Chitarra elettrica

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Chitarra elettrica
Yngwie Malmsteen's electric guitar.jpg
Una chitarra elettrica Fender Stratocaster
Informazioni generali
Invenzione 1931
Inventore Adolph Rickenbacker
Classificazione 321.322
Elettrofoni semielettronici
Utilizzo
Musica pop e rock
Musica jazz e black music
Musica folk
Estensione
Chitarra elettrica – estensione dello strumento
Genealogia
 Antecedenti Discendenti 
chitarra basso elettrico

La chitarra elettrica è un tipo di chitarra in cui la vibrazione delle corde viene rilevata da uno o più pick-up. Il segnale viene quindi prelevato all'uscita e convogliato in un amplificatore acustico affinché il suono dello strumento sia reso udibile.

Dal punto di vista organologico, la chitarra elettrica è un elettrofono[1][2]. Talvolta viene anche indicata come cordofono (precisamente, tra i liuti a manico lungo)[3].

Strutturazione[modifica | modifica wikitesto]

La chitarra elettrica è formata da:

  • la paletta (o "cavigliere") che contiene le "meccaniche", che permettono alle corde di essere tese mantenendo l'accordatura desiderata;
  • il manico, sul quale è montata la tastiera che permette di suonare, premendo le corde contro di essa, le note;
  • la cassa armonica che è più sottile di quella della chitarra classica e che non ha la buca (anche se vi è il caso delle chitarre cosiddette "semiacustiche", che generalmente possiedono due buche ad effe, come quelle degli archi);
  • il ponte, che può essere fisso oppure "tremolo" vale a dire quando "ospita" una leva che, azionata, muove il ponte stesso ottenendo il vibrato grazie alla variazione di tensione delle corde;
  • uno o più pick-up che sono dei trasduttori che trasformano le vibrazioni delle corde in segnali elettrici; i pick-up sono formati da un avvolgimento di rame intorno ad una combinazione di magneti e materiali di diverso tipo.

Funzionamento[modifica | modifica wikitesto]

In una chitarra acustica il suono dipende dalla risonanza prodotta nella cassa cava dello strumento e indotta dalle oscillazioni delle corde; la chitarra elettrica invece è uno strumento pieno e rigido per cui non c'è alcuna risonanza della cassa. Le oscillazioni delle sei corde metalliche sono captate da un microfono elettrico che invia segnali a un amplificatore e a un gruppo di altoparlanti. Il filo che collega lo strumento all'amplificatore è arrotolato attorno a un piccolo magnete; il suo campo magnetico induce un polo nord e un polo sud nella parte di corda metallica sopra il magnete, perciò questa parte della corda ha un proprio campo magnetico. La corda, per suonare, viene fatta vibrare e il suo moto relativo alla spira cambia il flusso del campo magnetico attraverso la spira stessa, inducendovi una corrente. Quando la corda oscilla avvicinandosi e allontanandosi dalla spira, la corrente indotta cambia verso con la stessa frequenza delle oscillazioni della corda, inviando così il segnale di frequenza dell'oscillazione all'amplificatore.

Tipi di chitarre[modifica | modifica wikitesto]

La chitarra elettrica può avere un corpo solido in cui il suono è totalmente amplificato da dispositivi elettronici (pickups) e si parla quindi di chitarra "solid body", oppure un corpo di tipo tradizionale presentante cassa armonica, si parla in questo caso di chitarra "elettroacustica". A loro volta le chitarre elettroacustiche, a seconda della altezza del corpo e della tecnologia costruttiva si definiscono come: "hollow body" (corpo cavo), con una profondità simile alla chitarra acustica e corpo completamente cavo, o con una profondità in genere pari a circa la metà di una chitarra acustica e con un blocco di legno solido posto in senso longitudinale tra il blocco del tacco anteriore ed il blocco posteriore, da qui il termine "semi hollow body". Entrambi questi tipi di chitarra elettroacustica vengono anche definiti "archedtop" data la forma della tavola e del fondo che richiama la struttura degli strumenti ad arco.

Solid body[modifica | modifica wikitesto]

Le più diffuse chitarre elettriche, le solid body, letteralmente "corpo solido", non hanno una cassa di risonanza, bensì un corpo di legno pieno (o, più raramente, di altri materiali quali resine sintetiche, resine acriliche, plexiglas). La forma del corpo, il legno con cui è realizzato, ed il tipo di pick-up utilizzato sono determinanti ai fini della resa sonora dello strumento.

