Thales Alenia Space

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Thales Alenia Space è la società nata da Alcatel Alenia Space dopo che il gruppo Thales ha acquistato l'intera partecipazione del gruppo francese Alcatel nelle due joint-venture con Finmeccanica[1]. È controllata da Thales con il 67% e da Finmeccanica con il 33%.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1990, dalla fusione di Aeritalia Sistemi Spaziali e Selenia Spazio, era nata la Alenia Spazio, società del gruppo Finmeccanica, specializzata nel realizzare componenti meccanici ed elettronici per missioni spaziali.

Nel 2005 la Alenia Spazio si è fusa con l'azienda francese Alcatel Space dando vita a una nuova società denominata Alcatel Alenia Space.

Il 5 aprile 2006 Alcatel ha deciso di vendere la sua partecipazione in Alcatel Alenia Space al gruppo Thales. L'Unione europea ha dato il definitivo all'operazione il 10 aprile 2007.

Aeritalia e Selenia Spazio[modifica | modifica sorgente]

Entrambe le società che hanno dato vita a Alenia Spazio avevano ampia esperienza in numerose attività spaziali.

Estendendo le proprie attività aeronautiche, negli anni settanta l'Aeritalia di Torino aveva intrapreso lo sviluppo di sistemi strutturali e di controllo termico per i veicoli spaziali, costruendo gli scudi termici dei primi lanciatori europei ELDO (European Launcher Development Organization) e alcune parti strutturali e di controllo termico per i primi satelliti ESRO (European Space Research Organization). Un altro notevole passo avanti era arrivato alla fine degli anni settanta con lo sviluppo di Spacelab, il contributo europeo allo Space Shuttle e, negli anni ottanta, con i primi satelliti scientifici del piano spaziale del CNR.

La creazione, alla fine degli anni settanta, di un gruppo di sistemi spaziali della Selenia di Roma (divenuta Selenia Spazio nel 1983) era diretta alla produzione di sistemi di telemetria e controllo remoto per i primi satelliti scientifici dell'ESA e antenne per i satelliti Intelsat, ed alla costruzione di sistemi radar e di telecomunicazioni che portarono la compagnia a sviluppare il primo satellite italiano per telecomunicazioni, Sirio 1, definito dal governo nel 1969 e lanciato nel 1977. Il settore spazio di Selenia partecipò anche alla realizzazione delle antenne di telemetria e controllo remoto dei satelliti meteorologici Meteosat 1 e 2, lanciati negli anni 1977 e 1987.

Alenia Spazio[modifica | modifica sorgente]

La bandiera dell'Alenia Spazio spicca tra quelle esposte al John F. Kennedy Space Center di Cape Canaveral, nell'edificio dove vengono costruiti i moduli per la Stazione Spaziale Internazionale
Il modulo italiano Leonardo, costruito dall'Alenia Spazio, al John F. Kennedy Space Center

Dal 1990 l'Alenia Spazio aveva proseguito queste attività, contribuendo a numerosi programmi spaziali nazionali e internazionali.

Moduli abitati[modifica | modifica sorgente]

Ha dato un notevole contributo alla Stazione Spaziale Internazionale, costruendo o collaborando alla progettazione e alla costruzione dei moduli Multi-Purpose Logistics Module (MPLM) Harmony (Node 2) e Tranquility (Node 3), Columbus, Cupola e Automated Transfer Vehicle (ATV).

Satelliti scientifici[modifica | modifica sorgente]

Si è occupata a vario titolo di numerose missioni di osservazione e esplorazione spaziale, tra le quali Hipparcos, Beppo-SAX (X-Ray Astronomy Satellite), Tethered, INTEGRAL, Rosetta e Mars Express.

È stata responsabile della costruzione di GOCE, un satellite dalla particolare forma areodinamica che orbitando negli strati alti dell'atmosfera ha misurato con estrema precisione le variazioni locali del campo gravitazionale terrestre; si è occupata dei programmi BepiColombo e Venus Express per lo studio rispettivamente di Mercurio e Venere.

Il 15 marzo 2007 la NASA ha annunciato [1] di aver individuato grosse quantità di ghiaccio d'acqua presso il polo sud di Marte tramite il radar MARSIS sviluppato da Alenia Spazio in collaborazione con l'Università di Roma La Sapienza.

