Aermacchi MB-339

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Aermacchi MB-339
Un MB-339CD dell'Aeronautica Militare in atterraggio durante il Royal International Air Tattoo, 2004.
Un MB-339CD dell'Aeronautica Militare in atterraggio durante il Royal International Air Tattoo, 2004.
Descrizione
Tipo addestratore avanzato
attacco al suolo
Equipaggio 1 pilota
1 istruttore
Progettista Ermanno Bazzocchi
Costruttore Italia Aermacchi
Data primo volo 12 agosto 1976
Data entrata in servizio 8 agosto 1979
Utilizzatore principale Italia AMI
Altri utilizzatori Argentina FAA
Brasile FAB
Emirati Arabi Uniti UAEAF
Eritrea ERAF
Esemplari 235
Sviluppato dal Aermacchi MB-326
Altre varianti MB-339K Veltro 2
Dimensioni e pesi
Tavole prospettiche
Lunghezza 10,97 m
Apertura alare 10,85 m
Altezza 3,99 m
Superficie alare 19,3
Peso a vuoto 3 125 kg
Peso max al decollo 5 895 kg
Propulsione
Motore 1 turbogetto
Rolls-Royce
Viper 632-43
Spinta 17,8 kN
Prestazioni
Velocità max 0,80 Mach
(908 km/h in quota)
Velocità di salita 33,5 m/s
Autonomia 1 760 km
3 600 km in trasferimento
Tangenza 14 630 m
Armamento
Piloni 6 sub-alari
Note dati relativi alla versione:
MB-339A

i dati sono tratti da:
Jane's All The World's Aircraft 1980-81[1]

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L'Aermacchi MB-339 è un aviogetto monomotore biposto da addestramento avanzato e da appoggio tattico leggero prodotto dall'azienda italiana Aermacchi (ora AleniaAermacchi) dagli anni settanta e in dotazione principalmente all'Aeronautica Militare.

Nella sua versione MB-339PAN è l'attuale velivolo utilizzato dalla pattuglia acrobatica nazionale Frecce Tricolori. La versione MB-339A, convertita in MB-339NAT, dal 2010 viene impiegata dalla pattuglia acrobatica degli Emirati Arabi Uniti Al FursanThe Knights.

L'MB-339K è la versione monoposto del velivolo, ed è ottimizzato per l'attacco al suolo e l'addestramento operativo; esso incorpora le seguenti caratteristiche[2]:

  • cockpit di tipo a singolo seggiolino;
  • cannoni incorporati nella struttura (nello specifico due DEFA 552 da 30 mm con serbatoi da 120 colpi);
  • sei piloni subalari per ospitare carichi offensivi o serbatoi ausiliari fino a 2000 kg.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Progettato dall'ingegner Ermanno Bazzocchi e costruito dalla Aermacchi di Varese (M=Macchi, B=Bazzocchi), la sua cellula deriva direttamente da quella di un altro famoso aereo da addestramento italiano, l'MB-326. La parte anteriore però fu completamente ridisegnata per permettere lo scalamento in altezza dei due posti di pilotaggio per garantire migliore visibilità (soprattutto in atterraggio) all'istruttore, seduto nel sedile posteriore. I primi 101 esemplari sono entrati in servizio nel 1979.

L'aereo partecipò come coproduzione con la Lockheed al concorso statunitense JPATS (Joint Primary Aircraft Training System) per un addestratore avanzato bandito nel 1990, ma grazie anche alle non chiare condizioni poste nel bando, che non specificavano se l'addestratore dovesse essere necessariamente propulso da un motore a reazione, il concorso fu vinto nel 1995 da un aereo ad elica, il Raytheon/Pilatus derivato dal PC-9 Mk 2 ed entrato in servizio come Raytheon T-6 Texan II.

La versione K[modifica | modifica wikitesto]

L'unico prototipo del MB-339K Veltro 2 nel 1981.

La versione K da attacco al suolo e supporto aereo ravvicinato è progettata per fornire un semplice, economico e robusto aereo moderno, e le ampie palette a geometria fissa del compressore forniscono una grande tolleranza al danno da ingestione di oggetti esterni (FOD - Foreign Object Damage); il motore richiede in generale una ridotta manutenzione; la struttura è progettata per sopportare la elevata fatica derivante dagli attacchi a bassa quota con una vita operativa prevista di oltre 5000 ore di volo[3].

