Raymond Chandler

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Raymond Thornton Chandler (Chicago, 23 luglio 1888La Jolla, 26 marzo 1959) è stato uno scrittore statunitense di romanzi giallo-polizieschi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Chandler nacque a Chicago, Illinois, nel 1888, da padre statunitense e madre irlandese; ma nel 1895, al divorzio dei genitori, fu portato dalla madre in Gran Bretagna. Nel 1907 prese la cittadinanza britannica e nel 1912 tornò negli Stati Uniti con la madre; nel 1917 si arruolò nell'esercito canadese e combatté in Francia. Iniziò a scrivere pulp fiction per guadagnarsi da vivere e, dopo una parentesi lavorativa nel campo petrolifero, pubblicò il suo primo racconto nel 1933, all'età di quarantacinque anni, sulla rivista Black Mask.

Il suo primo romanzo, Il grande sonno, è del 1939, cui seguì il contratto come sceneggiatore con la Paramount nel 1943. Scrisse nove romanzi, di cui uno incompiuto, e varie sceneggiature per Hollywood, tra cui le più importanti sono quelle de La fiamma del peccato (di Billy Wilder, 1944), The Unseen (di Lewis Allen, 1945) e L'altro uomo (di Alfred Hitchcock, 1951). Precipitato nel tunnel dell'alcolismo, tentò il suicidio nel 1955, un anno dopo la morte della moglie, Cissy Pascal. Prima di aver ultimato l'ottavo romanzo della saga di Marlowe, morì di polmonite a La Jolla, nel 1959.

Fu molto critico verso il romanzo giallo tradizionale per la sua mancanza di realismo che bene espresse nel saggio intitolato La semplice arte del delitto scritto nel 1944 per la nota rivista "The Atlantic Monthly" di Boston. La semplice arte del delitto, come scrivono Massimo Bonfantini e Carlo Oliva[1], resta un testo molto interessante. Esprime idee sensate sul come costruire un romanzo giallo e su quali sono il significato e la funzione di questa forma di letteratura. E contiene, soprattutto, una durissima polemica contro il giallo "classico" degli anni venti e trenta (e naturalmente i suoi prodotti tardivi).

Chandler si dimostra molto critico nei confronti dei romanzi di grande successo popolare, come quelli di Freemann Crofts, Doroty Sayers, Agatha Christie e il suo giudizio diventa ancor più duro verso i seguaci americani di questo genere letterario, soprattutto S. S. Van Dine. Si distingue da loro non solo per la trama dei suoi romanzi e racconti, ma anche per lo stile originale, accurato, efficace soprattutto nell'uso del discorso diretto, che ricorda per certi versi scrittori più considerati dalla critica, come ad esempio Hemingway. Chandler seguì la strada della narrativa hard boiled, iniziata da Dashiell Hammett.

Il suo personaggio di gran lunga più famoso è l'investigatore duro ma onesto, riflessivo e tormentato, Philip Marlowe, portato sullo schermo con interpretazioni di vario calibro da attori come Dick Powell, Robert Mitchum, James Garner, Elliott Gould e soprattutto l'indimenticabile Humphrey Bogart. Considerato a lungo niente più di un brillante artigiano, Chandler comincia a essere rivalutato come scrittore a tutto tondo: recentemente si è dedicata maggiore attenzione alla sua complessa biografia, che ne fa un vero e proprio intellettuale prestato al giallo, si è sottolineato il suo forte legame culturale con la Gran Bretagna (dove aveva studiato) e sono state notate numerose affinità tematiche e simboliche con il modernismo.

Man mano che l'accettazione del giallo nell'ambito della letteratura in generale si fa sempre più diffusa, Raymond Chandler viene sempre più considerato un eccentrico esponente marginale del modernismo. Nel 1955 con il libro The Long Goodbye (Il lungo addio) ha vinto il Premio Edgar Award.

Lo stile e la critica[modifica | modifica wikitesto]

Gli scritti di Chandler, sia i romanzi che i racconti brevi, hanno ridefinito il genere del giallo investigativo, detto anche noir. La sua prosa evocativa racconta in modo approfondito l'area di Los Angeles degli anni Trenta e Quaranta del XX secolo, e sebbene utilizzi sempre degli pseudonimi, i luoghi che descrive sono reali: Bay City è Santa Monica, Gray Lake è Silver Lake e Idle Valley è la San Fernando Valley.

Il personaggio più noto di Chandler è indubbiamente il detective Philip Marlowe. Contrariamente allo stereotipo del genere, Marlowe non è il classico uomo tutto d'un pezzo, bensì un individuo complesso, sentimentale, con pochi amici, colto (ha studi universitari ed è appassionato di scacchi e musica classica) e dai forti principi morali.

