V2 (Aggregat 4)

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Vergeltungswaffe 2
V-2, Aggregat-4, A-4
Un missile V2 al museo di Peenemünde
Un missile V2 al museo di Peenemünde
Descrizione
Impiego rappresaglia
Sistema di guida radio
Impostazione 1936
In servizio 1944
Ritiro dal servizio 1945
Utilizzatore principale Germania
Peso e dimensioni
Peso 13.500 kg
Altezza 14 m
Diametro 1,65 m
Prestazioni
Gittata 320-360 km
Velocità massima 5200 km/h
Esplosivo Tritolo e Nitrato di Ammonio, 800 kg

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La V2 fu un precursore dei missili balistici utilizzato dalla Germania durante le ultime fasi della seconda guerra mondiale, in particolare contro Gran Bretagna e Belgio. La sigla V2 sta per Vergeltungswaffe 2, (arma di rappresaglia 2 in tedesco, un'idea di Joseph Goebbels per fini di propaganda). Il missile era designato dai suoi progettisti come A4 (Aggregat 4).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Già dal 1927, i membri della Società tedesca iniziarono i primi test sui razzi a combustibile liquido. Nel 1932, la Reichswehr (la Difesa Nazionale Tedesca) si interessò degli sviluppi di questi test soprattutto per il settore militare, e una squadra condotta dal Generale Walter Dornberger rimase molto impressionata dal test di un vettore progettato e costruito da Wernher von Braun. Nonostante le caratteristiche di questo primo razzo fossero molto limitate, Dornberger riuscì ad intuire la genialità di von Braun e quindi lo spronò ad entrare nell'esercito al fine di continuare lo sviluppo delle sue ricerche.

Von Braun accettò, così come fecero molti altri membri della società. Nel dicembre del 1934, ebbe un altro successo con il missile A-2, un piccolo razzo con motore ad etanolo e ossigeno liquido.

Dal 1936, il gruppo capitanato da von Braun si concentrò sulla costruzione dei successori del razzo A-2, l'A-3 e l'A-4. Quest'ultimo era un progetto che prevedeva una portata di ben 200 km con una traiettoria che lo portava ai limiti dello spazio circumterrestre (circa 80 km) con un carico di circa una tonnellata. Questi risultati erano stati permessi anche dal miglioramento dei motori fatto da Walter Thiel.

Partenza di un razzo V2 nel 1943

Con la necessità di testare l'A-3 e poi successivamente l'A-4, era ormai chiaro che i progetti di von Braun stavano diventando realtà, così il Generale Dornberger, sotto consiglio della madre di von Braun, trasferì il team da Kummersdorf (vicino a Berlino) verso una piccola città, Peenemünde, sull'isola di Usedom (litorale baltico della Germania), per fornire una migliore infrastruttura tecnica/logistica per i test ed ottenere anche una maggiore segretezza.

Il razzo A-3 risultò all'atto pratico poco affidabile, così si decise di rivedere completamente lo sviluppo di questo modello sotto il nome di un nuovo progetto chiamato A-5. Questa nuova versione era decisamente più affidabile e nel 1941 erano già stati testati circa 70 razzi A-5.

Il primo missile operativo A-4 volò nel marzo del 1942 e percorse solo una traiettoria di 1,5 km, schiantandosi successivamente in mare. Il secondo lancio ebbe più fortuna, raggiunse un'altitudine di circa 11km prima di esplodere. Il terzo lancio, in data 3 ottobre 1942 fu invece coronato da un completo successo: il missile A-4 seguì quasi una traiettoria perfetta e si schiantò a 193 km di distanza dalla piattaforma di lancio superando gli 80 km di quota. La produzione dell'A-4 partì nel 1943, comunque il suo uso bellico non fu completamente una sorpresa per gli alleati, in quanto questi erano già a conoscenza dell'arma tedesca. Infatti, successivamente ad uno dei molti test dell'A-4, in Polonia, un missile era stato recuperato da militanti della resistenza polacca e i particolari tecnici erano stati poi trasmessi al servizio segreto britannico. A questo punto, per gli inglesi, fu chiara la nuova minaccia che si stava profilando all'orizzonte e quindi lanciarono una grossa offensiva contro i complessi di costruzione della A-4. In particolare la base di Peenemünde fu pesantemente bombardata nel luglio del 1943, causando ritardi nella produzione dei missili e la morte di molti tecnici ed operai, tra cui vi erano anche alcuni detenuti di un campo di concentramento vicino.

