La macchina del tempo (romanzo)

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La macchina del tempo
Titolo originale The Time Machine
Altri titoli Un'esplorazione del futuro
The Time Machine (1st edition).djvu
Scansione della prima edizione del 1895 (clic per consultare)
Autore Herbert George Wells
1ª ed. originale 1895
1ª ed. italiana 1902
Genere Romanzo
Sottogenere fantascienza, viaggio nel tempo
Lingua originale inglese

La macchina del tempo è un romanzo di fantascienza di Herbert George Wells pubblicato per la prima volta nel 1895.

È una delle prime storie ad aver portato nella fantascienza il concetto di viaggio nel tempo basato su un mezzo meccanico, inaugurando un intero filone narrativo che ha avuto particolare fortuna nel XX secolo.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

« Suppongo che il suicida mentre appoggia alla tempia la canna della pistola provi per ciò che succederà l'attimo seguente quello che in quel momento provai io: un sentimento di curiosità. »
(Narrazione del protagonista circa il viaggio nel tempo da lui compiuto.)

Nell'Inghilterra di fine Ottocento, un eccentrico scienziato e inventore, grande conoscitore di fisica e meccanica, racconta ai suoi più stretti amici di aver trovato il modo di viaggiare nel tempo, ma il suo racconto non viene creduto. Pochi giorni dopo, durante una cena molto importante a casa sua, il protagonista ricompare in uno stato veramente terrificante: oltre al colorito pallido e all'espressione sconvolta tutto il suo corpo è ricoperto di ferite e cicatrici e i suoi abiti sono sporchi e distrutti.

Egli racconta di aver costruito un mezzo in quarzo e avorio capace di viaggiare avanti e indietro nel tempo, ma non nello spazio, e di aver navigato lungo la corrente del tempo fino a raggiungere l'anno 802.701, periodo in cui l'umanità gli si è presentata divisa in due tronconi differenti, dei quali la prima che incontra sono gli Eloi, creature fragili, infantili, gentili e pacifiche che conducono una vita di divertimento, di distrazione e di scarsa attività intellettuale.

Tra le genti degli Eloi stringerà una particolare amicizia con la giovane Weena, che aveva precedentemente salvato dalla morte per annegamento.

Successivamente, quando scopre che la sua macchina del tempo è stata rubata, il viaggiatore nel tempo s'imbatte nei Morlocchi (Morlock nell'originale), esseri mostruosi e ripugnanti che vivono nelle viscere della terra, che escono la notte per cibarsi delle carni degli Eloi, da loro accuditi e allevati come bestie da macello.

Dopo duri scontri con i Morlocchi e grandi insistenze presso gli Eloi, l'inventore si addentra nel loro mondo sotterraneo e scopre la verità nonostante impieghi molto tempo per capire di quale "animale" è la misteriosa carne. Si reca quindi nel palazzo di porcellana verde, che scoprirà essere un museo, per cercare nuove armi per combattere i Morlocchi, ma, non trovando munizioni per i fucili in quella sala, si accontenta di un pacchetto di fiammiferi e di una leva rotta. Nella notte i Morlocchi tendono un agguato all'inventore, che ingaggia una lotta contro questi, i quali temono la luce, ma Weena perde la vita. Perso ogni interesse per quell'epoca, si addentra nella Bianca Sfinge per recuperare la sua macchina del tempo. I Morlocchi gli tendono un agguato, ma il viaggiatore riesce a sopravvivere e a riprendere la sua invenzione e a metterla in moto. Sbagliando direzione, si addentra ancor di più nel futuro e, notato un sole più grande più freddo e di colore rosso, si ferma in un'epoca dove l'umanità si è estinta e restano solo enormi crostacei e lepidotteri. Un ulteriore salto nel futuro lo porterà, durante un'eclissi, a constatare l'assenza di forme di vita (eccetto per una misteriosa forma animale simile a un pallone da foot-ball con dei tentacoli neri) in un pianeta ormai vecchio e alla fine dei suoi giorni. Infine riesce a tornare alla propria epoca d'origine.

Raccontato quanto ha visto e vissuto, il viaggiatore rimonta sul suo mezzo e riprende a vagare nel tempo, senza però fare ritorno.

