Transformer (album)

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Transformer

Artista Lou Reed
Tipo album Studio
Pubblicazione 1972
Durata 36 min : 30 s
Dischi 1
Tracce 11
Genere[1] AOR
Hard rock
Proto-punk
Rock and roll
Glam rock
Etichetta RCA Records
Produttore Mick Ronson,
David Bowie
Registrazione Trident Studios, Londra
Note La foto di copertina è opera di Mick Rock
Lou Reed - cronologia
Album precedente
(1972)
Album successivo
(1973)
Singoli
  1. Walk on the Wild Side/Perfect Day
    Pubblicato: 8 novembre 1972
  2. Satellite of Love/Vicious
    Pubblicato: febbraio 1973
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
Allmusic 4.5/5 stelle
Piero Scaruffi 6.5/10 stelle
Pitchfork Media 8.4/10 stelle
Robert Christgau B-
Rolling Stone 4/5 stelle
Ondarock Pietra miliare

Transformer è il secondo album solista di Lou Reed, uscito nel 1972. Pubblicato dalla RCA e prodotto da David Bowie, l'album fu uno dei più grossi successi commerciali dell'artista.

Il disco[modifica | modifica sorgente]

L'album contiene alcuni dei brani più celebri della carriera solista di Lou Reed: Perfect Day (poi inserita nella colonna sonora di Trainspotting), Vicious e Walk on The Wild Side, che racconta i personaggi della Factory di Andy Warhol ed è diventato un vero emblema della trasgressione di quegli anni. Le tematiche dell'album si riferiscono direttamente ed esplicitamente alla vita gay e al travestitismo.[2]

Contrariamente al suo predecessore Lou Reed, album nel quale ben otto canzoni risalivano ai tempi dei Velvet Underground, il disco contiene principalmente nuovo materiale scritto per l'occasione. Permangono comunque ancora alcuni brani risalenti ai Velvet Underground, come Andy's Chest e Satellite of Love, che erano state già eseguite dal gruppo nel 1970.[3]

Descrizione dei brani[modifica | modifica sorgente]

Il primo singolo tratto dall'album, Walk on the Wild Side, divenne un successo internazionale nonostante il testo esplicito (che venne censurato in alcuni Paesi e bandito in altri), ed è ora considerata come la canzone più famosa di Reed. Satellite of Love fu pubblicata come secondo singolo nel febbraio 1973. Vicious, una delle canzoni più fortunate del disco, è associata a Andy Warhol. Secondo lo stesso Reed, Warhol gli chiese di scrivere un brano su qualcuno di perverso. Reed rispose che cosa intendesse dire, e Warhol replicò: «Oh, non so, perverso tipo io che ti picchio con un fiore».[4] L'introduzione pianistica di Perfect Day, suadente ballata decadente in bilico tra la descrizione di un'idilliaca giornata passata con la persona amata e l'idealizzazione dell'eroina come compagna di vita, è opera di Mick Ronson. La canzone ha avuto un grosso ritorno di fama dopo la sua inclusione nel film del 1996 Trainspotting. La canzone Andy's Chest è ispirata al tentativo di assassinio subito da Andy Warhol da parte di Valerie Solanas, che sparò all'artista diversi colpi di arma da fuoco il 3 giugno 1968. I versi del brano Make Up, «We're coming out. Out of our closets, out on the streets» ("Stiamo uscendo. Fuori dalle nostre tane, per le strade") sono stati associati allo slogan della campagna del Gay Liberation Front di quegli anni.[5]

Edizione per il trentesimo anniversario[modifica | modifica sorgente]

Nel 2002 è stata pubblicata l'edizione per il trentesimo anniversario dell'album; in aggiunta ai provini di Hangin' Round e Perfect Day, è stata inserita una traccia fantasma contenente l'originale spot pubblicitario radiofonico del 1972 per l'uscita del disco.

Copertina[modifica | modifica sorgente]

La copertina del disco, una celebre foto di Lou Reed dai colori molto contrastati, è opera del fotografo Mick Rock. Osservando la foto, Reed affermò che gli sembrava di assomigliare a una sorta di "Frankenstein del rock".[6] Nel tempo l'immagine è divenuta la rappresentazione iconografica del Lou Reed versione "rockstar sfrenata", il cosiddetto "rock 'n' roll animal". La fotografia fu in seguito riutilizzata, virata in blu, per la copertina di The Blue Mask, altro album di Lou Reed uscito nel 1982.

