Henschel & Sohn

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Henschel & Sohn (dal 1957 Henschel-Werke)
Stato Germania Germania
Fondazione 1810 a Cassel
Fondata da Georg Christian Carl Henschel e Johann Werner Henschel
Sede principale Liegi
Settore meccanica
Prodotti mezzi di trasporto

La Henschel & Sohn era un'azienda meccanica tedesca. Dal 1957 cambiò la propria ragione sociale in Henschel-Werke. La sua vasta produzione spaziava dai rotabili ferroviari al materiale aeronautico, da quello bellico a quello automobilistico.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini[modifica | modifica sorgente]

Il ponte in ferro del 1826 della Henschel & Sohn nel Bergpark Wilhelmshöhe
Dampflok Drache su un francobollo
Trasporto di una locomotiva della Henschelwerke attraverso Kassel nel 1865

La Henschel venne fondata nel 1810 a Cassel, in Germania, da Georg Christian Carl Henschel in società col figlio, Johann Werner Henschel, fonditore di campane e scultore. Nel 1816 la Henschel & Sohn iniziò a produrre motori a vapore. Nel 1817 divenne socio della ditta anche il fratello maggiore di Johann, Carl Anton Werner e, dal 1837, veniva aperto un secondo stabilimento a Holländischen Platz, ora sede della Università di Kassel. Dopo la morte, nel 1835, del fondatore Georg Christian Carl l'azienda, sotto la guida del figlio di Carl Anton, Oscar Henschel, ebbe una vigorosa espansione. Questi concentrò la produzione sulle esigenze delle ferrovie in rapida crescita. Il 29 luglio 1848 usciva dagli stabilimenti Henschel la prima locomotiva a vapore, per il treno della Friedrich-Wilhelms Nordbahn. Il 4 ottobre 1860 veniva prodotta la 50a locomotiva e, alla morte di Oscar Henschel, nel 1894 erano già state prodotte più di 4.000 locomotive. Il numero dei dipendenti che avevano superato nel 1865 il limite di 500 unità, nel 1894 erano già 1.600.

Dopo la morte di Oscar la vedova, Sophie Henschel, ne continuò le funzioni fino al raggiungimento della maggiore età del figlio Karl Theodor Anton Ferdinand Henson.

Anno Forza lavoro
1837 200
1865 500
1873 1400
1894 1600
1904 3000 e 1600 nel sito Henrichshütte presso Hattingen dal 1904

Numero di locomotive prodotte:

Data Numero esemplari
29 luglio 1848 la prima prodotta
4 ottobre 1860 50ª
19 agosto 1865 100ª
21 maggio 1873 500ª
12 aprile 1879 1000ª
25 luglio 1886 2000ª
1 febbraio 1890 3000ª
18 gennaio 1894 4000ª
1899 5000ª
al 15 marzo 1905 più di 7000.
Targa di costruzione di locomotiva a vapore Henschel & Sohn del 1925
Una poderosa locomotiva Henschel Br.01 delle ferrovie tedesche
Una locomotiva prodotta dalla Henschel nel 1936, conservata al São Paulo Technology Museum, in Brasile.

Nel 1905 fu costruita la prima locomotiva elettrica; nel 1910, il primo motore per locomotiva termica Henschel con carburatore. All'inizio del XX secolo la Henschel era già divenuta una delle più grandi aziende produttrici di locomotive in Germania; nel 1920 fu trasformata in una società a responsabilità limitata. Dal 1918 fu iniziata la produzione di trasmissioni meccaniche e dal 1925 iniziò la produzione di automobili, autocarri e autobus.

Negli anni successivi assorbì la produzione di locomotive della R. Wolf AG (nel 1928), della Linke-Hofmann-Busch (nel 1930, in società paritaria con Krupp) e della Hanomag (nel 1931).

Nell'aprile 1933 la Henschel e la Wegmann raggiunsero un accordo per la produzione del materiale rotabile occorrente per un treno a vapore ad alta velocità. La prima produsse la locomotiva a vapore surriscaldato e la Wegmann si assunse l'onere della costruzione del materiale rimorchiato speciale.

