Era spaziale

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L'era spaziale è un periodo della storia contemporanea che muove i suoi passi dall'esplorazione spaziale e dagli sviluppi culturali e tecnologici che seguirono la corsa allo spazio dopo la metà degli anni cinquanta del Novecento.

La data di inizio convenzionale dell'era spaziale è il 4 ottobre 1957, con il lancio del satellite Sputnik 1 ad opera dell'URSS. Il successo sovietico stimolò la nascita di una competizione con gli Stati Uniti d'America nel campo dell'astronautica [1].

Da allora la partecipazione alle attività spaziali si è allargata a numerose altre nazioni e si è aperta ad interessi di tipo commerciale [2]. Nei primi anni del XXI secolo un importante aiuto per stimolare l'esplorazione spaziale a scopi commerciali è stato fornito grazie al cosiddetto Ansari X Prize. [3]

Il primo satellite artificiale[modifica | modifica wikitesto]

Il lancio dello Sputnik 1 segna l'inizio dell'era spaziale.

Il primo satellite artificiale mandato in orbita intorno alla terra fu lo Sputnik 1 a opera dell'URSS [4][5].

Il programma per realizzare lo Sputnik (in russo "compagno di viaggio") era cominciato subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale, quando l'Armata Rossa era venuta in possesso della tecnologia con cui i tedeschi avevano realizzato i razzi v2 .La preparazione fu tenuta segreta fino all'ottobre del 1957, anno in cui si celebravano i quarant'anni della rivoluzione sovietica, per lanciare un forte messaggio di superiorità tecnica e tecnologica all'Occidente e all'America in particolare. Il successo della prima operazione spaziale dell'URSS ebbe un forte impatto mediatico nel mondo. Era il periodo della guerra fredda tra USA e URSS lo sviluppo scientifico-bellico era molto importante per la misurazione della forza delle nazioni. [1] [6]

Lo Sputnik 2 e Laika[modifica | modifica wikitesto]

Lo Sputnik 2 fu il secondo satellite artificiale mandato in orbita dai sovietici [7] . Il satellite venne lanciato il 3 novembre 1957, a un mese di distanza dallo Sputnik 1. Lo Sputnik 2 fu la prima sonda con a bordo un essere vivente mai mandato nello spazio [8]. Il nome della cagnolina era Kudrjavka (divenne tuttavia erroneamente denominata Laika per un errore di traduzione. Laika era una bastardina di razza Husky, in russo Husky si dice proprio Laika ma per un errore di traduzione Laika fu considerato il suo nome di battesimo. [9]

La sonda era munita di strumenti di monitorazione per studiare le reazioni dell'organismo dell'animale, che rimase in orbita per circa sette giorni, poi la morte dell'animale fu accelerata da una dose di veleno nascosta nel cibo, dato che la tecnologia di quel periodo non consentiva un ritorno sicuro sulla terra.

Un francobollo che rappresenta la cagnolina Laika e lo Sputnik 2
Un francobollo che rappresenta la cagnolina Laika e lo Sputnik 2

La risposta USA[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Corsa allo spazio.

Un anno dopo il lancio dello Sputnik 1, il 1º ottobre 1958 in risposta al programma spaziale sovietico fu creata la NASA (National Aereonautics and Space Administration), l'agenzia governativa civile responsabile del programma spaziale degli Stati Uniti d'America e della ricerca aerospaziale [10] . La NASA andò a sostituire la NACA (National Advisory Committee for Aereonautics) e la tecnologia si spostò da quella tradizionale relativa agli aerei alle nuove tecnologie spaziali.

Il primo compito della NASA fu quello di avviare un programma per l'esplorazione umana dello spazio. Il Progetto Mercury [11]fu avviato nel 1958 con lo scopo di stabilire se l'uomo poteva viaggiare nello spazio. Il 12 aprile 1961 i sovietici ottennero un altro grande risultato lanciando in orbita il primo essere umano nella storia , l'astronauta Yuri Gagarin.[12] Il 5 maggio 1961 l'astronauta Alan Shepard fu il primo americano nello spazio, ai comandi della capsula Mercury 3 lanciata in un volo suborbitale durato 15 minuti. Fu invece John Glenn il primo americano a compiere un'orbita attorno alla Terra il 20 febbraio 1962, durante la missione Mercury 6.

