il rock and roll e il rhythm and blues e durante gli anni delle scuole superiori suonò in vari gruppi studenteschi.[9]

Nel 1956, ancora adolescente, Reed venne sottoposto ad una terapia di elettroshock che avrebbe dovuto curare la bisessualità che si stava manifestando in lui; nel 1974 Reed scrisse la canzone Kill Your Sons circa questa esperienza che lo traumatizzò e di cui non si liberò mai.[10] Alla fine del 1960 Reed iniziò a frequentare la Syracuse University, studiando giornalismo, regia cinematografica e scrittura creativa. Nel 1961 iniziò a condurre un programma radiofonico notturno alla stazione radio WAER chiamato "Excursions On A Wobbly Rail."[9] Il nome del programma derivava dal titolo di un brano musicale del pianista jazz Cecil Taylor. Nel corso della trasmissione, Reed trasmetteva doo wop, rhythm and blues e jazz, in particolare brani free jazz.[11] Molte delle tecniche chitarristiche di Reed, derivarono da sassofonisti jazz come Ornette Coleman. Nel giugno 1964 Reed si laureò alla Syracuse University's College of Arts and Sciences.[10]

Agli anni universitari risale un evento significativo della sua biografia, l'incontro intellettuale con una figura di spicco, lo scrittore e poeta Delmore Schwartz, che ebbe Lou Reed fra i suoi allievi alla Syracuse University. Schwartz, già malato e alcolizzato, prese in simpatia quel "ragazzo disorientato di New York",[12] il quale, nel 1966 (anno della sua morte), gli avrebbe dedicato la composizione European Son inclusa nell'album di debutto dei The Velvet Underground, considerato l'"omaggio più intenso e più durevole alla memoria di questo campione dell'Alta Cultura".[12] Reed dichiarò in seguito che l'obiettivo principale come scrittore che si era prefissato era quello di "portare la sensibilità della letteratura nella musica rock", rendendo superati gli adolescenziali testi delle canzoni di rock and roll degli anni cinquanta e primi sessanta (che il suo mentore Schwartz detestava immensamente).[13]

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Pickwick Records[modifica | modifica sorgente]

Nel 1964, Reed si trasferì a New York City iniziando a lavorare come compositore su commissione per la piccola etichetta di musica commerciale Pickwick Records. Lo stesso anno, Reed ebbe anche il suo primo successo minore grazie al singolo The Ostrich, una parodia delle musiche ballabili dell'epoca da lui composta. I suoi superiori notarono che la canzone aveva qualche possibilità di successo e assemblarono in tutta fretta una band di supporto a Reed per promuovere la composizione. Il gruppo, chiamato "The Primitives", includeva il musicista gallese John Cale che da poco tempo si era trasferito a New York per studiare musica classica e suonare la viola nell'ensemble musicale d'avanguardia Theater of Eternal Music del compositore La Monte Young, e Tony Conrad. Cale e Conrad furono entrambi sorpresi ed impressionati nello scoprire che per comporre The Ostrich, Reed aveva volutamente accordato le corde della sua chitarra sulla stessa nota. Questo effetto creava una sorta di drone simile a quello delle sperimentazioni del gruppo di Young. Incuriosito, Cale chiese a Reed se avesse composto anche brani di genere diverso rispetto a The Ostrich e in tutta risposta Reed gli fece ascoltare una versione primitiva di Heroin che impressionò molto favorevolmente Cale.

L'esordio e i The Velvet Underground[modifica | modifica sorgente]

Il suo primo gruppo prende il nome di The Shades. Ma il suo ingresso tra i pilastri del rock avviene con la fondazione dei Velvet Underground, gruppo che presto diventerà un cult del panorama musicale newyorkese. Lou Reed li creò nel 1966 insieme a John Cale, polistrumentista, figura chiave insieme a Lou del gruppo. Ai due si aggiunsero infine il chitarrista e bassista Sterling Morrison e la batterista Maureen Tucker (la formazione originale vedeva Angus MacLise alla batteria). Lou Reed, che è autore della maggior parte delle canzoni dei Velvet Underground, entra a far parte insieme al gruppo della factory di Andy Warhol, promotore e finanziatore del primo album del gruppo (famoso per la sua copertina che ritrae una fallica banana disegnata dallo stesso Warhol e che poteva essere sbucciata) e che comprende brani celebri come Sunday Morning, Femme Fatale, Heroin, I'll Be Your Mirror, Venus in Furs, I'm Waiting for the Man, The Black Angel's Death Song e All Tomorrow's Parties.