La Henschel nel periodo nazista[modifica | modifica sorgente]

Biplano di attacco al suolo Henschel Hs 123

Dopo la salita al potere di Adolf Hitler e l'istituzione della Germania nazista, le esigenze di ricostituzione della potenza militare tedesca imposero a numerose aziende meccaniche una riconversione all'industria bellica. In quest'ambito nel 1935 la Henschel iniziò la produzione su licenza del carro armato Panzer I. Durante la seconda guerra mondiale, nel periodo 1939-1940 iniziò la produzione su grande serie del Panzer III quindi, dal 1941, del Tiger I. Henschel inoltre fu il solo costruttore del Tiger II. Nel 1945 l'azienda poteva contare su una forza lavoro di 8 000 dipendenti che lavoravano in due turni di 12 ore ciascuno. Durante il conflitto gli stabilimenti dell'azienda sono stati tra i bersagli più importanti del Bomber Command britannico e delle unità di bombardamento USAAF e sono stati quasi completamente distrutti.

Oltre la produzione di mezzi terrestri in dotazione all'Heer, l'esercito tedesco dell'epoca, la Henschel sviluppò numerosi velivoli ed armi contraerei per la Luftwaffe, l'aeronautica militare. Di seguito sono elencati gli aeromobili e le armi identificati con la designazione Reichsluftfahrtministerium (RLM), il Ministero deputato alla gestione dell'intera aviazione tedesca del periodo.

Il secondo dopoguerra[modifica | modifica sorgente]

Come molte altre aziende tedesche che erano state attive nella produzione bellica anche la Henschel uscì dalla seconda guerra mondiale con gli impianti produttivi gravemente compromessi o quasi completamente distrutti. Nel 1946 gli occupanti alleati autorizzarono la riparazione di piccole locomotive industriali e di autocarri danneggiati o usurati. Nel 1948 poté iniziare la ricostruzione di locomotive ma già nel 1953 la Henschel era in bancarotta. La WUMAG di Amburgo rilevò la società e la rinominò Henschel Maschinenbau avviando la produzione di motori ad elevata potenza come i diesel marini e le turbine a vapore. Nel 1961 assorbì la produzione di locomotive diesel della Esslingen Maschinenfabrik.

Autocarro Hanomag-Henschel
Filobus in servizio sulla rete di Solingen
Una targa del 1948
Locomotiva diesel V.320 delle DB

La precedente Henschel & Sohn GmbH, rinominata nel 1957 Henschel-Werke GmbH, dal 1962 divenne una società per azioni. Nel 1963 la produzione di autobus fu abbandonata. L'anno successivo le azioni della Henschel-Werke AG vennero acquisite dalle Acciaierie del Reno; in conseguenza nel 1965 cambiò il nome in Rheinstahl Henschel AG. Dal 1969 tutta una serie di passaggi di mano portarono alla fusione con la produttrice di camion Hanomag dando luogo alla Hanomag-Henschel. Hanomag-Henschel fu poi venduto a Daimler-Benz, che dal 1974 non usò più il marchio Hanomag Henschel. Nel 1976 le Acciaierie del Reno passarono in mano alla Thyssen-Hütte AG; Il nome tradizionale, per la produzione di locomotive, rimase comunque quello di Henschel. Nel 1990, insieme con ABB (già BBC di Mannheim), venne fondata a Mannheim la ABB Henschel AG. Nel 1995 venne concordata una joint venture ABB e Daimler-Benz per l'integrazione delle divisioni di ingegneria del traffico sotto il nome di ABB Daimler Benz Transportation, Adtranz. Il 1 gennaio 1996, il nome Henschel scompariva definitivamente come produttore di veicoli sostituito dal nome ADtranz.

Prodotti rilevanti[modifica | modifica sorgente]

Henschel come costruttore di locomotive[modifica | modifica sorgente]

Henschel fu per lungo tempo tra i più grandi costruttori come Siemens, AEG, Krauss-Maffei e Borsig. Forniva locomotive per la Deutsche Reichsbahn e successivamente per la Deutsche Bundesbahn.

