Jurij Gagarin

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Jurij Gagarin
Gagarin in Sweden.jpg
Cosmonauta
Nazionalità URSS Unione Sovietica
Status Deceduto
Data di nascita 9 marzo, 1934
Data di morte 27 marzo, 1968
Altre attività Pilota collaudatore
Tempo nello spazio 1h, 48m
Missioni

Jurij Alekseevič Gagarin (rus. Юрий Алексеевич Гагарин; Klušino, 9 marzo 1934Kiržač, 27 marzo 1968) è stato un cosmonauta e aviatore sovietico, primo uomo a volare nello spazio portando con successo a termine la propria missione il 12 aprile 1961.

Firma di Gagarin

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La sua casa natale a Klušino, oggi museo
La capsula che ospitò Gagarin
Simbolo missione Vostok 1
Il viale dei Cosmonauti nei pressi del monumento omonimo a Mosca (in primo piano Jurij Gagarin e Valentina Tereškova)

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Klušino (un villaggio nell'Oblast' di Smolensk, nell'allora Unione Sovietica) il 9 marzo 1934, da padre falegname e madre contadina, crebbe in una di quelle collettività aziendali che erano sorte in Russia sul finire della rivoluzione del 1917 e si distinse a scuola per spiccate capacità nelle materie scientifiche. Tuttavia, fu costretto a interrompere gli studi a causa dell'invasione tedesca (iniziatasi il 22 giugno 1941), per riprenderli dopo la guerra: frequentò l'istituto tecnico industriale di Saratov e conseguì il diploma di metalmeccanico. Fu durante i suoi studi che Gagarin cominciò a interessarsi al volo.

Il volo, la sua vita[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1955 si iscrisse a un aeroclub, dove sperimentò il primo volo della sua vita su uno Yak-18. Questa passione lo portò a iscriversi a una scuola di aeronautica, dove si distinse per il suo talento. Nello stesso anno entrò a far parte dell'aviazione sovietica; si diplomò con grande profitto nel 1957 presso l'Accademia Aeronautica Sovietica di Orenburg. Fu proprio nel 1957 che l'URSS lanciò nello spazio lo Sputnik 1 e si gettarono le basi per i primi voli spaziali con esseri umani a bordo.

Nello stesso 1957 Gagarin scelse di frequentare scuole specializzate in aviazione in Ucraina. Anche qui le sue doti apparvero subito fuori dal comune, tanto da guadagnarsi la stima e la fiducia dei suoi superiori, che gli consentirono di collaudare sofisticate apparecchiature di volo e di approntare test altamente specializzati. La sua passione per il volo lo portò a essere scelto nel 1959, insieme ad alcuni colleghi, per l'addestramento con l'obiettivo di diventare cosmonauta.

Gagarin nello spazio[modifica | modifica wikitesto]

« Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini. »
(Jurij Gagarin[1])

Selezionato per la missione[modifica | modifica wikitesto]

Gagarin, dopo il soggiorno ucraino, si trasferì a Zvëzdnyj Gorodok insieme ad altri venti candidati, per superare nuovi test attitudinali, al termine dei quali venne scelto per affrontare il primo volo orbitale con un essere umano a bordo. Come suo eventuale sostituto fu scelto il cosmonauta German Titov[2], che andò nello spazio qualche mese dopo.

Orbita storica[modifica | modifica wikitesto]

Il volo dell'allora maggiore Jurij Gagarin cominciò il 12 aprile 1961, alle ore 9:07 di Mosca, all'interno della navicella Vostok 1 (Oriente 1), del peso di 4,7 tonnellate: egli pronunciò la celebre espressione - поехали! (pojechali - "andiamo!") al decollo per il volo spaziale. Compì un'intera orbita ellittica attorno alla Terra, raggiungendo un'altitudine massima (apogeo) di 302 km e una minima (perigeo) di 175 km, viaggiando a una velocità di 27.400 km/h. Per tale missione Gagarin aveva scelto il soprannome Кедр "Kedr" ("cedro"), usato durante il collegamento via radio.

Quel pianeta blu[modifica | modifica wikitesto]

Durante il volo, guardando dalla navicella ciò che nessuno aveva mai visto prima, comunicò alla base che "la Terra è blu [...] Che meraviglia. È incredibile"[3]. Dopo 88 minuti di volo intorno al nostro pianeta, senza avere il controllo della navicella spaziale, guidato da un computer controllato dalla base, la capsula frenò la sua corsa accendendo i retrorazzi, in modo da consentire il rientro nell'atmosfera terrestre. Il volo terminò alle 10:20 ora di Mosca, in un campo a sud della città di Engels (oblast di Saratov),[4] più a ovest rispetto al sito pianificato di rientro. Gagarin venne espulso dall'abitacolo e paracadutato a terra. Nei resoconti ufficiali si affermò che era invece atterrato all'interno della capsula, per conformarsi alle regole internazionali sui primati di quota raggiunta in volo.

