Pop (musica)
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| Pop | |
|---|---|
| Origini stilistiche | Musica popolare |
| Origini culturali | nacque in seguito allo sviluppo del mercato discografico |
| Strumenti tipici | la strumentazione varia a seconda dei generi |
| Popolarità | Musica più popolare dal XX secolo a oggi |
| Generi derivati | |
| Tutti i generi musicali non direttamente riconducibili alla musica colta e popolare[1] | |
| Categorie correlate | |
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Gruppi musicali pop · Album pop · EP pop · Singoli pop · Video e DVD pop |
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| « La nostra musica preferita oggi ci raggiunge malgrado il processo industriale; e questa è precisamente la ragione per cui la musica che più amiamo è portata a sfidare le condizioni della sua stessa esistenza. » | |
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(Simon Frith, L'industrializzazione della musica tratto da Enciclopedia della musica vol.1, 2001)
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Il termine pop music (abbreviazione di popular music, spesso ulteriormente abbreviato in pop, mentre in Italiano si usa il termine musica leggera) indica un genere musicale che raccoglie l'insieme di quelle moderne forme musicali basate sulla forma-canzone e caratterizzate da una solida struttura ritmica e melodica, una relazione sintattica convenzionale tra strofa e ritornello, e, infine, da una vocazione "generalista" al consumo di massa (ad essere, cioè, di tendenza), supportata da una produzione industriale.
La musica pop appartiene alla popular music[2], categoria che include tutti i generi e le correnti della musica moderna occidentale all'infuori della musica colta e popolare.
Indice |
[modifica] Origine del termine e rapporto con la popular music
Il termine pop nacque negli anni venti come abbreviazione di popular music e veniva usato in senso molto ampio per riferirsi all'intero corpus della musica popolare occidentale, intesa come "di gradimento generale, diffuso, popolare" ("having popular appeal")[3], ciò la poneva in contrapposizione alla tradizione colta (musica classica e musica d'avanguardia).
Con lo sviluppo in quest'ordine dell'editoria musicale, della radio, dell'industria discografica e delle logiche industriali, il termine popular music ha assunto significati autonomi rispetto alle forme musicali tradizionalmente intese come appartenenti alla "musica popolare". Sebbene, infatti, l'espressione musica popolare sia una traduzione letterale dell'inglese popular music, quest'ultima è definibile come musica fatta per la gente e, quindi, per definizione accessibile ad un numero quanto più grande è possibile di persone con l'aiuto dei mass media (quello che in Italia si indica come musica leggera), la seconda è invece musica fatta dalla gente (quella che nel mondo anglosassone è indicata come folk music) e legata a una tradizione prettamente orale, come ad esempio i canti delle mondine e i cosiddetti canti popolari.
Le correnti principali che costituiscono il macroinsieme popular music sono il pop, inteso come sottocategoria, e il rock[1]. Questa frammentazione e specificazione del senso generale dell'espressione popular music si è prodotto all'incirca alla metà del XX secolo, nel momento in cui forme di musica ritenute tradizionalmente come meno "colte" si sono impossessate di uno statuto culturale più solido: il pop si è affermato come musica di facile ascolto e di intrattenimento su larga scala, recependo il senso originario di popular appeal, mentre il rock, ereditando il portato anche sociale dell'eversione rock & roll, si è conquistata un'identità controculturale e underground.
[modifica] Storia della popular music
[modifica] Musica popolare e musica "classica"
Prima dell'ottocento le uniche correnti musicali concepite erano la musica contadina e la musica intesa oggi come "classica", poiché vi era una netta divisione sociale e culturale tra il pubblico. I compositori potevano lavorare solo su commissione della chiesa o alle dipendenze di una casa nobiliare, mentre invece le composizioni di autori dilettanti o minori si potevano tradurre nelle cosiddette variazioni e reinterpretate dai compositori famosi (es. variazioni sul tema della follia, variazioni Goldberg di Bach ecc...). Con l'ascesa della borghesia i concerti vengono aperti ad un pubblico più ampio, i compositori, per utilizzare un termine moderno, diventano dei "liberi professionisti", producendo composizioni anche per "uso domestico", nasce infatti un'editoria musicale che stampa spartiti vendibili a un'élite borghese e ne tutela il diritto di composizione ma non ancora di esecuzione; esempi di questa tendenza si possono trovare nei lied tedeschi e nelle canzonette per pianoforte di Donizetti, in queste due forme si può spesso ritrovare una struttura comune a molti brani pop moderni.