Manifesto dell'Exploding Plastic Inevitable con i Velvet Underground in cartellone.

L'album conteneva l'esplorazione di una demoniaca sottocultura avente come soggetto argomenti considerati tabù (come ad esempio la droga e le perversioni sessuali) ed era quindi in anticipo rispetto ai tempi. Warhol incluse il gruppo nel suo spettacolo itinerante, chiamato Exploding Plastic Inevitable, affiancando alla band la cantante tedesca Nico. Lo spettacolo girò gli USA e il Canada partendo da New York, suscitando l'attenzione della critica ovunque i Velvet Underground suonassero. Nel 1967 Nico lasciò il gruppo e Warhol venne licenziato da Reed. Questo non impedì ai Velvet di continuare incidendo nello stesso anno un altro scioccante LP, White Light/White Heat, pubblicato il 30 gennaio 1968,[14] che, oltre alla title-track che sarà ripresa da David Bowie nel corso dei suoi concerti, contiene quella che viene considerata la massima vetta raggiunta da Cale col gruppo, Sister Ray, più di un quarto d'ora di percussioni funeste e cantato delirante. Nel 1968 Cale viene licenziato dal gruppo e Reed e soci incidono un album intitolato semplicemente The Velvet Underground. L'album contiene in ogni caso alcuni pezzi degni d'interesse quali Candy Says dedicata a Candy Darling noto transessuale del giro di Warhol, Pale Blue Eyes dedicata a Shelly Albin, primo amore di Reed, e What Goes On caratterizzata da un lungo e tipico assolo dissonante di chitarra. Nel 1970 Reed abbandona il gruppo dopo aver inciso un album ancora più commerciale del precedente, Loaded, che però contiene canzoni destinate a durare nel tempo quali Rock 'n' Roll e Sweet Jane.

Il grande merito dei Velvet Underground fu probabilmente quello di aver unito il campo poetico-musicale del rock con un aggressivo realismo, ispirato dalla vita nelle strade di New York e che ha anticipato di dieci anni quello che sarebbe stato il punk rock e influenzato profondamente altri movimenti come noise, new wave, lo-fi e rock alternativo.

Carriera solista[modifica | modifica sorgente]

Gli anni settanta[modifica | modifica sorgente]

Lou Reed con una pistola in mano, in una famosa foto degli anni settanta.

Gli anni settanta cominciano male per Reed che, reduce dalla rottura con i Velvet Underground, pubblica un LP d'esordio deludente quale Lou Reed. Ma David Bowie, che in quel momento è sotto la RCA, decide di aiutare uno dei suoi più grandi ispiratori producendogli il secondo album, Transformer. Transformer vende molto bene e contiene alcune canzoni destinate a divenire dei classici di Reed, come Walk on the Wild Side (divenuta in Italia I giardini di Kensington e portata al successo da Patty Pravo), Satellite of Love, Perfect Day (ripresa nel film di culto Trainspotting) e Vicious.

Per il suo terzo lavoro, Reed sente di dover far qualcosa più vicino al suo stile che molto aveva perso in fatto di spontaneità nell'LP prodotto da Bowie. Proprio mentre si sta separando da sua moglie, pubblica un concept album che analizza il fallimento di un matrimonio: Berlin. Per la produzione viene assunto Bob Ezrin, che diventerà famoso per la produzione di The Wall dei Pink Floyd. Il disco all'inizio viene pensato come un film per le orecchie, un doppio. Ma la RCA non è disposta ad accettarlo così com'è e le canzoni vengono tagliate perdendo anche molta forza originaria. Berlin è comunque divenuto negli anni uno dei dischi più apprezzati della discografia reediana e, nonostante la complessità dell'opera, venne apprezzato dalla critica anche all'epoca, ricevendo ad esempio il Premio Edison.