Osservazione terrestre[modifica | modifica sorgente]

Si è occupata inoltre di sistemi di radar ad apertura sintetica e di sensori a microonde collaborando a programmi quali: European_Remote-Sensing_Satellite (ERS-1 - ERS2) per l'osservazione della Terra, X-SAR (X-Band Synthetic Aperture Radar) per lo Space Radar Lab della NASA, Envisat per il monitoraggio dell'ecosistema terrestre, Cassini-Huygens, la sonda per l'osservazione del pianeta Saturno. È stata nominata responsabile della definizione dei programmi di osservazione della Terra Radarsat 2 e COSMO-SkyMed.

Telecomunicazioni[modifica | modifica sorgente]

Ha partecipato alla realizzazione di satelliti per telecomunicazioni come Italsat e Artemis; ha avuto un ruolo di primo piano nella realizzazione di sistemi di satelliti per servizi commerciali (tra cui Intelsat, Eutelsat II, Hot Bird, Omegasat, Panamsat, Telstar); ha realizzato Atlantic Bird 1, satellite per servizi di telefonia, broadcasting e connessioni Internet fra Usa e Europa; ha partecipato al progetto di satelliti per la telefonia mobile Globalstar; ha progettato e sviluppato il satellite militare Sicral 1; ha partecipato al progetto Teledesic che mirava a fornire internet broadband, voce e multimedia su satelliti LEO, prendendo in consegna la costruzione dei primi 2 dei 30 satelliti. Il progetto fu però ritirato nel 2002.

Nell'ambito del progetto Galileo, il sistema europeo di navigazione satellitare, Alenia Spazio è stata capo progetto nelle attività di definizione del sistema.

È stata impegnata nel progetto Skyplexnet, per la telemedicina e la teleformazione, ed è responsabile del progetto FIFTH di comunicazione satellitare a banda larga progettata per i treni ad alta velocità.

Thales Alenia Space ha vinto la commessa per la realizzazione di Iridium NEXT: si tratta della più grande costellazione satellitare LEO che andrà a sostituire, a partire dal 2015, gli attuali satelliti Iridium (satellite) in orbita dal 1998. L’accordo riguarda la fornitura di 81 satelliti per un investimento complessivo di 2,1 miliardi di dollari.

Alcatel Alenia Space[modifica | modifica sorgente]

Negli ultimi anni Alenia Spazio ha attraversato una crisi, innescata principalmente dall'andamento negativo del mercato spaziale globale, sia commerciale sia istituzionale, che ha comportato periodi di cassa integrazione e una consistente riduzione degli organici.

A fine 2004 Finmeccanica e l'azienda francese Alcatel hanno annunciato la firma di un memorandum of understanding per la fusione di Alenia Spazio e Alcatel Space in una società, denominata Alcatel Alenia Space.

Nonostante l'opposizione dei sindacati italiani, che avevano espresso forti timori per l'occupazione e per il rischio che il settore aerospaziale venisse considerato non più strategico e abbandonato dal governo italiano (la nuova società doveva essere a maggioranza francese e con sede direzionale in Francia), a partire dal luglio del 2005 l'Alenia Spazio si è fusa con l'Alcatel Space dando vita alla nuova società denominata Alcatel Alenia Space, in accordo con quanto stabilito dagli accordi stipulati nel 2004.

La nuova società era controllata per il 67% da Alcatel e per il restante 33% da Finmeccanica; essa si sarebbe dovuta specializzare in sistemi spaziali, satelliti, apparecchiature, strumenti, payload e relativi sistemi di terra. Con un volume d'affari stimato intorno a 1,8 miliardi di euro e un organico di circa 7200 dipendenti, è stata la società leader nel mercato della produzione satellitare europea.

Thales Alenia Space[modifica | modifica sorgente]

Il 5 aprile 2006 Alcatel ha deciso di vendere la sua partecipazione in Alcatel Alenia Space (compreso quella del 33% di Telespazio) al gruppo Thales.

L'Unione europea ha dato il definitivo all'operazione il 10 aprile 2007.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Comunicato stampa Thales

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]