Eroe nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Migliaia di russi lo attendevano al suo ritorno e la sua impresa ebbe una grande eco in tutto il mondo. Gagarin dimostrò che l'uomo era in grado di volare oltre le previsioni, diventando a soli 27 anni il primo uomo della storia a orbitare intorno alla Terra e a osservarla dallo spazio. Venne decorato da Nikita Khruščёv con l'Ordine di Lenin, la massima onorificenza sovietica, diventando Eroe dell'Unione Sovietica.

In seguito Gagarin collaborò alla preparazione di altre missioni spaziali, come quella della Vostok 6, che nel 1963 portò Valentina Vladimirovna Tereškova nello spazio (prima donna in assoluto a compiere una tale missione). Inoltre, partecipò allo sviluppo della nuova navicella spaziale Sojuz.

Dopo il primo storico volo[modifica | modifica wikitesto]

Gagarin dopo il suo celeberrimo volo riuscì a farsi nominare, nel 1967, sostituto cosmonauta della discussa navicella spaziale Sojuz 1 che venne ribattezzata "tomba volante" ed era stata criticata dai più a causa degli evidenti errori commessi nella costruzione della stessa.[5] In quella missione morì poi in circostanze drammatiche Vladimir Komarov. Da lì in poi Gagarin ritornò a pilotare gli aerei che aveva usato prima di entrare a fare parte del progetto spaziale, i MiG.

Molte fonti occidentali riportano che per diversi anni fu presidente della federazione russa di Rugby.[senza fonte] In realtà la federazione fu fondata e presieduta, fino al crollo dell'URSS, dal suo grande amico, il pilota collaudatore Vladimir Sergeevič Il'jušin, anche perché la federazione fu fondata solo nel 1967.[6] Corrisponde invece a verità che Gagarin era un grande appassionato sia di rugby sia di hockey.

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Gagarin morì il 27 marzo 1968, sette anni dopo la sua grande impresa, a bordo di un piccolo caccia MiG-15UTI, schiantatosi al suolo nelle vicinanze della città di Kiržač. Probabilmente l'aereo di Gagarin entrò nella scia di una formazione di tre Sukhoi Su-15. L'improvvisa turbolenza causata dai tre grossi caccia, ben più grandi e potenti del MiG-15 da lui pilotato, potrebbe aver fatto perdere a Gagarin il controllo del velivolo. Altre ipotesi teorizzano la collisione al suolo avvenuta a seguito della manovra fatta per evitare un altro caccia che non doveva trovarsi in quella zona.[7] Sposato e padre di due bambine, al momento della morte Gagarin era in procinto di partire per una nuova missione nello spazio; lo storico volo del 1961 sarebbe invece rimasto il suo unico viaggio in orbita. Le sue ceneri sono state poste presso il Muro del Cremlino, a Mosca.

Convinzioni religiose[modifica | modifica wikitesto]

A Gagarin è stata attribuita da alcune fonti la celebre frase "Non vedo nessun Dio quassù".[8] L'attribuzione della frase in realtà è controversa, non esiste alcuna registrazione delle comunicazioni che la riporti[9] e potrebbe essere stata frutto della propaganda antireligiosa sovietica.[10] [11]

In un'intervista rilasciata all'agenzia Interfax nel 2006[12] l'amico e collega di Gagarin, il colonnello Valentin Vasil'evich Petrov, docente presso l'accademia aeronautica militare intitolata allo stesso Gagarin, ha affermato che Jurij era battezzato nella chiesa ortodossa e credente[13] e che ebbe varie testimonianze dirette di questa sua sensibilità verso il divino. Il colonnello è convinto che fu in realtà Nikita Krushchev a coniare la famosa frase sulla non presenza di Dio nello spazio; Petrov ricorda che il Primo segretario del PCUS in una sessione plenaria del Comitato Centrale che affrontava la questione della propaganda antireligiosa dichiarò: "Perché state aggrappati a Dio? Gagarin ha volato nello spazio e non ha visto Dio".[12][14] Il cosmonauta Aleksej Archipovič Leonov (il primo uomo a lasciare la sua capsula spaziale per rimanere sospeso nello spazio), compagno e amico di Gagarin, intervistato dalla rivista Foma (n. 4 del 2006)[15] ha riferito che Gagarin poco prima del suo volo volle battezzare la figlia Yelena e ha descritto come la famiglia Gagarin, malgrado i divieti, celebrasse ogni anno il Natale e la Pasqua, oltre a possedere in casa icone e immagini religiose proibite nella Russia sovietica.

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

onorificenze sovietiche[modifica | modifica wikitesto]

