Grande Berta

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42 cm Type M-Gerät 14
Dicke Bertha (grande Berta)
Fleissige Bertha (Berta la zelante)
Una grande Berta in postazione su cingoli Bonagente
Una grande Berta in postazione su cingoli Bonagente
Tipo obice pesante
Impiego
Utilizzatori Impero tedesco
Germania
Produzione
Costruttore Krupp
Entrata in servizio 1914
Ritiro dal servizio 1916
Descrizione
Peso 43,285 tonnellate
Lunghezza canna 5,88 m
Calibro 420 mm
Tipo munizioni HE
Peso proiettile 820 kg
400 kg (introdotti nel 1917)
Velocità alla volata 425 m/s
Gittata massima 9.375 m (proiettili da 810 kg)
12.500 m (proiettili da 400 kg)
Elevazione +40° / +75°
Angolo di tiro

[senza fonte]

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La grande Berta (ufficialmente 42 cm M-Gerät 14 L/12) è un modello d'un pezzo d'artiglieria terrestre utilizzato dall'esercito tedesco durante la prima guerra mondiale. È errore comune definire con questo nome il cannone che bombardò Parigi in quello stesso periodo: il Parisgeschütz.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1908, lo Stato Maggiore tedesco incaricò la fabbrica di armamenti di Friedrich Alfred Krupp, a Essen, di progettare un pezzo d'artiglieria capace di sfondare tre metri di cemento armato e abbattere le torrette in acciaio al nichel delle fortificazioni francesi. La concezione dell'arma fu affidata al professor Rausenberger, mentre i calcoli furono svolti dal capitano Becker. Dopo aver testato una grande quantità di granate, il miglior compromesso tra le prestazioni balistiche e le capacità di penetrazione fu ottenuto con un proiettile di 1150 kg riempito con 144 kg d'esplosivo. Ad ogni modo, il pezzo - chiamato Gamma-Gerät (apparecchio Gamma) - poteva essere trasportato solamente per la via ferrata, limitando in questo modo la sua mobilità, e aumentandone nel contempo la vulnerabilità.

A partire dal Gamma-Gerät, fu dunque sviluppato un obice più leggero (del peso comunque di 70 tonnellate) e più mobile, l'M42. Conformemente alle tradizioni della fabbrica Krupp, che volevano che i macchinari prodotti venissero battezzati con il nome di un membro della famiglia, l'M42 venne soprannominato dicke Bertha, "Berta" in onore di Bertha Krupp, la figlia maggiore, e "grande" per via del calibro elevato. Gli artiglieri lo soprannominarono ulteriormente fleissige Bertha (Berta la zelante).

Uso[modifica | modifica wikitesto]

Modello in scala ridotta conservato al Musée de l'Armée di Parigi.
Il modello su affusto ferroviario, kurze Marine-Kanone 12 L/16 (Gamma-Gerät), in azione.

Gli M42 entrarono in servizio il 12 agosto 1914 durante l'assedio di Liegi. Il 15 agosto, i tredici forti che cingevano la città belga (tra cui il forte di Loncin) erano stati distrutti. Le Berta devastarono le fortezze di Anversa, Maubeuge, Namur, Verdun, Ypres così come le difese russe del Danubio. I danni causati ai forti, che erano reputati indistruttibili, impressionarono e preoccuparono gli alleati. Una interessante testimonianza della potenza di questi cannoni, nonché del loro impatto psicologico, ci viene data dallo storico inglese Alistair Horne, che nel suo libro Il prezzo della gloria - Verdun 1916, riferisce come l'onda d'urto causata dallo sparo della Grande Berta potesse «infrangere i vetri delle case nel raggio di tre chilometri».

L'ultima volta che questi cannoni furono utilizzati fu nella battaglia di Verdun; in seguito la loro gittata fu giudicata troppo corta e non furono più utilizzati.

Derivati successivi: la grande Gilda e le confusioni con altri calibri e nomi[modifica | modifica wikitesto]

Tuttavia, la fama popolare della grande Berta nasce dalla confusione con i lunghi cannoni che bombardarono Parigi nel 1918 e che i tedeschi chiamavano Ferngeschütz o Pariser Kanonen o anche Parisgeschütz: Rausenberger aveva adattato dei tubi di grosso calibro destinati all'incrociatore Ersatz Freya, la cui costruzione era stata sospesa.

Alla fine della guerra, gli M42 furono distrutti perché non cadessero in mani nemiche. Successivamente non ci furono condizioni per produrre questa bocca da fuoco aggirando le limitazioni al riarmo tedesco dopo la fine della prima guerra mondiale, date a seguito del trattato di Versailles. Solo il cannone destinato al campo di tiro di Meppen sopravvisse, fu leggermente rimaneggiato e successivamente rimontato. Ribattezzato große Gilda (grande Gilda), venne utilizzato nel dicembre del 1941, durante l'assedio di Sebastopoli e qualche anno più tardi durante l'insurrezione di Varsavia. Bombardò ugualmente la linea Maginot, ma senza grandi risultati.

Né la grande Berta, né la grande Gilda erano classificate come cannoni, infatti secondo i canoni classici e secondo la sigla (M42, dove M sta per Mörser), questa bocca da fuoco doveva essere classificata come mortaio, in quanto sparante prevalentemente nel terzo arco (elevazione superiore a 45°). La denominazione iniziale, e una delle varianti del modello 42-cm-Gamma Mörser era comunque 42 cm kurze Marinekanone L/16, cannone corto da marina, mentre il nome Bertha, non è documentato derivare da tradizione Krupp, e si ipotizza possa attribuirsi al "Bertha" dell'alfabeto fonetico tedesco del 1905 in uso all'epoca[1], sostituito da "Bernhard" nel 1926 e reintrodotto in quello attuale, corrispondente all'attuale "Bravo" dell'alfabeto fonetico NATO, come pure dall'alfabeto fonetico (Buchstabiertafel) traevano nome i successivi grossi calibri 80 cm K (E) Dora e Gustav. Peraltro Sia Bertha che Gustav furono figure fondamentali della famiglia Krupp nella prima metà del XX secolo.

I tre modelli iniziali del mortaio si denominavano: Kurze Marine-Kanone 14 (M-Gerät); 42 cm kurze Marinekanone L/16 (Gamma-Gerät) a trasporto ferroviario; 42-cm-Gamma Mörser utilizzabile con trattori militari, quest'ultimo la Grande Berta (Dicke Bertha) in senso stretto su affusto ruotato, tutti derivati dai progetti che, agli inizi del 1900, traevano insegnamento dall'utilizzo terrestre di calibri navali nella guerra russo-giapponese.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Clemens Schwender: Wie benutze ich den Fernsprecher? Die Anleitung zum Telefonieren im Berliner Telefonbuch 1881–1996/97. Lang, 1997, ISBN 3-631-31378-0

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Axel Turra, Dicke Bertha – Ein 42-cm-Steilfeuergeschütz wird zur Legende. Podzun-Pallas Verlag, Wölfersheim-Berstadt, 2001, ISBN 3-7909-0753-7 (Waffen-Arsenal Special 31).

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