AMX International AMX

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
AMX International AMX
Un AMX monoposto, dell'Aeronautica Militare Italiana, in fase di decollo
Un AMX monoposto, dell'Aeronautica Militare Italiana, in fase di decollo
Descrizione
Tipo attacco al suolo
Equipaggio 1 pilota
Costruttore Italia Aeritalia
Italia Aermacchi
Brasile Embraer
Data primo volo 15 maggio 1984
Data entrata in servizio 1989
Utilizzatore principale Italia AMI
Altri utilizzatori Brasile FAB
Esemplari 192[1]
Dimensioni e pesi
Tavole prospettiche
Lunghezza 13,23 m
Apertura alare 9,97 m
Altezza 4,55 m
Superficie alare 21
Peso a vuoto 6 700 kg
Peso carico 10 750 kg
Peso max al decollo 13 000 kg
Propulsione
Motore 1 turboventola
Rolls-Royce
RB.168-807 Spey
Spinta 49 kN
Prestazioni
Velocità max 0,86 Ma
(1 160 km/h in quota)
Velocità di salita 52 m/s
Corsa di decollo 631 m
Atterraggio 505 m
Autonomia 3 600 km
Raggio di azione 720 km
Tangenza 13 000 m
Armamento
Cannoni 1 M61 Vulcan da 20 mm
2 DEFA 554 da 30 mm
Bombe caduta libera:
fino a 3 800 kg
Missili aria aria:
2 AIM-9 Sidewinder
2 IRIS-T
Piloni 4 sub-alari
1 sotto la fusoliera
2 alle estremità alari
Note dati relativi alla versione:
AMX Ghibli

i dati sono tratti da:
Aeronaves[2]

voci di aerei militari presenti su Wikipedia

L’AMX International AMX (denominato Ghibli nell'Aeronautica Militare Italiana); è un aereo da attacco al suolo monomotore a getto ad ala alta a freccia prodotto in Italia e Brasile dagli anni ottanta ed ancora in produzione.

Nato a seguito di un requisito dell'Aeronautica Militare e della Força Aérea Brasileira per un aereo da appoggio tattico (CAS, Close Air Support), e per le specifiche italiane, risulta il naturale sostituto del G-91Y. È stato acquisito dall'Aeronautica Militare in 110 esemplari, insieme con 26 esemplari biposto (AMX-T).

La produzione è stata distribuita tra Aeritalia (46,5%), Aermacchi (23,8%) ed Embraer (29,7%), con lo sviluppo di 6 prototipi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel giugno 1977 l'Aeronautica Militare italiana emise una specifica per la fornitura di un velivolo in grado di sostituire i caccia Lockheed F-104G/S e gli Aeritalia G-91Y da aereo d'attacco al suolo e G-91R e T da addestramento che avrebbero concluso la loro vita operativa in pochi anni.

Dai primi anni settanta l'Italia stava partecipando, con l'allora Germania ovest ed il Regno Unito, ad un programma di sviluppo per un nuovo velivolo da combattimento fondando il consorzio Panavia e che avrebbe generato il multiruolo Tornado, ma le esigenze dell'AM erano indirizzate anche verso un velivolo di dimensioni più contenute ed economicamente meno oneroso per i bilanci della forza aerea italiana, velivolo da poter comunque affiancare nel servizio operativo alla futura flotta di Tornado.

L'Aeritalia (in seguito diventata Alenia), che stava sviluppando un progetto in grado di soddisfare queste esigenze già dal 1973, decise di coinvolgere l'Aermacchi e lavorando congiuntamente le due aziende furono in grado, nell'aprile 1978, di rispondere alla richiesta con un nuovo progetto che assunse la designazione di Aeritalia Macchi Experimental (AMX).[3]

Nel frattempo anche il Brasile stava cercando una proposta per equipaggiare la propria forza aerea di un nuovo velivolo leggero con capacità tattiche e, dopo una serie di confronti tra i governi delle due nazioni, si giunse ad una specifica, siglata nel marzo 1981, che riuscisse a soddisfare entrambi. Di conseguenza, il governo brasiliano ottenne di inserire anche l'Embraer come sviluppatore comune del progetto. L'accordo venne definitivamente siglato il luglio successivo e le ultime fasi dello sviluppo dell'AXM vennero iniziate con l'obbiettivo della costruzione di 6 prototipi.

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Un AMX dell'Aeronautica Militare.

L'aereo venne concepito come aereo d'attacco al suolo leggero monoposto (AMX) e come aereo da addestramento avanzato biposto con capacità di attacco (AMX-T).

