de Havilland DH.98 Mosquito

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de Havilland DH.98 Mosquito
Il Mosquito B Mark IV Series 2, matricola DK338, in volo.
Il Mosquito B Mark IV Series 2, matricola DK338, in volo.
Descrizione
Tipo bombardiere veloce
cacciabombardiere
caccia notturno
fotoricognitore
Costruttore Bandiera del Regno Unito de Havilland
Data primo volo 25 novembre 1940[1]
Data entrata in servizio 1941
Utilizzatore principale Bandiera del Regno Unito RAF
Altri utilizzatori Bandiera del Canada RCAF
Bandiera dell'Australia RAAF
Bandiera degli Stati Uniti USAAF
Bandiera della Jugoslavia JRV
Esemplari 7 781.[2]
Tavole prospettiche

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Il de Havilland DH.98 Mosquito ("zanzara" in inglese) è stato un aereo militare britannico di grande versatilità durante la seconda guerra mondiale. Era soprannominato affettuosamente "Mossie" dai suoi equipaggi[3] ed aveva anche come altri nomignoli: "The Wooden Wonder" (la Meraviglia di legno) o "The Timber Terror" (il Terrore di legno), poiché la cellula era realizzata in legno laminato.[4] Venne impiegato dalla Royal Air Force (RAF) e da molte altre forze aeree nel conflitto mondiale, sia nel teatro europeo che in quelli del Pacifico e del Mediterraneo, oltre che nel periodo postbellico.

Inizialmente concepito come bombardiere veloce disarmato, il Mosquito fu adattato a molti altri ruoli durante la guerra, tra cui: bombardiere tattico diurno a bassa e media quota, bombardiere notturno da alta quota, indicatore di bersagli (Pathfinder), caccia diurno o notturno, cacciabombardiere, aereo d'attacco e ricognitore fotografico. Fu anche utilizzato dalla British Overseas Airways Corporation (BOAC) come aereo da trasporto. Fu la base per un caccia pesante dal nome de Havilland Hornet.

Indice

[modifica] Storia

[modifica] Sviluppo

All'inizio del 1936 l'Air Ministry emise la specifica P.13/36 per la fornitura di un bombardiere medio da fornire ai reparti della Royal Air Force. Alla gara parteciparono la Avro con il Manchester, la Handley Page con l'H.P.56, la Vickers con il Warwick equipaggiato con una coppia di motori Rolls-Royce Vulture. L'azienda fondata dal progettista britannico Geoffrey de Havilland partecipò alla gara con uno sviluppo del quadrimotore di linea DH.91 Albatross. La commissione incaricata della valutazione, dopo aver visionato le varie proposte si espresse a favore del Manchester.

Su iniziativa privata l'ufficio di progettazione capeggiato da Ronald E. Bishop continuò gli studi, focalizzandosi su di una macchina veloce e capace di sopravvivere esclusivamente grazie alla velocità.

Il 7 luglio 1938 la nuova proposta venne sottoposta al Ministero dell'Aria britannico (con a capo Sir W. Freeman), ma non ottenne finanziamenti. La nuova macchina, che era totalmente diversa dalla linea di bombardieri veloci inglesi in quel tempo realizzata dalle altre industrie, aerei convenzionali, metallici, venne accolta con notevole scetticismo, visto che sembrava impossibile che un aereo senza armamento potesse sopravvivere in combattimento. Un'altra grande fonte di perplessità era il fatto che il nuovo aereo fosse costruito di legno, dopo che ormai la Royal Air Force cominciava ad avere in linea velivoli esclusivamente metallici. Il progetto del Mosquito venne approvato definitivamente solo con parecchio ritardo, il 29 dicembre 1939.

Il prototipo del Mosquito W4050


[modifica] Impiego operativo

Nonostante il Mosquito fosse stato concepito come bombardiere, la sua prima e prioritaria mansione è stata quella di ricognitore e caccia. La sua capacità di assumere i ruoli più vari, e di svolgerli tutti in maniera eccellente, era straordinaria e non potrebbe essere meno ben espressa da questa diversione dalla specifica originaria. Il Mosquito era di fatto una macchina che anticipava i tempi pur essendo di costruzione lignea.

La sua velocità era la caratteristica fondamentale, ma abbinando la finezza aerodinamica alla potenza dei motori, era possibile avere anche altre interessanti capacità, come una grande autonomia ed una elevata tangenza.

Nonostante i tedeschi abbiano ben presto avuto a che fare con il Mosquito, non riuscirono a fermarlo quasi fino alla fine delle ostilità. Solo i caccia Messerschmitt Me 262 e gli Heinkel He 219 Uhu erano in grado di intercettarlo, ma non era mai un compito facile visto che i Mosquito erano in grado di superare in agilità i jet tedeschi e solo di poco più lenti rispetto agli Uhu.

Mosquito B Mk IV allineati su di un aeroporto inglese.

Gli attacchi al suolo erano svolti con efficacia, con aerei armati di cannoni, bombe, razzi e mitragliere. Le prestazioni erano apparentemente inferiori, ma la massima velocità era raggiunta a circa 4000 m piuttosto che 7000, il che implicava che gli aerei d'attacco erano dotati di maggiore velocità a bassa quota.

Il basso carico alare del Mosquito, circa 200-220 kg/m², un buon rapporto potenza/peso, consentiva al "Mossie" una buona agilità. Esso era di fatto molto più leggero rispetto ad altri aerei da caccia pesante di ultima generazione, e nell'insieme non sfigurava nei combattimenti aerei manovrando con successo contro i caccia Me 262 a getto, più veloci ma molto meno agili, e persino con i caccia Bf 109 e 110, che pure erano più leggeri, riusciva a cavarsela bene, riuscendo quantomeno a difendersi.