A Piedigrotta nel 1839 si svolge il primo concorso canoro. Le canzoni proposte presentano caratteristiche tipiche della musica popolare partenopea ma in una forma così strutturata da sembrare arie d'opera lirica; le canzoni più di successo vengono stampate su fogli singoli contenenti testo e melodia detti "copielle".
Contemporaneamente, negli Stati Uniti, Stephen Foster, compositore americano di ispirazione musicale europea, in particolare italiana e tedesca, mette in scena spettacoli goliardici parafrasando la musica popolare americana nello stile dei neri, adottando un'orchestra di bianchi che facevano uso di strumenti quali violini, banjo e chitarre.
[modifica] Hillbilly, Race records e Tin pan alley
Tra l'ottocento e il novecento la scena musicale si concentra nelle grandi città, a New York in particolare poiché gli editori spostano i propri uffici vicino ai teatri. L'editoria newyorkese e di conseguenza il genere di musica che viene da essa divulgata viene soprannominata tin pan alley da un noto giornalista del periodo; tra gli appartenenti a questa categoria nei primi anni si possono citare personaggi di spicco quali Cole Porter e George Gershwin, di estrazione classica ma fortemente influenzati dal nascente ragtime.
La musica tin pan alley domina i gusti degli americani, conquistando grossi successi nelle vendite, su tutti il brano After the ball (1891) di Charles K. Harris supera i cinque milioni di spartiti venduti. Nei primi del novecento il fonografo di Thomas Edison viene soppiantato dall'invenzione del grammofono da parte di Emile Berliner, in quanto il supporto utilizzato, il disco, è più resistente ai cambiamenti climatici e soprattutto è possibile farne delle copie, cosa che non era pensabile per il cilindro dell'americano; prende così piede l'industria discografica.
Nei primi decenni del nuovo secolo la categorizzazione discografica è così organizzata: tin pan alley, la musica newyorkese di successo; hillbilly, antenata della musica country, proveniente dalle campagne e di ispirazione principalmente irlandese e africana, riprende l'amalgama strumentale degli spettacoli comici di Stephen Foster; i cosiddetti "race records", la musica dei neri compredente il jazz e il blues.
[modifica] Innovazioni tecnologiche e dopoguerra
Con l'introduzione commerciale della radio (intorno agli anni venti) il copyright acquista anche il diritto di esecuzione e nascono due associazioni di editori: la ASCAP che si occupa di musica tin pan alley e la BMI che si occupa di musica nera e hillbilly. Le associazioni in sostanza richiedono un pagamento alle radio per la trasmissione dei brani, queste ultime però, salassate dalle esose richieste degli editori newyorkesi, trasmettono solo canzoni registrate dalla BMI perchè molto più economiche, tin pan alley è in declino.
L'invenzione del microfono negli anni trenta porta i cantanti a sperimentare una nuova forma di canto, fino ad allora le esibizione erano possibili solo con urli, voci molto alte e potenti o adirittura megafoni, con la nuova tecnologia invece è possibile anche "sussurrare", creare un'atmosfera più intima e confidenziale: nasce la figura del crooner; tra i maggiori esponenti troviamo Dean Martin, Frank Sinatra e Bing Crosby.
Dopo la seconda guerra mondiale le tecnologie prima utilizzate per lo spionaggio, soprattutto di provenienza tedesca, vengono utilizzate per migliorare la qualità delle registrazioni in studio.
la rivista billboard rinomina la categoria race records con rythm & blues, definita così, oltre che per utilizzare un termine politicamente corretto, anche per definire un innovativo impatto ritmico, poi accresciuto ulteriormente in seguito all'introduzione del basso elettrico (1951).