Esistono tre principali tipi di solid body, che differiscono per il modo in cui il manico ed il corpo vengono uniti: bolt-on neck ("manico avvitato"), cioè con manico avvitato al corpo (es: Fender Stratocaster), neck-thru body ("manico attraverso il corpo") cioè con manico che percorre l'intera lunghezza della chitarra, corpo compreso (es: Ibanez RGT), e set-in-neck (o "set-neck") ("manico attaccato"), cioè con manico incollato al corpo della chitarra (es: Gibson Les Paul).

Le chitarre a manico avvitato sono caratterizzate da un suono generalmente più ricco di alte frequenze, povero di quelle medie e scarso di bassi profondi; c'è tuttavia da precisare che, vista l'altissima influenza che la scelta dei materiali, la tecnica costruttiva, e la mano del liutaio possono esercitare sullo strumento finito, non sono rari i casi di strumenti che contravvengono a queste "regole". Questo sistema, oltre ad essere più economico, permette di effettuare delle lavorazioni, compreso il cambio del manico, in maniera più semplice. Jimi Hendrix era noto riassemblare le Fender Stratocaster che distruggeva durante i concerti recuperando pezzi sani da diverse chitarre. Anche la famosa Blackie di Eric Clapton è il risultato di un corpo e un manico provenienti originariamente da diverse chitarre.

Le chitarre con il manico passante nel corpo sono caratterizzate da un notevole sustain, da un buon bilanciamento di suoni fra alti, medi e bassi, e da un perfetto allineamento manico-corpo. Secondo molti risultano particolarmente "comode" da suonare, in quanto normalmente si ha un accesso molto più facile ai tasti più vicini al corpo rispetto a strumenti in cui sono utilizzati gli altri due tipi di giunzione. Giunzione: per motivi pratici non è possibile nelle chitarre con sistema bolt-on fissare il manico troppo esternamente al corpo dello strumento (mentre in alcune chitarre con sistema set-in, il problema viene ovviato, ad esempio nella Gibson SG). Ha come lato negativo l'impossibilità di agire sull'attacco manico-corpo e di sostituire il manico, qualora fosse necessario; infatti generalmente il manico, per garantire solidità, viene costituito da diverse parti di legno incollate tra loro longitudinalmente, rispetto alla chitarra, e più raramente al suo interno vengono incollate delle barre in fibra di carbonio (proprio per l'impossibilità di cambiare il manico in caso di rottura).

Le chitarre con il manico incollato al corpo hanno in linea di massima le caratteristiche positive, in termini di sustain e bilanciamento delle frequenze, simili a quelle con il manico passante ma in queste chitarre risulta possibile operare sul manico. Ovviamente, visto che il sistema è incollato, il lavoro dovrà comunque essere fatto da un liutaio.

I legni principalmente utilizzati sono: per bolt-on neck, ontano e tiglio per il corpo, acero per il manico, eventuale ricopertura in palissandro per la tastiera; per il neck-thru, mogano per il corpo, frassino o acero per il manico, palissandro per la tastiera; per il set-neck generalmente si utilizza mogano sia per il corpo che per il manico, e palissandro per la tastiera. Esistono tuttavia numerosissimi modelli che usano legni diversi da questi citati. Le chitarre costruite in Asia possono utilizzare legni locali, come l'agathis al posto dell'ontano e il nato al posto del mogano, che hanno rese acustiche simili. Anche il PVC è stato utilizzato per realizzare delle chitarre solid body, e più recentemente si stanno utilizzando materiali compositi con sagomature interne per replicare la timbrica dei vari legni.

Guitar Epiphone 01.jpg

Hollow-body[modifica | modifica wikitesto]

Le chitarre hollow body, dette anche semi-acustiche, presentano una parte o la totalità del corpo vuota, con uno o due tradizionali fori di espansione a forma di f posti ai lati delle corde, similmente ai fori presenti su altri strumenti a corda, come il violino; alcuni modelli presentano un foro (buca o rosa) tipico della chitarra classica, e sulla parte laterale della cassa armonica sono posizionati la presa per il cavo e gli appositi controlli per regolare volume, tono, equalizzazione ecc. Queste chitarre sono caratterizzate da un suono particolarmente dolce e poco aggressivo (come molti modelli Gibson, Ibanez, ecc. utilizzati principalmente per il jazz), o molto brillante e squillante (come i modelli Gretsch, spesso usati nel rockabilly). La cassa vuota tende a creare alcuni problemi a causa della risonanza delle vibrazioni, che si riflettono nei pickup. L'effetto di distorsione risulta quindi più difficile da ottenere e da controllare. Nel corso degli anni, tuttavia, sono stati realizzati modelli decisamente più "spinti" e con un suono molto più pieno, i quali, attraverso alcuni espedienti tecnici (quali la particolare conformazione interna della cassa armonica), riescono ad ovviare a questo problema.

