Joseph Goebbels

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Joseph Goebbels
Bundesarchiv Bild 146-1968-101-20A, Joseph Goebbels.jpg

Cancelliere del Reich
Durata mandato 30 aprile 1945 –
1º maggio 1945
Presidente Karl Dönitz
Predecessore Adolf Hitler
Successore Nessuno
(Lutz Graf Schwerin von Krosigk divenne Ministro Capo)

Ministro del Reich per la Propaganda
Durata mandato 13 marzo 1933 –
30 aprile 1945
Primo ministro Adolf Hitler
Predecessore Carica creata
Successore Werner Naumann

Dati generali
Partito politico Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori Tedeschi, tessera numero 8762
Alma mater Università di Bonn
Università di Würzburg
Università di Friburgo in Brisgovia
Università di Heidelberg
Firma Firma di Joseph Goebbels

Joseph Paul Goebbels (Rheydt, 29 ottobre 1897Berlino, 1º maggio 1945) è stato un politico e giornalista tedesco. Fu uno dei più importanti gerarchi nazisti, Gauleiter di Berlino dal 1926 al 1945, Ministro della Propaganda del Terzo Reich dal 1933 al 1945, ministro plenipotenziario per la mobilizzazione alla guerra totale e generale della Wehrmacht, con l'incarico della difesa di Berlino dall'aprile del 1945, e, dopo il suicidio di Hitler, il 30 aprile 1945, per quasi due giorni Cancelliere del Reich.

Le sue tecniche di propaganda furono uno dei fattori che consentirono al NSDAP l'ascesa al potere in Germania, nel 1933. Avendo un dottorato in letteratura (la sua tesi dottorale ebbe come argomento la produzione letteraria romantica del XIX secolo) ed essendo inoltre una delle persone più colte tra i nazionalsocialisti di spicco[1], furono in molti, tra cui lo stesso Führer Adolf Hitler, a chiamare il Ministro Herr Doktor (Signor Dottore).[2]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

« Un capo delle SA viene a chiederci se un suicida possa essere sepolto con le nostre bandiere. Gli rispondo di sì, a condizione che il suo crollo sia avvenuto in conseguenza dei travagli del nostro tempo. »
(Estratto dai diari di Joseph Goebbels, datato 4 gennaio 1932.)
Joseph Goebbels, durante un comizio politico, nel 1932.

Joseph Paul Goebbels nacque il 29 ottobre 1897, al numero 186 di via Odenkirchener, a Rheydt, oggi quartiere di Mönchengladbach[3], importante centro dell'industria tessile della Renania Settentrionale-Vestfalia, che, all'epoca, contava circa trentamila abitanti. Joseph era figlio di Fritz, ragioniere presso una fabbrica di reticelle per il gas del luogo, la W.H.Lennartz & Co., e di Maria Katharina Maria Odenhausen nata Coervers, che il padre sposò nell'anno 1892.

La madre era olandese, proveniente dal villaggio di Uebach-over-Worms, trasferitasi in Germania a seguito della morte del padre, fabbro[4]. Il nonno paterno era Conrad Goebbels, sarto proveniente dalla città di Beckrath, la nonna paterna Gertrud Margarete Rosskamp, figlia di contadini di Beckrath. Lo zio era Heinrich Goebbels, commerciante di tessuti. Il padrino di battesimo di Joseph Paul Goebbels era un fratello della madre, Joseph Odenhausen del villaggio di Uebach-over-Worms, oggi incorporato nella municipalità di Landgraaf.

Joseph Paul Goebbels ebbe due fratelli maggiori, Konrad e Hans; due sorelle, Marie ed Elisabetta, morirono in giovane età; una terza, Maria, nacque dodici anni dopo di lui. Nell'anno 1900, il padre Fritz acquistò una casa al numero 140 di via Dahlener, a Rheydt, oggi numero 156. La sua infanzia fu segnata da una grave malattia: un'osteomielite, o secondo altre fonti una forma di paralisi infantile, che lo colpì a sette anni, attorno al 1904. Un'operazione chirurgica al femore sinistro non riuscì, tanto che la gamba sinistra rimase per sempre più corta dell'altra.

A causa di questo difetto, che lo costrinse a camminare zoppicando vistosamente per il resto della vita, Goebbels non poté prendere parte alla prima guerra mondiale. Successivamente Goebbels fece circolare la voce di essere un veterano del conflitto e che la sua menomazione fosse dovuta a una ferita di guerra.[5] Mentre Joseph Paul Goebbels termina gli studi liceali nel 1917, Adolf Hitler, Hermann Goering e Rudolf Hess combattono sui campi di battaglia della prima guerra mondiale.