Le major del tempo sono la Columbia e la RCA, la prima nel 1948 inventa e adotta il vinile 33 giri, più adatto per le registrazioni di musica colta, la seconda preferisce usare il formato 45 giri che diventa inizialmente il preferito per i brevi singoli di popular music.
[modifica] Look e consumismo
La nascita del bebop segna anche la presa di coscienza da parte degli afroamericani della loro centralità artistica e l'evoluzione della popular in un fenomeno culturale molto più vicino alla sociologia che alla musica. Alla fine degli anni '40, i giovani di colore che ascoltano bebop ci tengono a dare una particolare immagine di sè, immagine che riflette quella degli esecutori della loro musica preferita, indossano zoot suits cioè larghi abiti trafugati dai magazzini della marina militare e vengono chiamati zooties.
Gli anni '50 segnano l'inizio del consumismo in ogni campo industriale: gli esperti di marketing e pubblicità vedono nel fenomeno dell'emancipazione giovanile terra fertile per i nuovi prodotti, e il mercato discografico non è più solo legato alla musica dell'artista ma anche alla sua immagine, grazie soprattutto all'avvento della televisione.
Nel '51 il dj statunitense Alan Freed fonda il primo programma di musica r&b, "The Moondog House". I critici sono discordanti sulla nascita del rock & roll: c'è chi dà la paternità del genere a Ike Turner con rocket 88 (1951), chi a Chuck Berry e T-Bone Walker che fanno della chitarra elettrica lo strumento principe, ma la maggior parte per convenzione fa risalire l'origine a Bill Haley & his comets con Rock Around the Clock che divenne un grande successo nel 1955. L'esplosione del rock & roll porta i media a congestionare questa nuova percezione della cultura giovanile nella figura di Elvis Presley che scandalizza l'america con le sue movenze sul palco; tra gli altri protagonisti del genere si possono citare Jerry Lee Lewis, Little Richard, Buddy Holly e Ritchie Valens, la morte di questi ultimi due in un incidente aereo nel 1959 e l'allontanamento dalle scene di Elvis per il servizio militare segna la fine del rock & roll come fenomeno musicale.
In Jamaica con Theophilus Beckford nasce lo ska.
Tra la fine del '50 e l'inizio dei '60 fa la sua apparizione nelle scene musicali e cinematografiche il primo personaggio costruito appositamente per soddisfare le richieste del pubblico dei teenager: Fabiano Anthony Forte detto Fabian.[4] Questo periodo vede il ritorno in auge della musica sullo stile dei crooner (Paul Anka, Al Martino), dei gruppi vocali (The supremes, The isley brothers) e strumentali (Shadows, Link Wray, Dick Dale, The Ventures).
[modifica] Mainstream e underground musicale
L'impressione che si può dare della storia della musica in generale e della storia del popular in particolare è comunque molto generica, sarebbe praticamente impossibile elencare e definire con precisione ogni periodo attraversato dalla musica moderna senza che si parli di mainstream che di underground musicale.[1] Infatti non è sempre facile tracciare una linea di demarcazione netta tra queste due correnti a causa di continui fraintendimenti dei termini e di accavallamenti stilistici, per esempio il termine rock inteso come "musica ribelle" e controculturale è successivo agli anni '50, poiché in questo periodo il termine pop era essenzialmente sinonimo di rock'n'roll, infatti questa musica, per quanto già allora selvaggia, all'epoca ne era l'anima commerciale.
Negli anni '60, il rock & roll è ormai superato e sostituito in popolarità dal beat, in questo periodo la musica pop diventa più internazionale che mai grazie all'attenzione mediatica mondiale riservata ai Beatles e alla diffusione delle fanzine a loro dedicate. Anche l'Italia dopo il 1955 (il primo pezzo rock and roll italiano è Coccinella di Ghigo Agosti) conosce la nuova e dilagante invasione anglosassone del beat (Corvi, Giganti, Equipe 84).
Il riff di You Really Got Me (1964) dei Kinks inventa virtualmente l'hard-rock.
Nella seconda metà dei '60 il pop conosce il bubblegum dei Monkees, Turtles e Ohio Express.