Buca ad "f" in una chitarra semi-hollow.

Semi-hollow[modifica | modifica wikitesto]

La ricerca di un compromesso tra le sonorità calde delle semiacustiche e il migliore controllo delle risonanze indesiderate agli alti volumi delle solid body ha dato inoltre origine a un sottotipo delle semi-acustiche, le cosiddette semi-hollow. Queste chitarre adottano un corpo di minore spessore in cui, in luogo di un'unica cassa, sono presenti due (più raramente una) casse di ridotta entità ai lati, mentre la parte centrale del corpo è in legno pieno. Solitamente constano di due o tre pezzi incollati, raramente di un unico pezzo. Il legno più comunemente usato è l'ontano.

Le chitarre a cassa parzialmente piena hanno trovato terreno fertile nel rock and roll e nel blues.

Il primo e più famoso modello semi-hollow è la Gibson ES-335. Altre celebri chitarre di questo tipo sono la ES-355, le serie 300 e 600 della Rickenbacker e la G&L ASAT Classic semi-hollow (basata sulla Fender Telecaster).

Archtop[modifica | modifica wikitesto]

La chitarra "archtop" propriamente detta, non è considerabile strumento elettrico, bensì strumento acustico elettrificato e questo per due motivi principali: il primo è che lo strumento è costruito interamente in legno massello con la tecnica costruttiva propria degli strumenti ad arco e possiede una capacità di produrre suono propria ed autonoma tipica degli strumenti acustici. Inoltre l'eventuale amplificazione di questi strumenti viene eseguita in modo flottante, ovvero applicando i/il pickup ed i controllo di tono/volume senza forare la tavola acustica. Questo tipo di chitarra è quasi totalmente prodotto di liuteria artigianale. Oggigiorno il loro uso è prevalente nella musica jazz e blues.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

La storia della chitarra elettrica inizia quando si avvertì l'esigenza di uno strumento che avesse alcune caratteristiche proprie della chitarra (specialmente per quanto attiene alle modalità di esecuzione), ma che potesse suonare insieme agli altri senza esserne sovrastato dal volume di suono. Con la nascita delle orchestre jazz e blues, ci si rese conto del problema della limitata amplificazione delle chitarre acustiche. Diversi costruttori cercarono di ovviare al problema costruendo strumenti che consentissero un volume maggiore, con una tonalità simile a quella della chitarra classica.

Lloyd Loar progettista alla Gibson dal 1920 al 1924 condusse i primi esperimenti mediante l'adozione di rilevatori in prossimità delle corde. Il concetto di chitarra elettrica deve però molto alle intuizioni di Adolph Rickenbacker, che nel 1931 realizzò il primo pick-up elettromagnetico (un dispositivo elettronico in grado di trasformare le vibrazioni delle corde in impulsi di tipo elettrico) ed iniziò ad applicarlo ai normali strumenti acustici, creando una chitarra hawaiana elettrica chiamata frying pan guitar in due modelli (A22 e A25).

Nel 1935 la Gibson inizia la produzione del modello ES 150, una chitarra con cassa di risonanza e aperture a "f" sulla tavola e un unico pick-up. Il modello riscosse un grande successo. Finalmente la chitarra, grazie all'amplificazione, poteva inserirsi meglio nelle formazioni del tempo, senza essere sovrastata dal volume degli altri strumenti.

Evoluzione[modifica | modifica wikitesto]

Molti si cimentarono nella costruzione di chitarre elettriche, limitandosi di fatto ad amplificare il suono di strumenti acustici. Se da una parte la presenza di una cassa armonica combinata ad un pick-up produceva un suono pastoso e ricco di armoniche, dall'altra presentava una serie di svantaggi, tra cui il più fastidioso era l'effetto noto come feedback acustico. La cassa dello strumento entrava in risonanza (effetto Larsen) con il suono emesso dall'amplificatore, creando echi, armonici e fischi di difficile gestione. Col risultato di un suono sgradevole di difficile definizione.

