Easy listening

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Easy listening
Origini stilistiche musica orchestrale, jazz
Origini culturali
Strumenti tipici
Popolarità
Sottogeneri
lounge music, ambient music, exotica, space age music
Generi derivati
chillout
Generi correlati
Schlager
Categorie correlate

Gruppi musicali easy listening · Musicisti easy listening · Album easy listening · EP easy listening · Singoli easy listening · Album video easy listening

L'easy listening è genere musicale principalmente strumentale[1], emerso negli anni cinquanta come evoluzione della musica delle grandi orchestre e correlato con la musica MOR (middle-of-the-road) trasmessa dalle radio AM degli Stati Uniti. Comprende i sottogeneri exotica, beautiful music, light music, lounge music, ambient music e space age pop.[2] Il sottogenere della musica lounge comprende influenze musicali strumentali provenienti da soft rock, modern electronica (con influenze dal chillout, nu-jazz e downtempo), mentre i suoi temi rimangono focalizzati su elementi culturali dalle tematiche retro-space-age.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

L'easy listening è stato un importante format radiofonico principalmente strumentale delle stazioni radiofoniche statunitensi tra gli anni sessanta e ottanta. I termini lounge music, beautiful music, il termine usato spesso con accezione denigratoria Muzak, doctor's office e elevator music (o "musica da ascensori"), sono altri termini utilizzati comunemente per il format e lo stile della musica che la caratterizzano. Beautiful music può anche essere considerato come un sottoinsieme del format radio middle of the road.

Il genere easy listening è assai ampio e può comprendere arrangiamenti strumentali di musica pop, composta per essere diffusa in centri commerciali, supermercati, grandi magazzini, segreterie telefoniche, navi da crociera, aeroporti, sale d'aspetto di studi medici, ascensori. Il termine è utilizzato come generico (e spesso dispregiativo) termine per ogni forma di easy listening, smooth jazz e musica middle of the road, o per etichettare le registrazioni un tempo comunemente definite come adult contemporary music dalle stazioni radio.

La easy listening destinata ai centri commerciali e agli ascensori è tipicamente improntata su di una melodia molto semplice, così che possa essere trasmessa in loop in modo discreto. È stato riscontrato che, nei centri commerciali, la "musica da ascensore" di un certo tipo dei determinati effetti psicologici: la musica più lenta e rilassante tende infatti a rilassare gli acquirenti, così da farli sentire più a loro agio e a rimanere più a lungo all'interno del complesso.[senza fonte]

La maggior parte dell'easy listening è puramente strumentale (cioè priva di parti vocali principali, anche quando possano esserci parti vocali minori, cori o vocalizzi). Qualche volta questo genere di musica può essere usato come colonna sonora di film o sigla di trasmissioni televisive, anche se spesso tale genere viene prodotto indipendentemente, cioè non legato ad un altro tipo di intrattenimento. Questo genere di produzioni strumentali possono venir eseguite da orchestre o arrangiate per piccole orchestre e strumenti molto simili a quelli utilizzati nel jazz o persino nel rock and roll, quali ad esempio l'Hammond, il Moog o la chitarra elettrica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo tipo di musica lounge apparve durante gli anni venti e trenta, anche conosciuta come light music. Contemporaneamente il termine lounge music indicava anche il tipo di musica suonata negli alberghi (nel lounge, da cui deriva il suo nome, cioè la hall o in certi casi il bar), i casinò e i piano bar.

Il nome easy listening è stato coniato nel 1965 da Claude Hall, direttore della rivista Billboard, per descrivere il tipo di sonorità trasmesse dalla stazione radiofonica WPIX-FM. L'emittente divenne rapidamente la stazione radio FM più ascoltata dell'area di New York, tra le prime cinque stazioni radio in assoluto, tanto AM quanto FM, dal 1964 al 1968. La musica stessa era già comune prima che il nome venisse creato ed era il form più popolare assieme ai cantanti pop, prima dell'avvento del rock 'n' roll.