La prima edizione italiana di Transformer - quella della RCA italiana - aveva la foto del retro di copertina censurata. Nell'originale, un tizio (Ernst Thormahlen, artista in seguito autore della copertina del doppio album live 1969: Velvet Underground Live with Lou Reed) in maglietta bianca, jeans e cappello da motociclista esibiva, ben visibile sotto i jeans attillati, una poderosa erezione che i discografici italiani pensarono bene di non mostrare al pubblico adolescente italiano dell'epoca (venne anche coperto l'inguine del travestito ritratto sempre sul retro del disco). Sulle parti "incriminate" venne apposto un fascione dorato con la scritta "Produced by David Bowie and Mick Ronson".[7]

La produzione di David Bowie[modifica | modifica sorgente]

Il disco venne prodotto da David Bowie e Mick Ronson, grandi ammiratori di Reed, che erano stati a loro volta influenzati dal lavoro svolto dal musicista con i Velvet Underground negli anni sessanta. Bowie, per risollevare le sorti commerciali di Lou Reed, in forte calo dopo l'insuccesso del suo primo disco da solista dopo la fine dei Velvet Underground, smussò fortemente l'asprezza del sound di Reed, curando la produzione di ogni canzone in maniera meticolosa e infondendo ai brani una orecchiabilità molto glam rock in linea con i tempi. Molti critici accamparono addirittura l'ipotesi che certi brani del disco, nonostante siano tutti a firma di Lou Reed, fossero opera di Bowie.[8] Reed ha sempre negato seccamente tali ipotesi, come del resto lo stesso Bowie. L'operazione ebbe comunque successo, riportando in auge la figura di Reed presso il grande pubblico e donandogli il suo primo e unico successo da top ten negli Stati Uniti con la canzone Walk on the Wild Side.

In merito al successo del disco, Lou Reed dichiarerà in seguito di essersi "snaturato" per raggiungere il successo commerciale che aveva sempre cercato e pensato di meritare. All'epoca si vociferò di un proseguimento della collaborazione tra Reed e Bowie per il prossimo disco dell'artista, ma le forti personalità dei due musicisti, uniti al loro rapporto di amore-odio, li portò a litigare furiosamente facendo naufragare il progetto.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Nel 1997, Transformer è stato nominato il 44º miglior disco di tutti i tempi nel sondaggio Music of the Millennium condotto in Gran Bretagna da HMV Group, Channel 4, The Guardian e Classic FM. Transformer è posizionato anche alla posizione numero 55 della classifica di New Musical Express dei "Più grandi album di tutti i tempi". Nel 2003, l'album si è classificato alla posizione numero 194 nella lista dei 500 migliori album della rivista Rolling Stone.[9] Infine compare anche nella classifica dei "100 migliori album" redatta dalla rivista Q. Il quotidiano inglese The Times inserisce l'album alla posizione numero 4 nella lista dei "100 migliori album della storia della musica"[10]

Tracce[modifica | modifica sorgente]

Lato A

Testi e musiche di Lou Reed.

  1. Vicious – 2:58
  2. Andy's Chest – 3:20
  3. Perfect Day – 3:46
  4. Hangin' Round – 3:35
  5. Walk on the Wild Side – 4:15
Lato B

Testi e musiche di Lou Reed.

  1. Make Up – 3:00
  2. Satellite of Love – 3:42
  3. Wagon Wheel – 3:19
  4. New York Telephone Conversation – 1:33
  5. I'm So Free – 3:09
  6. Goodnight Ladies – 4:31

Tracce bonus dell'edizione 2002[modifica | modifica sorgente]

  1. Hangin' Round (acoustic demo) – 3:57
  2. Perfect Day (acoustic demo) – 4:50

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Ospiti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Transformer in Allmusic, All Media Network.
  2. ^ Victor Bockris, Transformer - la vita di Lou Reed, Arcana Editrice, Roma, 1999, pag. 203 - ISBN 978-88-7966-434-9
  3. ^ Andy's Chest era stata registrata nel 1969 per l'album "perduto" dei Velvet Underground (vedi VU e Another View) e Satellite of Love era stata in lizza per essere inclusa nel disco del 1970 Loaded, ma mai utilizzata.
  4. ^ Velvet Underground - Quotes
  5. ^ Victor Bockris, Transformer - la vita di Lou Reed, Arcana Editrice, Roma, 1999, pag. 205 - ISBN 978-88-7966-434-9
  6. ^ Victor Bockris, Transformer - la vita di Lou Reed, Arcana Editrice, Roma, 1999, pag. 207 - ISBN 978-88-7966-434-9
  7. ^ Recensione del disco su Rockol.it
  8. ^ Allmusic "Wagon Wheel"
  9. ^ Rolling Stone 500 Albums review
  10. ^ http://www.rocklistmusic.co.uk/times100.htm

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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