Airco DH.2

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Airco DH.2
Un Airco DH.2
Un Airco DH.2
Descrizione
Tipo caccia
Equipaggio 1
Progettista Geoffrey de Havilland
Costruttore Regno Unito Airco
Data primo volo luglio 1915
Utilizzatore principale Regno Unito RFC
Esemplari 453
Dimensioni e pesi
Lunghezza 7,69 m (25 ftin)
Apertura alare 8,61 m (28 ft 3 in)
Altezza 2,91 m (9 ft 6½ in)
Superficie alare 23,13 (249 ft²)
Carico alare 28,3 kg/m² (5,79 lb/ft²)
Peso a vuoto 428 kg (942 lb)
Peso max al decollo 654 kg (1 441 lb)
Propulsione
Motore un rotativo Gnome Monosoupape
Potenza 100 hp (75 KW)
Prestazioni
Velocità max 150 km/h (93 mph) al livello del mare
Velocità di salita 2,77 m/s (545 ft/min)
Autonomia 400 km (250 mi)
Tangenza 4 265 m (14 000 ft)
Armamento
Mitragliatrici 1 Lewis da 7,7 mm (.303 in)

i dati sono estratti da Warplanes of the First World War - Fighters Volume One[1]

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L'Airco DH.2 era un biplano monoposto da caccia prodotto dall'azienda britannica Aircraft Manufacturing Co. Ltd., meglio conosciuta come Airco, negli anni dieci del XX secolo. A volte l'aereo viene indicato con la designazione de Havilland D.H.2, dal nome del suo progettista Geoffrey de Havilland.

Caratterizzato dalla singolare configurazione ad elica spingente, venne utilizzato dai Royal Flying Corps durante la prima guerra mondiale divenendo uno dei più rappresentativi velivoli da combattimento della prima fase del conflitto.

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Il DH.2 fu progettato da Geoffrey de Havilland quando, nel 1914, egli entrò a far parte del team di disegnatori della ditta Airco. Avendo lavorato a diversi progetti di aeroplani per conto della Royal Aircraft Factory fin dal 1910, già allora la sua esperienza era considerevole.

Nel 1914 non esisteva ancora un sistema di sincronizzazione delle mitragliatrici abbastanza efficiente da consentire di fare fuoco attraverso le pale di un'elica con sicurezza. Per consentire di sparare in avanti con un'arma automatica fu necessario posizionare il motore nella parte posteriore della carlinga, e dotarlo di un'elica spingente.

Il prototipo fu completato nell'estate del 1915, e in luglio fu inviato al No.5 Squadron del Royal Flying Corps (RFC) per la valutazione operativa. Sfortunatamente esso venne perso dietro le linee tedesche il 9 agosto, ma per allora aveva già dato prova di caratteristiche tali da far sì che il modello venisse ordinato per la produzione in serie.

Vista frontale di un Airco DH.2 in fase di atterraggio.

Impiego operativo[modifica | modifica wikitesto]

La produzione in serie del DH.2 cominciò nel tardo 1915, e i primi esemplari raggiunsero il No.11 e No.18 Squadron (attivi in Francia) entro dicembre, e il No. 5 Squadron ne fu equipaggiato nel gennaio del 1916.

Fin dall'inizio della sua carriera operativa, il DH.2 si dimostrò superiore ai monoplani Fokker tedeschi, il cui predominio, che fino ad allora era stato schiacciante, iniziò ad essere messo in crisi proprio nel corso del 1916. Nel corso di 744 combattimenti aerei tra l'aprile 1916 e il maggio 1917, i DH.2 distrussero o catturarono 44 aerei tedeschi.

Tuttavia, verso la fine del 1916 il modello iniziava a essere superato rispetto ai nuovi Albatros D.I e D.II tedeschi, ed entro il 1917 quasi tutti i DH.2 erano stati ritirati e sostituiti dai DH.5, e da altri biplani appartenenti a una generazione già molto più avanzata, dotati di eliche traenti con mitragliatrici fisse sincronizzate.

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Regno Unito Regno Unito

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bruce 1965, p. 128

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) J.M. Bruce, Warplanes of the First World War, Fighters Volume One, MacDonald & Co., 1965.
  • (EN) William Green, Gordon Swanborough, The Complete Book of Fighters, 1st Edition, London, Salamander Books Ltd., 1996, ISBN 0-86101-643-2.
  • (EN) James Goulding, Interceptor- RAF Single Seat Multi-Gun Fighters, London, Ian Allen Ltd., 1986, ISBN 0-7110-1583-X.
  • (EN) A.J. Jackson, De Havilland Aircraft since 1909, 3rd Edition, London, Putnam, 1986, ISBN 0-85177-802-X.
  • (EN) Francis K. Mason, The British Fighter since 1912, Annapolis, Maryland, Naval Institute Press, 1992, ISBN 1-55750-082-7.
  • (EN) Michael Sharpe, Biplanes, Triplanes, an Seaplanes, London, Friedman/Fairfax Books, 2000, ISBN 1-58663-300-7.

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