Per poter controbilanciare le scarse vendite di Berlin, Reed è obbligato a pubblicare tre lavori potenzialmente commerciali al livello di Transformer. Così, sul finire della prima metà degli anni settanta vengono pubblicati Rock N Roll Animal, Sally Can't Dance e Lou Reed Live. Proprio in questo periodo Reed è sull'orlo dell'esaurimento nervoso sia per il coinvolgimento emotivo che gli causa suonare la sua musica, sia per le grandi quantità di droga, soprattutto metedrina, che consuma. Queste nevrosi si ripercuotono pesantemente sulla sua cosiddetta "opera di rottura", ovvero Metal Machine Music, contenente più di un'ora di feedback, un doppio album a volte nemmeno conteggiato nelle sue discografie. Nel febbraio 1975 Lou Reed intraprende una disastrosa "tournée" italiana, sospesa dopo gravi disordini con la Polizia a Milano e Roma. Solo al Palasport di Torino il 12 febbraio 1975 si svolge un regolare concerto, con Doug Yule (ex Velvet Underground dal 1968 al 1973) al basso e voce.

Dopo il disco seguente di semplice rock and roll (anche se con continui riferimenti alla propria omosessualità), ovvero Coney Island Baby, Reed lascia la RCA per la Arista.

Per essa pubblica il trascurabile Rock 'n' Roll Heart. Siamo arrivati al 1978, gli spettacoli di Reed sono pieni di violenza, più verbale che fisica, e vengono pubblicati album intensissimi come Street Hassle che vede la straordinaria partecipazione di Bruce Springsteen e Live: Take No Prisoners, un concerto nel quale Reed stravolge i testi delle sue canzoni e li rende ancora più aspri e punk. A chiudere il decennio, LP più sperimentali ma forse meno riusciti come The Bells che vede la collaborazione di Nils Lofgren e di Don Cherry e Growing Up in Public.

Gli anni ottanta[modifica | modifica sorgente]

Lou Reed nel 1986

All'inizio degli anni ottanta Lou Reed si trasferisce con la sua seconda moglie Sylvia Morales in una villa in campagna. Un giorno invita a casa sua Robert Quine, chitarrista di culto dell'era punk che lavorerà in seguito anche con Tom Waits. Quine è un estimatore di Lou Reed e tra i due l'idillio è immediato. Cominciano a lavorare per The Blue Mask quell'estate e quando l'LP esce le recensioni sono entusiastiche. C'è chi paragona il disco alla fusione tra gli album Plastic Ono Band e Double Fantasy di John Lennon. Memorabile l'assolo di Quine in Waves of Fear, che assale l'ascoltatore nello stile velvettiano, con rimandi anche allo sgradevole sound di Metal Machine Music. Dopo quest'album però Reed vede sempre con più ostilità la presenza del chitarrista nel gruppo che nelle recensioni riceve più attenzioni di lui. Già il successivo Legendary Hearts ne risente. Il missaggio di quest'ultimo infatti è controllato da Reed, che toglie volume a Quine, rendendo appena distinguibile il suono della sua chitarra. Dopo Legendary Hearts Quine viene allontanato dal gruppo e Reed incide New Sensations, che ha un discreto successo di vendite. Quine viene momentaneamente reintegrato per il New Sensation Tour per poi essere successivamente riallontanato.

Da questo tour viene estratto l'album dal vivo Live in Italy, registrato tra Verona e Roma, nel quale gli scambi chitarristici tra Quine e Reed la fanno da padrone, sostenuti da una ritmica essenziale e precisa. Appena cacciato Quine, Reed incide quello che unanimemente viene considerato il disco più scarso della sua produzione: Mistrial. A questo segue una pausa. A porre fine a questa pausa è la morte di Andy Warhol. Lou si getta a fondo nella scrittura per esorcizzare la tristezza di questa perdita e produce un LP memorabile, un affresco della sua città, nel quale musica e parole si incastrano alla perfezione e le liriche sono molto poetiche senza rinunciare per questo alla spontaneità di strada. Si tratta di New York. Al funerale di Warhol, Lou rincontra il co-fondatore dei The Velvet Underground e polistrumentista gallese John Cale e i due cominciano ad elaborare un'opera musicale in memoria di Andy, soprattutto per contrastare la popolarità che i suoi diari stanno avendo e che a parer loro e di quelli che lo conoscevano, non ripropongono assolutamente un ritratto realistico dell'artista. L'opera prende la forma di un semplice disco, intenso e denso di canzoni, con testi molto forti e poetici, Songs for Drella ed esce nel 1990.