Denominato in Brasile A-1 ed in Italia Ghibli, ha avuto presso gli addetti ai lavori e presso l'opinione pubblica sorti contrastate. L'AMX è, infatti, un aereo che ha fatto molto discutere per la sua reale efficacia, rapportata agli investimenti effettuati ed il ruolo a cui è stato assegnato[4]. La definizione del progetto è stata sviluppata da un gruppo di lavoro, costituito dall'ing. Ermanno Bazzocchi (Aermacchi), dall'ing. Giulio Ciampolini (Aeritalia), dal gen. Franco Ferri e dal gen. Luciano Meloni, in accordo con i requisiti delle forze aeree di Italia e Brasile. Il primo volo avvenne il 15 maggio 1984 ai comandi di Manlio Quarantelli. Il 1º giugno seguente il prototipo, sempre pilotato da Manlio Quarantelli, in occasione del quinto volo, precipitò e il pilota morì a seguito delle ferite riportate.[5]

La missione di base prevedeva l'impiego di 6 bombe Mk 82 da 500 lb su una distanza di 180 nm (circa 330 km), da percorrersi a bassa o bassissima quota a velocità alto-subsoniche (oltre 900 km/h). Inoltre era richiesta la capacità di utilizzare un pod da ricognizione Orpheus, già in dotazione ai Lockheed F-104 Starfighter dell'Aeronautica Militare.

Il progetto è stato sviluppato in accordo al requisito,[6] dedicando particolare attenzione agli aspetti di costo, manutenibilità e sopravvivenza. I sistemi elettrici, idraulici e di comandi di volo sono dotati di sistemi di emergenza in grado di riportare il velivolo alla base, sia pur con prestazioni ridotte, anche in caso di guasto di uno o più sistemi principali. L'AMX è in grado di decollare da piste semipreparate ed è dotato di gancio di arresto di emergenza.

Dopo il battesimo del fuoco in Kosovo durante l'Operazione Allied Force, il Ghibli è stato giudicato un valido cacciabombardiere, con una buona avionica e "cost effective".

La risposta ottenuta dal campo lo ha rivalutato nel ruolo di supporto al Tornado IDS, utile soprattutto in quelle missioni diurne non tanto importanti e rischiose da richiedere un intervento dell'altro velivolo, più agguerrito, ma costoso.

L'AMX nella variante biposto AMX-T fu selezionato dal Venezuela nel 2002 come aereo da addestramento avanzato ed attacco. Venne siglato un contratto per la fornitura di 12 esemplari con la Embraer, ma il governo degli Stati Uniti vietò l'esportazione delle parti di propria produzione nazionale, stanti i cattivi rapporti tra i due stati, e il contratto fu cancellato.[7]

Descrizione tecnica[modifica | modifica wikitesto]

Armamento[modifica | modifica wikitesto]

La versione italiana impiega il cannone M61A1 Vulcan calibro 20 mm, mentre la versione brasiliana impiega 2 cannoni 2 DEFA 554 da 30 mm prodotti su licenza dalla Industrias Bernardini de São Paulo. L'armamento aria-aria prevede 2 missili a guida a infrarossi installati sulle rampe di estremità alari (nella versione italiana 2 AIM-9L, in futuro 2 IRIS-T).

L'AMX è dotato di due piloni subalari per ogni ala e di un pilone ventrale. I piloni subalari esterni possono trasportare carichi fino a 1000 libbre (circa 450 kg) e quelli interni carichi fino a 2000 libbre (circa 900 kg) e sono tutti in grado di utilizzare serbatoi subalari sganciabili. Il pilone centrale di fusoliera può trasportare carichi fino a 2000 libbre. Sui piloni interni e sul centrale di fusoliera possono essere installati dei raddoppiatori di carichi, denominati Twin Store Carrier.[6]

L'armamento aria-terra include una vasta gamma di bombe inerti (Mk.82 e Mk.83), a guida laser e GPS (per la versione italiana), tipo GBU-16 e GBU-32, JDAM, razzi.

Impiego operativo[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente le due uniche forze aeree che operano con gli AMX sono la brasiliana Força Aérea Brasileira e l'italiana Aeronautica Militare.

Brasile[modifica | modifica wikitesto]

La FAB ha in carico 55 esemplari[8] integrati nel 10º Grupo de Aviação, 3º/10º GAv - Esquadrão Centauro e 1º/10º GAv - Esquadrão Poker, e 16º Grupo de Aviação, 1º/16º GAv - Esquadrão Adelphi.