Dopo la seconda guerra mondiale la massiccia produzione ferroviaria della Henschel-Werk cessò, sotto il United States Army Transportation Corps e successivamente privatamente, l'attività proseguì riparando mezzi ferroviari danneggiati durante il conflitto. Nella metà degli anni sessanta fu sviluppata la Baureihe E 03 bzw. 103. Dalla metà degli anni cinquanta la Henschel costruì locomotori Diesel su licenza della General Motors Electro-Motive Division. Il maggior cliente furono le ferrovie egiziane.

Modelli di Privatbahnloks[modifica | modifica sorgente]

Henschel costruì durante la seconda guerra mondiale la Wehrmachtslokomotive WR 360 C 14, diesel-idraulica. Modelli simili furono offerti dal 1949.

Generazione 1

Le prime sul modello della Wehrmachtstypen.

Generazione 2

Dal 1955 la cabina di pillotaggio si trova nel mezzo.

Generazione 3

Nel 1958 Henschel sviluppò locomotori con cabina singola. Queste locomotive avevano lungo la lunghezza del veicolo, due strisce argento. Dei tipi a tre assali ne furono costruite 318, l'ultimo esemplare nel 1971.

Generazione 4

In questa generazione cambia il sistema di trasmissione non più con un albero singolo rigido. Con quattro assali e due carrelli, ebbero anche due motori.

Generazione 5

Nel 1973 i prodotti furono rivisti. Su disposizione del Bundesverbandes Deutscher Eisenbahnen cambairono le norme omologative.

Generazione 6
Esslinger

Queste locomotive furono sviluppate dalla Maschinenfabrik Esslingen, e prodotte dal 1961 presso Henschel a Kassel.

Export

Alla fine degli anni '80 cessò la produzione ferroviaria.

Henschel come costruttore di veicoli industriali[modifica | modifica sorgente]

Prima e dopo la seconda guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Henschel 40 S 1 Bj. 39 con „Nieren“-calandra, 95-PS-Dieselmotor[1]
Henschel-Lkw della Wehrmacht in Italia nel 1943

Durante la crisi degli anni '20, l'azienda scelse di diversificarsi, dato che la produzione ferroviaria non ebbe più possibilità di espansione. Decisero di entrare nel ramo dei veicoli industriali. Nel 1925 iniziò la produzione di Lastkraftwagen e Omnibus, così come veicoli da 3 e 5 tonnellate su licenza della svizzera FBW (ca. 300 esemplari). Negli anni successivi furono sviluppati veicoli Omnibus sia benzina che Diesel. Alla fine degli anni '20 furono anche sperimentati veicoli con motore a vapore e con gassogeno, ma in numero molto basso. All'inizio degli anni '30 furono offerti veicoli fino a 12t. Nel 1932 fu sviluppato il primo Henschel-Lanova-Dieselmotoren con l'apporto del tecnico Franz Lang, con un miglioramento rispetto ai Diesel di precedenti generazioni. Tale motore fu utilizzato anche su locomotive e omnibus. Il sistema d'iniezione Lanova-Einspritzverfahren fu utilizzato dai motori per veicoli Henschel fino agli anni '60. Negli anni '30 Henschel si fece un nome nei veicoli industriali per le realizzazioni di Omnibus e LKW. Molti veicoli furono impiegati durante la seconda guerra mondiale. Con il bombardamento dell'azienda la produzione cessò.

Nel secondo dopoguerra[modifica | modifica sorgente]

La Sechszackige Stern, marchio della Henschel & Sohn
HS 160

Dal 1946 gli impianti vennero riparati e iniziarono ad occuparsi della riparazione e trasformazione dei veicoli militari. Grossi numeri vennero realizzati installando motori Diesel sui veicoli militari americani a benzina. Data la grande produzione bellica sotto il nome Henschel, l'azienda fu rinominata Hessia (da Hessen) sotto il controllo degli alleati. Il nome originale ritornò nel 1948.