Gli anni novanta[modifica | modifica sorgente]

All'inizio degli anni novanta Reed perde due carissimi amici, Doc Pomus e una certa Rita, facente parte dell'entourage warholiano e conosciuta come The Mayor o appunto come Rotten Rita (vero nome Kenneth Rapp). Affrontando la perdita di due amici nel modo a lui più confacente, il rock, pubblica Magic and Loss, il terzo tassello della cosiddetta trilogia del dolore (o a livello musicale della rinascita) iniziata con New York. Dopo una riunione con i The Velvet Underground, un tour mondiale con il relativo live e il divorzio dalla sua seconda moglie, Reed intraprende una relazione sentimentale con la polistrumentista d'avanguardia Laurie Anderson e le dedica un album più o meno a metà degli anni novanta, ovvero Set the Twilight Reeling. Di questo periodo è anche un lavoro semi-unplugged di Reed, Perfect Night: Live in London. Nel 1996 i Velvet Underground vengono introdotti nella Rock and Roll Hall of Fame. Alla cerimonia, Reed esegue un brano intitolato Last Night I Said Goodbye to My Friend insieme agli ex compagni di gruppo John Cale e Maureen Tucker, come dedica al recentemente scomparso chitarrista dei Velvet Underground Sterling Morrison, morto nell'agosto precedente. Sempre nel 1996, Reed contribuisce con alcune canzoni al musical Time Rocker, interpretazione teatrale d'avanguardia del romanzo di H.G. Wells La macchina del tempo diretto dal regista Robert Wilson.[15]

Nel 1998, lo show della PBS TV American Masters trasmette il documentario di Timothy Greenfield-Sanders Lou Reed: Rock and Roll Heart incentrato sulla figura dell'artista. Il film, presentato al Sundance Film Festival e al Festival internazionale del cinema di Berlino, riceve unanimi consensi da parte della critica.

Gli anni duemila[modifica | modifica sorgente]

Lou Reed nel 2004

Proprio nel 2000 esce Ecstasy,[16] album pieno di tensione, ma domata con la sapienza di un uomo maturo. Il 6 ottobre 2001, il New York Times pubblica una poesia composta da Reed chiamata Laurie Sadly Listening nella quale egli esprime le sue emozioni circa gli Attentati dell'11 settembre 2001.[17]

Lou Reed nel 2008 in Spagna

The Raven è un album doppio di Reed, uscito nel 2003 che rivisita in chiave rock non solo i racconti, opera di Edgar Allan Poe, ma in generale la vita del poeta e le altre sue opere. I musicisti scelti sono di prim'ordine, e gli ospiti illustrissimi, quali Ornette Coleman, David Bowie, Willem Dafoe. Qualche mese dopo la pubblicazione di The Raven, viene pubblicata una nuova raccolta dei successi di Reed su doppio CD, intitolata NYC Man (The Ultimate Collection 1967-2003), con inclusa una versione inedita della canzone Who Am I e una selezione di brani rimasterizzati in digitale scelti dallo stesso Lou Reed. Nell'aprile 2003, Reed inizia un nuovo tour mondiale con una nuova band comprendente la violoncellista Jane Scarpantoni e il cantante Antony Hegarty. Durante questi concerti del tour, il gruppo viene spesso raggiunto sul palco dal maestro di T'ai Chi personale di Reed, Ren Guangyi, che esegue movimenti di tale disciplina mentre la band si esibisce. Successivamente da queste esibizioni viene ricavato un live atipico, Animal Serenade, che riprende tante vecchie canzoni dei Velvet sotto una chiave moderna e a tratti quasi allucinante, come l'assolo della violoncellista Scarpantoni nel classico Venus In Furs, paragonabile solo ad alcuni assoli di Quine o di Sterling Morrison.

