V3 (cannone)

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V-3
Hochdruckpumpe (pompa ad alta pressione)
Una parte del cannone.
Una parte del cannone.
Impiego
Utilizzatori Germania nazista
Produzione
Costruttore Krupp
Descrizione
Lunghezza canna 130 m
Calibro 150 mm
Peso proiettile 140 kg
Velocità alla volata 1500 m/s
Gittata massima 165 km

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Una porzione del cannone.

Il V3 Hochdruckpumpe (ovvero la pompa ad alta pressione) fu un prototipo di super-cannone realizzato dalla Germania durante le ultime fasi della seconda guerra mondiale. La sigla V3 sta per Vergeltungswaffe 3 ("arma di rappresaglia 3" dal tedesco), data l'idea di Joseph Goebbels di cambiare nome ad alcune armi per fini propagandistici. In realtà, la lettera "V" fu scelta come sigla alle armi di rappresaglia (V-1, V-2, V-3), dai servizi segreti alleati.

L'arma era stata progettata per poter sparare granate da 60 chilogrammi, da Mimoyecques nei pressi di Calais sulle coste francesi, fino a Londra.

Progetto[modifica | modifica wikitesto]

L'idea principale era quella di utilizzare la polvere da sparo per fornire la spinta necessaria affinché il proiettile riuscisse ad uscire dalla canna del cannone con la velocità necessaria per raggiungere l'obiettivo. La spinta avveniva gradualmente, facendo esplodere le granate al fianco della canna. Si trattava quindi di una soluzione abbastanza economica.

Uno dei primi esperimenti, notare le camere di scoppio laterali ancora poste a 90°.
Alcune installazioni del cannone V3 a Wolin, in Polonia.

Il programma originale prevedeva venticinque di queste armi, a Marquise-Mimoyecques tra Calais e Boulogne, che, una volta ultimata la fase di progettazione, dovevano lanciare 200 granate all'ora (ma dopo aver effettuato dei test a Hillersleben nell'autunno 1943 e a Miedzyzdroje nel gennaio 1944, si decise che si poteva aumentare la cadenza di fuoco del 50%).

Fu quindi scavato nel terreno gessoso (la marna, tipico della zona) una serie di tunnel inclinati a circa 45° collegati da una scacchiera di tunnel orizzontali, quelli superiori sfocianti nel tunnel ferroviario di quasi 2 km e quelli inferiore alla base dei tunnel inclinati, ad una profondità di circa 60 metri, posizionati sotto la falda acquifera con i relativi problemi di impermeabilizzazione. Fin dall'inizio i tedeschi si accorsero che il meccanismo aveva degli svantaggi, come il cedimento in alcuni punti della canna, e l'instabilità del proiettile quando superava la velocità di 1100 m/s. Il ministro degli armamenti Albert Speer si era tuttavia convinto che una migliore sagoma del proiettile potesse ovviare a ciò. In realtà secondo il museo di Lussemburgo, andando a modificare l'angolo tra i giunti, il volume delle camere secondarie, la distanza che intercorreva tra esse, la quantità di polvere da sparo e la velocità iniziale del proiettile, si poteva arrivare a cedimenti molto più dilatati nel tempo, ovvero da un valore di dopo 10 lanci a 10 000 circa.

L'arma fu progettata dalla ditta Röchling Eisen - und Stahlwerke di Lipsia, che presentarono l'idea a Speer che, incuriosito, ne ordinò uno studio di fattibilità alla ditta Saar Roechling. Il cannone aveva una lunghezza della canna di 130 metri, e una capacità di sparare granate di 140 kg anche a 165 km di distanza (in realtà nei test non si raggiunse mai una tale distanza). L'idea del tipo di cannone può essere fatta risalire al barone Guido Von Pirquet[1], che studiò il sistema di alloggiamenti laterali che se attivati in giusta sequenza riescono a dare al proiettile la giusta velocità, oltre i 1500 m/s. La velocità massima di uscita teorica doveva raggiungere i 1.700 m/s con angolazione del cannone a 39°, durante i test però non superò mai i 1.170 m/s (con la bocca da fuoco del 15 cm F.H.18 non si andò oltre i 935 m/s). A queste velocità i proietti erano poco stabili, per cui si decise di dotarli di piccole alette di 2,5 cm a raggiera sull'affusto per la stabilità (solo vent'anni dopo i canadesi ripresero l'idea nella serie di Martlet).

