Parisgeschütz

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Parisgeschütz
(Cannone di Parigi)
Kaiser Wilhelm Geschütz
(Cannone del Kaiser Guglielmo)
Un modello del cannone visto dall'alto
Un modello del cannone visto dall'alto
Tipo Cannone ferroviario a lungo raggio
Impiego
Utilizzatori Germania
Produzione
Costruttore Krupp
Entrata in servizio 1918
Ritiro dal servizio 1918
Descrizione
Peso 750.000 kg
Lunghezza 37m
Lunghezza canna 25 - 28 m
Calibro 210 mm
Tipo munizioni HE
Peso proiettile 119 kg
Velocità alla volata 1600 m/s
Gittata massima 122 km
Elevazione da 0 a 55 gradi
Angolo di tiro 360 gradi

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Il Parisgeschütz (tedesco: cannone di Parigi) era il nome di un pezzo di artiglieria/cannone ferroviario con il quale i tedeschi bombardarono Parigi durante la prima guerra mondiale, dal marzo all'agosto del 1918. Quando fu usato per la prima volta i parigini credettero di essere bombardati da un dirigibile, non sentendo il rumore di aeroplani o cannoni. Fu il più grande cannone utilizzato nel corso del conflitto.

Chiamato anche Cannone del Kaiser Guglielmo (Kaiser Wilhelm Geschütz), viene spesso confuso con la Grande Berta, il cannone usato dai tedeschi contro i forti di Liegi nel 1914, infatti i francesi lo chiamavano allo stesso modo, o con il più piccolo Langer Max, da cui deriva. La celebre famiglia Krupp di industriali dell'acciaio produsse tutti e tre i cannoni, ma non vi sono altre similitudini.

Come arma non ebbe grande successo, infatti la carica esplosiva era molto piccola, la canna doveva essere sostituita regolarmente e l'accuratezza era sufficiente soltanto per bersagli delle dimensioni di una città. Tuttavia l'obiettivo dei tedeschi era quello di costruire un'arma psicologica per intaccare il morale dei parigini, non per distruggere la città.

Costituì in seguito l'ispirazione di Gerald Bull per il suo testo sull'artiglieria avanzata; l'autore raccolse notizie sulla storia del Parisgeschütz e pubblicò un libro su di esso.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il cannone durante la fase di montaggio.

Il Parisgeschütz era un'arma come nessun'altra, ma le sue esatte capacità sono sconosciute, tutti i valori numerici disponibili sono approssimati. Ciò a causa dell'apparente distruzione totale del cannone da parte dei tedeschi durante l'offensiva dell'Intesa del 1918. I dati circa le dimensioni, la gittata e le prestazioni variano notevolmente a seconda delle fonti; nemmeno il numero di proiettili sparati è certo.

Da quello che si conosce era in grado di lanciare un proiettile da 94 kg ad una distanza di 130 km ed un'altitudine massima di 40 km (la massima altitudine raggiunta da un proiettile costruito dall'uomo fino al primo test di volo del V2 nell'ottobre 1942). All'inizio della sua traiettoria di 170 secondi, ogni proiettile viaggiava alla velocità di 1.600 m/s, quasi cinque volte la velocità del suono.

Il cannone stesso pesava 256.000 kg, era montato su rotaie ed aveva una canna rigata di 210 mm di calibro lunga 28 metri, con una porzione liscia di sei metri.

In origine concepito come un'arma navale, il cannone era operato da 80 marinai della Kaiserliche Marine, comandati da un ammiraglio. Era circondato da molteplici batterie di artiglieria convenzionale, per creare un "muro di rumore" attorno ad esso, cosicché non potesse essere localizzato da francesi ed inglesi. Il proiettile volava talmente in alto che fu il primo oggetto costruito dall'uomo ad entrare nella stratosfera; lassù l'aria è così rarefatta da non offrire quasi più resistenza, il che contribuisce a rendere possibile la formidabile gittata. I proiettili erano lanciati a tale velocità che ogni colpo erodeva una considerevole quantità di acciaio dalla canna. Dunque ogni proiettile era numerato a seconda del diametro ed era necessario spararli in ordine numerico, per evitare che il cannone si inceppasse ed esplodesse. Dopo 65 colpi sparati la canna aveva un diametro di 240mm.

Il Parisgeschütz era il pezzo di artiglieria più grande costruito all'epoca, ma fu superato in ogni aspetto dallo Schwerer Gustav nella seconda guerra mondiale. Il non terminato V-3 sarebbe stato di dimensioni ancora maggiori.

Impiego[modifica | modifica sorgente]

Il cannone sparava dalla foresta di Coucy e venne usato per bombardare Parigi da una distanza di 120 chilometri; ed il primo proiettile atterrò alle 7:18 del 12 marzo 1918. Soltanto quando furono raccolti abbastanza frammenti fu possibile determinare che si trattava di un proiettile.

A queste distanze la forza di Coriolis (dovuta alla rotazione della Terra), effetto che influenza il moto di tutti i proiettili e di cui occorre sempre tenere conto nei calcoli di tiro, produce effetti di particolare rilievo. Infatti gli artiglieri del cannone dovevano considerare che il proiettile sarebbe atterrato 393 metri più vicino e 1.343 metri più a destra di dove sarebbe atterrato senza considerare tale effetto.

In totale furono sparati tra i 320 ed i 367 proiettili, uccidendo 250 persone, ferendone 620 e causando considerevole danno alla città. In un giorno sereno potevano venire sparati 20 proiettili.

Nell'agosto del 1918 il cannone fu riportato in Germania, dato che l'avanzata dell'Intesa ne metteva a rischio la sicurezza. Il cannone non fu mai individuato dalle forze dell'Intesa; si pensa che alla fine della guerra sia stato completamente distrutto dai tedeschi. Gli americani rinvennero una base di ricambio presso Château-Thierry, ma null'altro.

Influenze[modifica | modifica sorgente]

Il Parisgeschütz ha un posto significativo nella storia dell'astronautica. Attorno al 1930 l'esercito tedesco si interessò ai razzi per l'artiglieria a lunga gittata per sostituire il Parisgeschütz, vietato dal Trattato di Versailles.

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