Nuovi modelli per LKW[modifica | modifica sorgente]

Al salone IAA del 1961 furono presentati nuovi modelli, nuove designazioni e collaborazioni con la francese Saviem-Renault. Le nuove cabine cubiche disegnate dal francese Louis Lucien Lepoix, furono sviluppate con lamiere stampate e di tipo cabover (Tramführerhaus (T) così come Haubenlastwagen (H)). Le cabine furono di tipo a breve percorrenza o lunga percorrenza. I due assi HS 14 e HS 16 con 14 t e 16 t di massa totale a terra, nel 1962 l'HS 12 T con 12 t di MTT, veniva offerto solo come cabover. Sotto la designazione HS 12 H furono offerti i vecchi modelli HS 100/120. Parimenti nel 1962 furono offerti gli HS 15 un HS 14 potenziato, con il motore del HS 16 m. Per l'export venne dato l' HS 19. Al salone IAA del 1963 furono presentati i tre assi HS 22 e HS 26 (22t e 26t di MTT) con cabover. All'inizio del 1965 furono utilizzati fari ovali. Al salone IAA del 1965 sui veicoli venne posto il nuovo logo HENSCHEL-Schild sul frontale, abbandonando il logo SAVIEM-RENAULT del 1962. La grossa novità fu il cabover per lunghe percorrenze HS 12 T. La cabina era più lunga di 20 cm. ribaltabile e con fari nei paraurti.

Henschel come costruttore di velivoli[modifica | modifica sorgente]

Fino al 1945[modifica | modifica sorgente]

Hs 126
Hs 117 „Schmetterling“

All'inizio degli anni '30 la Henschel fece alcuni tentativi, infruttuosi, di costruzioni aeronautiche. Accordi con costruttori come Junkers, Arado Flugzeugwerke, Bayerische Flugzeugwerke e Rohrbach Metallflugzeugbau non portarono a nulla. I velivoli più importanti della Henschel-Flugzeuge furono:

Diversi furono i prototipi e i velivoli sperimentali costruiti, mai prodotti in serie.

Dopo il 1945[modifica | modifica sorgente]

Nel 1956 Henschel costruì, su licenza dalla casa madre, elicotteri per la Bundeswehr come l'Alouette II SE 3130 e il Sikorsky S-58/H34 sotto l'egida Henschel Flugzeugwerke AG (HFW) a Kassel.

Henschel come costruttore di Panzer[modifica | modifica sorgente]

Con il riarmo delle forze armate tedesche (Aufrüstung der Wehrmacht) nella seconda metà degli anni '30, Henschel iniziò la produzione bellica. L'azienda produsse Panzer e veicoli blindati. Venne costruita la terza fabbrica Werk III a Kassel-Mittelfeld.

Tiger (sullo sfondo Panzerkampfwagen V Panther)

Da Henschel-Werke uscirono:

Produssero il 8,8 cm PaK 43 e il 2 cm Flak 38. L'impianto di Kassel fu notevolmente danneggiato, ma la produzione rimase elevata. Con la dichiarazione del 1943 la produzione del Tiger fu mantenuta da lavoratori stranieri.[2]

Con la fine del conflitto finì al produzione bellica Henschel, ripresa solo con l'avvento della Bundeswehr. Henschel fu coinvolta in diversi progetti bellici, come il Kanonenjagdpanzer, lo Spähpanzer Luchs e il Marder. Henschel partecipò al bando per la produzione del Leopard 2, che vinse la concorrente Krauss-Maffei Wegmann. Nel 1999 la divisione difesa Henschel fu ceduta alla Rheinmetall.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Thomas Vollmer Ralf Kulla, Panzer aus Kassel: Die Rüstungsproduktion der Firmen Henschel und Wegmann, Prolog Verlag, 1994.ISBN 3-89395-004-4
  • Peter Engelhard, Ich habe den Ruf, ein brutaler Hund zu sein. Fritz-Aurel Goergen und die Henschel-Werke., Lechner Verlag, 2010.ISBN 978-3-9813522-3-8
  • Horst Materna, Die Geschichte der Henschel Flugzeug-Werke A.G. in Schönefeld bei Berlin 1933 bis 1945, Verlag Rockstuhl, 2011.ISBN 978-3-86777-049-1

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Zeitschrift: Lastauto Omnibus – 100 Jahre L+O, Seite 118
  2. ^ Walter J. Spielberger: Der Panzerkampfwagen Tiger und seine Abarten, Motorbuch Verlag, ISBN 3-87943-456-5, S. 133

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]