Nel 1941 Les Paul crea per la Epiphone un prototipo, la The Log, che parzialmente limitava il problema del feedback. Lo strumento è sostanzialmente una chitarra acustica attorno a un blocco di legno massiccio: la prima chitarra semi solid. Questa idea fu ripresa e perfezionata dalla Gibson per il suo modello ES 335 TD.

Nel 1946 Paul Bigsby, estroso costruttore di motocicli passato a costruire chitarre, e Merle Travis, suo amico, costruiscono una chitarra molto innovativa. Anche se prodotto in modo classico, lo strumento presenta un corpo alto solo cinque centimetri, e un disegno molto originale sia del corpo stesso che della paletta. Il corpo, grazie ad un'asimmetria del disegno attorno al manico, permette di raggiungere agevolmente il ventesimo tasto, mentre la paletta monta chiavette per l'accordatura disposte solo sul lato superiore. Si risolvono quasi completamente i problemi di risonanze indesiderate. Inoltre, Bigsby introdurrà una ulteriore innovazione inventando un sistema che consente di agire sulla intonazione delle corde mediante una leva la cui corsa è contrastata da una molla. Nasce così il ponte tremolo (da non confondere con l'effetto tremolo, che è tutt'altra cosa).

Nel 1948 Leo Fender, tecnico progettista di amplificatori, dà una svolta definitiva e crea la Broadcaster, una chitarra con due pick-up single coil miscelabili e con il corpo pieno in legno massiccio che annulla completamente le risonanze indesiderate e aumenta il sustain delle corde, sviluppando il concetto di chitarra solid body. La Broadcaster, costruita inizialmente solo per presentare i propri amplificatori, attinge a molte delle innovazioni introdotte dalla chitarra di Bigsby e Travis, ma le fa sue migliorandole notevolmente. Il disegno del corpo e della paletta, anche se ispirato molto alla linea di Bigsby, è più sobrio e moderno, ma soprattutto più razionale. Inoltre lo strumento di Leo Fender presenta un vantaggio fondamentale: le fasi di costruzione e assemblaggio delle parti che compongono lo strumento sono molto semplificate. Questo si traduce nella possibilità di automatizzare il processo di produzione e di conseguenza produrre gli strumenti in serie, con costi notevolmente più contenuti. Il successo è enorme, tanto che la Broadcaster, divenuta poi Telecaster, viene prodotta dalla Fender ancor oggi.

Il primo brevetto in Italia per la chitarra elettrica ottenuto da Ercole Pace il 21 marzo 1951 al n. 462480 su domanda presentata il 7 marzo 1950
Allegato grafico al brevetto n. 462480/1951

Nel 1950 Ercole Pace è il primo in Italia a richiedere il brevetto (poi concesso con il n. 462480 il 21 marzo 1951) per un “dispositivo magneto-dinamico, applicabile a strumenti a plettro in genere ed a chitarre in particolare, per amplificare il suono in collegamento con la presa fono di apparecchi radio” che poi produrrà in serie in un piccolo laboratorio a Roma, in Trastevere. L'originale apparecchio fu acquistato dai più noti chitarristi dell'epoca e, non essendo stato poi rinnovato il brevetto, l'idea fu in seguito perfezionata da altri. Tale dispositivo differiva dall'analoga invenzione oltreoceano di Leo Fender di due anni prima (di cui Ercole Pace era ignaro), in quanto il pickup applicato prevedeva un più elaborato avvolgimento per ogni magnete, anziché un unico avvolgimento per tutti i magneti come il pickup di Fender; adottando appunto una bobina per ogni corda Ercole Pace mirava a rendere il rilevamento delle sei corde più bilanciato ed accurato. Sotto il profilo tecnico si trattava quindi di due brevetti diversi.

