Aeronautica militare

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Un'aeronautica militare, o forza aerea, è una forza armata o un servizio militare di un paese, atta a condurre una guerra aerea. Tipicamente dispone di aeromobili da caccia, da bombardamento, da ricognizione, da trasporto, da addestramento, nonché di sistemi di attacco o difesa aerea di tipo missilistico.

La corrispondente forza aerea della Repubblica Italiana è l'Aeronautica Militare Italiana.

Storia dell'aeronautica militare[modifica | modifica wikitesto]

Il primo corpo militare 'aeronautico' fu il Corpo Aerostati francese che prese parte alla Battaglia di Fleurus nel 1794, dotato di palloni aerostatici.

I palloni prima e i dirigibili poi, costituirono gli unici mezzi aerei in dotazione alle forze armate per un lungo periodo di tempo, con compiti essenzialmente ricognitivi, fino all'introduzione dell'aeroplano, il cui primo impiego bellico risale alla Guerra italo-turca del 1911, in Libia, nella quale da un aereo italiano, per la prima volta nella storia, furono lanciate granate, sul campo turco di Ain Zara.

L'utilizzo militare vero e proprio dell'aereo, però, si ebbe con la prima guerra mondiale, dove fin dall'inizio si usarono piccoli aerei per compiti ricognitivi per arrivare col protrarsi del conflitto, a modelli sempre più evoluti, più veloci ed equipaggiati espressamente per il combattimento.

Nel corso del primo conflitto mondiale si distinsero grandi aviatori come il Barone Rosso e Francesco Baracca e nacquero i primi corpi aerei veri e propri, come il Servizio Aeronautico, allora incorporato nel Regio Esercito Italiano.

Crescente importanza venne data all'arma aerea nel periodo tra le due guerre, prima con lo sviluppo del biplano, del quale il più fulgido esempio è il Fiat C.R.32, ma soprattutto con l'introduzione del monoplano, che segnò una vera rivoluzione sotto tutti gli aspetti, soprattutto per quanto riguarda velocità e manovrabilità.

I più famosi caccia monoplani impegnati nel secondo conflitto mondiale sono l'inglese Supermarine Spitfire, il tedesco Messerschmitt Bf 109, l'americano Mustang e il giapponese Zero. L'Italia sviluppò diversi modelli di caccia eccellenti, come il Macchi M.C.205 o il Reggiane Re.2005, ma essi entrarono in produzione troppo tardi, quando ormai le sorti del conflitto erano già segnate.

Il periodo 1939-1945 è stato cruciale per lo sviluppo e per la diversificazione dell'arma aerea. Nuove tipologie di aerei vennero creati per rispondere alle varie esigenze belliche: comparvero così, a fianco dei ricognitori e dei caccia, i bombardieri a medio e lungo raggio, gli aerosiluranti, i bombardieri a picchiata e tante altre varianti di queste categorie adatte, ad esempio, all'azione notturna o alle operazioni da portaerei. In Germania, in particolare, furono introdotte due delle invenzioni più importanti in campo aeronautico della storia: l'aereo a reazione, il celebre Me 262 e il missile, la V2, derivato dalle bombe volanti V1.

Al termine del conflitto, con la rovinosa disfatta delle potenze dell'Asse, gli Americani e i Sovietici si appropriarono di queste scoperte e, grazie al supporto degli stessi scienziati tedeschi, poterono dare vita a quel processo di costante sviluppo che ha portato all'aeronautica moderna e all'esplorazione spaziale.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) John Buckley, Air Power in the Age of Total War, UCL Press, 1998, ISBN 1-85728-589-1.

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