L'originale format radiofonico Easy Listening venne successivamente emulato da molti programmi in syndication e divenne il più popolare format in tutte le radio FM nazionali. Più tardi il format divenne noto come adult contemporary, segnando la fine del contenuto strumentale del format. Nei tardi anni novanta, un tentativo di riportare in vita l'originale format non ha avuto successo a causa di problemi con la distribuzione. Questo format radiofonico rimane uno dei più popolari di tutti i tempi.

All'inizio venivano trasmesse selezioni musicali soft e discrete, in una programmazione ben strutturata con poche interruzioni pubblicitarie. Veniva così sfruttata come musica di sottofondo in molti esercizi commerciali, con messaggi pubblicitari costituiti esclusivamente da annunci indirizzati agli acquirenti già presenti nei negozi. Questa pratica era conosciuta come storecasting ed era molto comune nelle radio FM degli anni quaranta e cinquanta.

Popolarità[modifica | modifica wikitesto]

Le riviste Billboard e Record World hanno dato rilievo a singoli di musica leggera in classifiche indipendenti. Generalmente oltre la quarantesima posizione, sono state trasmesse in stazioni come la WNEW di New York, la WWEZ di Cincinnati e la KMPC di Los Angeles. Record World ha iniziato a inserire i dischi in classifica il 29 gennaio 1967, terminando nei tardi anni settanta. Le classifiche easy listening di Billboard sono state trasformate nelle classifiche adult contemporary nel 1979 e continuano a tutt'oggi.

Il genere beautiful music è un sottofilone della musica easy listening fin da quando, come format radiofonico, ha avuto un rigido standard di strumentazione. Ad esempio pochi o per niente sassofoni e restrizioni su come i vari pezzi vocali poteva essere suonati in un'ora. Il format radiofonico easy listening è stato in seguito generalmente, ma non completamente, sostituito dal format soft adult contemporary.[3]

Cantanti easy listening[modifica | modifica wikitesto]

I cantanti easy listening/lounge hanno una lunga storia alle spalle, che parte fin dai primi decenni del XX secolo. Il genere può infatti annoverare cantanti quali ad esempio Frank Sinatra, Barbra Streisand, Tony Bennett, Dionne Warwick, Bill Kenny, Astrud Gilberto, Matt Monro e molti altri. Il termine un po' derisorio lounge lizard ("lucertola da lounge") è stato coniato allora e cantanti meno noti sono stati spesso canzonati quali dinosauri di epoche passate[4] e parodiati per la loro melliflua esecuzione dei classici del genere[5]. In ogni caso, questi cantanti lounge, anche se si esibivano in alberghi o cocktail bar, erano abitualmente accompagnati da almeno uno o due musicisti, e le loro cover favorite, canzoni composte da altri appartenenti soprattutto alla musica tradizionale, molte delle quali derivavano dai giorni di Tin Pan Alley.

Artisti easy listening[modifica | modifica wikitesto]

Orchestre e direttori[modifica | modifica wikitesto]

Pianisti[modifica | modifica wikitesto]

Chitarristi[modifica | modifica wikitesto]

Altri strumentisti[modifica | modifica wikitesto]

Gruppi vocali[modifica | modifica wikitesto]

Cantanti principalmente easy listening[modifica | modifica wikitesto]

Cantanti occasionalmente easy listening[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Explore: Easy Listening | AllMusic
  2. ^ (EN) Melissa Ursula Dawn Goldsmith, "Lounge Caravan: A Selective Discography," Notes 61, no. 4 (2005): 1060. Disponibile nel Project Muse
  3. ^ (EN) Radio Station Format Guide
  4. ^ (EN) American Notes LAS VEGAS--- Stop the Music! in Time, 21 agosto 1989.
  5. ^ (EN) Sean Elder, Bill Murray, Salon.com. URL consultato il 18 gennaio 2008.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Joseph Lanza Elevator Music: a Surreal History of Muzak, Easy-Listening, and Other Moodsong, St. Martin's, New York, 1994. ISBN 0-312-10540-1.
  • Francesco Gazzara Lounge music. Il blues dell'uomo bianco, Castelvecchi, 1999. ISBN 88-8210-140-1
  • Francesco Adinolfi Mondo Exotica. Suoni, visioni e manie della Generazione Cocktail, Einaudi, 2000. ISBN 88-06-15536-9

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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