L'invalidità non gli impedì di continuare con profitto gli studi. Entrambi i genitori erano cattolici devoti[6][7], tanto che il futuro ministro nazista della propaganda dovette in massima parte ai cattolici la propria formazione[8], durante gli anni della gioventù. Già all'inizio degli anni venti, tuttavia, la sua fede andava scemando, perché egli rifiutava gli elementi filo-pauperistici del cristianesimo.[9] Nel 1917 Goebbels si trasferisce al numero 18 di Post Strasse, a Bonn, per proseguire gli studi universitari; il 5 settembre dello stesso anno Goebbels chiede supporto economico alla Commissione Diocesiana della Società Albertus Magnus.

A Bonn frequenta le lezioni di Adolf Dyroff, professore di filosofia, e le lezioni di letteratura di Berthold Lietzmann e Carl Enders. Al termine della prima guerra mondiale, l'11 novembre 1918, il nuovo governo post-rivoluzionario indice elezioni per il 26 gennaio 1919. Joseph Goebbels vota per il Partito Nazionalista Tedesco, così come il fratello Konrad, rientrato dal fronte. La città natale di Rheydt è occupata da soldati belgi. Nel 1919 si trasferisce a Monaco di Baviera e alloggia al numero 2 di Roman strasse, a Neuhausen. Studia sotto l'egida del professor Heinrich Wolfflin, storico dell'arte, musica con il professore Hermann Ludwig von Pfordten e teologia cattolica con il professor Joseph Schnitzer. Nel 1919, mentre è all'Università di Friburgo in Brisgovia, abbandona la confraternita Unitas, a seguito di una crisi nella fede cattolica.

Quando, nel 1919, lo studente Anton Graf von Arco auf Valley[10], attivista anticomunista e antisemita, assassina il primo ministro repubblicano della storia della Baviera, Kurt Eisner, eletto dai partiti di Sinistra, Goebbels si interessa al socialismo. Nel 1920 si trasferisce all'Università di Heidelberg, dove studia sotto l'egida di due professori ebrei, Friedrich Gundolf(-inger), professore di storia della letteratura, e Max von Waldberg, autore di numerosi libri di storia della letteratura. Il 18 novembre 1921 consegue il dottorato, con una tesi di laurea su Wilhelm von Schütz.

Nel 1922 lavora brevemente come critico d'arte per un giornale, ma viene licenziato; successivamente tiene una lezione pubblica su Oswald Spengler. Il 2 gennaio 1922 Goebbels trova lavoro presso la Banca Dresdner di Colonia, grazie alle relazioni familiari della fidanzata, Else Janke, di origini ebraiche. Vi rimane per nove mesi, per essere in seguito licenziato. L'11 gennaio 1923, la Francia occupa la Ruhr; lo stesso anno Adolf Hitler organizza il Putsch di Monaco, e viene arrestato e imprigionato a Landsberg.

Nel 1923 Albert Leo Schlageter viene fucilato dalle autorità francesi per sabotaggio[11]. Il 4 maggio 1924 i partiti di Destra ottengono il 6.4% dei voti alle elezioni politiche, per un totale di 1 918 329 voti e una rappresentanza di 32 seggi sui 472 del Reichstag. Nel luglio 1924, Joseph Goebbels organizza le prime riunioni politiche nella casa paterna di Rheydt. In seguito viene interrogato dalle forze di occupazione belghe di Rheydt, in quanto agitatore politico. Nell'estate del 1924, Goebbels presenzia, con l'amico Fritz Prang, ai comizi politici organizzati dai partiti di Destra a Weimar. Presenti sono pure Erich Ludendorff e Julius Streicher.

Il 13 settembre 1924 pubblica il suo primo articolo su una rivista settimanale politica, Volkische Freiheit, sponsorizzata da Friedrich Wiegershaus dal marzo 1924. Scrive, sul concetto di Nazionalismo e Socialismo: «Noi siamo nulla, la Germania è tutto». Il 7 dicembre 1924, la Destra, rappresentata dal Movimento per la Libertà Nazional Socialista, ottiene una sconfitta elettorale e raccoglie 907 242 voti, con quattordici membri in Parlamento, di cui solo cinque legati politicamente ad Adolf Hitler. Il 20 dicembre 1924, Joseph Goebbels scrive su Volkische Freiheit: «Ogni disastro a Jena è seguito da una vittoria a Lipsia». Lo stesso giorno, Hitler lascia la prigione di Landsberg e ritorna a Monaco di Baviera.