Italia[modifica | modifica wikitesto]

I primi esemplari di serie cominciarono ad essere consegnati ai reparti dell'Aeronautica Militare dal 1988 arrivando a completare, in tre lotti di produzione, la commessa di 110 esemplari nella versione monoposto e 26 biposto[9]. Negli anni successivi andarono ad equipaggiare il 13º e 101º Gruppo del 32º Stormo, il 103º e 132º Gruppo del 51º Stormo, il 14º Gruppo del 2º Stormo e il 28º Gruppo del 3º Stormo, questi ultimi due ora sciolti. Il 29 luglio 2014 il 101º Gruppo è stato ricollocato presso il 51º Stormo sulla base di Treviso-Istrana[10].

La vita operativa si svolse con notevoli problemi sino al 1996, in quanto gli esemplari soffrirono di una serie di importanti problemi tecnico-logistici che ne compromisero l'efficacia e l'affidabilità. La flotta fu messa a terra due volte, nel 1991 e 1996, dopo gravi incidenti di volo con principale accusato il motore Spey, ritenuto troppo anziano come concezione e sottodimensionato. In occasione del secondo arresto delle attività nel 1996, erano in tutto stati perduti sette velivoli in gravi incidenti. Venne quindi presa la decisione di ritirare dal servizio la prima "tranche" di aerei consegnati, per un totale di 60 monoposto e 9 biposto, il cui costo di ricondizionamento era incompatibile con i bilanci già indeboliti dalla partecipazione al programma Eurofighter. Solo sulla rimanente parte della flotta vennero introdotte le modifiche necessarie e i 50 monoposto e 17 biposto residui giunsero alla maturità operativa.[9][11] L'AMX è ritornato alla ribalta delle cronache giudiziarie in seguito a un incidente del 20 ottobre 2005. Nell'occasione il pilota si salvò, ma l'attenzione della magistratura si focalizzò sui tettucci della cabina di pilotaggio, accusati di aver causato altri incidenti in passato. Venne quindi ordinato il sequestro della documentazione tecnica e l'arresto delle attività di volo nel dicembre 2006. A quell'epoca, lo Stato Maggiore dell'Aeronautica contrappose statistiche di impiego che riportavano un totale di 12 incidenti dall'inizio del progetto, nei quali erano periti 5 piloti, un rateo dichiarato essere inferiore a quello di altri aerei d'attacco.[12] Cinquanta giorni dopo il provvedimento di arresto delle attività, infatti, venne deliberato il dissequestro.[13]

Le carenze di prestazioni e di affidabilità ebbero effetto anche sull'impiego operativo e i Ghibli non furono schierati nella guerra del golfo del 1991 e solo limitatamente nell'Operazione Deliberate Force nel 1995 sulla Bosnia, in quanto, all'epoca, ai menzionati problemi di affidabilità dei motori si aggiungevano limiti della capacità operativa in condizioni notturne o di bassa visibilità.[11] Il primo impiego operativo di rilievo avvenne invece nell'Operazione Allied Force, durante la guerra del Kosovo del 1999, in cui gli aerei italiani effettuarono con successo operazioni di bombardamento tattico. dotati di bombe Mk 82, sia di tipo standard a caduta libera, sia a guida infrarossa, grazie all'aggiunta del kit di produzione israeliana "Opher".[14]

Nel 2005, l'aeronautica italiana ha avviato un programma di aggiornamento per 52[15] esemplari della flotta e denominato "ACOL" (Adeguamento Capacità Operative e Logistiche). I velivoli riceveranno nuovi display a colori, gli altri pannelli verranno resi compatibili con i sistemi di visione notturna (capacità NVG - night vision goggle), miglioramenti delle radio e dell'IFF e una maggiore integrazione dell'avionica di bordo con il sistema di navigazione satellitare GPS.[15] L'acquisizione di capacità GPS consentirà anche l'impiego di bombe con lo stesso sistema di guida.[16] La prima consegna ai reparti operativi della versione ACOL è stata nell'agosto 2007.[17] L'intento dell'aeronautica italiana è prolungare la vita utile di questo modello fino all'entrata in linea del suo successore, il Lockheed Martin F-35 Lightning II, stimata attorno al 2015.

Dal novembre 2009, 4 esemplari sono dislocati in Afghanistan presso la base situata ad Herat, nella parte centro occidentale del paese. La missione ha una durata prevista di circa due anni e prevede per i Ghibli l'utilizzo come supporto aereo ravvicinato alle truppe di terra e ricognitori.[18]

Nel novembre 2010 l’equipaggio di un caccia AMX dell’Aeronautica italiana del Task Group "Black Cats", durante un'attività di ricognizione aerea, ha sventato un attentato rivolto alle truppe ISAF Francesi[19].

Nel 2011 gli AMX, insieme ai Panavia Tornado sono stati utilizzati nelle operazioni militari in Libia a sostegno dei ribelli contro il regime del dittatore Gheddafi. Gli aerei italiani hanno sganciato un totale di 550 bombe e missili guidati[20].