Kennedy e la corsa per la luna[modifica | modifica wikitesto]

(INGLESE)

« We choose to go to the moon. We choose to go to the moon in this decade and do the other things, not because they are easy, but because they are hard, because that goal will serve to organize and measure the best of our energies and skills, because that challenge is one that we are willing to accept, one we are unwilling to postpone, and one which we intend to win, and the others, too. »

(ITALIANO)

« Abbiamo deciso di andare sulla luna. Abbiamo deciso di andare sulla luna in questo decennio e di impegnarci anche in altre imprese, non perché sono semplici, ma perché sono ardite, perché questo obiettivo ci permetterà di organizzare e di mettere alla prova il meglio delle nostre energie e delle nostre capacità, perché accettiamo di buon grado questa sfida, non abbiamo intenzione di rimandarla e siamo determinati a vincerla, insieme a tutte le altre. »

(John F. Kennedy)

Il 25 maggio 1961, davanti al Congresso degli Stati Uniti il presidente John Fitzgerald Kennedy lanciò la sua sfida ai sovietici [13]. Il messaggio colse di sorpresa tutti, anche la NASA stessa. Kennedy promise che entro la fine del decennio gli Stati Uniti avrebbero fatto atterrare un uomo sulla Luna e che sarebbe tornato sano e salvo sulla Terra. L'obbiettivo venne raggiunto solo nel 1969 ma il presidente non vide mai il successo della missione in quanto fu assassinato il 22 novembre del 1963 a Dallas, in Texas.

Il programma spaziale, chiamato Programma Apollo fu concepito durante la presidenza di Dwight D. Eisenhower ma venne messo davvero in pratica solo dopo la dichiarazione di John Kennedy al congresso.

Questo obiettivo fu raggiunto durante la missione Apollo 11 [14]quando, il 20 luglio 1969, gli i due astronauti Neil ArmstrongBuzz Aldrin sbarcarono sulla Luna, mentre Michael Collins (astronauta) rimase in orbita lunare. Apollo 11 fu seguita da ulteriori sei missioni, l'ultima nel dicembre 1972, che portarono un totale di dodici uomini a camminare sul nostro "satellite naturale". 

Il  programma Apollo si svolse tra il 1961 e il 1975 e fu il terzo programma spaziale di voli umani (dopo Mercury e Gemini) sviluppato dalla NASA. Il programma utilizzò Navicella spaziale Apollo e il vettore Saturn, successivamente utilizzati anche per il programma Skylab [15] e per la missione congiunta americana-sovietica Apollo-Soyuz [16] .

L'era del programma Apollo si concluse in anticipo rispetto alle previsioni a causa dei costi del programma divenuti insostenibili. Si erano spesi oltre 135 miliardi di dollari.[17]

Gli Stati Uniti uscirono vincitori dalla grande sfida di mandare il primo uomo sulla Luna. I sovietici infatti, a causa della fretta, della burocrazia e della limitatezza economica non riuscirono mai a mandare nessun cosmonauta sovietico sulla Luna.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Programma Apollo.

Il trattato sullo spazio extra-atmosferico[modifica | modifica wikitesto]

Il Trattato sullo spazio extra-atmosferico (Outer Space Treaty) è il trattato internazionale che costituisce la struttura giuridica di base del diritto internazionale aerospaziale [18].

Il Trattato è stato stipulato inizialmente tra Stati Uniti, Regno Unito e Unione Sovietica (i tre governi depositari) il 27 gennaio 1967, ed è poi entrato in vigore il 10 ottobre 1967.

Le norme del trattato pongono il divieto agli stati firmatari di collocare armi nucleari od ogni altro genere di armi di distruzione di massa nell'orbita terrestre, sulla Luna o su altri corpi celesti o di stazionarli nello spazio extra-atmosferico.