Il 20 gennaio 1925 Joseph Goebbels viene licenziato dalla rivista Volkische Freiheit; in seguito al licenziamento, grazie all'amicizia di Karl Kaufmann, Joseph Goebbels diviene Geschaftsführer per Alex Ripke, Gauleiter per la regione della Renania Nord. Nel 1925, Gregor Strasser, deputato nazista, eletto già nel 1924 alla Dieta bavarese e poi al Reichstag, cui Hitler aveva affidato il compito di riorganizzare il partito nel nord, lo udì parlare per la prima volta e gli offrì l'incarico di suo segretario personale, incarico che era stato fino a quel momento ricoperto da Heinrich Himmler.

Nella faida interna al NSDAP, che vide contrapposto Hitler all'ala proletaria e radicaleggiante del partito, Goebbels si schierò inizialmente a favore di quest'ultima e dei fratelli Strasser, facendo proprie molte delle idee dei principali avversari interni del Führer. Nell'autunno 1925, Goebbels fu in prima linea, al fianco di Strasser, nel sostenere la campagna per l'espropriazione dei beni dei nobili decaduti, proposta dai deputati comunisti e socialdemocratici. Nel novembre 1925, l'assemblea dei capi nazisti dei distretti settentrionali, capeggiata dai fratelli Strasser e dallo stesso Goebbels, scelse ufficialmente di seguire questa linea, ma, il 14 febbraio 1926, Hitler stroncò definitivamente la "ribellione" di Strasser e di Goebbels, costringendoli a rinunciare al loro programma.

Goebbels provò una delusione cocente nei confronti dell'uomo che, tre anni prima, aveva salutato come un profeta, ma Hitler, positivamente impressionato dal giovane renano, fece in modo di portarlo dalla propria parte: il 29 marzo 1926 offrì a Goebbels l'occasione di parlare in pubblico, a Monaco, il successivo 8 aprile; Goebbels accettò e, da quel momento in poi, fu completamente riconquistato dal Führer. Nell'agosto del 1926 ruppe ufficialmente con Strasser e passò definitivamente dalla parte di Hitler, di cui divenne il seguace più radicale e fedele, sino alla fine[6].

Verso la fine dell'ottobre 1926, Hitler nominò Goebbels Gauleiter di Berlino, con il compito di guadagnare al nazionalsocialismo la capitale tedesca, considerata una città "rossa", perché la maggior parte degli elettori era socialista o comunista. Egli condusse l'operazione, seppur con risultati non sempre soddisfacenti[12], con fanatismo e inesauribile energia, riuscendo ad affascinare e attrarre verso il nazionalsocialismo numerosi elettori dei quartieri operai della città (capisaldi elettorali del Partito Comunista di Germania, il KPD)[13].

Nel 1928 fu eletto deputato al Reichstag[6] e l'anno seguente venne ufficialmente incaricato della propaganda su tutto il territorio nazionale. Infine, nel 1933, Goebbels venne chiamato a rivestire la carica di Ministro della Propaganda, e l'equivalente carica all'interno dello NSDAP come Reichsleiter, del primo gabinetto Hitler, carica che mantenne ininterrottamente fino alla sua morte e alla caduta del Terzo Reich[14].

In tale veste, Goebbels assunse il controllo totale di ogni ramo dell'informazione e della vita culturale e sociale tedesca (stampa, cinema, teatro, radio, sport), ovunque applicando con rigore i principi della "morale nazista", e divenendo così il vero e proprio "dittatore della cultura" del Terzo Reich. Fu il principale artefice delle campagne di "arianizzazione", rivolte contro l'«arte degenerata» e la «scienza ebraica, massonica e bolscevica», che costrinsero all'esilio centinaia di artisti e scienziati ebrei. Rimangono famosi i roghi di libri, che organizzò a Berlino, istigando gli studenti nazionalsocialisti a perlustrare e saccheggiare le biblioteche alla ricerca di opere proibite dal regime.

Marzo 1945, congratulazioni con un sedicenne nell'impiego al fronte.

Nella seconda metà degli anni trenta diventò l'amante dell'attrice cecoslovacca Lída Baarová, trasferitasi a Berlino per lavoro[15]. Quando sua moglie Magda venne a sapere della storia, se ne lamentò con Hitler, che era il padrino dei loro figli e provava una notevole simpatia per Magda; il Führer chiese a Goebbels di porre fine alla relazione, ma il gerarca non accettò e rassegnò, invece, le dimissioni. Voleva divorziare dalla moglie, sposare la Baarová e lasciare la Germania, con la sua Liduška, vezzeggiativo ceco per Lída, come la chiamava affettuosamente, per trasferirsi in Giappone. Hitler, però, non accettò le dimissioni e, il 15 ottobre 1938, Goebbels tentò di suicidarsi. Si riprese in fretta, mentre la Polizia allontanò l'artista dal Terzo Reich[16].