« Non rimane che chiederci se un giorno ritornerà. Può darsi che si sia diretto in un'età in cui gli uomini sono ancora uomini, ma gli enigmi della nostra epoca e sui suoi penosi problemi sono risolti? »
(Epilogo del romanzo.)

Analisi sociale[modifica | modifica wikitesto]

H.G.Wells concepì l'idea di "La macchina del tempo" come un'analisi accurata della società britannica di fine Ottocento.

Si possono notare infatti le condizioni degli Eloi, i discendenti della classe dirigente di età vittoriana, uomini accuditi in veri e propri allevamenti a cui non manca nulla, e i Morlocchi, discendenti invece degli operai sfruttati della medesima epoca, che vivono ancora nelle viscere della Terra, uscendo la notte per raccogliere gli Eloi migliori da usare per nutrirsi.[senza fonte]

Questi due schieramenti sociali, per cause di vita in differenti ambienti, finiscono per distinguersi anche sul piano biologico: candidi e delicati gli Eloi, mostruosi, agili ma vulnerabili alla luce solare i Morlocchi.

Il successo[modifica | modifica wikitesto]

William Thomas Stead (1849-1912) alla guida del Pall Mall Gazette negli anni di pubblicazione dei racconti.

Già nel 1893 Wells cominciò a pubblicare circa 30 articoli, principalmente sul Pall Mall Gazette e ben presto molti redattori si proposero al futuro scrittore per offrigli un ampio spazio per la rassegna di libri e per la critica. L'anno seguente, il direttore del Pall Mall Budget Lewis Hind, suggerì a Wells di utilizzare le sue conoscenze scientifiche per scrivere dei racconti, per le quali avrebbe ricevuto un compenso di 5 ghinee per ogni storia pubblicata[1][2][3].

Un'altra grande occasione si presentò allo scrittore quando il direttore del National Observer Ernest Henley lo contattò per una serie di articoli e quando lo stesso direttore, passato al New Review, chiese a Wells di revisionare la sua idea sui viaggi nel tempo, persuadendo William Heineman a pubblicarne la storia su un libro[1][4], quella che nel 1895 sarebbe diventata la prima edizione de La macchina del tempo.

Secondo Ferdinando Ferrara[5] nella prefazione del libro Avventure di fantascienza del 1966, il grande successo letterario delle opere di Wells emerge per il grande pubblico nel 1895 con la pubblicazione di tre volumi:[6]

Fino a prima di quest'anno, che segna la nascita dello scrittore e di alcuni dei suoi romanzi più famosi e importanti, Wells si era limitato a poche opere insignificanti di carattere didattico o sperimentale. Questo enorme successo è tangibile anche dalle annotazioni sul registro delle entrate che lo scrittore aggiorna minuziosamente[5].

Nell'arco di un solo anno l'ascesa diventa sempre più rapida; i diritti dell'autore entro il 1896 gli frutteranno 50.000 £, fino ad arrivare ad un massimo di 60.000 £ nel 1932 con la pubblicazione del libro The Outline of History del 1919[5].

Wells trova subito nella critica e presso il pubblico una forte accoglienza generata da un forte entusiasmo, ad esempio il direttore del celebre Pall Mall Gazette William Thomas Stead lo elogia scrivendo di lui: «Wells è un genio»[8][7], anche altri periodici cominciarono a pubblicare articoli sullo scrittore, come il Review of Reviews che nel marzo 1895 scriverà «H. G. Wells is a man of genius.»[7][1]. Altri due maestri del romanzo tardo vittoriano si apprestano a offrire la loro ammirazione e la loro amicizia allo scrittore, Joseph Conrad e James Joyce[6][9].

Trasposizioni cinematografiche[modifica | modifica wikitesto]

Alla trama del romanzo sono direttamente ispirate due opere cinematografiche:

Vari altri film prendono ispirazione dall'opera di Wells, come il film L'uomo venuto dall'impossibile (Time After Time, 1979) di Nicholas Meyer, sviluppando però trame originali.

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

La macchina del tempo pose immediatamente il suo giovane autore al centro di una grande attenzione.

Divenuto presto immensamente popolare, il romanzo diffuse a livello internazionale la teoria quadrimensionale, che accosta il tempo alle tre grandi dimensioni dello spazio (lunghezza, larghezza e altezza), rendendo conseguentemente plausibile e veritiera la possibilità di un viaggio nel tempo, fino ad allora pura illusione, divenuta cardine della fantascienza successiva.