Al di là della sua attività di musicista, Lou Reed ha effettuato due incursioni nel mondo del cinema: ha infatti omaggiato il regista cinematografico Wim Wenders, da sempre suo fan, interpretando se stesso in due significative parti nei film del regista tedesco Così lontano, così vicino del 1993 e Palermo Shooting del 2008.

Nell'aprile 2008 si è sposato con una cerimonia privata a Boulder in Colorado con la compagna Laurie Anderson. Nello stesso anno, Reed è stato inserito al 62º posto nella lista dei 100 migliori cantanti secondo Rolling Stone, e le sue migliori "tracce vocali" sono Satellite of Love, I'm Waiting for the Man e Venus in Furs.[18]

Del 2008 è anche la nascita del Metal Machine Trio, un gruppo di musica d'avanguardia formato da Reed, Ulrich Krieger e Sarth Calhoun. Il gruppo, che si è esibito in maniera sporadica, suona prevalentemente musica improvvisata anticommerciale, spaziando tra vari generi come il free rock, il free jazz, la musica minimale, la noise music, l'elettronica, e l'ambient. Dalle esibizioni del trio è stato ricavato l'album dal vivo The Creation of the Universe.

Gli anni duemiladieci[modifica | modifica sorgente]

Una foto di Lou Reed in strada a New York nel 2010

Il 31 ottobre 2011 viene pubblicato Lulu, album nato dalla collaborazione fra Reed e i Metallica.[19] Il cantautore e il gruppo, che avevano già suonato insieme nell'ottobre 2009 in occasione del venticinquesimo anniversario della Rock and Roll Hall of Fame, hanno dichiarato di aver concluso le registrazioni nell'agosto 2011 in sole due settimane. Dopo il lancio dell'album, accolto con reazioni contrastanti da critica e pubblico, Reed e i Metallica parteciparono a numerose trasmissioni televisive, suonando dal vivo alcuni dei brani contenuti nell'album e rilasciando interviste sul perché della collaborazione e della scelta del tema dell'album. Reed è stato anche chiamato come ospite in occasione del concerto del 30º anniversario dei Metallica, con i quali ha eseguito i brani The View, Iced Honey e White Light/White Heat.

Nel gennaio 2012, Reed e John Cale citano in giudizio la Andy Warhol Foundation per la licenza di utilizzo della celebre immagine della banana gialla opera di Warhol raffigurata sulla copertina dell'album The Velvet Underground & Nico.[20]

Sempre nello stesso anno Reed contribuisce vocalmente alla traccia The Wanderlust sull'album Synthetica del gruppo musicale Metric.

Alla fine del 2012, viene presentato il libro fotografico Lou Reed: Rimes/Rhymes,[21] pubblicato in doppia lingua (francese e inglese) e contenente più di 300 fotografie scattate dallo stesso Reed, e commentate dal co-autore del libro Bernard Comment.

Trapianto di fegato e morte[modifica | modifica sorgente]

A Day of the Deadofrenda (una mostra curata dal consolato messicano a Boise, nell'Idaho) dimostra la grande influenza di Reed.

Il 30 giugno 2013, stando a quanto riferito dal New York Post, Lou Reed venne ricoverato d'urgenza in un ospedale di Long Island, a New York, il Southampton Hospital, per una acuta forma di disidratazione.[22][23] Nel maggio precedente, Reed si era sottoposto ad un trapianto di fegato.[24]

Dopo la delicata operazione, Reed si era detto pieno di speranze per il futuro e aveva rilasciato la seguente dichiarazione:[25]

« Non vedo l'ora di essere su un palco a esibirmi, di scrivere nuove canzoni per entrare in contatto con i vostri cuori, i vostri spiriti e l'universo per ancora tanto tempo. »