In generale, gli alettoni sono servocontrollati idraulicamente con inversione manuale, mentre gli elevoni ed il timone sono operati manualmente. L'armonia nella forza di controllo per il rollio ed il beccheggio viene mantenuta dalla velocità di decollo fino al limite estremo dell'inviluppo della velocità operativa[3]. La velocità di avvicinamento e di atterraggio è estremamente bassa, dell'ordine dei 100 nodi e capacità di decollo corto (STOL) dell'ordine di 1500 piedi (500 metri). Il velivolo ha una tangenza di 46000 piedi (15000 m) e un raggio di trasferimento di 1300 nm (2400 km).

Per quanto riguarda i profili di missione, nella configurazione con i soli serbatoi alari oltre a quelli interni per la ricognizione visuale armata (con i cannoni interni) ed un peso di 5050 kg, aveva un raggio di 630 km in profilo HI-LO-HI (avvicinamento ad alta quota, attacco a bassa quota, ritorno ad alta quota) dei quali gli ultimi 30 km a bassa quota con 5 minuti di attacco o sorvolo dell'obbiettivo; con profilo LO-LO-LO il raggio d'azione scendeva a 380 km[4].

Per la missione Close Air Support (supporto aereo ravvicinato), con carico utile di due cannoni interni da 30 mm e 120 colpi ognuno più 4 bombe MK-82 da 500 libbre (227 kg) per un carico militare di 1084 kg ed un peso al decollo di 6110 kg, ha un raggio di azione con profilo HI-LO-HI di 445 km dei quali gli ultimi 30 a bassa quota e può effettuare 5 minuti di attacco; con profilo LO-LO-LO ha invece un'autonomia di 325 km a parità di altre condizioni con il profilo precedente[5]. In alternativa, con 6 bombe MK-82 ha un raggio di azione di 240 km, con 1556 kg di carico militare.

Nel ruolo antielicottero, con pod aggiuntivi dotati di cannoni calibro 30 mm con 120 colpi oltre ai cannoni interni, ha un raggio di azione di 185 km, con trasferimento a 5000 piedi e 350 nodi, una Combat Air Patrol di 30 minuti a 250 piedi e 10 minuti di attacco[6].

Nell'ulteriore ruolo di ricognizione fotografica, con il profilo HI-LO-HI ha un'autonomia di 750 km con 5 minuti di fotoricognizione a 200 piedi (70 m circa) e il 95% della potenza del motore, mentre col profilo LO-LO-LO ha 415 km di raggio di azione con lo stesso schema di ricognizione. La configurazione prevista è di un pod fotografico con quattro fotocamere Vinten 360, i due cannoni interni, due serbatoi subalari da 325 l e due missili Matra R550 Magic aria-aria, per una massa totale al decollo di 5900 kg[7].

I serbatoi di carburante sono rispettivamente nella fusoliera, il principale da 781 l e l'ausiliario da 250 l, e nelle ali, i due alle estremità da 500 l l'uno ed i due sganciabili da 330 l posizionabili sotto i piloni 2 e 5. I serbatoi interni sono in gomma mentre quelli alari sono di tipo rigido in metallo. Il carburante viene spinto per gravità nel serbatoio centrale in fusoliera dal serbatoio ausiliario, mentre dai serbatoi alari tramite delle pompe poste nel circuito di trasferimento. Il rifornimento dei serbatoi interni e in quelli all'estremità delle ali può essere fatto tramite la pompa elettrica centralizzata o attraverso delle bocchette manualmente. Il rifornimento ai serbatoi alari dei piloni può essere solo manuale. In volo la quantità di carburante contenuta nei serbatoi è indicata al pilota con un unico strumento[8].

Il carrello è irrobustito per operare in sicurezza fino a velocità di atterraggio di 175 nodi, e dotato di pneumatici a bassa pressione per operare anche da piste semipreparate. Il carrello è anche dotato di circuito di emergenza che ne permette l'estensione anche in caso di guasto del circuito principale. Il ritiro del carrello a terra è impedito da un blocco di sicurezza, con un microinterruttore posto nella gamba del carrello[9] Il raggio di sterzata minimo a terra è di 8,45 m.

L'espulsione del pilota viene assicurata da un sedile eiettabile di tipo Martin Baker MK IT-10LK, completamente automatico, con l'eiezione assistita da un razzo; il sedile in fase di espulsione sfonda il tettuccio, spesso 8 mm, tramite due ali poste sulla parte superiore del sedile. La separazione tra il pilota e il seggiolino e l'apertura del paracadute sono automatici[10]. Come nelle altre versioni, l'accesso all'abitacolo è garantito da gradini retraibili posti sul lato sinistro, poiché il tettuccio è incernierato sul lato destro dell'aereo.