Il termine rock oggi può essere inteso sia come "musica alternativa" che come "caratteristica aggressiva", quest'ultima definizione ha dato origine alla denominazione di generi che con la cultura alternativa non centrano niente, per esempio all'ossimoro ideologico del genere pop/rock. È dunque in questo periodo, con l'intromissione del rock, che avviene la scissione semantica tra i termini pop e popular.
Se il beat inglese di metà anni '60 costituisce il lato mainstream, la musica di tendenza stimolata dai media e dall'industria discografica, in reazione al consumismo del decennio precedente e in linea con il germe anticonformista del rock & roll inizia a formarsi nella popular music anche una sottocultura che da un lato lega alla musica tematiche dal forte impatto sociale pescando dal linguaggio della musica popolare con Bob Dylan, Pete Seeger e Woody Guthrie che fanno del "messaggio" un punto di forza, da un altro lato va incontro a una ricerca tecnica e stilistica ribelle e provocatoria o più semplicemente alternativa con gruppi e artisti come Fugs, Standells (a questi due in particolare si deve lo
sviluppo dell'ideologia controculturale, dando di fatto alla luce il rock inteso come musica ribelle[5]), Stooges, 13th Floor Elevators, Frank Zappa, Captain Beefheart, Velvet Underground, Music Machine, Electric Prunes, Tim Buckley, Soft Machine, Pink Floyd, Doors, Grateful Dead, King Crimson.
Mentre Santana e Jimi Hendrix reinventano la chitarra elettrica e la figura del chitarrista, prende piede la controcultura hippie legata alla musica psichedelica, agli allucinogeni come simboli di una nuova presa di coscienza, alla protesta e alla rivoluzione sessuale, che culminerà con la cosiddetta estate dell'amore del '69.
I Led Zeppelin sono il primo gruppo il cui successo di massa non dipende dalla programmazione radiofonica e dai singoli, in più lanciano l'hard rock e definiscono l'LP come mezzo più adeguato per il rock. I Black Sabbath si impongono come antesignani del metal e delle sue future evoluzioni. Prende forma la cultura Glam, corrente che valorizza, quasi estremizzandolo, l'impatto visivo dell'artista (T. Rex e New York Dolls).
La ricercatezza tecnica proseguirà negli anni settanta con il progressive rock che troverà una sua età dell'oro anche in Italia.
In Germania con gruppi come Can, Kraftwerk, Tangerine Dream e poi in America con i Suicide si definisce la musica elettronica in senso moderno e l'hip hop diventa popolare grazie al dj jamaicano Clive Campbell. In reazione al progressive, nella metà degli anni '70 esplode e si consuma il movimento punk, originato da una estremizzazione del garage, che ritorna a fare del messaggio e del linguaggio il suo punto di forza insieme alla velocità e alla linearità delle esecuzione con gruppi come Ramones, Clash, Sex Pistols, Pop Group, Damned e Cramps, ma poche delle band citate riusciranno poi a evolvere ulteriormente il punk verso qulcosa di veramente nuovo, cosa che avverrà invece negli Stati uniti con la new wave dei Pere Ubu, Devo, Talking Heads, Television, in Inghilterra con Ultravox, Gang of Four e Joy Division, questi ultimi insieme agli Smiths contribuiranno a influenzare l'onda new romantic poi portata al grande successo da Spandau Ballet e Duran Duran.
Mammagamma (1982) degli Alan Parsons Project è il primo brano suonato interamente da un computer. Siouxsie and the Banshees fanno prendere forma al movimento dark che influenzerà gruppi come Cure e Bauhaus. Brian Eno, ex Roxy Music, porta alla luce la no wave di Lydia Lunch e Arto Lindsay, il movimento no wave viene sostenuto anche dagli australiani Birthday Party di Nick Cave.