Durante la guerra, e specialmente dopo i primi rovesci militari che resero critica la situazione della Germania, l'abile opera di propaganda portata avanti da Goebbels con perizia e fanatismo, riuscì in buona parte a convincere il popolo tedesco ad accettare i sempre più gravi sacrifici imposti[17]. Egli applicò un metodo propagandistico all'epoca ritenuto molto efficace, derivato dalle teorie del behaviourismo, basato sulla continua ripetizione di notizie parziali, o palesemente false, rigidamente controllate dal vertice: il futuro «radioso» della Germania, il pericolo delle «orde asiatiche» che non avrebbero avuto pietà della Germania, la crudeltà degli Alleati che chiedevano una «resa incondizionata», le «armi miracolose» erano alcuni dei tanti temi utilizzati che contribuirono ad alimentare la resistenza, quando l'esito della guerra era ormai compromesso, e ad allontanare l'ora della disfatta.

Durante l'ultimo mese di guerra, nell'aprile 1945, Goebbels ricevette dal Führer due importanti nomine, che lo resero ufficialmente il numero due del Terzo Reich. Fu nominato Ministro plenipotenziario per la mobilitazione alla guerra totale e poi generale della Wehrmacht, con l'incarico della difesa di Berlino[17]: quest'ultimo incarico significò molto per Goebbels, perché, anche se per pochi giorni, era entrato nell'esercito, possibilità negatagli durante la Grande Guerra per via della sua infermità. Hitler, nelle sue volontà, lo nominò Cancelliere del Reich, con Karl Dönitz come Presidente del Reich.[18] Morto Hitler, subentrò al cancellierato, il 30 aprile 1945, rimanendo in carica un solo giorno, fino alla morte avvenuta il 1º maggio 1945.

Il Memoriale per gli ebrei assassinati d'Europa, a Berlino, è stato edificato nell'area originariamente occupata dal palazzo e dalle proprietà di Goebbels.

Le ultime ore e le circostanze della morte di Goebbels, di sua moglie e dei loro sei figli, restano non completamente chiarite. La sera del 1º maggio, alle ore 20, la signora Goebbels, insieme a un medico delle SS, Helmut Kunz, narcotizzò i bambini con della morfina: una volta addormentati, Magda Goebbels, forse con l'aiuto del dottor Ludwig Stumpfegger, li uccise, rompendo dentro la loro bocca una capsula di cianuro[6].

Poi Goebbels sparò alla moglie, rivolgendo quindi l'arma verso di sé. Secondo una diversa ricostruzione, invece, egli e la moglie, date disposizioni per la cremazione dei loro corpi, si sarebbero fatti uccidere con due colpi alla nuca esplosi da un attendente. Di fatto, quando i loro corpi vennero ritrovati dai sovietici, erano carbonizzati a tal punto da non consentire analisi[19].

I Diari[modifica | modifica sorgente]

