Regione della Ruhr

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In rosso la regione della Ruhr

La regione della Ruhr (o bacino della Ruhr, in tedesco Ruhrgebiet) è una regione storica tedesca nella Renania Settentrionale-Vestfalia che prende nome dall'omonimo fiume Ruhr che la attraversa. La Ruhr con i suoi 5,3 milioni di abitanti è una delle più grandi aree urbane europee che si estende su una superficie di 4.535 km². Tuttavia la conurbazione si può ritenere più estesa comprendendo anche gli agglomerati di Colonia, Bonn, Düsseldorf e Leverkusen posti più a sud, quest'area prende il nome di Rhein-Ruhr e forma uno tra i più grandi agglomerati urbani dell'Unione Europea con quasi 12 milioni di abitanti equiparando regioni metropolitane come quelle di Parigi e Londra.

Fanno parte della Ruhr 53 città tra cui Bochum, Bottrop, Dortmund, Duisburg, Essen, Gelsenkirchen, Hagen, Hamm, Herne, Mülheim an der Ruhr e Oberhausen e molte altre, tutte interconnesse da una fitta rete autostradale e ferroviaria. Sono abitate da circa 5,3 milioni di abitanti, con una densità che sfiora i 1200 ab./km².

Ricca di carbone e di ferro ha avuto, a partire dall'inizio del XIX secolo un notevole sviluppo nei settori estrattivo e metallurgico. In seguito a ciò la regione ha avuto un notevole incremento della sua ricchezza e della sua densità di abitanti giungendo a 800 ab/km².

Storia[modifica | modifica sorgente]

Città della Ruhr

Antica regione occupata dai Celti Raurici fin dal VI secolo a.C., è proprio da questo popolo che ne prende il nome la regione tedesca della Ruhr.[1] Durante la rivoluzione industriale fu una regione fortemente sviluppata grazie ai bacini minerari, sotto il regno di Prussia.

Nel 1921, dopo la sconfitta tedesca nella prima guerra mondiale, fu creata la zona demilitarizzata della Ruhr. Nel 1923 venne invasa dalle truppe francesi a seguito del ritardo del pagamento del debito di guerra da parte della Germania. Questa regione fu un "pegno" di quanto il governo tedesco doveva restituire alla Francia. La Germania proclamò la resistenza passiva nella regione: i lavoratori delle miniere misero in atto scioperi e sabotaggi, provocando un alto numero di morti e feriti. La produzione si fermò, causando ingenti danni all'economia tedesca che già aveva difficoltà a riprendersi dopo i danni subiti dalla guerra. Nel 1925 le truppe franco-belga si ritirarono. Durante la seconda guerra mondiale fu sottoposta a pesanti bombardamenti. Nel 1949 gli Alleati ne fecero un'area smilitarizzata, sotto controllo internazionale, fino al ritorno alla Germania nel 1951.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Peter Berresford Ellis, L'impero dei Celti, Bologna 1996, p.23.

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