Particolare del ponte di una Stratocaster

Nel 1953 Leo Fender crea la chitarra che diverrà nel tempo una pietra miliare del settore e più in generale della musica rock/blues: la Stratocaster. Solid body come la precedente, ha però un design capace di restare moderno nel corso dei decenni: il corpo, di minor spessore rispetto alla Telecaster, è smussato nella parte posteriore per conferire un migliore confort. I pick-up, single coil, sono tre e sono montati su un originalissimo battipenna sul quale sono alloggiati, oltre al selettore per scegliere il pick-up desiderato, anche tre potenziometri: uno per regolare il volume e due di regolazione tono. Altro fattore di grande importanza è la leva del tremolo, totalmente rivoluzionaria per quel tempo. A differenza delle altre dell'epoca poste tra l'attaccatura delle corde e il ponte, questa è un tutt'uno con il ponte stesso, evitando fastidiose scordature. Anche il ponte è innovativo, ogni corda appoggia su una sua "selletta" che dispone sia della regolazione in altezza sia in lunghezza, permettendo un'intonazione perfetta e una distanza delle corde dalla tastiera (action), personalizzabile.

La Stratocaster viene ancora prodotta ininterrottamente dal 1953. Oggetto di innumerevoli imitazioni e varianti, è ad oggi contemporaneamente un punto di partenza e il punto di arrivo dell'evoluzione delle solid body. La Stratocaster è una chitarra molto apprezzata per la sua versatilità, utilizzata intensivamente sia nel rock, sia in altri generi.

L'unica chitarra che ha potuto "competere" in termini di importanza e notorietà è la Gibson modello Les Paul del 1952. Stilisticamente degna della "rivale", si avvicina di più al disegno di Bigsby-Travis, ma ha forme più fluide e meno spigolose. Caratteristica saliente è l'uso di due pick-up humbucker, più potenti dei single coil e dalla timbrica più "nasale". Le regolazioni di tono e volume sono affidate ad una coppia di potenziometri e ad un selettore per miscelare il suono dei due pick-up. Il ponte non ha la leva del vibrato, la regolazione dell'action delle corde avviene con due ghiere poste ai lati che sollevano o abbassano tutte e sei le corde contemporaneamente. L'intonazione invece può essere regolata singolarmente corda per corda.

Lo strumento è rimasto sostanzialmente immutato rispetto alle intuizioni di Leo Fender e Les Paul, lo sviluppo attuale verte principalmente sull'acquisizione e manipolazione del suono da parte dei pick-up. Il bisogno di dialogare con interfacce digitali come il MIDI ha portato alla creazione di pick-up esafonici e convertitori analogico-digitali in grado di tradurre il segnale analogico in segnale digitale con accuratezza. Ottenuto un segnale in forma digitale lo si può immettere in un generatore di suoni campionati (expander) per avere a disposizione una varietà strumentale virtualmente infinita. Quest'utilizzo dello strumento è però oggetto di critiche da parte di chi vede gli expander e i campionatori come strumenti che, permettendo la riproduzione di qualsiasi tipo di strumento registrato in precedenza, snaturalizzano e avviliscono le peculiarità tipiche della chitarra.

Il pickup esafonico della chitarra elettrica midi CASIO MG-510 (quello più vicino al ponte).

Roger Field ha inventato la Foldaxe, una chitarra elettrica pieghevole che Field ha fatto realizzare per Chet Atkins. Un'ímmagine della Foldaxe si trova nel libro di Atkins Me and My Guitars.

Qualità[modifica | modifica wikitesto]

La qualità di una chitarra elettrica è data da molti parametri. Innanzitutto se la chitarra è stata fatta a mano o è un prodotto in serie. Nel primo caso incide molto sulla qualità anche la capacità del liutaio che la crea.

In secondo luogo la scelta dei materiali è molto importante sia per quanto riguarda il corpo, sia per quanto riguarda tastiera e manico: più il legno è pregiato e privo di nodi più la qualità dello strumento aumenta. I due legni più diffusi nella realizzazione delle tastiere delle chitarre elettriche sono il palissandro e l'acero, per il corpo l'ontano e il mogano, per il manico acero e il legno d'ebano. Tuttavia oggi si stanno utilizzando nuovi materiali per la produzione del corpo come il plexiglas. Inoltre è importante il fatto che il corpo sia costruito con un solo pezzo e non con più parti incollate tra loro (tipico delle versioni economiche).

Un altro fattore che incide sulla qualità dello strumento è la qualità dei componenti tecnici aggiunti, il ponte utilizzato, la presenza di un bloccacorde o di un tremolo di qualità nonché le meccaniche e le elettroniche come i pick up di qualità e la precisione delle componenti che regolano il suono e i volumi.