Nel corso del mese di agosto 2012 gli AMX dell'Aeronautica Militare dislocati in Afghanistan sono stati impiegati in una missione di salvataggio di un convoglio USA nella regione sotto il controllo italiano. Un mezzo blindato Buffalo, franato in una scarpata, ha bloccato per 5 giorni il convoglio sotto il fuoco dei talebani. Gli AMX ed i AgustaWestland AW129 Mangusta italiani, insieme agli F-18 statunitensi sono intervenuti bombardando i ribelli, permettendo al convoglio di raggiungere la fortezza di Qal-E-Now. Dal gennaio dello stesso anno gli AMX hanno ricevuto l'autorizzazione ad attaccare obiettivi militari e si sono specializzati nella distruzione delle antenne per le comunicazioni installate dai talebani con l'impiego di bombe intelligenti a guida laser di tipo GBU16 e LIZARD[21].

A luglio dell'anno 2014 gli AMX del 32º Stormo di Amendola (Foggia) sono stati trasferiti presso il 51º Stormo di Istrana (Treviso), in particolare il 101º Gruppo Volo, dotato di AMX ed AMX-T biposto.

Il 101º O.C.U. ( Operational Conversion Unit ) è il gruppo volo adibito alla conversione operativa dei piloti provenienti dalle varie scuole di volo.

Ciò fa sí che lo base trevigiana sia l'unica, su territorio nazionale, ad operare con gli AMX.

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Brasile Brasile
opera con 55 esemplari designati localmente A-1 Falcão (ha ricevuto 45 monoposto e 11 biposto).[22]
Italia Italia
opera con 50 AMX, designati Ghibli, più 17 AMX-T biposto da addestramento su 110 e 26 rispettivamente consegnati.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Greg Goebel, [3] AMX IN SERVICE / EXPORT SALES / UPDATES
  2. ^ A-1 (AMX), Força Aérea Brasileira.
  3. ^ The Alenia-Aermacchi-EMBRAER AMX in AirVectors.
  4. ^ Rotondi, Gianfranco, AMX. L'elogio della pazzia in AVIAZIONE (Aviazione di linea-Difesa - Spazio), n. 134., maggio 1979.
  5. ^ CADE IL CACCIA DEL FUTURO IL PILOTA EVITA LA STRAGE in repubblica.it. URL consultato il 6 settembre 2010.
  6. ^ a b Cucurachi, Antonio, AMX: Radiografia di un velivolo in AVIAZIONE,, dicembre/gennaio 1988/89, p. 633.
  7. ^ AMX Fighter Bomber, Brazil / Italy - Air Force Technology in airforce-technology.com. URL consultato il 6 settembre 2010.
  8. ^ Uma nova agenda militar in Época, Globo.
  9. ^ a b (ITEN) Nicoli, Riccardo. Ali tricolori. Istituto Geografico De Agostini, Novara 1999; pag.135. ISBN 88-415-5607-2.
  10. ^ fonte: sito Aeronautica Militare http://www.aeronautica.difesa.it/News/Pagine/20140729_Cambio101gruppo.aspx
  11. ^ a b Da rottamare 73 caccia bombardieri mai usati in corriere.it. URL consultato il 6 settembre 2010.
  12. ^ GLI AEREI AMX SONO PERICOLOSI. A TERRA ANCHE LA FLOTTA PUGLIESE in forzearmate.org. URL consultato il 6 settembre 2010.
  13. ^ archivio in rivista.aeronautica.difesa.it. URL consultato il 6 settembre 2010.
  14. ^ David Cenciotti, Operazione Ghibli: gli AMX in guerra in Aeronautica & Difesa, aprile 2001. URL consultato il 16 settembre 2010.
  15. ^ a b Alenia Aeronautica: Tornado e AMX in alenia.it. URL consultato il 6 settembre 2010.
  16. ^ The Alenia-Aermacchi-EMBRAER AMX in vectorsite.net. URL consultato il 6 settembre 2010.
  17. ^ Il portale dell'Aeronautica Militare - AMX ACOL: un primo anno da ricordare in aeronautica.difesa.it. URL consultato il 6 settembre 2010.
  18. ^ Nuovi caccia Amx partono per Afghanistan in ANSA.it, http://www.ansa.it/, 2 novembre 2009. URL consultato il 27 dicembre 2009.
  19. ^ Corriere della Sera
  20. ^ Italy Gives Bombing Stats for Libya Campaign | Defense News | defensenews.com
  21. ^ Espresso
  22. ^ A-1 Falcão in Força Aérea Brasileira

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Apostolo, Giorgio, Aermacchi From Nieuports to AMX - Giorgio Apostolo Editore, 1991

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]