Fu inizialmente sviluppato un piccolo prototipo nell'isola polacca Wolin nei pressi di Miedzyzdroje, dimostrandone le capacità nel aprile-maggio 1943. Subito si iniziarono quindi gli scavi delle gallerie, necessarie per la costruzione dell'imponente cannone nel litorale nord della Francia, andando a costituire quindi la terza arma di terrore dopo la V-1 e la V-2.

Il sito francese in costruzione prevedeva delle camere di combustione laterali inclinate di un certo angolo e poste ad una distanza di 3,65 metri l'una dall'altra. Alla sua costruzione si dedicarono molti operai slavi,[2] ma la resistenza francese, visti gli iniziali sforzi della costruzione, avvisò subito gli alleati, che puntualmente (solo due mesi dopo) iniziarono i bombardamenti; Il 6 luglio 1944, tre bombe Tallboy penetrarono il poco cemento superficiale e la marna fino ad entrare nei tunnel inclinati, percorrendoli fino in fondo. Il disastro fu totale: la parte inferiore della base, dove erano tenuti prigionieri i circa 800 lavoratori forzati durante il bombardamento, si riempì d'acqua uccidendoli tutti.

Nonostante il successo alleato, gli americani con il progetto Aphrodite continuarono fino al mese di agosto '44 a bombardare i bunker costieri utilizzando dei B-17 radioguidati, ma poi sospesero l'operazione per i pochi risultati ottenuti e per i molti incidenti avvenuti. In uno di questi incidenti, il 12 agosto 1944, in Inghilterra mentre stava volando verso Mimoyecques, morì Joseph Kennedy Jr., fratello maggiore del futuro presidente.

Davanti all'avanzata alleata la base fu abbandonata, Nel 1945 fu ampiamente dinamitata dal genio inglese per evitare un possibile uso anti-inglese (l'Europa unita era ancora lontana e la demolizione riguardò tutte le basi tedesche in Francia del nord). La base è attualmente visitabile nella parte superiore. Non ci sono fondi per andare a cercare i prigionieri sepolti nella parte inferiore.

Non si conoscono, quindi, le effettive potenzialità di quest'arma, considerando anche che furono sparati ben pochi colpi.

Bombardamento del Lussemburgo[modifica | modifica wikitesto]

Una versione ridotta del cannone fu utilizzata contro la città di Lussemburgo (che era stata liberata nel settembre del '44). I primi colpi furono sparati il 30 dicembre 1944 per un totale di 183 colpi, fino al 22 febbraio 1945, con 44 centri confermati nell'area urbana. L'arma non si dimostrò molto efficace: i colpi giunti a segno causarono 10 morti e 35 feriti.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Esistono due musei sul V3: uno sull'isola polacca Usedom dove fu costruito il prototipo e l'altro a Mimoyecques in Francia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Secondo David Irving il sistema dei V3 deriva dagli studi di Lyman e Haskell sull'incremento di gittata per i cannoni di difesa costieri tramite "una seconda camera di scoppio con innesco a pressione". A confermare questa tesi il fatto che i primi esperimenti sul V3 a Hillersleben si basavano su camere di scoppio laterali a T (90°) e non a Y (45°) come invece vennero montate a Marquise-Mimoyecques.
  2. ^ secondo altre fonti erano degli operai francesi del servizio obbligatorio raggruppati per dieci sotto la guida di minatori di Colonia e Dusserldorf

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