Tra gli altri fattori che determinano la qualità ci sono anche l'equilibratura o bilanciamento (capacità dello strumento di tenere una posizione comoda una volta indossata la tracolla o fascia) e la verniciatura. Tra le più famose c'è quella della Fender USA, con la fascia più esterna nera che va a sfumare in colori lignei verso il centro (colorazione chiamata "sunburst") colorazione che ha però un costo più elevato di quelle mono colore prive di sfumature e lavorazioni varie.

Distorsione e altri effetti[modifica | modifica wikitesto]

Moonlander, strumento simile ad una chitarra elettrica costruito per Lee Ranaldo dei Sonic Youth da Yuri Landman, 2007

Al suono prodotto dalla chitarra elettrica vengono spesso applicati effetti che modificano il suono e lo rendono più adatto al genere musicale eseguito o al tipo di composizione. Fra questi l'overdrive, la distorsione, e il fuzz, molto apprezzati nel rock, nella pop music. Spesso ai precedenti si associa il pedale wah-wah, molto in voga negli anni 70-80. Fra gli altri effetti applicati con successo alla chitarra elettrica, si possono citare delay, riverbero, chorus, flanger, phaser, octaver, pitch shifter, tremolo che vanno inseriti quasi esclusivamente nel "Loop Effetti" dell'amplificatore (il "Loop Effetti" o la "Mandata e Ritorno" si colloca tra preamplificatore e finale di potenza); questi tipi di effetti sono sconsigliati in una mandata e ritorno di tipo "seriale", sono altrettanto consigliati se il proprio amplificatore dispone di una mandata e ritorno in "Parallelo". Anche alcuni processori dinamici come il compressore e il noise-gate vengono applicati al segnale della chitarra per modificare l'inviluppo del suono. L'utilizzo dei pedali al fine di effettuare il suono è una scelta strettamente correlata con lo stile del chitarrista in questione. Così come Jimi Hendrix usava molto nelle sue esecuzioni il wah-wah e il Dallas Arbiter Fuzz Face, David Gilmour in alcuni periodi ha fatto uso dello stesso Fuzz Face o del Big Muff modello Ram's Head, o Triangle, abbinandolo a particolari scelte nell'uso di delay dapprima a nastro come il Binson Echorec e poi digitali come l'MXR Digital Delay, il TC2290 prodotto dalla TC Electronics o il Tape Echo Simulator (T.E.S.) costruito da Pete Cornish a partire dal circuito del Boss DD2.

Tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante la presenza di un gran numero di effetti dei più svariati tipi, l'abilità del chitarrista resta l'elemento più importante nell'esecuzione delle varie tecniche, divenute nel corso del tempo parte integrante dell'istruzione musicale di coloro che si avvicinano a questo strumento. Fra le tecniche più famose e comuni vi sono: il bending, il vibrato, lo slide, il palm mute, il legato, hammer on e pull off, il tapping, gli armonici naturali e artificiali e lo sweep-picking.

Marchi principali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Costruttori di chitarre.

Sebbene sia molto limitativo elencare i marchi principali delle chitarre, visto anche che in questi ultimi anni il mercato delle chitarre si sta arricchendo di molti nuovi nomi, piccole industrie, o anche solo singoli liutai, così come vecchi marchi si stanno riaffacciando con successo dopo anni di inattività, si presenta un breve elenco di alcuni nomi particolarmente noti.

Uno dei marchi principali sul mercato è sicuramente Fender, che costruisce bassi e chitarre elettriche sin dagli anni cinquanta; dopo essere stata sull'orlo del fallimento negli anni ottanta ora produce 2000 chitarre al giorno. La Fender Musical Instrument Corporation possiede inoltre altri marchi di chitarre come Gretsch, Guild e Jackson Guitars.

Le chitarre Fender, principalmente i modelli Stratocaster e Telecaster, sono utilizzate praticamente in ogni stile, dal surf anni cinquanta, al country, al blues, al classico rock anni sessanta e all'heavy metal, come Dave Murray. Fender è ormai un simbolo della musica rock rimasto quasi inalterato anche negli anni settanta, ottanta e novanta. In questi ultimi anni molti chitarristi Indie, o in cerca di sonorità nuove, utilizzano spesso modelli di Fender ritenuti "minori" quali Jazzmaster, Jaguar e altri. Utilizzata in maniera minore nel jazz, in cui si preferiscono spesso modelli semiacustici. In particolare, il suo modello di punta, Stratocaster introdusse una serie di importanti innovazioni, tanto che alcuni la considerano la chitarra più influente mai prodotta. Molti chitarristi, infatti, come Jimi Hendrix, Eric Clapton o John Mayer hanno utilizzato o utilizzano chitarre Fender, per lo più Stratocaster. Sia di Mayer che di Clapton sono in vendita copie delle chitarre da loro usate (Stratocaster) su cui è stampata la loro firma.