Il 27 ottobre 2013 è stata invece annunciata la notizia della sua morte, avvenuta all'età di 71 anni.[26] La notizia del decesso è stata data dalla rivista Rolling Stone attraverso il suo sito web e si è poi diffusa in tutto il mondo senza smentite di sorta.[26] Negli ultimi giorni l'artista si era dovuto nuovamente ricoverare in una clinica a Cleveland in Ohio per complicazioni dovute al trapianto di fegato subito lo scorso maggio. Constatata la gravità della sua situazione, i medici hanno acconsentito a lasciarlo tornare a casa, dove si è spento vicino ai suoi cari e alla moglie Laurie Anderson.[27]

Il fisiatra di Reed, Charles Miller, che si era occupato di lui durante il periodo riabilitativo post-trapianto, ha riferito di come Reed fosse stato molto combattivo fino alla fine: "Stava ancora facendo i suoi esercizi di Tai Chi fino a un'ora prima di morire, cercando di tenersi in forma per continuare la sua lotta contro la malattia".[28]

A poche ore dalla notizia inaspettata della sua scomparsa, vari tributi ed omaggi a Reed sono apparsi su Twitter,[29] inclusi quelli da parte di Iggy Pop, Miley Cyrus, Salman Rushdie, Samuel L. Jackson, Lenny Kravitz,[29] Ricky Gervais, Ryan Adams, Elijah Wood, Julian Casablancas e molti altri.[30][29] John Cale, ex compagno di gruppo nei Velvet Underground, postò su Facebook il seguente commento: «Il mondo ha perso un compositore superbo e un poeta... Io ho perso il mio "compagno di scuola"».[31] L'ex batterista dei Velvet Underground Maureen Tucker ha risposto scrivendo che Lou Reed era "generoso, incoraggiante e profondo. Lavorare con lui poteva essere difficile alcune volte per qualcuno, ma non per me. Penso che abbiamo imparato l'una dall'altro. Tutti abbiamo imparato qualcosa l'uno dall'altro."[32]

Sul sito web ufficiale di David Bowie è stata postata una foto del 2007 che ritrae Bowie e Reed insieme con la seguente didascalia: "È con grande tristezza che annunciamo la morte di Lou Reed, scomparso oggi all'età di 71 anni. (2 marzo 1942 – 27 ottobre 2013)... David Bowie ha detto del suo vecchio amico: «era un maestro»."[33]

Anche gli Who su Twitter hanno voluto rendere omaggio a quella che come loro è stata una icona della musica rock, citando e stravolgendo il titolo della canzone più celebre di Reed Walk on the Wild Side ("fatti un giro sul lato selvaggio"): "R.I.P. Lou Reed. Fatti un giro nella zona tranquilla".[33]

Per sua espressa volontà e della famiglia, i funerali di Reed si sono celebrati in forma strettamente privata. Alla funzione ha preso parte solo un piccolo gruppo di persone facenti parte della stretta cerchia di amici e parenti del musicista scomparso.[34]

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Con i The Velvet Underground[modifica | modifica sorgente]

Solista[modifica | modifica sorgente]

Album in studio[modifica | modifica sorgente]

Album dal vivo[modifica | modifica sorgente]

Raccolte[modifica | modifica sorgente]

Collaborazioni[modifica | modifica sorgente]

Altre apparizioni[modifica | modifica sorgente]

Apparizioni cinematografiche[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti o artisti affini[modifica | modifica sorgente]

L'iconica copertina di Transformer in un graffito di "street art".

Influenze[modifica | modifica sorgente]