L'avionica è costituita da

  • sistemi di comunicazione:
audio Rockwell-Collins Italiana ICS-200
  • UHF Transceiver
UHF Rockwell-Collins AN/ARC-159(V)2
  • VHF AM/FM Transceiver
VHF Rockwell-Collins AN/ARC-186(V)
  • IFF
FIAR/Bendix AN/APX-100(v) o equivalente
  • Sistemi di navigazione
UHF Rockwell-Collins AN/ARN-118(V)1

Evoluzione[modifica | modifica wikitesto]

Un MB 339-CD nel 2006 all'Airshow di Pratica di Mare

L'ultima versione sviluppata è lo MB-339CD, dotato di un'avionica avanzata, di schermi polifunzionali a colori e moderni sistemi di navigazione; il progetto è stato concepito per permettere ai piloti in addestramento di abituarsi subito al tipo di strumentazione che troveranno sui caccia di ultima generazione.

Una ulteriore estensione della capacità operativa del velivolo è data dalla sonda per il rifornimento in volo presente in questa versione.

Il successo commerciale dell'MB-339 non fu paragonabile a quello del suo predecessore, l'MB-326, anche a causa della concorrenza da parte di altri aerei da addestramento come l'Hawk, l'Alpha Jet e l'Aero L-39. Fu comunque scelto da Argentina, Dubai, Ghana, Malaysia, Nigeria, Perù e Nuova Zelanda. Nel 1980 fu sviluppata una versione monoposto d'attacco, lo MB-339K, ma non ebbe successo di vendite.

Grazie alla sua grande manovrabilità, l'MB-339 fu scelto nel 1982 dalla pattuglia acrobatica italiana, le Frecce Tricolori, in sostituzione dei vecchi Aeritalia G-91. Gli aerei consegnati alla Pattuglia Acrobatica Nazionale sono stati ridenominati MB-339A PAN e sono equipaggiati con impianti fumogeni (verdi, bianchi e rossi -come la bandiera italiana-) usati per evidenziare le acrobazie aeree, inoltre sono state apportate diverse migliorie ai velivoli per renderli più adatti al nuovo compito. Analoghi esemplari, già acquistati a suo tempo dagli Emirati Arabi Uniti, sono stati appositamente modificati ed equipaggiati per operare nella pattuglia acrobatica dell'emirato.

Due MB-339CD riforniti in volo da un Boeing 707 T/T nel 2006

Impiego operativo[modifica | modifica wikitesto]

Il Comando de Aviación Naval, l'Aeronautica della Marina Argentina, è stata il primo cliente del predecessore dell'MB-339, acquistando nel 1969 8 esemplari di MB-326GB. I 10 esemplari del MB-339 acquistati nel 1979 erano gli unici velivoli a reazione operanti dall'aeroporto di Port Stanley durante la guerra delle Falklands (in spagnolo: Guerra de las Malvinas) del 1982.

Il 21 maggio durante un volo di ricognizione di routine, l'MB-339 pilotato dal tenente Crippa fu il primo velivolo ad attaccare le forze anfibie della Royal Navy colpendo la fregata HMS Argonaut. Durante il conflitto 5 velivoli furono catturati o distrutti dalle forze britanniche. Alla fine del conflitto 11 MB-326GC furono ceduti alla Força Aérea Brasileira e sono ancora in servizio con la denominazione locale MC-32.

L'Aeronautica eritrea ha impiegato largamente i suoi MB-339 in ogni genere di ruolo, da quello di addestratore a quello di caccia-bombardiere, sia contro l'aeronautica Etiope, sia contro ribelli e gruppi di contrabbandieri. Vi sono poche informazioni relative alle prestazioni in combattimento della suddetta squadriglia di aerei MB-339 (come del resto di qualunque velivolo dell'Eritrea), da considerarsi inoltre poco attendibili.

Esiste anche la possibilità di montare nelle stazioni 2 e 5, un Pod per cannone automatico DEFA 553 calibro 30 mm, con al suo interno 120 colpi; in alternativa ai Pod cannoni da 30 mm possono essere installati, sempre nelle stazioni 2 e 5, due Pod subalari simili a quelli da 30 mm, ma da 12,7 mm (50 BMG) con 300 colpi al suo interno.