Nel frattempo, sempre nel 1943, le V2 furono adoperate come piattaforme per il telerilevamento.[1]

Dornberger aveva capito l'importanza di disperdere i complessi di lancio dei missili per mezzo di rampe mobili, ma Hitler fece pressione per la costruzione di immense strutture sotterranee per il lancio. I missili venivano prodotti in più fabbriche e spediti lungo le linee ferroviarie, in modo da permettere dei lanci quasi ininterrotti verso il nemico.

La produzione del missile avveniva in grandi fabbriche sotterranee, come la tristemente nota Dora-Mittelbau, al riparo dai bombardamenti alleati. Il costo di produzione di una V-2 era comparabile a quello di un bombardiere e certamente non giustificato dal limitato carico (meno di una tonnellata) di alto esplosivo.

Dal documentario del regista Mauro Vittorio Quattrina intitolato Tunnel Factories (2010), si apprende che a Torbole (TN) sul lago di Garda, presso la galleria Caproni, venivano costruite parti della V-2 che venivano inviate poi in Germania; in quella galleria sotto la direzione dell'Ing. Pizzini venivano costruiti anche lamiere e particolari minuti degli aerei a getto Messerschmitt Me 262.

Vi fu anche l'idea di progettare appositi U-Boot in grado di trasportare questi nuovi missili.[2]

L'alto costo dell'ordigno e la paritetica limitata capacità di carico fecero ritenere ai servizi segreti alleati che il successivo passo tedesco sarebbe stato l'uso del missile come vettore per una bomba a fissione nucleare.

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Nell'immediato dopoguerra l'A-4 ebbe una breve ma intensa storia di utilizzazione. Sia gli americani che i russi poterono disporre di centinaia di questi missili utilizzati per far partire i rispettivi programmi missilistici, programmi che porteranno i due paesi alla corsa di conquista dello spazio.

Molti missili costruiti alla fine degli anni quaranta e prima metà degli anni cinquanta derivano più o meno direttamente dai progetti tedeschi, come per esempio il missile Redstone. Questo missile direttamente derivato dalla tecnologia della V-2, era un lanciatore balistico per ordigni nucleari, ma che opportunamente adattato, permise agli Stati Uniti di lanciare, nel 1958 il loro primo satellite orbitale Explorer 1 e successivamente il loro primo astronauta in un volo suborbitale del programma Mercury.
I russi partirono dal V2 sviluppando il missile R-1 (in realtà una copia esatta del V2) e nel tempo riuscirono a progettare lo R-7 "Semërka" che permise loro di portare il primo uomo nello Spazio.

Aspetti tecnici[modifica | modifica sorgente]

  • Le ricerche tedesche si erano rivelate molto ingegnose ed economiche. Ad esempio il sistema di propulsione veniva alimentato da una miscela di due composti liquidi: alcool etilico, estratto dalle patate, e perossido di idrogeno (acqua ossigenata) prodotto dalla potente industria chimica tedesca. Tale miscela permetteva al motore di ottenere delle ottime prestazioni, unite ad una elevata sicurezza di funzionamento ed un facile stoccaggio di tali componenti.

I V2 nei media[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://users.unimi.it/br1/Telerilevamento.pdf
  2. ^ Rocket U-Boat Program

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Tracy Dungan: V-2: A Combat History of the First Ballistic Missile. Westholme Publishing ([1]) 2005, ISBN 1-59416-012-0
  • Giorgio Danilo Cocconcelli: "Tunnel Factories – le Officine Aeronautiche Caproni e Fiat nell’Alto Garda 1943-1945”, Giorgio Apostolo Editore 2002
  • Gabriele Zaffiri: "Progetti segreti della Luftwaffe", Nicola Calabria Editore, 2011, ISBN 978-88-6575-030-8

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]