Scrittori come per esempio W. H. Auden, Evelyn Waugh e Ian Fleming ammiravano profondamente la prosa di Chandler[2]: in una discussione durante una trasmissione radiofonica, Fleming disse che Chandler offriva "alcuni dei dialoghi più raffinati della prosa moderna"[3]. Non vanno comunque dimenticati i modelli ai quali lo stesso Chandler si ispirò, su tutti Dashiell Hammett. Sebbene oggi goda di ottime recensioni, Chandler non fu mai molto apprezzato dai critici a lui contemporanei: per esempio in una intervista al Washington Post il critico Patrick Anderson descriveva le sue trame come "sconclusionate e incoerenti", pur ammettendo che Chandler fosse il più lirico dei grandi narratori di crime story.

Di sicuro, Chandler fu sempre molto apprezzato dagli sceneggiatori del grande schermo, basti pensare che il romanzo Ancora una notte è l'unico a non essere mai stato adattato per il cinema. Il film più noto tratto dai suoi scritti è Il grande sonno (1946), diretto da Howard Hawks con Humphrey Bogart nel ruolo di Philip Marlowe.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Massimo Bonfantini e Carlo Oliva, I maestri del giallo, Lucchetti, Bergamo, 1990, p. 102
  2. ^ (EN) Pico Iyer, The Knight of Sunset Boulevard in The New York Review of Books, 6 dicembre 2007, pp. 31–33.
  3. ^ Chandler/Fleming discussion, BBC Home Service, 10th July 1958 | http://www.bbc.co.uk/archive/james_bond/12601.shtml

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

Racconti[modifica | modifica wikitesto]

  • 1933, I ricattatori non sparano (Blackmailers Don't Shoot)
  • 1934, Un delitto imperfetto (Smart-Aleck Kill)
  • 1934, Il testimone (Finger Man)
  • 1935, In un giorno di pioggia (Killer in the Rain)
  • 1935, Gas di Nevada (Nevada Gas)
    • trad. Piero Malvano (con altri racconti "polizieschi"), Milano: Garzanti, 1950 (collana «Amena», n. 82)
  • 1935, Sangue spagnolo (Spanish Blood)
    • trad. Piero Malvano (con altri racconti "polizieschi"), Milano: Garzanti, 1950 (collana «Amena», n. 75)
  • 1936, Pistole al "Cyrano" (Guns at Cyrano's)
  • 1936, L'uomo a cui piacevano i cani (The Man Who Liked Dogs)
  • 1936, Pick-Up in Noon Street (Noon Street Nemesis - Nemesi in Noon Street)
  • 1936, Pesci rossi (Goldfish)
  • 1936, Lo scomparso (The Curtain)
  • 1937, Cercate la ragazza (Try the Girl)
  • 1937, La giada cinese (Mandarin's Jade)
  • 1938, Il vento rosso (Red Wind)
    • trad. Piero Malvano (con altri racconti), Milano: Garzanti, 1958 (collana «Serie gialla»)
  • 1938, Il re in giallo (The King in Yellow)
  • 1938, Blues di Bay City (Bay City Blues)
  • 1939, Che scocciatura le perle (Pearls Are a Nuisance)
  • 1939, Specialista in guai (Trouble Is My Business)
  • 1939, Aspetterò (I'll Be Waiting)
  • 1939, La porta di bronzo (The Bronze Door)
  • 1941, In montagna non c’è pace (No Crime in the Mountains)
  • 1951, La polverina del professor Bingo (Professor Bingo's Snuff)
  • 1957, Estate inglese (English Summer)
  • 1958, The Pencil (Marlowe Takes on the Syndicate (Wrong Pigeon)
  • 1962, Una coppia di scrittori (A Couple of Writers)
  • La semplice arte del delitto: tutti i racconti, 2 volumi, 1962, trad. Oreste del Buono, Piero Malvano e altri ISBN 88-07-81043-3 ISBN 88-07-81044-1
  • L'uomo a cui piacevano i cani e altri racconti (contiene: In un giorno di pioggia; L'uomo a cui piacevano i cani; Lo scomparso; Cercate la ragazza), trad. Attilio Veraldi (1974) ISBN 88-07-80708-4 ISBN 978-88-07-80708-4
  • Blues di Bay City e altri racconti (contiene: Blues di Bay City; Cercate la ragazza; La giada cinese; In montagna non c'è pace; e Le avventure di Phoebe Zeit-Geist, di Michael O'Donoghue e Frank Springer), trad. Attilio Veraldi (1975) ISBN 88-07-80720-3 ISBN 978-88-07-80720-6
  • già insieme in Otto storie inedite, con introduzione di Philip Durham, Milano: Feltrinelli, 1964
  • Le nuove storie di Philip Marlowe, trad. Maria Rosaria de Alteriis, Milano: Mondadori (collana «Oscar»), 1991 (con premessa di Byron Preiss e introduzione di Frank MacShane) ISBN 88-04-34802-X
  • trad. Sergio Altieri, in Romanzi e racconti, a cura di Stefano Tani (2005) ISBN 88-04-52050-7 ISBN 88-04-52049-3

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 39374901 LCCN: n79113919