Altre norme del trattato limitano l'utilizzo della Luna e degli altri corpi celesti esclusivamente per scopi pacifici e ne proibisce invece espressamente l'uso per effettuare test su armi di qualunque genere, condurre manovre militari, o stabilire basi militari, installazioni o fortificazioni.

Il Trattato inoltre proibisce espressamente agli stati firmatari di rivendicare risorse nello spazio, quali pianeti, satelliti o altri corpi celesti.

Il periodo attuale e le collaborazioni[modifica | modifica wikitesto]

Stazione spaziale internazionale, marzo 2009
Stazione spaziale internazionale, marzo 2009

A partire dagli anni novanta, il termine utilizzato per riferirsi alla contemporaneità è Era dell'Informazione, giacché l'esplorazione spaziale e le tecnologie connesse sono ormai diventate parte integrante della nostra vita.

Oggigiorno numerose nazioni possiedono programmi spaziali, vi sono centinaia di satelliti in orbita e molti stati che non l'avevano mai fatto prima stanno progettando l'invio di esseri umani nello spazio.

Con la Caduta del muro e la fine della Guerra fredda si sviluppò l'idea di creare una Stazione Spaziale Internazionale che vedeva la partecipazione di Russia, Stati Uniti e altri 14 paesi, tra cui l'Italia. Nel 1998, dopo anni di ritardi, la costruzione in orbita iniziò con il lancio del primo elemento. Un modulo russo chiamato Zarya ("Alba" in russo). A Zarya fu poi collegato il modulo Unity, portato in orbita dalla navetta Endeavour un paio di settimane dopo. Un terzo modulo venne lanciato nel luglio del 200, con un razzo Proton.

Venne così creato il primo nucleo funzionale della base orbitante; la stazione diventò quindi abitabile in modo permanente. Attualmente la stazione spaziale viene usata principalmente come laboratorio di ricerca scientifica con il vantaggio di poter condurre esperimenti con condizioni in assenza di peso.[19] [20]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (IT) Umberto Guidoni, Dallo Sputnik allo Shuttle:, Sellario, 2009, ISBN 8838923442.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]



  1. ^ a b Discussion at the 339th Meeting of the National Security Council, Thursday, October 10, 1957.
  2. ^ Sang-Myon Rhee Seoul National University, Delimitation and Commercial Use of Outer Space in http://www.unoosa.org/pdf/pres/lsc2011/symp05.pdf.
  3. ^ ansari x prize.
  4. ^ sputnik 1.
  5. ^ Roger D. Launius, Sputnik and the Origins of the Space Age.
  6. ^ Draft Statements on the Soviet Satellite, October 5, 1957.
  7. ^ Space Dog Lives in Daily Express, Daily Mail.
  8. ^ sputnik 2.
  9. ^ Vladimir Isachenkov, Associated Press Writer, Russia opens monument to space dog Laika in http://usatoday30.usatoday.com/news/world/2008-04-11-177105809_x.htm.
  10. ^ NASA, sito ufficiale NASA.
  11. ^ Alexander, C. C.; Grimwood, J. M.; Swenson, This New Ocean: a History of Project Mercury, 1966.
  12. ^ The decision to go to the Moon..., NASA. URL consultato il 21 settembre 2011.
  13. ^ Man on the Moon: Kennedy speech ignited the dream in CNN, 25 maggio 2001.
  14. ^ Apollo 11 space report in http://history.nasa.gov/alsj/a11/A11_MissionReport.pdf.
  15. ^ Skylab Space Station.
  16. ^ Edward Ezell and Linda Ezell, The Partnership: A History of the Apollo-Soyuz Test Project, Washington, D.C., NASA, 1978.
  17. ^ Umberto Guidoni, Dallo Sputnik allo Shuttle, Sellario, pp. 41.
  18. ^ Treaty on Principles Governing the Activities of States in the Exploration and Use of Outer Space, including the Moon and Other Celestial Bodies.
  19. ^ NASA, Benefits of ISS Research.
  20. ^ NASA, Nations Around the World Mark 10th Anniversary of International Space Station.