Macchi M.3

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Macchi M.3
Un Macchi L.3 con il suo equipaggio.
Un Macchi L.3 con il suo equipaggio.
Descrizione
Tipo idrovolante multiruolo
Equipaggio 2-3
Progettista Carlo Felice Buzio
Costruttore Italia Macchi
Data primo volo 1916
Data ritiro dal servizio 1924
Utilizzatore principale Italia Regia Marina
Altri utilizzatori Svizzera Ad Astra Aero
Paraguay Governo paraguayano
Esemplari oltre 200
Sviluppato dal Macchi L.2
Dimensioni e pesi
Lunghezza 8,08 m
Apertura alare 10,25 m
15,95 m secondo [1]
Altezza 3,33 m
Superficie alare 46,0
Peso a vuoto 900 kg
Peso carico 1 350 kg
Passeggeri 2 (versione civile)
Propulsione
Motore un Isotta Fraschini V.4B
Potenza 150 CV (110 kW)
Prestazioni
Velocità max 145 km/h
Autonomia 600 km
450 km, secondo [1]
Tangenza 6 000 m
Armamento
Mitragliatrici 1Lewis calibro 7,7 mm o 1 Fiat Mod. 14 tipo Aviazione calibro 6,5 mm

Macchi L.3 - M.3 in Aerei Italiani [2]

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Il Macchi L.3, successivamente ridesignato Macchi M.3 era un idrovolante monomotore a scafo centrale multiruolo prodotto dall'azienda italiana Società Anonima Nieuport-Macchi, poi Aeronautica Macchi nei tardi anni dieci del XX secolo.

Sviluppato dal precedente L.2 ne conservava l'aspetto generale, con configurazione alare biplano-sesquiplana ed il gruppo motoelica montato in configurazione spingente, e venne utilizzato sia in ambito militare, dalla Regia Marina durante e dopo il termine della prima guerra mondiale, che nelle rotte civili di linea dalla compagnia aerea svizzera Ad Astra Aero.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1916 la Nieuport-Macchi aveva acquisito sufficiente esperienza per realizzare un nuovo idrovolante basato sull'austro-ungarico Lohner L.1 catturato dagli italiani e riprodotto nell'azienda varesina. Il nuovo progetto fu affidato all'ingegnere Carlo Felice Buzio il quale prese come base di partenza l'L.2, primo sviluppo del Lohner, mantenendo l'impostazione generale ma introducendo uno scafo ed un impennaggio di nuovo disegno. Il primo prototipo, che assunse la designazione L.3, venne portato in volo lo stesso anno con buoni risultati ed avviato alla produzione in serie.

Nel 1917, viste le differenze sostanziali nella conformazione dello scafo e degli impennaggi, la Macchi adottò una nuova designazione per il velivolo, per distinguerlo dai precedenti L.1 ed L.2 derivati dall'idrovolante Lohner preda bellica austro-ungarica[1] Venne introdotta la M (per Macchi) seguita dal numero progressivo del progetto e che sarebbe rimasta in vigore in tutta la produzione successiva, per cui il modello assunse la designazione definitiva M.3.

Macchi con l'M.3 raggiunse una produzione complessiva di 200 esemplari realizzati negli stabilimenti di Varese.

Impiego operativo[modifica | modifica wikitesto]

Gli M.3 vennero consegnati alla Regia Marina la quale li impiegò durante la parte finale della prima guerra mondiale prevalentemente in azioni di bombardamento, ricognizione aerea, pattugliamento marittimo e nella scorta ai convogli. In un breve periodo, nel 1917, vennero impiegati anche come idrocaccia, poi sostituiti dagli M.5 monoposto[1], e in operazioni di commando dietro le linee nemiche. Successivamente venne equipaggiato con fotocamere ed utilizzato nella fotoricognizione e fotogrammetria aerea.

Al termine del conflitto rimase in servizio come addestratore. Gli esemplari, generalmente modificati adottando un fondo rinforzato e doppi comandi, vennero presi in carico nel 1923 anche dalla neocostituita Regia Aeronautica, ed utilizzati operativamente fino al 1924, anno in cui venne definitivamente sostituito.[3]

Nel 1919, un L.3 che apparteneva alla missione militare italiana in Argentina venne utilizzato per collegare per la prima volta Buenos Aires con Asunción, in Paraguay, e successivamente donato al governo paraguaiano. L'esemplare venne portato in volo dal tenente pilota Arturo Escario, appartenente alle forze armate paraguaiane e che aveva ricevuto l'addestramento in Argentina. L'esemplare rimase distrutto in un incidente aereo il 30 settembre 1919 che causò il gravissimo ferimento dello stesso Escario, le cui conseguenze furono per lui fatali causandone il decesso il giorno seguente.

Alcuni esemplari ex Regia Marina vennero acquistati dalla compagnia aerea svizzera Ad Astra Aero ed utilizzati su rotte brevi in ambito nazionale. Gli esemplari vennero modificati innalzando ed arretrando il posto di pilotaggio mentre l'originario abitacolo aperto venne dotato di un grande parabrezza e destinato ai due posti per i passeggeri.[4]

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Civili[modifica | modifica wikitesto]

Svizzera Svizzera

Militari[modifica | modifica wikitesto]

bandiera Regno d'Italia
Stati Uniti Stati Uniti

Governativi[modifica | modifica wikitesto]

Paraguay Paraguay
  • Governo paraguayano

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d A.A. V.V, L'Aviazione - grande enciclopedia illustrata, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1985, pag.52 - Vol. X.
  2. ^ Macchi L.3 - M.3 in Aerei Italiani, http://www.aerei-italiani.net/index.htm. URL consultato il 22 dicembre 2009.
  3. ^ Macchi L.3 (M.3) in Aerofan nr.3/78, pag. 113.
  4. ^ a b (EN) Rob Mulder, Fleet list of Ad Astra Aero AG and predecessors (1919-1931) in European Airlines.no, http://www.europeanairlines.no. URL consultato il 22 dicembre 2009.
  5. ^ Macchi L3 in The Doughboy Center.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Michael J. H. Taylor, Jane's Encyclopedia of Aviation, London, Studio Editions, 1989.
  • (EN) The Illustrated Encyclopedia of Aircraft (Part Work 1982-1985), Orbis Publishing.
  • (ES) Sapienza Fracchia, Antonio Luis: La Contribución Italiana en la Aviación Paraguaya. Author's edition. Asunción, 2007

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Aerofan nr.3/78. Macchi L.3 (M.3) pp. 103–107

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Gallerie fotografiche[modifica | modifica wikitesto]