Fumetti[modifica | modifica wikitesto]

Nel numero 84 di Dylan Dog intitolato Zed, Dylan Dog si trova, assieme ad un medium il cui aspetto ricorda molto Christopher Lambert, in una sorta di Shangri-La extradimensionale. Entrato in un tempio, vede alcuni uomini che stanno mangiando della frutta. Quando chiede a uno di loro chi ha colto tutta quella frutta, uno di loro risponde che tutto quel cibo glielo portano i Morlock. Dylan Dog ipotizza dunque che il romanzo non sia frutto della fantasia di Wells, ma che lo scrittore abbia visto tutto con i suoi occhi.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

(parziale)

La prima edizione italiana del 1902 titolava il romanzo Un'esplorazione del futuro. Le successive edizioni hanno tutte per titolo La macchina del tempo

  • Herbert George Wells, The Time Machine, I ed., 1895.
  • Herbert George Wells, Un'esplorazione del futuro, traduzione di P[asquale] De Luca, Collezione di Romanzi Fantastici, Vallardi, 1902.
  • Herbert George Wells, La macchina del tempo, Oscar Mondadori, Mondadori, 1990, p. 105, ISBN 88-04-33751-6.
  • Herbert George Wells, La macchina del tempo, GUM, Mursia, 2010, p. 136, ISBN 978-88-425-3822-6.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) James Gunn, Centre for the study of science fiction-The man who invented tomorrow. URL consultato il 2 luglio 2012.
  2. ^ (EN) Christine Berberich, The scientific romance and Scientifiction: A Genre Forms in The Bloomsbury Introduction to Popular Fiction, London, Bloomsbury Academic, 18 dicembre 2014, p. 96, ISBN 978-1441172013. URL consultato il 25 febbraio 2015.
  3. ^ Carla Aira, Breve storia della fantascienza (PDF) su ripassiamo.iltrovalibri.eu. URL consultato il 25 febbraio 2015.
    «Sul Pall Mall Budget appaiono racconti come Il Bacillo rubato o L’isola Aepyornis e portano la firma di Herbert George Wells (1866-1946). L'autore inglese in un primo momento scrive storie sull'impatto che le nuove invenzioni hanno sull'uomo. Pubblica, per esempio, La Macchina del Tempo (1895) che appare a puntate su The New Review ed è un grande successo di critica. Nel 1897 Wells scrive L’Uomo Invisibile, L'isola del dottor Moreau, La guerra dei mondi; Tutti a bordo per Ararat; Il paese dei ciechi e L'uomo che potrebbe fare miracoli.
    I temi principali di Wells sono la preoccupante lotta contro la logica del profitto e le paure interiori dell'uomo. Le sue storie sono basate su immagini realistiche del tempo presente in modo che gli eventi che seguono possono essere facilmente accettate poi si introduce un elemento che riguarda la scienza e mette in evidenza i difetti della società in cui vive.».
  4. ^ Fabio Giovannini, Marco Minicangeli, Storia del romanzo di Fantascienza, guida per conoscere (e amare) l'altra letteratura, I ed, Castelvecchi, 1998, p. 251, ISBN 978-88-8210-062-9. URL consultato il 21 luglio 2013.
  5. ^ a b c d Fernando Ferrara, Presentazione in Avventure di fantascienza, 4ª ed., Milano, Mursia [1966], 2011, p. 619.
  6. ^ a b Paolo Morini, Oculus Enoch-Notiziario dell’Associazione Ravennate Astrofili Rheyta-Numero 31 settembre-ottobre 2011. URL consultato il 14 febbraio 2013.
  7. ^ a b c (EN) Vincent Brome, success comes swiftly in Hg Wells, Publisher: House of Stratus, 1º gennaio 2001, p. 67, ISBN 978-1842320310. URL consultato il 1º marzo 2015.
  8. ^ (EN) Josep O.Baylen, W. T. Stead and the Early Career of H. G. Wells, 1895-1911 in Huntington Library Quarterly, vol. 38, University of California Press, novembre 1974, pp. 53-79. URL consultato il 2 luglio 2012.
  9. ^ Oreste del Buono, L'uomo invisibile e altri racconti - Prefazione. URL consultato il 30 gennaio 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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