Concorrente diretta di Fender è Gibson, marca che produce chitarre largamente utilizzate in tutti i generi, dal jazz (in cui è da sempre leader), al blues, ai generi più duri come ad esempio l'hard rock (vedi AC/DC e Slash). Caratteristica principale di queste chitarre è soprattutto l'utilizzo dei pickup humbucker e di legni particolarmente pesanti. I modelli principali "solid body" della Gibson sono la Les Paul, la SG o "diavoletto", la Flying V, la Explorer e la Firebird. Particolarmente noti sono anche alcuni modelli "hollow body" come la L-5 e la ES-175 e "semi-hollow" come la ES 335. La Gibson è nota anche per molti modelli di chitarra acustica quale le J45, la Hummingbird e altre.

Come Fender, anche Gibson ha acquisito altri marchi di chitarre. La Epiphone, ad esempio, è stata acquisita dalla Gibson negli anni sessanta proprio per limitare la concorrenza. In questi ultimi anni Epiphone fabbrica molti strumenti simili ai modelli Gibson ma in forma più economica. Si ricorda però che i Beatles hanno usato spesso modelli Epiphone che in quegli anni erano strumenti di notevole qualità. Modello di punta Epiphone è la Les Paul. Inoltre Epiphone continua a produrre modelli originali di chitarra di propria iniziativa, come la celebre Casino o la Epiphone Wilshire.

Un'altra marca molto apprezzata è la Paul Reed Smith, (abbreviata spesso in PRS), con un sound molto versatile e adatto a numerosi generi musicali (dal blues rock, fino al metal). PRS è un marchio, in fondo, nuovo sul mercato ma è riuscito ad affermarsi ed a crearsi una nicchia di mercato molto interessante. Il chitarrista messicano Carlos Santana è stato, forse, il primo grande professionista ad usare chitarre PRS e a portarle di fronte al grande pubblico.

Di notevole pregio sono anche la ESP Guitars, anch'essa produttrice di numerosi modelli, adatti soprattutto ai generi più "estremi" (Metallica, Slayer), il marchio giapponese Ibanez, che produce molti modelli di chitarre, di tutti i livelli, spesso utilizzate dai "virtuosi" o shredder (ad esempio Steve Vai, Joe Satriani, ecc.,) ma produce anche chitarre adatte a blues come ad esempio il modello George Benson.

Dean Guitars produce chitarre tradizionalmente utilizzate per il genere metal (vedi Pantera, Megadeth, Gwar, Michael Angelo Batio, Alter Bridge). Ma non solo, la Dean è nota anche per chitarre utilizzate da artisti che, seppure in ambito hard rock, hanno radici più blues (vedi ZZ Top).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Hugh Davies, The New Grove Dictionary of Music and Musicians, voce Electrophone, Oxford University Press, 2004, ISBN 978-0-19-517067-2.
  2. ^ La classificazione Hornbostel-Sachs originaria non prevedeva ancora la categorizzazione degli elettrofoni, anche se Curt Sachs usa tale termine in The History of Musical Instruments (1940). La categorizzazione degli elettrofoni è stata formalizzata in maniera accurata da Francis William Galpin nel 1937, in A Textbook of European Musical Instruments.
  3. ^ Tale indicazione, tuttavia, non tiene conto della peculiarità di questo tipo di strumento, dove l'elettronica non è una componente accessoria ma fa intrinsecamente parte dello strumento stesso partecipando in maniera imprescindibile all'emissione, non trattandosi della semplice amplificazione di un suono acustico. Quello che viene infatti trasdotto in un segnale elettrico ed amplificato non è il suono acustico, ma il campo elettromagnetico oscillante generato dalle corde vibranti. Cfr. Hugh Davies, The New Grove Dictionary of Music and Musicians, voce Electrophone, Oxford University Press, 2004, ISBN 978-0-19-517067-2.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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