A partire dal 1924, Goebbels fu un accanito diarista[20]: all'interno dei suoi diari, scritti spesso in maniera frettolosa e poco elegante, a differenza dell'ossessiva cura che poneva nella preparazione dei suoi discorsi e articoli pubblici, si trovano appunti sugli incontri ai quali partecipava, riflessioni personali e idee. Al termine del conflitto i Diari di Goebbels vennero ritrovati all'interno del Führerbunker dalle truppe sovietiche e Alleate, che se ne appropriarono. L'importanza del ruolo di Goebbels all'interno del Terzo Reich rendono i Diari un importantissimo documento storico del periodo, oggetto di studi e analisi, spesso utilizzato come fonte primaria.[21]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Insegna d'Oro del Partito Nazional Socialista dei Lavoratori Tedeschi (Goldene Parteiabzeichen der N.S.-D.A.P.) - nastrino per uniforme ordinaria Insegna d'Oro del Partito Nazional Socialista dei Lavoratori Tedeschi (Goldene Parteiabzeichen der N.S.-D.A.P.)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Nel circolo più vicino ad Hitler gli unici laureati erano Goebbels e Speer.
  2. ^ Albert Speer, Memorie del Terzo Reich, Mondadori, Milano, 1996.
  3. ^ Thacker (2009)
  4. ^ Wiewaswie.nl
  5. ^ (EN) Joachim E. Fest, The Face Of The Third Reich: Portraits Of The Nazi Leadership, New York, Da Capo Press, 1999, p. 88, ISBN 978-0-306-80915-6.
  6. ^ a b c d Joseph Goebbels, jewishvirtuallibrary.org
  7. ^ NAZISMO: 100 ANNI FA NASCEVA GOEBBELS, IL MEGAFONO DI HITLER, Adnkronos, 27 ottobre 1997
  8. ^ Joseph Goebbels, thefamouspeople.com
  9. ^ (EN) Richard J. Evans, The Third Reich in power, 1933-1939, New York, Pengin Press, 2005, p. 249, ISBN 978-1-59420-074-8.
  10. ^ Evans, The Coming of the Third Reich, p. 204.
  11. ^ 1923: Albert Leo Schlageter, Nazi martyr, executedtoday.com. URL consultato il 22 febbraio 2014.
  12. ^ Hamilton, Who Voted for Hitler, p. 109.
  13. ^ Anthony Read e David Fisher, Berlin: The Biography of a City, Pimlico, 1994, pp. 187–189
  14. ^ Robert S. Wistrich (4 luglio), Who's Who in Nazi Germany, Routledge, p. 78. ISBN 978-1-136-41381-0
  15. ^ Manvell, Roger (2006), Doctor Goebbels: his life and death, Heinrich Fraenkel, MBI Publishing Company, p. 171. ISBN 978-1-85367-715-1.
  16. ^ Kreimeier, Klaus (1999), The Ufa story: a history of Germany's greatest film company, 1918-1945, University of California Press, p. 246. ISBN 978-0-520-22069-0
  17. ^ a b Joseph Goebbels, Storia XXI secolo
  18. ^ La carica di Führer, che Hitler si era autoassegnato, dopo la morte del presidente Paul von Hindenburg, nel 1934, includeva sia quella di Cancelliere che quella di Presidente del Reich. Nel suo testamento, egli scisse nuovamente le due cariche, probabilmente perché credeva che nessuno, tranne lui, sarebbe stato in grado di sopportarne il peso.
  19. ^ Le grandi profezie della Storia (a cura di History Channel), Mondadori
  20. ^ Scoperti a Mosca i diari completi di Goebbels, Corriere della Sera, 4 luglio 1992
  21. ^ GOEBBELS, PAUL JOSEPH, Dizionario di storia moderna e contemporanea

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Elke Fröhlich, Die Tagebücher von Joseph Goebbels. Teil I, Aufzeichnungen 1923 – 1941, 14 Bände, Teil II, Diktate 1941 – 1945, 15 Bände, Teil III, Register, 3 Bände, München, K. G. Saur Verlag 1993-2008
  • (a cura di) Fred Taylor, I diari di Joseph Goebbels 1939-41, Sperling & Kupfer, Milano 1994. ISBN 8820003694
  • Joseph Goebbels, Michael. Diario di un destino tedesco, Thule Italia Editrice, Roma 2012, ISBN 9788897691051
  • Joseph Goebbels, Diario 1938, Mondadori, Milano 1996. ISBN 8804409568
  • L. Hachmeister, M. Kloft, Das Goebbels-Experiment, Deutsche Verlags-Anstalt, Monaco, 2005
  • Guido Knopp, Tutti gli uomini di Hitler, Corbaccio, Milano, 1999. ISBN 8879723170
  • Helmut Heiber, Goebbels, Hawthorn Books, New York, 1972
  • Angela Hermann, "In 2 Tagen wurde Geschichte gemacht". Über den Charakter und Erkenntniswert der Goebbels-Tagebücher, Stuttgart, 2008, ISBN 978-3-9809603-4-2
  • Angela Hermann: Der Weg in den Krieg 1938/39. Quellenkritische Studien zu den Tagebüchern von Joseph Goebbels. München 2011, ISBN 978-3-486-70513-3.
  • Anthony Read, Alla corte del Führer. Göring, Goebbels e Himmler: intrighi e lotta per il potere nel Terzo Reich, Mondadori (Le scie), Milano, 2006. ISBN 8804558733
  • Viktor Reimann, Joseph Goebbels, Ciarrapico, Roma, 1976
  • Ralph Georg Reuth, Goebbels, Harvest Books, 1994
  • Curt Riess, Joseph Goebbels. The devil's advocate, Doubleday & Company, New York, 1948
  • Rudolf Semmler, Goebbels. The man next to Hitler, Westhouse, Londra, 1947

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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Heinrich Schläppi
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