Eritrean Air Force

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Aeronautica Militare Eritrea
Eritrean Air Force
Descrizione generale
Attiva 1994 - oggi
Nazione Eritrea Eritrea
Servizio aeronautica militare
Simboli
Coccarda Eritrean Air Force roundel.svg

[senza fonte]

Voci su unità militari presenti su Wikipedia

L'Aeronautica militare eritrea, internazionalmente nota come Eritrean Air Force, spesso abbreviata in ERAF, è l'attuale braccio aeronautico delle forze di difesa eritree.

Storia ed espansione[modifica | modifica sorgente]

L'aeronautica militare eritrea fu creata nel 1994, subito dopo la guerra di indipendenza. La maggior parte dei mezzi attuali è composta da velivoli lasciati indietro dalle forze sconfitte dell'Etiopia.

La guerra Etiopia-Eritrea rese necessario l'acquisto di alcuni MiG-29 e durante la stessa guerra, furono catturati anche alcuni elicotteri da attacco etiopici. Nel 2000 l'aeronautica eritrea acquistò 8 Su-25 dalla Georgia e 6 MiG-29 dalla Moldavia. Nel 2003 furono acquistati anche alcuni Su-27.

Il quartier generale della ERAF si trova nella capitale Asmara.

Aeromobili in uso[modifica | modifica sorgente]

Aeromobile Origine Tipo Versione
(denominazione locale)
In servizio[1] Note
Aermacchi M-290 Finlandia Finlandia aereo da addestramento L-90TP 8
Aermacchi MB-339 Italia Italia aereo da attacco al suolo MB-339C 6
Antonov An-12 Cub Russia Russia aereo da trasporto An-12 6
Harbin Y-12 Cina Cina aereo da trasporto Y-12 3
IAI Astra Israele Israele aereo da trasporto VIP IAI Astra 1125 1
Mikoyan-Gurevich MiG-29 Fulcrum Russia Russia aereo da caccia
aereo da addestramento
MiG-29
MiG-29UB
5
2
Mil Mi-8 Hip Russia Russia elicottero da trasporto Mi-8
Mi-17
2
1
Mil Mi-24 Hind Russia Russia elicottero d'attacco Mi-24D
Mi-35
10
5
Sukhoi Su-25 Frogfoot Russia Russia aereo da attacco al suolo Su-25 6
Sukhoi Su-27 Flanker Russia Russia aereo da caccia Su-27SK
Su-27UB
8

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "World Military Aircraft Inventory", Aerospace Source Book 2007, Aviation Week & Space Technology, 15 gennaio 2007.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]