Lou Reed (album)

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Lou Reed
Artista Lou Reed
Tipo album Studio
Pubblicazione 1972
Durata 38:49
Dischi 1
Tracce 10
Genere Rock
Etichetta Rca
Produttore Richard Robinson e Lou Reed
Registrazione Morgan Studios, Londra
Lou Reed - cronologia
Album precedente
Album successivo
(1972)

Lou Reed è il primo album solista del cantante e chitarrista statunitense Lou Reed, pubblicato nel 1972 dopo il suo abbandono dei Velvet Underground.

Il disco[modifica | modifica sorgente]

Pubblicato due anni dopo l'uscita di Lou Reed dai Velvet Underground, l'album contiene otto canzoni scritte ai tempi del gruppo e ri-registrate e rielaborate per l'occasione, più due canzoni nuove, Going Down e Berlin (che in seguito verrà modificata e inserita come title track del suo disco del 1973, Berlin).

Dopo il suo ritiro dalla band, Reed si era autoescluso dal mondo della musica tornando per un periodo a vivere a casa dei suoi genitori, accettò la proposta di suo padre di lavorare nella ditta di famiglia in qualità di dattilografo, ma resistette solo una settimana.[1] Passò un periodo di forte esaurimento nervoso dovuto ai fallimenti commerciali passati come membro dei Velvet Underground, ma nel 1971, a svegliarlo da questo torpore ci pensò Richard Robinson, produttore discografico della RCA, che si era messo in testa di far tornare in pista Lou e di rivitalizzare la sua carriera. Il suo album di debutto da solista era circondato da forti aspettative e curiosità, ma il risultato si dimostrò un fallimento commerciale e di critica.[2][3] All'inizio Lou Reed vendette circa settecento copie, un risultato imbarazzante per un artista della levatura di Lou Reed.[2] Al disco venne rimproverata la produzione scarna e sciatta e l'interpretazione dei brani da parte di Lou che sfiguravano se messi a confronto con i suoi pezzi dei Velvet Underground.

Critica[modifica | modifica sorgente]

Su Village Voice, Robert Christgau gli diede B+, ma aggiunse che era meno impegnato dei Velvet, meno monolitico e, in definitiva, un disco inutile. Nick Kent su New Musical Express definì l'album una delle uscite più deludenti del 1972; Lester Bangs si dichiarò deluso e aggiunse un ironico «Non è certo Edith Piaf». Sterling Morrison, ex compagno di Reed nei Velvet Underground, affermò di essere "inorridito" nel sentire come Reed aveva rovinato le canzoni già provate con la band.

Alla fine lo stesso Lou Reed disse di ritenersi insoddisfatto del risultato finale, sebbene l'album non gli dispiacesse, ammise che "c'erano moltissime lacune, e molte altre cose che non dovrebbero esserci".

Copertina[modifica | modifica sorgente]

Per la foto di copertina, Reed scelse una illustrazione di un uccello accanto a un uovo d'oro e pietre preziose, disegnata dallo stesso autore delle copertine dei libri di Raymond Chandler, Tom Adams.

Tracce[modifica | modifica sorgente]

  1. I Can't Stand It - 2:38
  2. Going Down - 2:58
  3. Walk And Talk It - 3:40
  4. Lisa Says - 5:35
  5. Berlin - 5:17
  6. I Love You - 2:21
  7. Wild Child - 4:42
  8. Love Makes You Feel - 3:14
  9. Ride Into The Sun - 3:17
  10. Ocean - 5:06

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Victor Bockris, Transformer - la vita di Lou Reed, Arcana Editrice, 1999, pag. 179 ISBN 978-88-7966-434-9
  2. ^ a b Victor Bockris, Transformer - la vita di Lou Reed, Arcana Editrice, 1999, pag. 194 ISBN 978-88-7966-434-9
  3. ^ http://www.loureed.it/discografia/ufficiale/loureed.html

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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