Eroe dell'Unione Sovietica - nastrino per uniforme ordinaria Eroe dell'Unione Sovietica
— 14 aprile 1961
Ordine di Lenin - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Lenin
— 14 aprile 1961
Pilota-Cosmonauta dell'Unione Sovietica - nastrino per uniforme ordinaria Pilota-Cosmonauta dell'Unione Sovietica
— 27 giugno 1961
Medaglia per il giubileo dei 50 anni delle forze armate dell'Unione Sovietica - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per il giubileo dei 50 anni delle forze armate dell'Unione Sovietica
Medaglia per il giubileo dei 20 anni della vittoria della grande guerra patriottica del 1941-1945 - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per il giubileo dei 20 anni della vittoria della grande guerra patriottica del 1941-1945
— 9 maggio 1965
Medaglia per lo sviluppo delle terre vergini - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per lo sviluppo delle terre vergini
— 12 aprile 1961
Medaglia per il giubileo dei 40 anni delle forze armate dell'Unione Sovietica - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per il giubileo dei 40 anni delle forze armate dell'Unione Sovietica
— 1958
Medaglia per il giubileo dei 50 anni delle forze armate dell'Unione Sovietica - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per il giubileo dei 50 anni delle forze armate dell'Unione Sovietica
— gennaio 1968
Medaglia per servizio impeccabile di III Classe - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per servizio impeccabile di III Classe
— marzo 1966
Maestro onorario dello sport - nastrino per uniforme ordinaria Maestro onorario dello sport
«Come ricompensa per un viaggio nello spazio»
— 1961

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gran Croce dell'Ordine al Merito dell'Aviazione Militare (Brasile) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine al Merito dell'Aviazione Militare (Brasile)
— 2 agosto 1961
Eroe del Lavoro Socialista di Bulgaria (Bulgaria) - nastrino per uniforme ordinaria Eroe del Lavoro Socialista di Bulgaria (Bulgaria)
— 24 maggio 1961
Ordine di Georgi Dimitrov (Bulgaria) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Georgi Dimitrov (Bulgaria)
— 24 maggio 1961
Eroe del Lavoro Socialista della Cecoslovacchia (Cecoslovacchia) - nastrino per uniforme ordinaria Eroe del Lavoro Socialista della Cecoslovacchia (Cecoslovacchia)
— 28 aprile 1961
Ordine di Klement Gottwald (Cecoslovacchia) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Klement Gottwald (Cecoslovacchia)
— 28 aprile 1961
Ordine Nazionale della Baia dei Porci (Cuba) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine Nazionale della Baia dei Porci (Cuba)
— 18 luglio 1961
Gran Cordone dell'Ordine del Nilo (Egitto) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine del Nilo (Egitto)
— 31 gennaio 1962
Cavaliere di II Classe dell'Ordine della Stella della Repubblica (Indonesia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di II Classe dell'Ordine della Stella della Repubblica (Indonesia)
— 10 giugno 1961
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Stella d'Africa (Liberia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Stella d'Africa (Liberia)
— 6 febbraio 1962
Ordine della Croce di Grunwald di I Classe (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Croce di Grunwald di I Classe (Polonia)
— 20 giugno 1961
Ordine di Karl Marx (Repubblica Democratica Tedesca) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Karl Marx (Repubblica Democratica Tedesca)
— 22 ottobre 1963
Ordine della Bandiera ungherese con diamanti (Ungheria) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Bandiera ungherese con diamanti (Ungheria)
— 21 agosto 1961
Eroe del Lavoro Socialista del Vietnam (Vietnam) - nastrino per uniforme ordinaria Eroe del Lavoro Socialista del Vietnam (Vietnam)
— 28 aprile 1962

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Roberto Vittori, Io, nel guscio della Soyuz, pensando a Gagarin in Il Corriere della Sera, 16 ottobre 2008, p. 57. URL consultato l'11 maggio 2010.
  2. ^ Encyclopedia Astronautica
  3. ^ (EN) Gagarin - son of a peasant, star of space, BBC News, 1º aprile 1998. URL consultato il 12 aprile 2011.
  4. ^ Sito di atterraggio della Vostok 1, da Google Maps
  5. ^ Paolo Magionami, Yuri Alekseyevich Gagarin, torinoscienza.it, 28 giugno 2005. URL consultato l'11 maggio 2010.
  6. ^ Damiano Benzoni, Il cosmonauta Jurij Gagarin in Dinamo Babel, 12 aprile 2012. URL consultato il 14 aprile 2012.
  7. ^ www.corriere.it
  8. ^ citato in Daniele Soffiati, Non ci posso credere!, Aliberti Editore
  9. ^ (RU) Полная стенограмма переговоров Юрия Гагарина с Землей с момента его посадки в корабль (за два часа до старта) до выхода корабля "Востока-1" из зоны радиоприема in Cosmoworld.ru. URL consultato il 30 marzo 2008.
  10. ^ Gagarin e Dio
  11. ^ Jurij Gagarin ha detto di non avere visto Dio nello spazio? (Consultato il 30-11-2014).
  12. ^ a b I am proud to be accused of having introduced Yury Gagarin to Orthodoxy in Interfax-religion.com, 12 aprile 2006. URL consultato il 30 marzo 2008 (archiviato il 21 maggio 2013). Traduzione al link [1]
  13. ^ Enrico Grassani, Yuri Gagarin e i primi voli spaziali sovietici, Edizioni Selecta, 2004. ISBN 9788873320463
  14. ^ Giovanni Bensi su "Avvenire" del 13 aprile 2006
  15. ^ Interfax-Religion
  16. ^ Evgenij Evtuscenko - Pasolini e il Vangelo secondo Matteo
  17. ^ Link2Universe  » Gagarin – Primo nello Spazio : Un Film Spettacolare sulla storia di Yuri Gagarin

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 61673822 LCCN: n50015443