Si può notare che questo periodo è ricchissimo di varie correnti muscali e band legate a etichette discografiche indipendenti, questo grazie a una rivoluzione auto-editoriale ("do it yourself") lanciata dal punk, questa tendenza in ambito musicale nei primi anni '80 crea molta confusione tra ciò che può essere definito pop e ciò che può essere definito rock (si veda anche la popolarità mainstream acquisita dal metal), ma la popular music conosce in definitiva le caratteristiche principali delle proprie correnti mainstream e underground, identifica cioè una corrente relativamente impopolare e ricercata che ne influenza una popolare e di tendenza con nuovi elementi tecnici, stilistici e ideologici.
[modifica] Video musicale e internet
Il video musicale può essere considerato un incentivo espressivo notevole per gli artisti (i Devo ad esempio li usano per diffondere la loro teoria della "devo-luzione"), Mtv (prima messa in onda 1981) e network simili dalla metà degli anni '80 si affermano come un ulteriore mezzo divulgativo e una grossa opportunità di acquisire visibilità e popolarità, le trasmissioni video portano anche a una suddivisione commerciale dei generi per venire incontro ai gusti di più persone, in particolare dei giovani, questo perchè appunto la tv si rivolge a un pubblico sempre più vasto e per funzionare deve poter agire su più target. Ovviamente la necessità di audience e la presenza dell'aspetto visuale porta i network a favorire un certo tipo di band o di solista piuttosto che un altro, nascono le boy band (Take That, *NSYNC) e le girl band (Spice Girls, Destiny's Child) gruppi vocali la cui immagine gioca un ruolo fondamentale, e a questo proposito estremo è il caso del produttore Frank Farian il quale lancia verso la fine degli anni '80 un gruppo di grande successo di nome Milli Vanilli, costituito in effetti da un gruppo di musicisti che lavorava nell'ombra, e un altro gruppo più fotogenico che appariva sul palco ballando e cantando in playback, quando questo si scopre si viene a creare uno scandalo, ma un caso simile si era già verificato negli anni '60 con i Monkees, i cui componenti erano gli attori protagonisti di una nota sitcom americana dell'epoca[6]. In questo periodo le major escono dalla crisi in cui si erano trovate dopo l'esplosione delle etichette indipendenti, ma negli anni '90 si trovano ad affrontare un altro fenomeno che piegherà la curva delle loro vendite discografiche.
Internet è un'altra grande innovazione per quanto riguarda la diffusione della musica, ma in modo diverso rispetto alla radio o alla televisione, infatti il fruitore diventa un ascoltatore attivo, cioè gli viene data la possibilità di venire a conoscenza di un parco molto più ampio di generi musicali e soprattutto di scegliersi la "propria" musica, perchè in internet non può esistere la logica del target mediatico, si sviluppa anche una sorta di passaparola virtuale, simile a ciò che avveniva negli anni '60, e un ritorno dell'indie, tutto questo ha portato lo sviluppo di una nuova corrente denominata new weird America e di fatto all'abolizione, o comunque all'attenuazione, della figura del divo, poichè vi è una sorta di ridistribuzione dei fans e divisione in più movimenti culturali.
Siti come Myspace e YouTube permettono a chiunque di diffondere la propria musica nel web gratuitamente, ciò ha fatto la fortuna di molte band, come ad esempio Arctic Monkeys, Cansei de Ser Sexy e Ok Go.
[modifica] Analisi dei sistemi e delle logiche del fenomeno
| Per approfondire, vedi la voce Musica leggera. |
la musica pop è difficilmente caratterizzabile da un punto di vista strettamente musicale per questo non può essere definito genere, ma è invece agevolmente indetificabile da certe convenzioni strutturali e divulgative.
Di particolare importanza per il successo del pop è il fenomeno del cosiddetto plugging[7], cioè una prassi che consiste nella continua e insistita proposizione di un brano da parte dei media, infatti il principio fondamentale del plugging è che sia sufficiente ripetere qualcosa sino a che venga accettato[7].
Al plugging può essere data anche l'accezione di "convenzione generica", anche se questa definizione trova un termine più specifico e un respiro più largo nella standardizzazione[7]. La teoria della standardizzazione è che la struttura collaudata e convenzionale di un brano pop mira a reazioni standard, mira cioè a soluzioni armoniche e ritmiche che hanno generalmente un sicuro e ben definito impatto emotivo legato al riconoscimento, il fattore del riconoscimento infatti, nell'industria musicale e non solo, svolge un ruolo importantissimo essendo una delle funzioni basilari della conoscenza umana[7], è per questi motivi che nel pop ci si ritrova ad ascoltare un linguaggio naturale legato all'orecchiabilità (easy listening[8]).