Artisti ispirati[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h (EN) Lou Reed in Allmusic, All Media Network. URL consultato il 28 ottobre 2013.
  2. ^ Lou Reed: ciò che disse in vita, e ciò che dissero di lui
  3. ^ Lou Reed Dead: Legendary Rock Musician Dies At 71
  4. ^ Piero Scaruffi, Lou Reed: biography, discography, reviews, links, Scaruffi.com. URL consultato il 27 ottobre 2013.
  5. ^ Piero Scaruffi, Velvet Underground: biography, discography, reviews, links, Scaruffi.com. URL consultato il 7 gennaio 2014.
  6. ^ Lou Reed Biography | Rolling Stone
  7. ^ Stefania Zonarelli, Lou Reed, Ondarock.it. URL consultato il 7 gennaio 2014.
  8. ^ (EN) Lou Reed, 1942-2013: Inside the New Issue of Rolling Stone, RollingStone.com, 7 novembre 2013. URL consultato il 7 gennaio 2014.
  9. ^ a b Spectacle: episodio 1x2, Lou Reed and Julian Schnabel, 2008.
  10. ^ a b Chris Colin, Lou Reed - Salon.com, Salon.com. URL consultato il 23 giugno 2010.
  11. ^ David Fricke, note interne del cofanetto Peel Slowly and See (Polydor, 1995)
  12. ^ a b Vittorio Giacopini, Introduzione a Dwight Macdonald, Masscult e Midcult, edizioni e/o, 2002, ISBN 88-7641-493-2 (p. 13)
  13. ^ Intervista a Lou Reed in Rolling Stone del Nov/Dic 1987: Twentieth Anniversary Issue
  14. ^ (EN) White Light/White Heat in Allmusic, All Media Network. URL consultato il 30 ottobre 2013.
  15. ^ Jon Pareles, NEXT WAVE FESTIVAL REVIEW/MUSIC; Echoes of H. G. Wells, Rhythms of Lou Reed in The New York Times, 14 novembre 1997.
  16. ^ (EN) Mark Deming, Ecstasy in Allmusic, All Media Network.
  17. ^ (EN) War Poems, Bushwatch.com. URL consultato il 30 ottobre 2013.
  18. ^ Lista dei 100 migliori cantanti di tutti i tempi secondo Rolling Stone
  19. ^ Il disco di Lou Reed con i Metallica | Il Post
  20. ^ Don Jeffrey, Velvet Underground Sues Warhol Over Banana Design, Bloomberg, 12 gennaio 2012.
  21. ^ (EN) Lou Reed . Rimes Rhymes, LouReed.com. URL consultato il 30 ottobre 2013.
  22. ^ (EN) C.J. Sullivan, Lou Reed rushed to LI hosp, New York Post, 1º luglio 2013. URL consultato il 27 ottobre 2013.
  23. ^ (EN) Lou Reed Released From Hospital, Rolling Stone, 2 luglio 2013. URL consultato il 27 ottobre 2013.
  24. ^ Laurie Anderson, Trapianto di fegato per Lou Reed. La moglie: «Stava per morire», Corriere della Sera, 1º giugno 2013. URL consultato il 27 ottobre 2013.
  25. ^ Lou Reed parla del suo trapianto, RollingStoneMagazine.it, 3 giugno 2013. URL consultato il 28 ottobre 2013.
  26. ^ a b (EN) Lou Reed, Velvet Underground Leader and Rock Pioneer, Dead at 71, RollingStone.com, 27 ottobre 2013. URL consultato il 27 ottobre 2013.
  27. ^ Not A Perfect Day: Lou Reed è morto a 71 anni, lutto nel mondo della musica
  28. ^ (EN) Ben Ratliff, Outsider Whose Dark, Lyrical Vision Helped Shape Rock ’n’ Roll, NYTimes.com, 27 ottobre 2013. URL consultato il 28 ottobre 2013.
  29. ^ a b c (EN) Carly Mallenbaum, Celebs tweet about Lou Reed, USAToday.com, 27 ottobre 2013. URL consultato il 28 ottobre 2013.
  30. ^ (EN) Philip Sherwell, Lou Reed dies aged 71, Telegraph.co.uk, 27 ottobre 2013. URL consultato il 28 ottobre 2013.
  31. ^ (EN) Rob Wile, Here's Velvet Underground Co-Founder John Cale's Reaction To Lou Reed's Passing, BusinessInsider.com, 27 ottobre 2013. URL consultato il 28 ottobre 2013.
  32. ^ (EN) Rock legend Lou Reed dies at 71, CNN.com. URL consultato il 28 ottobre 2013.
  33. ^ a b Le reazioni di amici e artisti alla morte di Lou Reed
  34. ^ I funerali

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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