Versioni[modifica | modifica wikitesto]

  • MB-339X- Due prototipi.
  • MB-339A - Produzione originale versione per l'Italia
    • MB-339PAN - Versione per la Pattuglia Acrobatica Frecce Tricolori.
    • MB-339AM - Versione MB-339A prodotta per la Malesia.
    • MB-339AF - Versione MB-339A prodotta per la Nigeria.
    • MB-339AC - Versione MB-339A prodotta per il Perù.
    • MB-339NAT - Versione MB-339A convertita in 10 esemplari alle caratteristiche simili alla PAN, denominata NAT (National Aerobatic Team), per la pattuglia acrobatica degli Emirati Arabi Uniti Al Fursan.
  • MB-339K Veltro 2 - Versione caccia monoposto equipaggiato con 2 cannoni DEFA M552 da 30 mm. Primo volo 1980.
  • MB-339B - Addestratore con una maggiore capacità di attacco
  • MB-339C - Versione dotata di motore potenziato
    • MB-339CB - Versione MB-339C prodotta per la Nuova Zelanda (addestramento all'armamento con designazione laser, rilevamento radar, capacità di utilizzo di AIM-9L e AGM-65 Maverick - 17 esemplari ancora esistenti - in riserva alla Base Ohakea della RNZAF, Nuova Zelanda).
    • MB-339CE - Versione MB-339C prodotta per l'Eritrea.
    • MB-339CM - Versione MB-339C prodotta per la Malesia.
    • MB-339CD - Versione aggiornata nei controlli e strumentazione di volo.
  • MB-339 T-Bird II (Lockheed T-Bird II) - Versione realizzata su specifiche del bando US JPATS.

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Mappa degli attuali utilizzatori dell'Aermacchi MB-339
Argentina Argentina
10 x MB-339A.
Brasile Brasile
opera con 11 MC-32
Emirati Arabi Uniti Emirati Arabi Uniti
7 x MB-339C.
opera con 6 MB-339A.
Eritrea Eritrea
6 x MB-339CE.
Ghana Ghana
4 x MB-339A.
Italia Italia
100 x MB-339A;
30 x MB-339CD usati dal 61º Stormo[11].
11 x MB-339 PAN.
Malesia Malesia
13 x MB-339AE (8 sopravvissuti);
8 x MB-339CM (tutti operativi).
Nigeria Nigeria
12 x MB-339AF.
Nuova Zelanda Nuova Zelanda
18 x MB-339CB usati dal No. 14 Squadron RNZAF tra il 1991 ed il 2002. Di questi, 9 risultano attualmente operativi presso la società statunitense Draken International.
Perù Perù
16x MB-339AC.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Taylor 1980, pagg. 119-120.
  2. ^ MB-339K Technical Description - P.I. TD-08-39K, pagina iii/(iv), Aermacchi, aprile 1983.
  3. ^ a b MB-339K Technical Description - P.I. TD-08-39K, sezione 1, pagina 1-1, Aermacchi, aprile 1983.
  4. ^ MB-339K Technical Description - P.I. TD-08-39K, sezione 2, pagina 2-15, Aermacchi, aprile 1983.
  5. ^ MB-339K Technical Description - P.I. TD-08-39K, sezione 2, pagina 2-16, Aermacchi, aprile 1983.
  6. ^ MB-339K Technical Description - P.I. TD-08-39K, sezione 2, pagina 2-17, Aermacchi, aprile 1983.
  7. ^ MB-339K Technical Description - P.I. TD-08-39K, sezione 2, pagina 2-18, Aermacchi, aprile 1983.
  8. ^ MB-339K Technical Description - P.I. TD-08-39K, sezione 4, pagina 4-15, Aermacchi, aprile 1983.
  9. ^ MB-339K Technical Description - P.I. TD-08-39K, sezione 4, pagina 4-26, Aermacchi, aprile 1983.
  10. ^ MB-339K Technical Description - P.I. TD-08-39K, sezione 4, pagina 4-41, Aermacchi, aprile 1983.
  11. ^ 2010-08-25 Milano, Gregory Alegi; Giorgio Apostolo; Paolo Matricardi, La collezione ufficiale della Aeronautica Militare, Fabbri Editore; RCS Libri.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Aermacchi, MB-339K Technical Description - P.I. TD-08-39K, aprile 1983

2010-08-25 Milano, Gregory Alegi; Giorgio Apostolo; Paolo Matricardi, La collezione ufficiale della Aeronautica Militare, Fabbri Editore; RCS Libri.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]