Herat

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Herāt
città
هرات
Herāt – Veduta
Localizzazione
Stato Afghanistan Afghanistan
Provincia Herat
Distretto Herat
Territorio
Coordinate 34°21′N 62°11′E / 34.35°N 62.183333°E34.35; 62.183333 (Herāt)Coordinate: 34°21′N 62°11′E / 34.35°N 62.183333°E34.35; 62.183333 (Herāt)
Altitudine 920 m s.l.m.
Abitanti 436 000 (2012)
Altre informazioni
Fuso orario UTC+4:30
Cartografia
Mappa di localizzazione: Afghanistan
Herāt

Herāt (in persiano:هرات) è una città dell'Afghanistan occidentale, nella provincia omonima. È situata nella valle dello Hari Rud, un fiume che scorre dai monti dell'Afghanistan centrale al deserto del Karakum nel Turkmenistan. Con una popolazione di circa 436.000 abitanti nel 2012, in maggioranza persiani, è la terza città afghana per grandezza.

Da alcune fonti gli abitanti di Herāt vengono erroneamente definiti Fārsīwān, i quali sono però sciiti, mentre i primi sono in maggioranza sunniti. Oggi vi è una crescente immigrazione verso Herāt di Hazara, che sono sciiti, attirati dalla crescita economica della città e dall'influenza della vicina Repubblica Islamica dell'Iran.

Herāt è una città antica con molti edifici storici, molti dei quali hanno subìto danni durante le guerre degli ultimi decenni. La città è dominata da una cittadella costruita per la prima volta da Alessandro Magno. La città si trova lungo le tradizionali vie commerciali tra India, Cina, Medio Oriente ed Europa. Ancora oggi le strade da Herāt verso l'Iran, il Turkmenistan, Mazar-i Sharif e Kandahar sono strategicamente importanti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La cittadella di Herat
Section of Herat in 2009.jpg

Herāt prende il suo nome dal principale fiume della regione, lo Hari Rud, e i suoi abitanti figurano tra i popoli tributari dell'Impero achemenide. Nel 330 a.C. Alessandro Magno fondò sul luogo dell'insediamento Alessandria d'Aria e vi costruì la cittadella;[1] la provincia divenne quindi parte dell'Impero seleucide, fino alla conquista partica nel 167 a.C.

Sotto i Sasanidi la città figurava tra i dodici capoluoghi dell'impero. Intorno al 430 a Herāt era presente una comunità di cristiani con un vescovo nestoriano. Negli ultimi due secoli del dominio sasanide la città assunse un'importanza strategica a causa delle continue guerre tra l'Iran e i popoli nomadi dell'Asia centrale. Fu dopo la conquista araba comunque che Herāt conobbe il suo periodo migliore.

Divenuta parte del califfato fino all'809, passò poi sotto il dominio dei Tahiridi, dei Saffaridi e dei Ghaznavidi, fino a divenire parte dell'Impero corasmio (Khwārezmshāh) nel XII secolo. In questo periodo Herāt divenne un importante centro per la produzione di oggetti in metallo, specialmente in bronzo, spesso decorati con preziosi inserti di metalli pregiati.

Caduta sotto il dominio dei mongoli, la città fu distrutta due volte, prima da Gengis Khan e poi da Tamerlano. Fu comunque ricostruita da Shahrukh ed assunse grande importanza durante l'Impero Timuride. Alla fine del XV secolo fu costruito il grandioso insieme degli edifici della Musalla (con diversi minareti) durante il regno della regina Gowharshād, il cui complesso funerario rappresenta uno dei grandi monumenti dell'architettura timuride.

Dopo la conquista da parte di Shah Ismail I, nel XVI secolo Herāt tornò a far parte dell'impero persiano sotto la dinastia safavide. Nel 1750 fu presa da Ahmad Shah Durrani e divenne parte dell'impero afghano. Durante il XIX secolo la città fu contesa da afghani e iraniani, aizzati da russi e britannici che svolgevano il loro Grande Gioco, finché Dost Mohammad Khan la pose definitivamente entro i confini afghani. È a questo periodo che risale la distruzione del complesso della Musalla da parte dei britannici, che volevano una linea di tiro pulita per la loro artiglieria nel caso di un'invasione russa (che non avvenne mai).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The Empire and Expeditions of Alexander the Great in World Digital Library, 1833. URL consultato il 26 luglio 2013.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]