Anche i temi delle canzoni pop sono spesso standardizzati, generalmente trattano di amore romantico.
La musica pop riesce a dare spesso l'impressione dell'innovazione tramite l'adoperamento di stravaganze controllate nella misura in cui possono essere ricomposte in questo cosiddetto linguaggio naturale, infatti per essere popolarizzata una canzone deve potersi distinguere dalle altre mantenendo tuttavia l'assoluta convenzionalità di tutte le altre, fondamentalmente la nascita e l'affermazione di un certo genere o di una certa corrente musicale e culturale porta quel genere o corrente a subire un processo di popolarizzazione. Si specifica che la musica leggera è rivolta in particolare al fruitore occasionale, ad attirare l'attenzione dell'ascoltatore distratto, per questo può essere definita musica di puro intrattenimento, cioè non impegnativa, e usare l'espressione "ascolto passivo della musica" da parte del fruitore, l'"ascolto attivo" è invece presente quando vi è una ricerca musicale la quale deve essere coadiuvata dalla conoscenza a prescindere dalla piacevolezza, solo in quest'ultimo caso può essere definito un proprio "gusto musicale"[9][7][10].
Tipico dell'industria musicale è anche il fenomeno dell'imitazione, fondamentalmente un'operazione commerciale che punta a ricalcare il successo di un certo brano o di un certo artista, questo fenomeno porta all'esplosione delle mode e delle tendenze, si pensi ad esempio alla moltitudine di gruppi beat degli anni '60 che ricalcavano il fenomeno Beatles. Infatti capita spesso che i produttori discografici siano i veri registi delle tendenze musicali e abbiano un'ampia influenza sul prodotto finito dei loro artisti (molti dei quali appaiono nel firmamento delle classifiche di vendita per una sola stagione, rapidamente sostituiti da volti nuovi), questo perchè l'industria musicale è legata al mercato discografico e il mercato alla pubblicità, quindi qualunque artista famoso è tale perchè, o per merito suo o per merito di altri, si è saputo proporre al pubblico nel modo giusto.
[modifica] Note
- ^ a b c d Lucio Spaziante, Sociosemiotica del pop, Carocci editore, 2007.
- ^ Nota del curatore Marco Santoro nella traduzione italiana di Sulla popular music di Adorno
- ^ Definizione da etymonline.com
- ^ Gianluca Testani e Mauro Eufrosini, Enciclopedia del rock vol.4
- ^ Storia del rock
- ^ Nicholas Cook, Music. A Very Short Introduction, Oxford Univerty Press Inc, New York, 1998
- ^ a b c d e Theodor W. Adorno, Sulla popular music a cura di Marco Santoro, Armando editore, 2004
- ^ il termine easy listening, letteralmente "di facile ascolto", può riferirsi sia a una caratteristica della musica leggera come in questo caso sia a un genere strumentale
- ^ criteri di giudizio critico
- ^ Nicholas Cook, Musica. una breve introduzione, 1998
[modifica] Bibliografia cronologica
- Simon Frith, La sociologia del rock, Feltrinelli, Milano, 1982
- Chiara Santoianni, Popular music e comunicazioni di massa. Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sulla musica 'dei giovani'[1], Napoli: Edizioni Scientifiche Italiane, 1993
- Nicholas Cook, Music. A Very Short Introduction, Oxford Univerty Press Inc, New York, 1998
- Jean-Jacques Nattiez, Enciclopedia della musica - Volume I: il Novecento, Einaudi editore, 2001.
- Theodor W. Adorno, Sulla popular music a cura di Marco Santoro, Armando editore, 2004.
- Lucio Spaziante, Sociosemiotica del pop, Carocci editore, 2007.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
IASPM - associazione internazionale per lo studio della popular music