Il cannone Molins, invece, non ebbe molto successo. La sua massa era di circa 907 kg, e le forze di rinculo danneggiavano il muso dell'aereo. I razzi furono trovati molto più efficaci nel compito di colpire un bersaglio prima di sorvolarlo.

Nonostante fosse un bombardiere, la RAF lo considerò inizialmente molto più importante come ricognitore e come caccia notturno, per poi finalmente apprezzare il velivolo come bombardiere ma anche in funzione di pathfinder, guida per gli stormi di bombardieri pesanti. Il Mosquito venne utilizzato anche come loro caccia di scorta, nonostante la difficoltà di riconoscere nel buio i bombardieri dai caccia notturni nemici. John Cunninghan, soprannominato "Cat's eye", divenne il maggior asso inglese della caccia notturna con 21 vittorie aeree, sia offensive che difensive. La versione cacciabombardiere Mk VI venne prodotta, nonostante fosse meno prestante del solito, in quantità maggiori che qualunque altra.

L'USAAF lo utilizzò come ricognitore in numerosi esemplari. Almeno un centinaio vennero forniti con vari reparti operativi, con la sigla F-8. Si trattava di PR Mk XV e B Mk VII e XX adattati alla ricognizione. Il fatto che gli americani avessero gli F-5, ovvero gli ottimi caccia P-38 modificati come ricognitori d'alta quota, parla concretamente sulla validità che dovette dimostrare il 'Mossie'.

Un Mosquito B.Mk 35, una delle ultime versioni bombardiere prodotte

Nel dopoguerra il Mosquito continuò ad essere prodotto in una certa quantità e venne utilizzato anche da altre nazioni, come Israele (che probabilmente li usò fino al 1956), ma la sua struttura lignea ne provocò l'usura rapida, specie in zone umide come la Malesia, dove venne sostituito dal Beaufighter. Tra i vari Paesi che lo impiegarono figuravano anche Belgio, Birmania, Cecoslovacchia, Cina e Francia, per arrivare a Svizzera, Sud Africa e Unione sovietica.

L'ultima missione operativa di un Mosquito della RAF ebbe luogo a metà dicembre 1955, da parte dell'81 Squadron, in Malesia, che in quell'occasione inviò un ricognitore PR Mk 34. Visto che altri aerei bellici continuarono le loro operazioni in unità di seconda linea, praticamente il "Mossie" sopravvisse fino all'epoca degli aerei da Mach 2, che a quel punto rendevano decisamente lento anche il "wooden wonder".

La sua struttura base venne impiegata anche per realizzare un aereo da caccia imbarcato, e il suo derivato più piccolo e potenziato Sea Hornet divenne il più veloce caccia a pistoni inglese, con oltre 750-762 km/h.; questa eccellente macchina, molto più piccola, metallica e monoposto, apparve solo nel dopoguerra e sebbene fosse veloce quasi quanto i primi caccia a reazione, nonché con molta più autonomia, ebbe una carriera a quel punto compromessa dalla obsolescenza dei motori a pistoni per un caccia di prima linea.

Alcuni Mosquito vennero utilizzati ampiamente come aerei da trasporto veloce, postali, ricognizione e aerofotogrammetria per numerosi anni nel dopoguerra, concludendo in maniera pacifica la propria carriera operativa.

Un Mosquito con le insegne del 653 Bomb Squadron in un museo
Un Mosquito B Mk XVI inglese


[modifica] Versioni

Il Mosquito, nonostante la sua potenzialità multiruolo, per esprimersi al meglio ha avuto bisogno di piccole riprogettazioni strutturali e molte variazioni nell'impiantistica.

Vennero realizzate moltissime versioni del Mosquito, anche se a volte le differenze tra due versioni erano minima; la RAF comunque considerò "la meraviglia di legno" un ottimo progetto e cercò di aggiornalo il più possibile. All'epoca gli aerei metallici, anche importanti, venivano prodotti in poche versioni e, quando obsoleti, venivano semplicemente ritirati dall'attività o passati in seconda linea.

Il problema maggiore della de Havilland, dato il successo del progetto, fu quello di organizzare una produzione in massa che non richiedeva molte materie prime ma, in compenso, vi era la necessità di molti falegnami ed altri lavoratori manuali. Così alcune ditte inglesi ne ebbero alcuni in appalto, ma soprattutto l'allora multinazionale aeronautica passò i progetti alle sue filiali nel Commonwealth. Persino così, il numero di Mosquito prodotti non arrivò mai ai livelli desiderati.

[modifica] Note

  1. ^ Bowman 2005, p. 8.
  2. ^ Bowman 2005, p. 163.
  3. ^ "deHavilland DH 98 Mosquito." warbirdalley.com.URL consultato il 10 ago 2009.
  4. ^ Bellows, Alan. on "The Timber Terror." DamnInteresting.com, 11 nov 2006. URL consultato il 10 ago 2009.

[modifica] Bibliografia

  • Nico Sgarlato, Mosquito, the wooden wonder, Aerei nella Storia, n. 49 pag. 30-42
  • (EN) Gordon, Yefim. Soviet Air Power in World War 2 Hinkley (England) Midland Ian Allan Publishing 2008. ISBN 978-1-85780-304-4.
  • William Green, Dimensione cielo - Aerei stranieri nella 2ª Guerra Mondiale - Caccia - Gran Bretagna 21 - Copyright: Edizioni Bizzarri - Roma ; Macdonald & Co, Ltd, London - Edizioni Bizzari Roma 1972

Frederick Forsyth - The Shepherd [1976]

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